Batterie per la nautica: le novità a immersione di Xing Mobility

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Xing Mobility lancia due sistemi di batteria a immersione dedicati alla nautica: barche, navi, traghetti elettrici o ibridi. Un settore che deve fare spesso i conti con l’autonomia, anche perché sulle rotte medio‑lunghe resta il problema della ricarica. Ma cosa significa “a immersione”? Le celle sono immerse dentro un liquido speciale, un fluido non conduttivo, che le mantiene sempre fredde. Una soluzione che permette alla batteria di lavorare meglio e riduce il rischio di surriscaldamento o incendi. Una tecnologia di cui abbiamo scritto già nel 2019 e che ora Xing sta portando a maturità.

Batterie ad alta densità per occupare meno spazio

Sono due le soluzioni proposte da Xing Mobility,  azienda taiwanese specializzata nello sviluppo di batterie innovative fondata da ex collaboratori di Nasa, Tesla, Panasonic: Royce Hong e Azizi Tucker.  Si tratta dei moduli di Immersio XM25  adattabile a diverse tipologie di imbarcazioni, mentre Immersio CTP, con la sua architettura cell‑to‑pack, è progettata per offrire una densità energetica particolarmente elevata in uno spazio compatto.

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Royce Hong and Azizi Tucker fondatori di Xing

Cosa significa cell‑to‑pack?  Le celle vengono montate direttamente nel pacco batteria, senza parti intermedie. Insomma un sistema più compatto e leggero.

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Da Xing Mobility sottolineano che «entrambi i sistemi si basano sulla nostra tecnologia brevettata di raffreddamento a immersione, in cui ogni singola cella è completamente circondata da un fluido di raffreddamento elettricamente non conduttivo». Il messaggio è chiaro: più energia ma in sicurezza.

Evitare il thermal runaway

Nel raffreddamento a immersione  le celle vengono completamente immerse nel liquido refrigerante. Normalmente piastre o canali di raffreddamento toccano solo uno o due lati della cella, con un trasferimento di calore molto più limitato rispetto all’immersione totale.

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Una tecnologia progettata per dissipare il calore in modo efficiente e prevenire il thermal runaway (fuga termica) delle singole celle, oltre alla propagazione dell’incendio all’intero pacco.

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Il sistema batteria a raffreddamento a immersione IMMERSIO™ XM25 è stato ufficialmente installato sulla Porrima P111

La tecnologia dopo gli annunci del 2019 è stata presentata nel luglio 2022 da Xing Mobility con l’Immersio XM25, soluzione inizialmente destinato ai veicoli commerciali pesanti. Nell’agosto 2023 è arrivata la prima soluzione cell‑to‑pack, l’Immersio CTP, adatta anche alle auto elettriche. Al Salone di Parigi nell’autunno 2024, l’azienda taiwanese ha presentato una soluzione cell‑to‑chassis ovvero le celle vengono integrate direttamente nel telaio del veicolo, senza moduli intermedi e senza un pacco batteria separato. In pratica, la batteria diventa parte strutturale dell’auto o dell’imbarcazione.

L’anno scorso il varo nel porto di Xingda, a Kaohsiung,  di Porrima P111, la nave a zero emissioni equipaggiata con il sistema batteria con raffreddamento a immersione IMMERSIO™ XM25.

L’azienda produce i pacchi nella propria fabbrica di Taiwan, inaugurata nel 2024. I due sistemi dedicati alla nautica saranno presentati al SMM 2026 di Amburgo, in Germania, dal 1° al 4 settembre.  Tutto bene, ma le prestazioni? Non sono stati diffusi i dati che probabilmente saranno resi pubblici nella fiera tedesca.  Sulla sicurezza in barca abbiamo scritto di recente di una soluzione di un’azienda veneziana basata su cassoni che vengono fatti allagare in caso di incendio.

  • LEGGI anche: Non tutte full electric, ma tutte elettrificate e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. Interessante tecnologia… Spero che si presti bene anche ad eventuali refitting nautici (e pure stradali)… perché aprirebbe la via a tante grandi possibilità:
    1) navigazione da/verso/in porto solo in elettrico…con grande risparmio energetico e pure di emissioni
    2) preservazione del valore imbarcazione se verranno adottate misure restrittive nei sempre più inquinanti scali portuali
    3) maggior comfort per le navigazioni sotto costa e fluviale…e con accosti a zone protette
    4) eventualmente trasformare la barca ferma in porto anche per lunghi mesi in un BESS a servizio sia del porto (cold ironing) che eventualmente della rete pubblica, oltre ovviamente a sostenere le attività sia ricreative che lavorative con V2L

    Con tutte le banchine piene di barche grandi e piccole ferme (magari vicino ad impianti F.E.R. sempre più diffusi nelle zone costiere) avremmo dei discreti accumuli di energia a sopperire alle grandi difficoltà di rete….
    In questo periodo sulla costa che frequento sono tanti i blackout….
    Bess-Boat potrebbero pure soccorrere centri isolani con emergenze in atto…

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