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Be Charge, una rete di ricarica che parte in quarta

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Con una bruciante progressione da zero a mille in appena 365 giorni, un nuovo operatore vuole conquistare entro quest’anno il posto d’onore, dopo Enel, fra i big italiani delle reti di ricarica intelligenti per auto elettriche. Si chiama Be Charge, è nato da qualche mese appena, ma ha già messo in campo diverse decine di cantieri e ha già completato l’iter per aprirne altrettanti nelle prossime settimane. E ha già alcuni grandi clienti per un’altra delle attività messe in cantiere nello sviluppo della mobilità sostenibile: il car sharing per clienti industriali. Per una partenza così bruciante in un settore ancora agli albori e popolato da una miriade di piccoli attori, ciascuno con una diversa formula di business, bisogna avere spalle robuste. Be Charge le ha. Sale infatti su quelle davvero solide del gruppo che l’ha promossa, cioè Building Energy, uno dei maggiori operatori indipendenti al mondo nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Building Energy è stato sponsor e partner tecnico del recente G7 Ambiente di Bologna

Le spalle robuste di Building Energy

Fondata da un gruppo di ingegneri e investitori a Milano nel 2010 come società di engineering per impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a biomasse,  si è presto trasformata in un investitore diretto, produttore indipendente di energia rinnovabile e trader elettrico finanziando e sviluppando centrali “green” in 20 Paesi del mondo e in particolare in Sud Africa e nelle Americhe. Oggi ha una capacità installata di 193 MW, progetti in corso per altri 700 e una pipeline di sviluppo totale per 2.600 MW. L’anno scorso ha prodotto 500 GWh di elettricità, venduta all’ingrosso per un controvalore di 60 milioni di euro. Sempre l’anno scorso, con l’ingresso nel capitale di due grandi fondi di investimento internazionali, Building Energy si è trasformata in holding con sede a Londra, mentre la società operativa, con 130 dipendenti, è rimasta a Milano.

Milanese è anche Be Charge, e in Lombardia e in Toscana stanno spuntando le prime stazioni di ricarica col suo marchio. La tecnologia prescelta è quella della tedesca Innogy, leader europeo per le infrastrutture di ricarica con oltre 7.000 colonnine connesse e 10.000 punti di ricarica per uso privato o commerciale.

Colonnine made in Germany Innogy

Le colonnine della rete Be Charge erogheranno energia al 100% “green” e saranno collocate «in aree pubbliche, attraverso la partecipazione a bandi, o in aree private d’accesso pubblico dove vi sia alta densità di sosta, come centri commerciali e attrazioni turistiche. Non ci rivolgiamo al traffico a lunga percorrenza, insomma, ma a quello diretto verso destinazioni precise, dove si spende almeno una mezz’ora» spiega Paolo Martini, amministratore delegato della società e  direttore della divisione Be epower trading e mobilità.

Paolo Martini

Saranno quindi colonnine quick charge, con potenze fra i 22 e i 50 kW, compatibili con la grandissima parte dei mezzi elettrici, interoperabili, accessibili attraverso registrazione, con una App di localizzazione, attraverso carte Rfid o con pagamento diretto tramite un codice scaricabile da cellulare. Ogni stazione sarà intelligente; avrà cioè un software in grado di bilanciare i flussi di erogazione a seconda delle caratteristiche di ogni auto collegata.

«Il nostro progetto infrastrutturale _ dice ancora Martini _ è ampio e ambizioso. Si svilupperà seguendo la richiesta del mercato, ma già oggi stimiamo di poter realizzare 5-6 mila punti di ricarica in Italia entro il 2021, installandone anche di Fast se ci sarà richiesta. Il nostro modello di business si regge sulla vendita di energia, quindi siamo concentrati a massimizzare gli accessi ai nostri punti di ricarica».

A bordo di Refeel e Mobility 

Alla holding Building Energy fa capo anche Refeel e Mobility, società che offre un innovativo servizio di car sharing elettrico per i dipendenti di aziende. Il servizio è già attivo presso i locali di Space, il fornitori globale di spazi per il coworking con sede a Milano, e presso la rete italiana di uffici flessibili Regus. Utilizzando un’App ogni iscritto alla rete, o ogni dipendente di un’azienda cliente, può servirsi delle auto di Refeel eMobility in car sharing con tariffe prestabilite fatturate all’azienda.

Le auto possono essere utilizzate anche in momenti extralavorativi, con addebito diretto sulla carta di credito del dipendente. Le tariffe sono di 19 euro per l’utilizzo serale, 79 euro per il week end e per le 24 ore oppure 0,24 centesimi al minuto per utilizzi spot. I mezzi sono a scelta del cliente, partendo da una flotta composta in gran parte da Renault Zoe.

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