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BMW iX 50, per chi non ci sta a pianificare

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BMW iX 50, per chi non ci sta a pianificare. L?abbiamo testata in autostrada per oltre 500 km, dal Trentino fino al cuore dell’Abruzzo. Mostrando anche come si affronta un lungo viaggio in elettrico. Dall’uso del navigatore (a volte non del tutto trasparente) all’utilizzo delle app per ricarica e tempi di sosta. VIDEO.

BMW iX 50, è l’elettrica per chi non vuole sbattimenti?

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Qualche info di massima su quest’auto, di cui a breve uscirà una prova più dettagliata. Quasi 5 m. di lunghezza (495 cm) per quasi 2 di larghezza (197 cm) e uno e 70 di altezza. Largo uso di alluminio e plastica rinforzata in fibra di carbonio, un CX record (di categoria) di 0,25 e una batteria da ben 111,5 kWh (poco più di 105 utilizzabili). Si sente spesso il consiglio (corretto) di tenere la batteria il più possibile tra il 20% e l’80% di carica. Ok, ma se stiamo per metterci in viaggio, nessun problema a ricaricarla fino al 100%. L’importante sarà partire subito e non lasciarla carica a lungo. Stessa cosa vale per i valori di carica più bassi. Nessun problema a scaricare la batteria anche sotto il 20%, se poi ricarichiamo immediatamente. Teniamo presente che, in generale, lo 0% e il 100% indicati dall’auto non corrispondono ai valori di carica reale. I costruttori si tengono unmargine di batteria inutilizzabile, proprio per evitare che si facciano fare grossi danni.

Navigatore di bordo per quando ricaricare: bene, ma si può  migliorare

Il primo strumento di viaggio è il navigatore. Siamo abituati a utilizzarlo sull’auto termica, o sullo smartphone (o entrambe le cose insieme se usiamo Apple CarPlay o Android Auto). ma il navigatore integrato dell’auto, oltre a pianificare il percorso, tiene conto dell’eventuale necessità di ricarica. Perché conosce in ogni momento le condizioni di carica della batteria e i consumi presunti sul percorso. Chiaramente il navigatore opera le proprie scelte sulla base di precise restrizioni imposte dal costruttore. E, a volte, le sue scelte possono non essere quelle ottimali. Io ho deciso di seguire pedissequamente quanto “prescritto” dall’auto, vivendo l’esperienza d’uso di un utente qualsiasi. Non posso dire di essermi trovato male, ma certamente qualcosa va migliorato. E conoscere bene ciò che si utilizza, consente comunque di essere critici e utilizzarlo meglio.

BMW iX 50Due scelte di sosta che non capisco…

Il percorso prevedeva lo spostamento da Arco (TN) fino a Notaresco (TE), 550 km quasi tutte in autostrada. Due scelte fatte dal computer di bordo mi lasciano perplesso. La prima: l’auto ha correttamente previsto una ricarica, visto che la proiezione dei consumi mostrava l’impossibilità di raggiungere la destinazione. E ha correttamente previsto di farci effettuare questa ricarica una volta che la batteria avesse raggiunto un livello di carica basso. In questo modo i tempi si riducono molto, visto che la potenza di ricarica (presso le FAST) segue una curva ben precisa. La potenza è alta quando la batteria è ancora scarica e si riduce man mano che ti avvicini al 100%. Peccato che abbia deciso di suggerirci la sosta presso una ultra fast di Free to X, udite udite, nella stazione Esino Est (in autostrada, ma in direzione opposta). Costringendoci a uscire, fare alcuni km in direzione nord, ricaricare, uscire di nuovo e rientrare per riprendere il viaggio. Sarebbe stato sufficiente farci viaggiare per altri 30 km (il 16% di batteria sarebbe stato più che sufficiente) e farci fermare nella stazione di Numana (AN). A100 km dalla destinazione finale, ma soprattutto in direzione sud. Senza necessità di uscire.

BMW iX 50Una ricarica più lunga del necessario?

Perché non lo ha fatto? È probabile che, al fine di evitare “patemi d’animo” al cliente, BMW, come molti altri costruttori, preferisca essere molto conservativa. Ed evitare che l’autonomia scenda troppo sotto il 20%. Ma con il senno di poi, avremmo guidato fino a Numana senza minuti preziosi. La seconda scelta che non ho condiviso è stata quella di suggerire una ricarica di 13 minuti nella colonnina ultra fast di Chiaravalle. In 13 minuti ho ricaricato oltre 38 kWh, portando lo stato di carica dal 16 al 48% (+32%). E sono poi giunto a Notaresco con il 24% di autonomia residua. Immaginando l’ipotesi (certo un po’ estrema) di giungere a destinazione con lo 0%, visto che il consumo dalla stazione  fino a destinazione è stato del 24%, una ricarica pari a 8 punti (invece che 32) sarebbe stata preferibile. Se, ovvio, il nostro obiettivo fosse stato quello di ridurre il più possibile i tempi di percorrenza. E soprattutto se e solo se, come nel mio caso, fossimo stati certi di avere una ricarica all’arrivo, senza necessità di utilizzare a breve l’auto.

BMW iX 50Forse sarebbe meglio assecondare il guidatore

Tutte informazioni queste che ovviamente BMW non può avere. Ma allora, mi chiedo, perché non consentire al cliente di fornirle in fase di impostazione-destinazione? Devo essere io, cliente, che dico all’auto, fammi arrivare con il 10%, o il 2% o il 50% di autonomia. A seconda di quella che sarà la mia situazione all’arrivo. Questo è il mio appello a BMW per il prossimo update! C’è certamente da non dimenticare una cosa però. La nostra sosta, dopo oltre quattro ore di guida autostradale, non sarebbe comunque durata meno di 13 minuti. Ma se avessimo dovuto/voluto farla durare 3 o 4 minuti, il software di BMW avrebbe molto facilmente potuto calcolarlo. E darci questa libertà.

BMW iX 50: è l’elettrica per chi non vuole sbattimenti?

Beh, si, in un certo senso lo è. BMW l’ha dotata di un pacco-batteria molto generoso e di consumi eccellenti in questa categoria. Questo consente al cliente di non doversi arrovellare troppo in complicate programmazioni. Fino a quando le percorrenze restano entro i 4/500 km autostradali (la condizione nella quale si consuma di più) o dei 600/650 km misti, non dobbiamo pensare a nulla. Basta poter contare su una ricarica notturna casalinga che ripristini l’autonomia. E quando ci spostiamo più a lungo raggio, seguendo il navigatore, non ci troveremo mai in difficoltà. Questo è certo. Al contrario, come già evidenziato in occasione della presentazione dell’auto, il rischio che vedo  è un sovradimensionamento rispetto alle reali necessità. Guidare elettrico vuol dire puntare all’efficienza. E forse un pacco batteria più compatto e qualche minuto in più alla colonnina, potrebbero non essere una tragedia. Non credete?

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tag: BMW iX 50

 

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27 COMMENTI

  1. Secondo me, detto che in linea generale son d’accordo sul fatto di tenere le batterie con il “giusto” dimensionamento, ci sta benissimo un settore di mercato che dia dignità ad auto con pacchi batterie enormi, almeno allo stato attuale della tecnologia. Credo che avere grosse autonomie senza dover pensare a fermarsi a caricare, per alcuni utenti, possa essere un fattore determinante.
    Se poi arriveremo a batterie che si caricano a velocità paragonabili ai rifornimenti termici allora non servirà più avere chissà che autonomie nelle batterie

  2. Scusatemi, lungi da me dal fare polemiche, quello che il Signor Paolo ha scritto (per chi non ci sta a pianificare…) è vero ma io aggiungerei anche “per chi se la può permettere” dato che parliamo di una vettura da oltre 100.000 euro. Ripeto, non è sbagliato dare quel titolo o parlare solo di quello ma è evidentemente “incompleto”. Per non rischiare di essere frainteso e sarò noioso, sottolineo che si può parlare di tutto ma tralasciare completamente l’aspetto economico in un articolo la vedo come una mancanza.

    • 500 km di autonomia? Be con un’autonomia del genere è considerando la lunghezza delle soste bisogna pianificare eccome e non ci si può certo fermare dove si vuole o farsi percorsi alternativi (ad esempio statali) dove non si trovano colonnine. Il titolo sarebbe andato bene se ci fosse stato un range extender a benzina o fuell cell

      • Buon giorno Elia.
        Dipende da dove ci si sposta, per quanti km, con quale frequenza, ecc. ecc.
        Cosa intende con “considerando la lunghezza delle soste” esattamente? Non capisco. La mia sosta è stata di 13 minuti (il tempo di mangiare un panino) e si è rivelata essere molto più lunga di quanto realmente necessario per arrivare a destinazione.
        L’autonomia che ho avuto, di oltre 500 km autostradali, l’ho avuta, su questo percorso, appunto in autostrada. E’ ovvio che si pianificano le soste. Ma con estrema flessibilità! Questo intendo. Con moltissimi km di margine.
        Sulle statali si consuma ovviamente meno: diciamo più attorno ai 16 kWh/100km. Quindi l’autonomia lì diventa di circa 650 km. Che, considerata una velocità media di circa 65 km/h, significa guidare ininterrottamente per 10 ore.

  3. Che il navigatore della bmw abbia suggerito di ricaricare ad una colonnina sul lato opposto dell’autostrada non mi meraviglia più di tanto. È impreciso e poco aggiornato, per esempio, la mia ultima bmw che ora ha 4 anni, con aggiornamenti compresi per i primi 3 anni (ovviamente non rinnovati) mi propone di percorrere la galleria di Omegna (VCO) che è chiusa da 4 anni, in autostrada mi avvisa che c’è traffico quando sono in coda già da mezz’ora, rotonde varie che appaiono sulla strada ma che nel navigatore non esistono. Considerando che sono auto premium e gli aggiornamenti li fanno pagare e non poco, dovrebbero curare un po’ di più questi dettagli.

    • Grazie per aver riportato l’esperienza, è uno degli aspetti che io ho sempre riportato contro la “triade” tedesca (BMW. Audi e Mercedes): farti pagare il navigatore, l’antifurto, la chiamata di emergenza, etc. lo trovo inaccettabile in macchine di quella categoria. Tesla ha gli aggiornamenti di tutto a vita, gratuiti. Paghi una macchina 70.000€ e devi aggiungere gli specchietti elettrici o il clima automatico e le mappe che si aggiornano? Garanzia di 2 anni? Lo trovo offensivo nei confronti della propria clientela. Parere personale, ovviamente.

      • Questa fa di meglio, tra gli optional ci sono rivolta si scorta o il kit di riparazione.
        Chissà che handling poi, con due tons e mezzo di peso.

        • L’handling è molto buono, Anacho. Migliore di quello di BMW X7, che ha un peso praticamente identico e un baricentro più alto.

  4. Questa BMW è più bella delle Mercedes elettriche ma non capisco alcune scelte. Ad esempio il doppio rene davanti. A parte che hanno mantenuto la versione “sbagliata” quella che viene coperta buffamente dalla targa che non riesco a digerire, ma poi resta il problema del senso: perché mantenere il doppio rene all’anteriore, finto, senza un radiatore? Tanto vale a questo punto mettere una finta marmitta sul retro e aggiungere vibrazioni artificiali all’auto in fase di accelerazione …

    Esteticamente (ripeto: sempre meglio della Mercedes) è ancora un’auto incompiuta, senza identità ma ancora col complesso di voler imitare la versione a benzina (va bene un look tradizionale, anzi, meglio, ma certi elementi tipici del termico devi saperli rimpiazzare). BMW non è riuscita del tutto ad abbinare un’estetica “rassicurante” con le caratteristiche tecniche proprie di un’elettrica. I fari hanno una bella personalità, lì la BMW ha fatto centro. Sono interdetto sulle prese d’aria all’anteriore: per essere belle sono molto belle, ma servono a qualcosa o anche queste sono finte? Promosso il retro dell’auto e anche la vista laterale. Tutto sommato come voto al look direi che siamo su un 7- (che per la mia scala è comunque un gran voto) ma siamo lontani dal 10 e lode con plauso accademico della bellissima Lotus Eletre.

    • Certo che c’è il radiatore!
      Quello Tesla Model 3 è largo 65 cm, dovrà pur prendere aria da qualche parte, l’HVAC.
      Immagino che quello BMW della iX avrà superficie ancora più ampia.
      Non piace nemmeno a me, per inciso, ma l’aria serve anche ad una BEV per il condizionamento.
      PS: il suono artificiale che imita il rumore del motore nella i4 M50 fa accapponare la pelle (non in senso positivo)

        • E’ finta… L’aria per il radiatore direi che la prende da sotto, come nelle Tesla, nella fascia inferiore dove ci sono i fendinebbia, forse la BMW più laterlamente.
          Comunque non è un doppio rene: quelle sono “narici”…. (così mi ha detto il solerte addetto alle vendite BMW!!)
          Non piace nemmeno a me, potevano farlo diverso, proprio a indicare che è una elettrica, pur mantenendone l’identità.

          • Ma infatti le narici disegnate fanno pena, ho visto che l’aria la prende effettivamente da sotto. Ci sono soluzioni estetiche migliori: a parte Lotus, anche la Nissan Ariya ha un’estetica riuscita e convincente, fieramente elettrica, senza risultare posticcia, utilizzando una superficie piano black incastonata nel frontale. Forse una soluzione fin troppo facile ma l’effetto finale mi sembra di gran lunga superiore a 2 “narici tappate” disegnate davanti al muso.

  5. Sono vetture destinate a una clientela business, molto facoltosa, generalmente super impegnata. Ci sta che puntino al top dell’autonomia. Piuttosto non comprendo un software che non miri allo stesso obiettivo, ovvero arrivare a destinazione nel minor tempo possibile. Non ci vedo sinceramente un CEO che accetti di uscire dall’autostrada e risalire in direzione opposta per ricaricare, perdendo una preziosissima mezz’ora

    • Credo dipenda dalla motivazione che ha evidenziato Paolo Mariano , cioè un approccio conservativo per ridurre l’ansia o per far fronte a eventuali problemi , come una coda da 5 ore causa incidente .
      Non so come si sarebbe comportata una Tesla nelle stesse condizioni.
      Per il resto siamo in una fascia prezzo decisamente business, considerato peso e dimensioni, davvero ottimizzata.
      Inarrivabile per la gente comune…

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