Benzina uno e nove, secondo l’ultima rilevazione del Ministero delle imprese. E passare all’elettrico diventa sempre più conveniente, dunque…
Benzina uno e nove al self, in autostrada 1,967

Cominciamo dal prezzo della benzina, schizzato all’insù per il taglio della compensazione governativa. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti di lunedì 4 maggio 2026. Il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale é ormai a uno e nove, per l’esattezza a 1,899 euro al litro per la benzina e 2,047 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,967/litro per la benzina e 2,116 euro per il gasolio.Quindi in leggero aumento rispetto a domenica 3, il self lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,890 euro per la benzina e stabile a 2,047 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self era di 1,956 euro per la benzina e 2,117 euro per il diesel.
La forbice si allarga, a vantaggio delle EV

La forbice si allarga, dunque, e la convenienza dell’elettrico è sempre più evidente. Come abbiamo già segnalato in questo articolo, ne sta prendendo atto anche una testata mai tenera nei confronti delle EV come Quattroruote. Che nell’ultimo numero mette a confronto la spesa per 100 km delle 10 auto a benzina più vendute in Italia con le alternative elettriche.
Vi conviene l’auto elettrica? Scopritelo con il nostro comparatore (+Video)
La convenienza di queste ultime (con punte del 32,6% in meno della Leapmotor T03) era evidente nel raffronto quando la benzina costava 1,782 euro al litro. Ma oggi siamo a 17 centesimi in più. E il vantaggio delle elettriche è ancora più vistosa se si ha la possibilità di ricaricare a casa. Questo perché nella rilevazione di Quattroruote è stato considerato un 30% di rifornimenti nelle costose colonnine HPC. “Il rincaro dei carburanti rende le EV, finora da molti aborrite, una soluzione oggi conveniente”, scrive Quattroruote. “E ancor più in caso di peggioramento del quadro geopolitico”. Un po’ quel che sta avvenendo, purtroppo.
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Vi pregherei di non comprare l’auto elettrica che poi mi occupate la colonnina e ci tolgono le agevolazioni e ci aumentano le accise. Io sono d’accordo su tutto con voi ovvero che si incendiano, che non vanno con la pioggia che non vanno in salita che la batteria l butti dopo un anno, tutto. Basta che non la comprate.
Non si parla di GPL/METANO …….
ci sarà un perché, no?
Il mondo intero sta comprendendo che non si può dipendere da altri per l’energia e i carburanti (Asia in primis, visto che i loro trasporti dipendono quasi totalmente da idrocarburi importati.. e stanno già razionando in vista di possibili blocchi totali).
Per coloro che non sono autosufficienti si rischia il collasso, tra difficoltà di rifornimento e costi elevatissimi (pure in USA che sono autosufficienti tra gas e petrolio han raggiunto prezzi molto alti, visto che sono globali ! ).
Non si parla di GPL/METANO nelle comparazioni tra costi elettrico e benzina.
Come importiamo il petrolio importiamo il gas.
Quindi il paragone non c’è perchè fa comodo che non ci sia?
no Franco.. basti pensare che le vendite di vetture a GPL / Metano son state abbandonate da Stellantis , Audi ed altri costruttori (restando solo nelle “nicchie” di Dacia/Renault ..ma 2 rondini non fanno primavera) nel tranquillissimo periodo pre-covid e invasione dell’Ucraina (quando quindi i prezzi dei gas erano molto più bassi di ora).
Chi ha una vettura a GPL o Metano può farsi i conti da solo e magari decidere di mantenere l’auto che possiede ma in prospettiva i costi di rifornimento saranno sempre e comunque alti visto che dobbiamo importare (via nave gasiera o pipeline) da altre nazioni subendo i prezzi internazionali, mentre se copiamo la Spagna i prezzi di ricarica possiamo anche abbatterli facilmente.
Tra i costi d’uso dei veicoli GPL / Metano va caricata anche tutta la manutenzione dei due impianti (benzina + gas) che sono onerosi, mentre le elettriche necessitano solo di Filtro Abitacolo + Liquido lavavetri e un’oretta di controlli in una buona officina per verificare che non ci siano parti logorate o danneggiate viaggiando.
Quanto alla tua considerazione (fatta sotto a @Daniele ) i costi di riparazione delle auto recenti (tutte ! ) sono molto, molto elevati per i prezzi di tantissime componenti “moderne” molto costose (che nelle “vecchie auto” magari non ci sono neppure) o anche della maggior complessità costruttiva che impone ore di m.opera per smontare, riparare/sostituire e rimontare… Già anni fa nella mia officina abbiamo avuto vetture che per sostituire una lampada faro occorreva smontare non solo il faro ma addirittura il radiatore (!!).
Sicuramente le auto più complesse han più componenti costosi.. ed è per questo che molti dopo un botto (ed un preventivo da paura) poi si comprano un trabiccolo di 10 o anche 18 anni fa… finché dura.
Tra i costi d’uso dei veicoli GPL / Metano va caricata anche tutta la manutenzione dei due impianti (benzina + gas) che sono onerosi,
GPL cambi la bombola dopo 10 anni.
Metano revisione bombole ogni 4 anni ampiamente coperto dal risparmio di bollo del 75% annuo a vita della mia vecchia monovalente.
Nelle elettriche comunque tutta la componentistica freni, sospensioni braccetti sterzo, silentbloc, gomme, climatizzatore, parte elettrica ed elettronica sono presenti e sempre piu’ complicate e ridotte all’osso quindi un po’ di manutenzione ci sarà comunque dai.
Che la mia prossima auto sia elettrica non ci piove, ma cerchiamo di non essere troppo di parte se possibile….
Le auto a gas non sono piu’ prodotte perchè di nicchia e non convenienti ad essere soggette ad investimenti euro 5-6 per le case automobilistiche.
A questo va aggiunto il fatto che il parco auto italiano è molto vecchio e le auto vecchie come tecnologia consumano di più. Con una full hybrid di nuova generazione si può arrivare a 22/24 km con un litro ma le varie Punto e Panda datate in giro non superano i 15. Se si ha la possibilità di ricaricare a casa oltre un certo numero di km l’auto elettrica piccola si paga da sola
Peccato che basta un piccolo incidente con una full hybrid di nuova generazione ( che inquina meno) per non esserci convenienza alla riparazione e la butti (inquinando di piu’)…
Sono appena rientrato da un 3 giorni in giro per la Toscana, partendo da VR.
Premetto che non sono molto attento al risparmio, quindi non ho curato troppo dove caricavo. Ho fatto poco più di mille km, in maggior parte autostrada, con una Ex30 Er. Essendo un po’ pigro, mi sono fossilizzato con la tessera di Next, quindi autostrada a 0,81 alle free to x, 2 ricariche. Fuori autostrada ho ricaricato alle Eni a media potenza a 0,88, duferco a 0,77 in bassa e un rabbocco veloce da Ewiva, a 0,85 ad alta potenza. Partendo carico, metto nel mucchio anche una ricarica casalinga a 0,23.
Totale diviso per i km, il punto di pareggio è paragonabile ad una benzina da 20km/l, calcolando il costo della 1,8 euro. Chi è molto più attento di me, ha un risparmio notevole.
È una buona notizia per convincere sempre più persone.
Peccato che oggi ai TG nazionali è passata una notizia in cui con l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dal OPEC (OPEC che ha annunciato un aumento delle estrazioni) e relativa intenzione degli Emirati di aumentare la sua produzione senza più sottostare al contingentamento dettato dal OPEC, c’è già qualcuno che paventa una maggiore disponibilità di petrolio e conseguente abbassamento dei prezzi. Questo in ossequio alla politica di Trump che vuole ostacolare le FER.
Ecco, il punto è “siamo alla risposta reazionaria delle forze pro-fossile”?
Mah, io credo che gli italiani credano alla qualunque quando si tratta di politica & dintorni, ma quando gli si tocca il portafoglio sono un po’ più attenti. Non tutti, eh…
non manca il petrolio … manca la possibilità di distribuirlo a sufficienza e con tempi e costi accettabili: alcuni stati produttori stanno “affogando” negli idrocarburi e gas accumulati nei depositi e questo mette a rischio anche la sopravvivenza di alcune società; pure il “drill baby drill” in USA ha forti limiti dovuti loro capacità di distribuzione, senza contare che alcuni impianti messi in funzione in periodi di quotazioni molto elevate rischiano il tracollo nel momento in cui le quotazioni tornano più normali.
Per tornare a quotazioni ante-attacco all’Iran occorre molto tempo: cessare gli attacchi sia ad Hormuz che nel Mar Rosso, sbloccare migliaia di navi (e loro equipaggi), far tornare i costi di noleggio ed assicurazione a livelli pre-conflitto, riparare tantissimi impianti di estrazione, raffinazione e distribuzione che richiederanno tempi lunghi e costi miliardari (che peseranno sulle quotazioni).