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BMW smentisce la bufala sulle emissioni elettrico-diesel

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La nuova BMW iX3: le emissioni di CO2 rispetto a un corrispondente modello diesel calano dal 30 al 60%.

BMW smentisce la bufala sulle emissioni elettrico-diesel. Ovvero la vulgata secondo cui, considerando il processo di produzione, le emissioni delle auto a gasolio di ultima generazione sarebbero più virtuose.

BMW smentisce, Mercedes e Volkswagen pure

Premessa: la BMW non ha nessun interesse ad “addolcire” la realtà dell’elettrico a svantaggio delle auto a gasolio. Sarebbe forse vero il contrario. Tuttora, e per diversi anni a venire, i modelli endotermici faranno la parte del leone nelle vendite del gruppo di Monaco.

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Un grafico pubblicato da BMW per spiegare come si è arrivati a rendere più “sostenibile” la iX3.

Fatto sta che, nel presentare il suo nuovo Suv elettrico iX3, in un passaggio tocca anche il tema delle emissioni: Eccolo: “Il sistema di propulsione efficiente, l’ampio utilizzo di materie prime riciclate nella produzione di elementi in alluminio e materiali termoplastici, l’assenza di terre rare, e l’uso di elettricità verde nella produzione, comprese le celle per l’alta tensione batteria, sono tutti fattori che contribuiscono alla straordinaria valutazione della CO2 per la nuova BMW iX3. L’iX3 supera la BMW X3 xDrive 20d a motore diesel di oltre il 30 % quando attinge nella fase di utilizzo all’elettricità standard europea e di circa il 60 % quando utilizza esclusivamente energia verde“.

Mercedes: con le rinnovabili si arriva a -70% di CO2

Ricordiamo che si parla sempre di CO2, che è un climalterante. Ma si tralascia (volutamente) di parlare degli inquinanti emessi dai motori diesel mentre l’auto cammina (il bilancio dell’elettrico è zero). Anche sulla CO2, comunque, la BMW smentisce la vulgata. È l’ennesima conferma che il confronto non si pone. Già l’anno scorso anno altre due Case non sospettabili di avversione al diesel come Mercedes e Volkswagen (quest’ultima per la ID.3) avevano dato lo stesso responso.

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Un grafico in cui la Mercedes sottolinea l’importanza di ricaricare con energia da rinnovabili.

La Casa di Stoccarda, per esempio, aveva sottoposto la prima elettrica di nuova generazione, la EQC 400 4MATIC, a un check ambientale a 360° sull’intero ciclo di vita (200 mila km percorsi). Facendo poi certificare il risultato da una società specializzata, il TÜV Süd (qui i dettagli, dal sito Mercedes). Risultato: le minori emissioni di COdurante l’uso compensano largamente quel che si emette in più durante la produzione delle batterie. Se poi si usa solo energia prodotta da rinnovabili, il risparmio è del 70% nell’intero ciclo di vita. BMW smentisce, la Mercedes anche.

Come si effettuano le rilevazioni sul ciclo di vita

Naturalmente le rilevazioni riguardano l’intero ciclo di vita il cosiddetto “Life Cycle Assessment” (LCA), un’analisi standardizzata secondo le norme ISO. Tenendo conto di 4 fasi principali (questa in particolare è la procedura seguita da Mercedes):

1) i passaggi della filiera di fornitura. 

2) la produzione – (i processi che generano più CO₂ sono definiti “hot spot”).

3) l’utilizzo del veicolo su strada. 

4) il riciclo, quando l’auto smette di circolare.

E i risultati continuano a dare ragione all’elettrico, che sta diventando una grande spinta ad investire sulla sostenibilità anche nelle fabbriche. Aumentando l’utilizzo di energia da rinnovabili sia nella fase di produzione, sia nelle ricariche delle auto su strada. Infine, una precisazione: nel suo comunicato, la BMW fa riferimento “all’elettricità standard europea“. Ovvero a un dato medio che tiene conto dei cattivi risultati dei Paesi dell’Est come la Polonia, che fanno un ampio uso del carbone. L’Italia, lo ricordiamo, ha un bilancio di produzione molto più virtuoso della media UE.

11 COMMENTI

  1. MI sembra che finalmente siamo arrivati. L’elettrico è la miglior soluzione per l’ambiente, punto. Fan del termico, gasolio, benzina o gas mettetevi buoni. Comprate pure quello che volete, ma non contestate più su questo punto.

  2. L’italia ha un bilancio più virtuoso della Polonia, vero. Ma è anche vero che i “crediti verdi” vengono comprati da società fuori dall’italia… Diciamola tutta la verità… Ciò non significa che i crediti verdi forniscono energia pulita direttamente.. Esattamente come FCA come crediti “verdi” da Tesla, ma non significa che le emissioni delle auto FCA si abbassano allo scarico grazie a Tesla, si abbassano solo nei bilanci della società per vigurare più verde…

    • L’Italia ha un bilancio più virtuoso a prescindere dai crediti verdi. Ce l’ha perché produce da solare, eolico e perché i nostri padri e i nostri nonni ci hanno lasciato un sacco di impianti idroelettrici-elettrici.

    • Il meccanismo dei crediti verdi è complesso ma la sua logica è corretta ed è globale, come globale è il danno climatico prodotto dalle emissioni di CO2 che danneggiano l’atmosfera in egual misura, dovunque siano prodotte. Quindi non importa chi li venda e chi li compri. E’ comunque un incentivo economico per le aziende più sostenibili e un disincentivo, pur non fisale, per le aziende meno sostenibii. L’effetto, si spera, è di spingere le seconde a rincorrere le prime.

      • Non sono d’accordo, perchè è lo stesso concetto del “creiamo un’europa piena di norme che le imprese non riescono rispettare”, con la facciata verde e rispettosa.. Poi però per reperire ciò che serve andiamo a farlo produrre a chi ha regole sull’ambiente molto blande… O la filiera si “ripulisce” nella sua totalità globale, o è solo uno spostare i problemi…

  3. Ecco, le “emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita dell’auto” calcolato su 200.000 chilometri.
    Considerando questo tipo di calcolo le auto elettriche non sono più così “miracolose” come si vorrebbe fare credere. I loro 70-80 grammi di CO2 al chilometro riescono a emetterli anche loro; la priorità dovrebbe essere quella di produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, non dare 10.000 euro per automobili accessibili solo ai ricchi.

      • In Italia la percorrenza media annua di un’auto è 11.200 km, quindi 200.000 km mi sembra un livello di riferimento adeguato. Poi ci sarà chi farà 50.000 km all’anno e i grammi di CO2 per km saranno più bassi; ci sarà anche chi farà 3.000 km all’anno e allora probabilmente non raggiungerà nemmeno il pareggio con una auto termica.

  4. Purtroppo fare queste valutazioni è sempre molto difficile, e i risultati cambiano di molto se si prende atto o meno di determinati aspetti. L’ Europa del nord usa il nucleare, che non emette gas serra, ma produce scorie radioattive, molto più pericolose per la salute dell’ uomo e degli animali, di quanto non lo siano i gas serra. Mentre paesi come l’ Italia, che rifiutano il nucleare, producono energia elettrica bruciando idrocarburi e quindi il risultato è una mera delocalizzazione degli scarichi, che vengono portati lontano dai centri abitati, ma inevitabilmente inquinano. Quanto inquinano? Più o meno delle auto? Anche qui la risposta è molto ampia : si va dal carbone all’ olio combustibile delle vecchie termoelettriche, che sicuramente sono più dannose delle auto di nuova generazione, e qui i nemici dell’ elettrico fondano i loro studi e le loro ricerche, a ragione, fino alle turbogas a metano di nuova generazione, dove invece avrebbero miseramente torto perché grazie all’ efficienza e al rendimento, che in una centrale elettrica sono molto più alti che in un’auto, e al metano che è molto meno inquinante della benzina e del diesel, il risultato è nettamente a favore dell’ auto elettrica. Infine poi possiamo entrare nel campo minato delle rinnovabili, dove il Sole è inaffidabile, perché spesso fa freddo e piove, mentre la corrente elettrica serve sempre, in quei momenti a maggior ragione, e dove la produzione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici impatta pesantemente. Potrei scrivere a lungo, conoscendo abbastanza l argomento, ma vorrei evitare di essere prolisso, posso dire tuttavia che la realtà è molto complessa, ed è facile dimostrare ciò che si vuole valutando dei dati piuttosto che altri….
    Idealmente l’ elettrica inquina meno, non vi è dubbio, ma se la corrente la si produce inquinando di più di quanto non inquini un’ auto, ecco che si cade in una trappola. Da ambientalista convinto vi dico che il problema si potrà risolvere solo ed esclusivamente grazie alla fotosintesi clorofilliana: piantando piante !
    Il resto, vi sembrerà assurdo, ma è secondario.

  5. Un mio caro amico, invece di piantare piante, ha provveduto ad installare fotovoltaico, per alimentare casa e 4 auto elettriche. Tranne che in periodi invernali, dove il fotovoltaico produce meno, non fa ricorso ad Enel. Ma anzi, la rifornisce con il proprio eccesso di produzione pulita. Inoltre, girando tutti in famiglia con auto elettriche, e climatizzando con pompa di calore, non emette CO2.
    Un domani, se ancora vivrà, metterà a dimora piante.
    MA NEL FRATTEMPO HA FATTIVAMENTE OPERATO PER UN MONDO MIGLIORE. LASCIANDO PERDERE LE CHIACCHIERE ED I TEOREMI ASTRUSI.

    • Mi fa piacere leggere che non è stato inteso minimamente il senso di quanto abbia scritto.
      Per produrre e smaltire i pannelli fotovoltaici del tuo amico, che incantesimo è stato usato ?
      Non è per caso sono frutto di un processo industriale inquinante ?
      E quell’ inquinamento prodotto per produrre i pannelli del tuo amico, chi lo smaltisce ?
      Forse l’ erba del giardino della villa del tuo amico, se non la taglia, ma ovviamente non basta, purtroppo.

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