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Batterie più efficienti e colonnine fast per i porti. Progetto universitario

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Ottimizzare il funzionamento delle batterie, colonnine fast adeguate alle barche, un sistema di produzione da energie rinnovabili per soddisfare il maggior fabbisogno elettrico dei porti. Sono gli obiettivi di Poseidon, la ricerca dell’Università di Cagliari e due aziende private è finanziata da Sardegna Ricerche.

Sono diversi gli obiettivi di questo studio  che vede insieme l’Università di Cagliari con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica (DIEE) e due società private, seppure spin -off universitarie, ovvero le srl Respect e Nepsy.

Sistemi di accumulo intelligenti 

Vediamo uno dei traguardi da tagliare:”L’impiego di sistemi di accumulo ibrido a bordo delle imbarcazioni altamente integrati (NESSY), per ottimizzare le prestazioni del sistema di propulsione ed erogare una molteplicità̀ di servizi alla micro rete portuale“. In altri termini attraverso l’uso di super capacitori ottimizzare il sistema. In particolare gestire tutti quei picchi dovuti alle condizioni meteo o all’onda creata da un’altra barca e, quindi, stressare meno le batterie.

La presentazione del progetto

Aumenta il ciclo di vita delle batterie

Il risultato  lo spiega il ricercatore Mario Porru: “In questo modo si può aumentare il loro ciclo di vita” che vuol dire posticipare anche di due anni la sostituzione del prezioso carico che a volte ha più valore della barca. “Il super capacitore gestisce le fluttuazioni di potenza. Questo consente una maggiore efficienza, prolunga la vita utile delle batterie, e rende più flessibile il dimensionamento del sistema di accumulo“.

Una rete per tutto il porto

La ricercatrice Susanna Mocci sottolinea le diverse dimensioni di Poseidon: “Oltre ad una maggiore efficienza ed efficacia del sistema di propulsione a bordo puntiamo all’ottimizzazione di tutta la rete di generazione presente in un’area portuale”.  Lo studio è orientato “soprattutto ai porti turistici e persegue l’obiettivo, promosso dalle istituzioni e normative internazionali, di ridurre l’uso dei combustibili fossili“. L’impiego di motori a emissioni zero durante le manovre in porto è uno degli strumenti di  Poseidon, per una sintesi del progetto basta un click qui.

Porti energivori 

I motori però  vanno alimentati e l’energia serve sia per i servizi di bordo sia per numerose operazioni come il carico e lo scarico delle merci. Gestire la rete non è semplice: “Esistono problemi legati alla gestione di ingenti quantità̀ di fonti intermittenti e non prevedibili risolvibili con significativi investimenti infrastrutturali o con soluzioni innovative in gestione/pianificazione di sviluppo del sistema”.

Gli strumenti di Poseidon?: “Per quanto riguarda la propulsione costruiremo un prototipo di NESSY che sarà installato in banchina – spiega Mario – e si  simulerà il suo funzionamento”. Per la rete? “Si prevedono interventi di adeguamento del sistema elettrico con l’uso di FER (Fonti di Energia Rinnovabile) e Sistemi di Accumulo (SdA), lo sviluppo di infrastrutture di ricarica e un sistema di gestione e controllo delle risorse“.

Lo schema di funzionamento smart grid

 

Barche che scambiano energia

I porti diventeranno generatori di energia pulita sfruttando tutte le risorse presenti anche quelle da Vehicle-to-Grid (V2G) e Boat-to-Grid (B2G). Come spiega Susanna Mocci: “Una parte importante delle imbarcazioni non vengono usate per una gran parte del tempo e tutte, non solo quelle elettriche, hanno dei sistemi di accumulo che potrebbero far parte del sistema“.

In questa logica di scambio si hanno benefici anche per i proprietari delle barche.  Una strategia quella finanziata da Sardegna Ricerche (guarda) che punta a soddisfare il maggiore fabbisogno energetico del sistema porto con le energie rinnovabili e gli innovativi strumenti tecnologici che permettono di migliorare l’accumulo e la gestione delle risorse.

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