Batterie made in Europa? “Irresponsabile”. Ma spunta la prima piattaforma del riciclo

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L’auspicata “rivoluzione” delle batterie in Europa stenta a decollare: tardano i fondi europei per sviluppare la produzione di celle e ACC (Automotive, Cells Company) definisce “irresponsabile” investire in nuove gigafactory. Tuttavia stanno prendendo forma iniziative legate al riciclo e alla circolarità della filiera come dimostra il progetto di Minespider.

Celle batterie: i piani rallentano e “Battery Booster” resta bloccato

L’ambiziosa iniziativa della Commissione europea, il cosiddetto Battery Booster da 1,8 miliardi di euro, pensata per sostenere la produzione di celle in UE attraverso prestiti agevolati e misure di supporto, è ancora ferma sulle scrivanie di Bruxelles. Le diverse direzioni generali coinvolte – quella dell’industria a spingere e quella del clima a gestire i fondi – non hanno ancora trovato un accordo sui criteri di attuazione, ritardando l’erogazione dei primi finanziamenti.

Questo ritardo arriva in un momento critico. Aziende come Automotive Cells Company (ACC) – la joint venture di Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies con un impianto già operativo in Francia – hanno recentemente tirato il freno sui nuovi investimenti. ACC ha descritto come “completamente irresponsabile impegnarsi nella costruzione di nuove fabbriche di batterie in Germania e in Italia (a Termoli) quando la domanda effettiva resta incerta e i prodotti futuri non sono  pronti. E il fallimento di Northvolt, principale azienda europea di celle per batterie, rappresenta plasticamente l’impotenza dell’industria europea di fronte allo strapotere asiatico.

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Lo stabilimento Stellantis di Termoli: annullato il progetto di trasformarlo in una gigafactory di batterie

La percezione di rischio non riguarda solo ACC: i dati sugli impianti annunciati mostrano che molte gigafactory europee rischiano ritardi, ristrutturazioni o cancellazioni, lasciando la produzione domestica di celle ben al di sotto delle aspettative e della domanda futura. (LEGGI qui)La mancanza di progressi tangibili mette in luce una verità difficile: le batterie che alimentano la transizione elettrica dell’auto restano dipendenti da produttori asiatici, con player come CATL e BYD che dominano oltre il 90 % del mercato globale delle celle.

Riciclo batterie: con Minespider una luce in fondo al tunnel

In contrasto con lo stallo sulla produzione, emergono segnali concreti nel campo del riciclo e della circular economy. La società berlinese Minespider ha lanciato Recircle.market, un marketplace digitale che collega tutti gli attori della filiera del riciclo delle batterie: dai proprietari di batterie usate ai riciclatori, dai fornitori di servizi logistici ai produttori di materiali rigenerati.

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I sistemi di tracciamento delle batterie messi a punto da Minespider

Questo ecosistema digitale si basa su standard come il Digital Battery Passport (che diventerà obbligatorio in UE dal 2027) e mira a migliorare la trasparenza e l’efficienza nell’economia circolare delle batterie. Il sistema consentirà di scambiare batterie di seconda vita, materiali riciclati e servizi specializzati, sostituendo un mercato frammentato con uno più trasparente e interoperabile.

Progetti come questo sono fondamentali per trasformare le batterie a fine vita in una risorsa: materiali come litio, nichel, cobalto e grafite possono essere recuperati per essere reinseriti nella catena produttiva, riducendo la dipendenza dalle importazioni e l’impatto ambientale.

Qual è lo stato dell’Unione sulla filiera batterie?

Il contrasto tra produzione stagnante e riciclo in crescita riflette una realtà più ampia: l’Europa non ha ancora raggiunto l’autosufficienza nella produzione di celle, ma sta iniziando a costruire le basi per una economia delle batterie più sostenibile e resiliente.

Europe first: nuove regole per gli incentivi alle auto elettriche

L’UE sta anche valutando strumenti normativi più stringenti, come la proposta di un Industrial Act che prevede incentivi solo per veicoli con alto contenuto di componenti europei (70 %), anche se le batterie per ora non rientrano direttamente in questa soglia.

Se la produzione di celle rimane in difficoltà, è nel riciclo e nella rigenerazione dei materiali che l’Unione può giocare una partita vincente nel medio termine, sviluppando competenze, tecnologie e mercati che limitino la fuga di valore verso l’Asia e diano vita a una filiera più robusta.

  • LEGGI anche: “Il futuro delle batterie lo scrive l’Asia. All’Europa resta il riciclo (forse)” e guarda il VIDEO

 

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