Battery Booster al via: l’Europa in aiuto della filiera delle batterie

Battery Booster UE


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L’Unione Europea lancia ufficialmente il programma “Battery Booster”, con cui prova a rafforzare la propria autonomia industriale nel settore delle batterie. La Commissione europea metterà a disposizione 1,5 miliardi di euro sotto forma di prestiti a tasso zero per sostenere le fabbriche di celle nella fase più delicata del loro sviluppo. 

Dopo diversi mesi di attesa, Bruxelles ha dato il via libera operativo a quello che viene considerato uno dei principali strumenti industriali europei a sostegno della mobilità elettrica. L’intervento punta a consolidare una filiera europea delle batterie sempre più strategica per l’industria green dell’auto, specie nella competizione globale con Cina e Stati Uniti.

Battery Booster UE
Una linea di produzione di celle batteria

Prestiti fino a 1,8 mld per l’intera filiera

Il nuovo “Battery Booster Facility” avrà una dotazione di 1,5 miliardi di euro, finanziata attraverso i proventi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS). Altri 300 milioni di euro saranno invece destinati a progetti collegati alla filiera, in particolare alle materie prime strategiche.

La scelta di utilizzare i fondi derivanti dal mercato del carbonio ha anche un forte valore simbolico. Parte delle risorse generate dal costo delle emissioni di CO₂ viene infatti reinvestita nella decarbonizzazione dell’industria e nello sviluppo di tecnologie chiave per la transizione energetica.

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Un aiuto per la fase più “critica”

Con il programma Bruxelles vuole sostenere le aziende nella loro fase più critica, il ramp-up produttivo, cioè il periodo in cui una fabbrica è completata ma non ha ancora raggiunto una produzione stabile e redditizia.

In questa fase le aziende devono perfezionare i processi industriali, migliorare la qualità delle celle e soprattutto ridurre gli scarti di produzione. Tassi di difettosità elevati possono infatti generare perdite significative e rallentare il raggiungimento della sostenibilità economica.

Ogni azienda potrà ottenere fino a 500 milioni di euro di finanziamenti. Considerando la dotazione complessiva, il programma potrebbe quindi sostenere al massimo tre progetti di grandi dimensioni.

Battery Booster UE

Requisiti… limitanti

Le condizioni previste dal programma sono particolarmente restrittive. Innanzitutto, potranno presentare domanda soltanto le aziende che stanno già avviando la produzione industriale di celle e che prevedono una capacità minima di 10 GWh all’anno. Quota in teoria sufficiente ad alimentare circa 200.000 auto elettriche con batterie da 50 kWh.

Un altro requisito prevede che i finanziamenti siano disponibili esclusivamente per la prima gigafactory industriale di ciascun produttore. Le aziende che possiedono già uno stabilimento produttivo su larga scala non potranno infatti utilizzare il programma per costruire ulteriori impianti.

Tra i candidati più accreditati ad accedere ai prestiti figurano player importanti come ACC, partecipata da Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies, la francese Verkor e PowerCo, la divisione batterie del Gruppo Volkswagen.

La lezione di Northvolt

Dietro la struttura del programma emerge la volontà della Commissione europea di evitare il ripetersi di situazioni come quella di Northvolt.

L’azienda svedese, considerata fino a pochi anni fa il simbolo delle ambizioni europee nel settore delle batterie, non è riuscita a stabilizzare la produzione commerciale né a ridurre i costi legati agli elevati scarti di lavorazione. Le difficoltà operative hanno compromesso la redditività del progetto fino alla successiva crisi finanziaria.

Per questo Bruxelles ha deciso di concentrare il sostegno proprio nel momento più critico della crescita industriale.

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