Batterie made in Europe: altri problemi per Stellantis

Batterie made in Europe: i costruttori continuano a raccogliere delusioni e i cinesi restano lontanissimi, per qualità, costo e affidabilità dei prodotti. Ecco che cosa sta succedendo in casa Stellantis.  

La fabbrica di batterie ACC di Douvrin in Francia.Batterie made in Europe: la fabbrica non produce ai ritmi sperati

È stato un report dell’agenzia Bloomberg, che cita fonti ben informate, a svelare le nuove difficoltà incontrate da Automotive Cells Company (ACC). La società  è stata creata nel 2020 per diventare un polo continentale delle batterie, con soci Stellantis, Mercedes e TotalEnergie. Ma i programmi strada facendo sono stati pesantemente ridimensionati. Dei tre stabilimenti programmati si è realizzato solo quello francese e sono stati cancellati gli impianti previsti in Germania a Italia (nell’ex Fiat di Termoli).  E ora lo stabilimento superstite di Douvrin sarebbe in grado di equipaggiare con le sue batterie solo mille veicoli al mese con le sue celle. Molto meno dei programmi iniziali.La salita produttiva sarebbe frenata, tra l’altro, da un tasso di scarto troppo alto. Tale da indurre ACC ad avvalersi di specialisti stranieri per migliorare i processi di fabbricazione e stabilizzare la qualità della produzione. Ma non è bastato. E a farne le spese sono in particolare alcuni modelli della gamma Stellantis.

batterie made in EuropeColpiti soprattutto i modelli Peugeot. E ora si va verso un’alleanza con i cinesi

In particolare si tratta delle auto che nascono sulla piattaforma STLA Medium, su cui Stellantis puntava molto fin dai tempi di Carlos Tavares. Parliamo delle Peugeot e-3008 ed e-5008 e di altri modelli targati Opel e DS con la batteria più capace (97,2 kWh) e su cui si era puntato anche in pubblicità. Secondo i media francesi sarebbe stato addirittura rimandato il lancio della Citroën C5 Aircross con la batteria più performante. Non a caso Stellantis sta esplorando strade alternative ad ACC, come la  partnership con la cinese CATL per produrre battere in Spagna. Sono tutti segnali che contribuiscono a spiegare lo scetticismo nei confronti dell’elettrico del n.1 di Stellantis, Antonio Filosa. Scetticismo che ha indotto il top manager italiano a indicare proprio nelle delusioni nell’elettrico la prima causa delle maxi-perdite accusate nel 2025.

 

 

Visualizza commenti (1)
  1. Quali sarebbero i motivi degli elevati tassi di scarto?
    Voglio dire: se almeno una parte della produzione risponde ai requisiti richiesti significa che la materia è conosciuta e la tecnologia è disponibile.
    Quindi perchè risulta impossibile migliorare? C’è la volontà?

  2. Non ne hanno fatta una giusta, ma la colpa non è mai dei manager.
    Peraltro la gamma europea dei modelli termici non ha una gran fama di affidabilità, ma anche per questo non sono capaci di risolvere.
    L’unica soluzione che hanno è chiedere soldi e deroghe ai governi.
    Sono fantastici.

  3. In pratica, Filosa sostiene che, se non hanno sufficienti conoscenze per padroneggiare una tecnologia, la colpa è della tecnologia… 🙄

    1. Alessandro D.

      Mi ricorda tanto quel mio compagno di scuola che prendeva sempre 4 perchè il compito era troppo difficile e il prof uno st40n70.

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