Un volume sul cambiamento climatico, edito dal Comune di Belluno a guida centrodestra e distribuito gratuitamente nelle classi di scuola superiore della città, sostiene che l’aumento delle temperature rientrerebbe nei naturali cicli climatici e non sarebbe riconducibile alle emissioni umane. Una tesi che ha provocato la reazione dei dipartimenti di Geoscienze e Tesaf dell’Università di Padova, che hanno espresso forte preoccupazione e definito queste affermazioni in contrasto con le conoscenze scientifiche sul sistema climatico.

L’indottronamento antiscientifico del Comune di centrodestra
Il caso di Belluno riguarda il volume “Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni”, pubblicato dal Comune e diventato testo di studio per la scuole superiori cittadine. Belluno è governata da una coalizionbe FDI-Lega guidata dal sindac Oscar De Pellegrino che si è affermato con una lista civica. Nel mirino è finito in particolare il contributo al libro di Giorgio Giacchetti, presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto.
Giacchetti sostiene che l‘incremento delle temperature osservato rientrerebbe nei naturali cicli climatici e non sarebbe determinato dalle emissioni antropiche. Il testo, spiega alcuni articoli pubblicati ieri da Il Resto del Carlino e La Stampa, attribuisce inoltre il fenomeno a cicli di origine astronomica. Peccato che questo contrasti con le evidenze scientifiche condivise dal 99% del mondo scientifico e in particolare con le conclusioni di tutti gli ultimi rapporti dell’organismo climatico dell’ONU IPCC (Intergovernmental panel on climate change)
L’IPCC non lascia molto spazio all’equivoco
Il rapporto dell’IPCC sul clima afferma che è inequivocabile che l’influenza umana abbia riscaldato atmosfera, oceani e terre emerse dall’epoca preindustriale. L’IPCC attribuisce inoltre alle attività umane, principalmente attraverso le emissioni di gas serra, il riscaldamento globale osservato. Non si tratta quindi di scegliere fra “teoria antropica” e “teoria dei cicli naturali” come se fossero due squadre equivalenti in una discussione televisiva.

I cicli naturali del clima esistono, e la scienza li studia da decenni. Il punto è stabilire quale combinazione di fattori spieghi il riscaldamento osservato oggi. Ed è proprio qui che l’evidenza disponibile porta a una conclusione molto precisa: le attività umane hanno un ruolo determinante.
Anche l’aumento dei gas serra atmosferici è documentato. L’IPCC rileva che l’incremento di CO₂, metano e protossido di azoto nell’era industriale è riconducibile alle attività umane sulla base di diverse linee di evidenza, comprese quelle isotopiche e gli inventari delle emissioni.
E nelle scuole arriva il messaggio sbagliato
È questo il punto più delicato della vicenda. A nostro giudizio un Comune può organizzare un convegno, pubblicare un libro e ospitare anche opinioni non maggioritarie. Ma quando quel materiale viene distribuito agli studenti, la responsabilità cambia.
L’Università di Padova ha sottolineato proprio questo esprimendo “forte preoccupazione”. Non è una questione di censurare il dissenso. È una questione di alfabetizzazione scientifica. Se si presenta agli studenti una tesi minoritaria come spiegazione alternativa dell’attuale riscaldamento senza chiarirne il rapporto con l’evidenza scientifica consolidata, il rischio è trasformare il pluralismo in una falsa equivalenza.
Il paradosso è parlare di clima proprio a Belluno
Alle proteste del mondo accedemico hanno fatto seguito anche quelle della Rete degli studenti medi, di Legambiente Veneto e di alcuni rappresententi del PD nel Consiglio Regionale del Veneto che ha finanziato la pubblicazione con 29.500 euro di fondi regionali, inizialmente assegnati al Comune di Belluno per una pubblicazione dedicata agli interventi di ripristino e ricostruzione realizzati dopo diversi eventi calamitosi, tra cui la tempesta Vaia.
Paradossalmente, uno dei più classici e citati esempi dei cambienmenti climatici di origine antropica. Del resto il sistema alpino è direttamente coinvolto negli effetti del riscaldamento: ghiacciai, neve, disponibilità idrica, dissesto e gestione del territorio sono tutti temi che riguardano concretamente le comunità montane.

Carlo Barbante, uno dei climatologi più autorevoli in Italia, nonché presidente del Centro di Studio e Ricerca Internazionale sui Cambiamenti Climatici, ha scritto una lettera aperta al sindaco Oscar De Pellegrin, e alla Regione Veneto, chiedendo di sospendere la distribuzione del volume. E in un comunicato il Cnr ha citato i rapporti dell’IPCC che identificano nelle attività umane, e in particolare nelle emissioni di gas climalteranti, la «causa dominante del riscaldamento globale».
Interrogazione in Parlamento: non è pluralismo ma confusione
Ora il caso di Belluno è approdato anche in Parlamento grazie all’interrogazione depositata dai deputati di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), in particolare da Elisabetta Piccolotti (Commissione Cultura alla Camera) e Angelo Bonelli. Chiedono al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara chi stabilisce gli standard scientifici dei materiali educativi prodotti o finanziati dalle istituzioni pubbliche. «La scuola insegna la scienza, non la sua negazione» scrive la prima firmatari Elisabetta Piccolotti. Insomma, qui non si fa pluralismo ma confusione.
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