BMW avvia un progetto pilota per integrare robot umanoidi nelle linee di assemblaggio delle sue auto elettriche. L’iniziativa è partita nello stabilimento di Lipsia e punta a testare una nuova generazione di macchine capaci di operare in ambienti progettati per lavoratori umani.
La Casa tedesca non intende sostituire l’automazione industriale tradizionale ma affiancarla con sistemi più flessibili, dotati di Intelligenza Artificiale e in grado di adattarsi dinamicamente ai processi produttivi.

Robot per i lavori più complessi, oggi riservati agli umani
Nel sito di Lipsia, dove nasce anche la Mini Countryman Electric, i robot umanoidi vengono testati in particolare nell’assemblaggio delle batterie e in alcune lavorazioni di componenti. La loro caratteristica distintiva è la capacità di muoversi in spazi originariamente progettati per operatori umani, senza richiedere una riconfigurazione radicale delle linee.
Grazie a un’architettura informatica unificata, BMW sfrutta i dati provenienti dall’intero sistema produttivo per addestrare i robot e ottimizzarne i movimenti in condizioni reali. La standardizzazione dei flussi informativi consente così agli umanoidi di prendere decisioni operative e svolgere compiti complessi, andando oltre la semplice ripetizione meccanica.

Una sperimentazione che interessa anche Mercedes-Benz
Il progetto tedesco segue una prima sperimentazione avviata lo scorso anno nello stabilimento BMW di Spartanburg, negli Stati Uniti. In quell’occasione, un robot umanoide era stato impiegato nella movimentazione di parti metalliche destinate alla saldatura durante la produzione della BMW X3.
Rimanendo in Europa, anche Mercedes-Benz ha avviato progetti simili, presentando lo scorso aprile il robot Apollo come possibile supporto alle linee di produzione. In generale, l’obiettivo finale di queste sperimentazioni è valutare l’efficacia di questi sistemi in attività ripetitive, gravose o svolte in ambienti complessi. Per ridurre il carico fisico sugli operatori e aumentare la resilienza delle linee produttive.
Automazione più flessibile per la transizione elettrica
Se i test di Lipsia daranno esito positivo, i robot umanoidi potrebbero diventare parte integrante delle linee di assemblaggio elettriche del Gruppo. Per ora si tratta di una fase pilota, ma l’interesse sul successo dell’operazione è evidente.
Il tema non è soltanto tecnologico, ma anche industriale.
Catl lancia il primo impiego industriale al mondo di robot umanoidi
Per molti stabilimenti che stanno affrontando la riconversione verso l’elettrico, l’adozione di robot umanoidi potrebbe rappresentare una nuova leva per mantenere competitività e qualità. E senza stravolgere infrastrutture esistenti. Tuttavia, l’introduzione di macchine capaci di operare in spazi “umani” apre diversi interrogativi sull’evoluzione dell’organizzazione del lavoro nelle fabbriche automotive europee. Tema che potrebbe incontrare l’opposizione delle organizzazioni sindacali.
- LEGGI anche: Marchesini (Confindustria): “Europa terza potenza se risolve il rebus energia” e guarda il VIDEO




Per dirla con Yoda: “The shroud of the dark side has fallen. Begun the Clone War has”.
🙂
Mai visto utilizzare l’automazione per alleggerire i lavoratori.
Caso mai per peggiorarla, aumentando ritmi di lavoro e pretese.
Ma poi, nei supermercati, negozi, concessionarie etc
…..
Ci saranno clienti robot ?!?!
Automazione con robot è diversa da “catena di montaggio per far correre di più gli operai”: quello è un tema di organizzazione del lavoro e di KPI, decisi dagli esseri umani.
I robot (oggi) si usano soprattutto dove l’uomo è meno adatto per fisiologia o per contesto: masse pesanti da sollevare e muovere, ripetitività, tolleranze strette, sostanze nocive come vapori/vernici/polveri, posture scomode, ecc.; oppure dove non si trovano più operatori specializzati (si sperimenta anche in cantieristica navale, ad esempio per alcune saldature). È quindi anche una scelta di qualità e sicurezza, non solo di costi.
Tra l’altro, se lei guida un’auto e usa pc o smartphone, sta già beneficiando di linee fortemente automatizzate: altrimenti quei prodotti costerebbero molto di più e arriverebbero davvero come pezzi artigianali.
“Clienti robot”? Non servono: semmai clienti umani con assistenti digitali, che sono già tra noi (spesa online, consegne, personal shopper…).
speriamo che realizzino velocemente economici robot da impiegare in agricoltura, così vedremo se almeno in Italia eliminiamo la piaga dei lavoratori schiavi ed i loro “caporali”, così gli occupati del settore saranno solo con contratti regolari..