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Nichel e batterie: così l’Indonesia va alla conquista dell’auto elettrica

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Hyundai e Lg Energy Solution investiranno 1,1 miliardi di dollari per una gigafactory di batterie in Indonesia, Paese che si candida a diventare uno dei leader mondiali del settore. Lo diventerà sfruttando le più grandi riserve al mondo di nichel, materia prima fondamentale per la tecnologia delle batterie.

Non è che un debutto. Nel senso che sarà solo il primo di una serie di investimenti che trasformerà l’Indonesia in un’enorme fabbrica di celle per batterie, strettamente connessa con le principali case automobilistiche asiatiche.

Il tutto grazie alle sue miniere di nichel (ma anche di ferro) che ne fanno il Paese con le maggiori riserve al mondo. E come conseguenza al divieto governativo che dal 2020 ne impedisce le esportazioni, costringendo i produttori a trasferirsi in loco. Il che farà dell’Indonesia anche uno dei centri più importanti per la filiera dell’auto elettrica a livello globale.

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Hyundai e LG investiranno fino a 10 miliardi di dollari in Indonesia

Ma andiamo con ordine. Hyundai e LG Energy solution hanno appena inaugurato una gigafactory a Karawang, a una trentina di chilometri dalla capitale Giacarta proprio per la produzione di batterie e servizi connessi.

E’ un investimento da 1,1 miliardi di dollari, il primo di una serie che vedrà i due conglomerati sudcoreani impegnare fino a 10 miliardi di dollari. La prossima tappa prevede un fabbrica da 20 gigawatt, per un investimento da 2 miliardi.

Al momento, l’operazione è tutta rivolta al mercato asiatico. Le batterie del consorzio Hyundai-LG saranno destinate ai modelli della stessa casa di Seoul – che in Indonesia ha un suo stabilimento per la produzione di auto – e di Kia. E saranno esportate per il 90% – secondo quanto annunciato – nel mercato coreano e indiano.

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L’Indonesia ha vietato l’export di nichel, attirando investimenti da tutta l’Asia

Tutto ciò è la conseguenza della scelta compiuta quattro anni fa dal governo indonesiano che ha vietato l’esportazione di nichel, una delle materie prime utilizzate nelle batterie più comuni con chimica NMC (litio-nichel-mangane-cobalto).  Una scelta compiuta con un disegno molto preciso: aumentare l’occupazione nell’arcipelago e aumentare il peso economico-politica di un Paese che negli ultimi anni è cresciuto moltissimo.

Abbiamo un’abbondanza di risorse naturali, ma per decenni le abbiamo esportate solo come materie prime senza alcun valore aggiunto ” ha affermato il presidente indonesiano Joko Widodo presente all’inaugurazione della gigafactory. “Ora, con la costruzione di fonderie e della fabbrica di celle per batterie EV, diventeremo un importante attore globale nella catena di fornitura globale“.

In effetti, quello che accade nell’isola di Java, dove si trova la fabbrica, non riguarda solo il mercato EV dell’Asia. Come ha fatto capire il presidente indonesiano, le ripercussioni saranno mondiali. L’iniziativa di Hyundai e LG è una risposta alla Cina, che per anni ha comprato nichel, nonché allo stabilimento costruito da CATL, il più importante produttore di batterie cinese.

LEGGI ANCHE e guarda il VIDEO: Una filiera europea, dalle materie prime alle Batterie: ecco come

Ma questo significa che difficilmente le case occidentali, ed europee in primis, potranno far conto delle materie prime indonesiane, visto che non usciranno dai confini e vista la corsa dei grandi gruppi asiatici per accaparrarsele in loco. E la battaglia per la supremazia nella mobilità elettrica passerà inevitabilmente dalla disponibilità delle materie prime della transizione. 

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5 COMMENTI

  1. L’ Indonesia dimostra come si protegge l’ economia nazionale…con l’ I.R.A. !
    Se hanno una popolazione numerosa, a basso reddito, fanno in modo che chi ha bisogno delle loro materie prime (o prime_seconde) venga ad insediare le fabbriche in loco .. così cresce il P.I.L. e l’ occupazione, le case OEM si possono insediare per produrre veicoli ad uso locale (a 4…o 2 ruote BEV) con cui possono ridurre il fabbisogno di idrocarburi importati (visto il basso costo del F.V. attuale).

    Europa! Sei ci sei..batti un colpo!

    (a Termoli stanno ancora aspettando)

      • in Italia siamo sempre stati un popolo di importatori / trasformatori di qualità… dai tempi dell’impero romano e pure molto prima…. Piero Angela ha sempre ricordato che senza istruzione adeguata si resta indietro nel mondo globalizzato… bassa istruzione, lavoro di bassa qualità=basso stipendio, minori entrate per lo stato… un declivio a pendenza crescente….

        • Argomento totalmente estraneo al dibattito pubblico italiano. Dopo la morte di Piero Angela, ancora meno discusso.
          Nelle campagne elettorali non l’ho mai sentito citare da NESSUN CANDIDATO.
          E mi piacerebbe essere smentito.

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