Benzina Eni col tetto di prezzo a 1,99 al litro, con un maxi-sconto di 25 centesimi: ora conviene rispetto all’elettrico? Vediamo..
Benzina Eni col tetto a 1,99: confronto sulla spesa per 100 km

La sconto nei distribuori Eni ed Enilive è scattato alle 8 di lunedì 28 settembre, portando la benzina a 1,99 e il gasolio a 2,19. Anche IP si è mossa, ma in modo più cauto. Non con un tetto fisso, ma con un limite nei prezzi che verrà applicato “progressivamente”. Per poi valutare l’estensione ad Esso ed agli altri operatori che si riforniscono da IP. Val la pena, allora, di rifare i conti del confronto con la benzina, che fino ai prezzi di ieri era diventato nettamente a favore dell’elettrico. Ma ora che succede se faccio il pieno dall’Eni? Prendiamo un modello molto diffuso come la 500. Per la versione elettrica la Fiat dichiara un consumo di 13,5 kWh/100 km. Vediamo quanto si spende nelle stazioni di proprietà della stessa Eni, le Plenitude. Siamo a 7,155 euro se si utilizzano le colonnine in AC (0,53/kWh) e a 8,10 se si usano le più potenti Fast (0,60).
Da IP stessi sconti dell’Eni, ma senza impegni futuri

E con la benzina a questo prezzo? Il consumo della 500 è, nella versione più virtuosa, di 5,2 litri/100 km. A 1,99 euro al litro fanno 10,348 euro. Siamo comunque a un costo superiore. E la forbice si allarga ulteriormente per chi ha la possibilità di ricarica privatamente, a casa o in ufficio. Qui la spesa al kWh è di 0,25-0,30/kWh, a seconda dei contratti di di fornitura. Siamo a non più di 4 euro/100 km. Quanto agli sconti di IP, la società ha fattos apere che inizlamente saranno della stessa consistenza di quelli dell’Eni. Ma non è detto che l’importo venga confermato a lungo. La società di stato dell’Azerbaijan Socar, che controlla IP, fa infatti sapere di volere comunque “garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”. Insomma, sconti al litro sì, ma senza esagerare e valutando giorno per giorno il costo della materia prima petrolio.
Benzina Eni col tetto: come mai tanta generosità?

Ma come mai l’Eni è diventata così generosa? Una lettura interessante la danno gli analisti di Equita, che parlano di una mossa furba, sul piano economico e dell’immagine: “Stimiamo un impatto economico negativo per Eni nell’ordine di 85-100 milioni per un mese di applicazione. Sulla base delle vendite carburanti in Italia nel quarto trimestre 2025, pari a circa 1,4 milioni di tonnellate. L’impatto potrebbe salire a circa 250-300 milioni… Riteniamo la notizia leggermente negativa sul piano economico, ma moderatamente positiva in ottica regolatoria/politica. Il costo volontario per Eni appare significativo, ma gestibile. E probabilmente meno penalizzante rispetto all’ipotesi di una tassazione sugli extraprofitti. Contribuendo ad allontanare il rischio di interventi fiscali straordinari. Mantenendo al tempo stesso il messaggio di supporto al Paese in una fase di prezzi carburanti molto elevati”. Insomma: un segnale di vicinanza agli italiani che allontana il rischio di stangate governative sui super-profitti.
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Quello che è andato nel dimenticatoio è il costo chilometrico di ogni modello. Dal costo d’acquisto a tutte le altre spese che gravano, è un’ operazione complessa che nessuno più usa, in passato su 4R era molto in voga e magari indirizzava chi acquistava un nuovo modello
Nel mio comune le AC sono tutte di enelX e costano 0,65€ (a meno di non andare a più di 2km da casa.
Fast c’é ewiva a 0,82.
Fortunatamente il mio datore di lavoro me la regala ma la benzina mi costerebbe sensibilmente meno delle colonnine.
Titolo con domanda retorica quasi assapora da presa per i fondelli ma che non può cambiare l’essere o non essere delle scelte
Tutti… anche se la corrente elettrica costa”poco” e caricare l’auto può sembrare conveniente…. rispetto ad un’auto termica.. Consiglio a tutti di provare a usare un ebike. Lì il risparmio è n volte maggiore. Considerate che per fare 60 km, anche con un aiuto importante del motore, spendereste all’incirca. L’equivalente di mezzo chilovattora di energia.
OK, quindi direi che questo è il fattore di svolta, ovvio se possibile utilizzarla.
@Fede77
60 km al giorno sono almeno 2,5 ore di pedalata.
Piuttosto impegnativo, non per i km in sè ma per il tempo da dedicare in una giornata di lavoro.
Non sono certo di aver compreso cosa intendevi, personalmente dopo più di 5 anni di EV il confronto la faccio sempre rispetto al metano.
Ricarico a casa e più o meno risparmio circa 250 €/anno, rispetto ai prezzi del metano pre-covid. Oggi dalle mie parti viene praticamente al 100% in più.
@ Alessandro e Damiano
Grazie per i consigli!
Visto che ho sfiga con gli inverter, almeno la zaffira è a benzina… adesso con i bambini quest’auto fa 12/15000 km l’anno ma prima ne faceva la metà!!!
Purtroppo io abito nel centro di un borgo dove non esiste né garage né posteggio.
Ma poco tempo fa sono riuscito ad acquistare un pezzo di terra dove posteggiare le auto. Ora mi sto attrezzando per farci arrivare la corrente tramite cavo aereo ( devo attraversare una strada larga 4 metri )….
Anche perché come dici tu Alessandro mettere un secondo contatore non ha senso.
Magari li metterò una colonnina ….. E con il tempo sempre che mi diano i permessi una bella pensilina fotovoltaica con accumulo….
cane a 6 zampe amico di uomo a 4 ruote. Lo difende pure da pericolo rosso
continuare (anche se a costi calmierati) a dipendere da USA, Russia, paesi arabi ed africani… a me sembra che il cane a 6 zampe e compagni mettono l’uomo a 4 zampe e poi .******
Sempre schiavi si resta.
L’unica via d’uscita è essere autonomi nelle energie utilizzate per i consumi del paese (a livello industriale/agricolo/privati) perché altrimenti saremo sempre un paese ricattabile dai detentori degli idrocarburi o da tutti quelli che possono interferire e bloccare l’arrivo da destinazione (Italia, ma anche altri paesi nostri fornitori…che comunque ci mette in difficoltà grave).
La Spagna ha buona indipendenza energetica da F.E.R. + Nucleare ma pure loro hanno i trasporti delle merci dipendenti da idrocarburi importati e stanno soffrendo come tutti gli altri paesi del mondo (pur avendo energia molto più economica che attrae tanti nuovi insediamenti industriali a beneficio di occupazione locale) pertanto si ritrovano un aumento notevole dei prezzi
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/09/29/inflazione-in-spagna-accelera-al-49-a-settembre-su-base-annua_ed5f103a-96ea-4075-8e65-900893a25786.html
Questo sta capitando in tutti i paesi del mondo, pure quelli che possiedono gas, petrolio e carbone perché le quotazioni sono internazionali…. e le esportazioni vanno dove vengono pagate di più.
Francamente io ho pensato che vedendo il boom di vendite di BEV in Europa temano di perdere clienti. Tra chi dice che i 3€ al litro sono probabili e chi dice che non si tornerà più indietro coi prezzi la gente si sta preoccupando seriamente e inizia ad informarsi (finalmente!) sulle auto elettriche. Poi noi sappiamo benissimo che un cliente perso difficilmente tornerà al carburante.
confronti con un kg di uranio?
che sto progettando il mini-reattore a fissione per la 156.. 😎
Oggi code ai distributori Eni, viste con i miei occhi e per pagare il gasolio 2,30 ! In mezzo anche quelli che non aspetterebbero mai 15 minuti per una ricarica. “Come si cambia…”(cit)
1) L’ENI ha messo questa “manovra” a budget della pubblicità. Tra l’altro mettendo sul tavolo cifre in assoluto enormi, ma nel giro d’affari di un ENI nemmeno sta cosa tremenda.
Bravi, furbi, niente da dire, probabilmente furba anche Giorgia che quasi certamente è parte in causa.
2) inutile o meglio superfluo far conti. Se puoi caricare a casa, l’elettrico conviene SEMPRE a condizione che l’auto non ti costi troppo pià cara della corriespettiva benzina che avresti comprato (il confronto a parità di prestazioni non è corretto, per dire). Se invece il delta di acquisto è elevato, bisogna pensarci bene perchè si rischia di rientrare dopo troppi anni.
Il vero bingo lo fai se la compri seminuova, con pochi km e a metà prezzo (oggi non è difficilissimo) e poi te la tieni alla morte sua.
Mi son fatto due conti che oramai il risparmio annuo con la Merdomacchina® rispetto per esempio ad una Panda (risparmio che prima valutavo in circa 1000 euro tutto compreso) adesso coi prezzi della benzina che ci sono vale quasi 1500 euro.
@ Alessandro
Io ho un impianto FV da 4.5 kw.
del 2011, con il quarto conto energia. In pratica mi danno 0.25 cent per ogni kw immesso in rete.
A causa della particolare conformazione orografica, ma anche per un’ottima esposizione producevo circa 5000kw annui.
Mi fu detto dall’installatore che in 20 anni avrei dovuto cambiare ( probabilmente) anche un inverter…
14500€ era il preventivo e anche la cifra che ho chiesto in banca. Facendotela breve tra interessi bancari , un primo inverter che è durato sette anni e un secondo che ne è durato solo sei…. Per recuperare la spesa ci ho messo 13 anni……!!!!!
Però poi per 7 anni ho avuto e avrò ( fino al 2031 ) un guadagno di circa 7000 euro da cui dovrò togliere ancora un inverter da 1000€…..probabilmente….
Questo per chiedere a te e a tutti voi, MA se io volessi ricaricare a casa e mi devo comprare i pannelli, la colonnina, una ev paragonabile alla mia Opel zaffira ultimo modello ( ho moglie 2 figli e un cane ) che investimento di capitale dovrei fare???? E con la svalutazione delle ev
Ma in special modo
l’obsolescenza tecnologica delle stesse…. Io non so proprio cosa fare!!!!
Consigli???
Il grande equivoco è pensare che sia obbligatorio avere fotovoltaico e quant’altro.
Ma quando mai?
Non è che devi comprare i pannelli. Se lo fai bon… tanto meglio mi vien da dire. Ma non lo fai solo per l’auto elettrica immagino.
Altrimenti ricarichi dalla rete e basta.
Per quanto mi riguarda, quello che è “obbligatorio” è avere la ricarica attaccata al proprio contatore domestico. lì di fatto si spende solo per il consumo, considerando che i costi fissi uno li paga comunque e se vuoi la corrente in casa non puoi farne a meno.
Non è cosa facile per tutti, ma avendo pratica di immobili per lavoro ti posso dire che un buon 30% abbondante potrebbe mettere la ricarica in casa domani mattina attaccandosi al suo contatore.
Di sicuro ha molto meno senso mettere un contatore apposta, che avrebbe tariffa “altri usi”, iva ordinaria e comunque tutte le spese fisse a parte.
A quel punto con un buon contratto di fornitura e banali 6kw monofase di contatore sei a cavallo.
Lascia stare la sperimentazione ARERA, che è una mezza fregatura nel complesso, porta subito il contatore a 6kw e finisci di tribolare. Sempre che con il FV tu non sia già a a 6 kw.
Fatti i tuoi conti, e si, certamente, se hai tetto, spazio, esposizione e quant’altro il FV ha senso. Ma se sei come me che vivo in appartamento (pur se in casa recente, con box collegati e predisposti per auto elettrica) vedi che alla fine basta e avanza comprar la corrente dalla rete.
Noi abbiamo una utilitaria elettrica (spring) e una plugin un po’ più grossa (kuga) e dividendoci il contatore siamo sempre riusciti a caricare senza problemi tutte le sere quel tanto che basta per svegliarci la mattina dopo con l’auto all’80% o magari anche al 100% se ci serve.
Il benzinaio lo vedo solo con la moto oramai.
Noi di corrente ne consumiamo tanta (ma tanta) e comunque stiamo sui 200 euro al mese. Si, ma con DUE auto elettriche, e tutto elettrico in casa. ti voglio vedere con 100 euro di benzina al mese ad auto quanta strada si fa oggi.
Per quanto riguarda l’auto bisogna perdere un po’ di tempo su Autoscout e simili. Chiaro che non stiamo parlando dell’usatone tattico da 10.000 euro. Parliamo di auto che di listino nuove costano anche 50k (id4, skoda enyaq tanto per dire due spaziose) e che oggi stanno sotto i 30k e hanno massimo 40k km.
e ancora bisogna vedere se vai coi soldi in mano e chi ce l’ha fa fatica a venderla
Ripeto: vanno prese cum grano salis e usate a lungo, perché la svalutazione è tua amica quando compri e nemica quando vendi. Però ormai un SUV un po’ spazioso, tipo Zafira come volume utile, ormai difficile che costi meno di 35k nuovo.
E infine dipende anche da quanta autostrada ci fai e per quali motivi.
Però è innegabile, se carichi a casa a 0.30€ scarsi al kw, grossomodo è come pagare la benzina 1€ al litro.
Fuori casa non mi ci metterei nemmeno, un po’ per lo sbattimento (soprattutto diciamolo) e un po’ perchè conviene molto meno.
io quando avevo il SUV Diesel spendevo ogni anno solo di manutenzione media 450€ (al netto sconti).
Per il SUV da 170CV il bollo annuale 377€…
Per il carburante 5 anni fa stavo sugli 800/1000€ anno, facendo pochi km (sotto la soglia consigliabile per acquistare il Diesel che metterei come minimo su 20000km/anno ! ). Ora come ora a parità di km percorsi mi occorrerebbero 1700€ solo di carburante (calcolato media 16km/lt che riuscivo a fare.. non era certo una berlina aerodinamica e più leggera).
Se riscaldassi la casa totalmente a metano ora come ora spenderei ben oltre 2000€ / anno (senza considerare i picchi che ci son stati nel 2022 )… e d’estate avrei sempre e comunque la casa sopra i 30° per almeno 3 mesi di fila … oppure una spesa media di 60/80€ al mese per usare i climatizzatori…
Se metto tutto assieme io son più che sicuro di aver fatto bene a mettere il fotovoltaico (senza 110% !), aver preso la BEV (senza sconti micidiali: la concessionaria 300€ e lo Stato il bonus 3k €..cioè quanto una volta si otteneva di sconto dalle case su auto di quel livello.. e da dipendente avevo la metà di quello riservato ad altre categorie professionali – es. commercialisti, calciatori, giornalisti etc).
Poi secondo me Giorgio ha avuto un tantino di sfortuna con gli inverter (o è stato assemblato male l’impianto o magari inverter economici… o sta in una zona perennemente in tempeste di fulmini e sbalzi di tenzione .. Mica a tutti capitano questa ricorrenza di guasti.. tu che dici?
Sinceramente non mi intendo così tanto di inverter e della loro durata da poter dire qualcosa di attendibile. DI sicuro far fuori due inverter non è da tutti, ci vuole talento.
Molti impianti fotovoltaici installati 10-15 anni fa, ed in particolare quelli che montavano inverter prodotti in Italia su licenza Statunitense, hanno avuto diversi problemi per le schede di controllo bruciate, per i contatti rovinati dei relè di rete oppure per i continui sbalzi di tensione legati alla rete di distribuzione.
Per fortuna oggi l’affidabilità di questi componenti è aumentata notevolmente e dispiace dirlo, grazie ai prodotti cinesi sempre più competitivi anche a livello di prezzo.
Domani, sulle sue colonnine, Eni metterà anche il kWh a 1.99 euro?
Ma senza urlarlo ai quattro venti.
Il metano è aumentato, il GPL è piu’ stabile, ma la voglia di paragonarli all’elettrico proprio non esiste.
Sempre con benzina o gasolio.
Se poi parliamo di inquinamento è un altro paio di maniche, ma per paragonare i costi con obbiettività……