Batterie a stato solido: problemi per Catl, mentre Nio promette meraviglie

batterie a stato solido



Dalla Cina arrivano nuovi annunci contrastanti riguardo allo sviluppo delle batterie allo stato solido. Da una parte CATL, leader mondiale del settore, ammette che la propria tecnologia è ancora lontana dalla produzione di massa. Dall’altra, il Tianmu Lake Institute of Advanced Energy Storage Technologies (TIES), partner di Nio, presenta nuove celle “liquid-solid state” che promettono elevate capacità e una produzione quasi immediata.

Si tratta di due approcci diversi che mostrano come il mercato in questione sia ancora in una fase di transizione. Sicuramente ben lontano dalla piena maturità tanto auspicata.

CATL raffredda gli entusiasmi

A riportare il dibattito su un piano più realistico è la stessa CATL. Il presidente Robin Zeng ha spiegato che lo sviluppo delle batterie completamente allo stato solido ha raggiunto solo il quarto livello di una scala di maturità composta da nove stadi.

Per arrivare alla commercializzazione sarà necessario completare l’intero percorso tecnologico, risolvendo ancora problemi legati alla resistenza elettrica tra i materiali, all’integrità dell’assemblaggio e alla produzione su larga scala.

L’obiettivo dichiarato da CATL è raggiungere il livello sette o otto entro il 2027, così da avviare le prime validazioni industriali. La produzione di massa, però, appare ancora distante e conferma quanto già molti analisti sostengono: le vere batterie totalmente solide difficilmente arriveranno sul mercato prima della fine del decennio.

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La produzione di batterie in una fabbrica CATL in Cina.

Le batterie “ibride”

A complicare ulteriormente il quadro arrivano anche i nuovi standard cinesi, in vigore dal 1° luglio, che introducono una distinzione molto precisa.

Le batterie con una quota di elettrolita liquido compresa tra il 5% e il 20% saranno classificate come “liquid-solid state”, cioè batterie ibride. Solo quelle con meno del 5% di componente liquida potranno essere considerate autentiche batterie allo stato solido.

Una differenza tutt’altro che marginale, perché consente ai produttori di adattare le attuali linee produttive con investimenti limitati, evitando la costruzione di impianti completamente nuovi.

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Il partner di Nio punta sulle celle “liquid-solid state”

Proprio sulle batterie ibride si concentra il Tianmu Lake Institute of Advanced Energy Storage Technologies (TIES), istituto di ricerca fondato anche da uno dei protagonisti dello sviluppo del pacco batteria da 150 kWh utilizzato da Nio.

L’azienda ha presentato due nuove celle da 314 Ah e 588 Ah, basate su chimica litio-ferro-fosfato (LFP) con una tecnologia di solidificazione “in situ”. In pratica, l’elettrolita liquido viene trasformato in una matrice stabile direttamente all’interno della cella durante il processo produttivo.

Secondo TIES, questa soluzione rappresenta un ponte tra le tradizionali batterie agli ioni di litio e le future batterie completamente solide, permettendo di aumentare capacità e sicurezza senza rivoluzionare gli impianti produttivi.

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TIES mostra le batterie liquid solid state al Salone di Pechino 2026

Una scorciatoia industriale per accelerare il mercato?

Il principale vantaggio dell’approccio scelto da TIES è proprio la compatibilità con le fabbriche esistenti. Le nuove celle possono infatti essere prodotte modificando meno del 10% delle attrezzature già utilizzate per le batterie convenzionali.

Questa scelta consente di ridurre tempi e investimenti, evitando quella che alcuni osservatori avevano definito una corsa miliardaria alla costruzione di nuovi impianti dedicati esclusivamente alle batterie solide.

Parallelamente, TIES ha annunciato accordi per rafforzare la propria filiera delle materie prime e sviluppare sistemi di controllo qualità destinati ad accompagnare la crescita della produzione pilota.

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La rivoluzione non è ancora arrivata

Le due notizie mostrano bene il momento che sta vivendo il settore. Da un lato CATL, che continua a rappresentare il riferimento mondiale per la produzione di batterie, invita alla prudenza e conferma che le vere batterie allo stato solido richiedono ancora diversi anni di sviluppo.

Dall’altro, aziende più piccole cercano di conquistare il mercato con tecnologie intermedie, che offrono alcuni vantaggi delle batterie solide ma non rappresentano ancora il traguardo finale.

  • LEGGI anche e guarda la VIDEO intervista a Silvia Bodoardo

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