Bolletta elettrica a casa; quanto costa in Italia rispetto al resto d’Europa? +5-7%. Le cifre le ha date il numero uno dell’Enel, Flavio Cattaneo.

Bolletta elettrica a casa: ecco che cosa la rende più cara
Sulla bolletta finale i clienti residenziali italiani pagano il 5-7% in più rispetto alla media europea. Ma nella componente energia, che conta circa il 40% del totale, i prezzi italiani sono molto vicini a quelli spagnoli. Cattaneo ha dato queste cifre parlando alla Scuola di Formazione Politica della Lega. “In Spagna il prezzo più basso per il retail sul mercato della componente energia è 108 euro MWh (all’anno), in Italia 108 euro. Il prezzo più alto in Spagna è 120 euro, in Italia 135. La bolletta totale è composta non solo dalla componente energia, che conta per il 40%, ma anche da costi di rete, che in Italia hanno costo molto basso ed elevata efficienza. E poi da oneri di sistema e molti altri elementi. Il risultato complessivo è un +5-7% in più. Dobbiamo fare un grande bagno di realtà, perché nessuno investe più in impianti nuovi e nelle manutenzioni straordinarie. Tutto questo porterà a una grave crisi di mancanza di energia elettrica. Bisogna aumentare la generazione e farlo laddove serve”.

E l’Eni lancia l’allarme: “Gasolio esaurito in 600 stazioni nel week-end”
“Importiamo l’energia prodotta dal nucleare francese, che prima o poi dovrà fare manutenzione“, ha proseguito il n. 1 dell’Enel. “In prospettiva consumeremo di più, ad esempio per i data center, e se non partiamo in anticipo con il nucleare rischiamo di arrivare con il fiato corto”. Un altro alert è arrivato dal n.1 dell’Eni, Claudio Descalzi: “Nel week end scorso abbiamo avuto 600 stazioni di servizio dov’era esaurito il gasolio. Colpa nostra che abbiamo tenuto i prezzi troppo bassi ma se 600 stazioni Eni rimangono senza gasolio un problema possibile c’è. Come Italia non abbiamo nostro grezzo, non abbiamo raffinazione potente e quando ci sono emergenze non possiamo più dire andiamo in Germania o negli Stati Uniti”. Il jet fuel è la parte più critica: l’Europa ha un gap e deve importarne il 35% e bisogna capire come lo si trova e a che prezzi”, ha proseguito. Descalzi vede meno problemi “per le benzine, per il greggio, anche se bisogna avere le raffinerie per processarle. Mentre per il diesel-gasolio bisogna competere con altre aree. Spero che questo problema sia così importante a livello mondiale che porti tutti a più miti consigli”.
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Il differenziale 5/7% non sarebbe affatto male considerando il miglior livello tecnologico delle reti TERNA + gestione GSE raffrontato alla media europea (che ci ha evitato i frequenti blackout che spesso caratterizzano Spagna e nord Europa, che pur hanno centrali nucleari😂), anche perché noi italiani “godiamo” di un contratto normale a 3kW mentre in altri paesi più abituati a piani induzione, pompe di calore etc hanno forniture molto più energivore.
Un livello elevato di prezzi ovviamente incentiva l’uso razionale prima che razionato; ovviamente vanno tutelate al massimo le fasce più deboli (che abbiamo in gran parte vista sotto-occupazione, incertezza occupazionale e basso livello stipendi in media rispetto ai paesi con cui ci vorremmo paragonare, ormai senza pudore). Discorso diverso per jet fuel e gasolio che andrebbero subito razionati in assenza di forniture alternative (e qualora ci fossero salirebbero di prezzo per effetto domanda/offerta).
Sui petro-derivati come il gasolio bisogna prender coscienza che sono molti decenni che stanno diminuendo le raffinerie per i prodotti autotrasporto (per vari motivi) e non a caso in tante nazioni stanno sviluppando mezzi alternativi (ad idrogeno, BEV, etc). Noi italiani, o meglio il “nostro” campione nazionale ENI sta sviluppando raffinerie per l’HVO1OO in Sicilita, Toscana etc , ma non arriveremo sicuramente neppure al fabbisogno nazionale, a meno che non si decida di dar da mangiare ai motori rispetto agli umani con conversione terreni agricoli solo ad uso semi-oleosi, che oltre all’immane disastro sulla catena alimentare e l’export dei nostri pregiati prodotti causerebbe in breve anche un deterioramento precoce della fertilità naturale dei terreni (proprio adesso che non si potrà importare a lungo neppure gli indispensabili fertilizzanti che in gran parte dipendono dalle stesse zone del petrolio).
Il trasporto “leggero” e privato per quanto possibile dovrà indirizzarsi verso la mobilità elettrica ( o plug-in) per chi ha posto auto attrezzabile in casa o azienda; per tutti è consigliabile (indispensabile?) trovare una C.E.R. di zona cui registrarsi nel caso non si possa investire su FV+Accumulo proprio perchè prevedo che da giugno in poi il rischio blackout diventi pesante anche in molte zone d’Italia (per cause climatiche -con temperature elevate- e strutturali – alcune zone con reti precarie).
Teniamo presente che pure da noi stanno installando sempre più mega-server (cloud, AI, etc) che sono pesantemente energivori e dovremmo imporre nella costruzione di implementare propri sistemi di accumulo (BESS o altre tecnologie disponibili) oltre all’auto produzione F.E.R. (fv e/o eolico ad esempio).
Anche nella ventosa Gran Bretagna, fortemente dotata di parchi eolici, hanno dovuto stoppare un progetto legato all’ A.I. causa costi eccessivi (chissà se suggeriti da un loro programma A.I. 😂) perché troppo costoso ed energivoro
https://ainews.it/openai-abbandona-il-progetto-stargate-nel-regno-unito-troppi-costi-e-incertezza-normativa/
Ricordiamoci che questa situazione è soltanto all’inizio e ne vedremo le conseguenze proprio in estate…. Speriamo che tutti gli stakeholders, il Governo e privati (imprese & cittadini informati) si diano una mossa…
Basta vedere la quantità di decreti attuativi approvati, per capire in che direzione va il governo.
Ritardi da farli scadere, per esempio.
Tasso di approvazione, tra il 50 e poco più del 60%.
Tra i peggiori ritardatari, figura proprio il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
-Nel week end scorso abbiamo avuto 600 stazioni di servizio dov’era esaurito il gasolio. Colpa nostra che abbiamo tenuto i prezzi troppo bassi-
Ormai, oltre ad essere nell’epoca della post-verità, temo che si sia anche giunti a quella della post-vergogna.
È quello che hanno riportato le agenzie. L’ho riletto tre volte, ma dice proprio così.
in Francia TotalErg ha adottato una politica di prezzi bassi autonoma causando l’esaurimento rapido delle proprie cisterne (ed è un operatore “pesante” sul mercato francese quanto ENI direi)
Secondo me non vanno scontati erga omnes i prezzi ma solo alle categorie professionali (per non aumentare l’inflazione per tutti) e magari il “solito sistema” governativo delle bonus-card ai soggetti “fragili” con ISEE basso, da pagare RIGOROSAMENTE con bancomat registrato su app IO (gran parte dei furbetti si dovrebbero scansare.. quelli col Porsche da rifornire e l’ISEE+bancomat della nonna pensionata al minimo no).
Mauro ci mancherebbe, ho letto anch’io la stessa frase anche in altri articoli.
Immagino però che converrà con me.
stavo solo dicendo che io stesso non ci credevo…