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BMW e Jaguar, l’unione fa…il motore elettrico

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BMW iX5
La BMW iX3 sarà il primo modello di Monaco con la 5°generazione di sviluppo dei motori elettrici

BMW e Jaguar-Land Rover uniscono le forze per sviluppare una nuova generazione di motori elettrici. Partendo dalla 5° Generazione della eDrive BMW.

Un team di sviluppo con base a Monaco

La Gen 5, come viene chiamata in abbreviazione, è l’ennesimo sviluppo dei propulsori elettrici del costruttore tedesco. E farà il suo debutto su un modello in produzione dal 2020, la BMW iX3 Sports Activity Vehicle (guarda l’articolo). Ed è da questo sistema che partirà il lavoro congiunto di un team di ingegneri basato a Monaco di Baviera. Puntando sia a dividere i costi di sviluppo, sia a risparmiare sull’acquisto dei componenti, grazie alle economie di scala.

Jaguar I-Pace
La Jaguar I-Pace, la prima elettrica del gruppo inglese

Per di più cercando di ridurre al minimo, se non di eliminare, i materiali rari necessari alla costruzione delle batterie. “In Jaguar Land Rover abbiamo trovato un partner i cui progetti per la prossima generazione dei propulsori elettrici si incontra perfettamente con i nostri”, spiega Klaus Fröhlich, consigliere d’amministrazione BMW. “L‘alleanza ci consentirà anche di accorciare i tempi di sviluppo e di arrivare più rapidamente sul mercato”.

Ondata di alleanze senza precedenti

BMW Monaco
Il quartier generale BMW a Monaco

In una nota ufficiale la BMW ha comunque tenuto a precisare che l’alleanza non inficerà i programmi di sviluppo che il Gruppo ha in corso nei motori endotermici, negli ibridi plug-in e nelle fuel-cells. Per la verità molti analisti si aspettavano che il partner del Gruppo di Monaco nell’elettrico potesse essere Daimler-Mercedes, con cui sono stati stretti diversi accordi di collaborazione. A sorpresa è uscito invece il partner inglese, che fa parte del conglomerato indiano TATA. È chiaro, comunque, che la necessità di non svenarsi per investire sull’auto a emissioni zero sta portando a un’ondata di alleanze senza precedenti. Tra tutte ricordiamo la trattativa per una fusione tra FCA/Fiat-Chrysler e la Renault, pur in presenza dei mille paletti posti da Parigi (qui il nostro articolo).