Una guida tecnica condivisa, che definisca criteri comuni per la progettazione e la gestione delle batterie auto, in linea con le future norme europee sul passaporto digitale. È questo il fulcro del nuovo accordo presentato durante la London Climate Action Week da alcuni dei principali protagonisti del settore EV, tra cui CATL, Renault, BMW, Volvo, Xiaomi e Google.
L’iniziativa prende il nome di “Battery Circular Design Guide” e nasce con l’obiettivo di creare un linguaggio tecnico condiviso tra costruttori e fornitori.
Batterie più “circolari” grazie a parametri condivisi
Il documento stabilisce una serie di criteri comuni per valutare lo stato di salute delle celle, misurarne il degrado e facilitare lo smontaggio dei pacchi batteria. Così da rendere più semplice il loro ricondizionamento o il riutilizzo in applicazioni di seconda vita.
Le aziende coinvolte nell’alleanza continueranno quindi a sviluppare batterie con chimiche, formati e architetture differenti, ma in questo modo potranno adottare parametri condivisi per facilitarne la gestione lungo tutto il ciclo di vita.

Più trasparenza sul valore delle batterie usate
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa – portata avanti da alcuni attori protagonisti del settore, con CATL in prima linea insieme a gruppi come Renault, BMW, Volvo e Xiaomi – riguarda la valutazione delle batterie dopo anni di utilizzo.
Oggi due accumulatori con la stessa età e lo stesso chilometraggio possono presentare condizioni molto diverse, a seconda delle modalità di ricarica, delle temperature di esercizio e dell’impiego quotidiano. Disporre di criteri uniformi consentirebbe a costruttori, società di leasing, assicurazioni e gestori di flotte di stimare con maggiore precisione la vita residua delle batterie e il loro valore economico.
Una maggiore standardizzazione potrebbe inoltre favorire il mercato della seconda vita, destinando le batterie ancora efficienti a sistemi di accumulo stazionario anziché avviarle subito al riciclo.
Arriva il passaporto europeo delle batterie
L’accordo arriva mentre l’Unione europea si prepara all’introduzione del passaporto digitale delle batterie, che diventerà obbligatorio dal 2027 per le batterie destinate ai veicoli elettrici.
Il nuovo sistema dovrà raccogliere informazioni sulla provenienza dei materiali, sul contenuto di materie prime riciclate, sull’impronta di carbonio e sulle prestazioni dell’accumulatore durante tutta la sua vita utile.
La Battery Circular Design Guide potrebbe quindi rappresentare uno degli strumenti tecnici per facilitare l’applicazione di queste nuove regole e migliorare la tracciabilità dell’intera filiera.

Nessuna batteria universale, ma una filiera più sostenibile
L’intesa non apre la strada a una batteria universale valida per tutti i costruttori. Le aziende continueranno infatti a differenziarsi nello sviluppo delle tecnologie, perché la batteria resta uno degli elementi che incidono maggiormente su autonomia, prestazioni, tempi di ricarica e costi delle auto elettriche.
L’obiettivo è piuttosto costruire una filiera più efficiente e sostenibile, riducendo gli sprechi e facilitando il recupero di materiali strategici come litio, nichel, cobalto e manganese, la cui estrazione rappresenta ancora una delle principali criticità ambientali ed economiche della mobilità elettrica.
Per gli automobilisti i cambiamenti saranno probabilmente poco visibili nell’uso quotidiano dell’auto. I benefici potrebbero invece emergere nel medio periodo, grazie a batterie con una gestione più trasparente, un riciclo più efficace e una maggiore valorizzazione al termine della loro vita utile.
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