Batterie a stato solido: la cinese Pure Lithium annuncia una linea da 500 MWh a pieno regime

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In Cina ferve la corsa alle batterie allo stato solido. La startup Pure Lithium New Energy ha annunciato di aver portato a piena capacità una linea produttiva di solid-state battery da ben 500 MWh. L’azienda, sostenuta dalla piattaforma statale Yizhuang State Investment, ha anche testato alcune celle capaci, anche se tagliate, di continuare ad alimentare dispositivi elettrici .

La società, fondata nel 2022 a Pechino, sta cercando di ritagliarsi uno spazio nella corsa globale alle batterie allo stato solido, tecnologia considerata strategica per il futuro dell’auto elettrica e dei sistemi di accumulo.

Pure Lithium, un’ascesa veloce

Il percorso industriale della startup è stato rapido. Nell’aprile 2023 Pure Lithium aveva già completato una linea pilota da 10 Ah. Un mese dopo è partita la costruzione dell’impianto da 500 MWh nella provincia di Henan.

Nel 2024 l’azienda ha annunciato la produzione in serie di celle da 50 Ah, mentre oggi dichiara il raggiungimento della piena capacità produttiva della linea. Il prossimo passo sarà un impianto su scala GWh, previsto per quest’anno.

Materiali compositi e resistenza… ai tagli

La prima generazione di batterie dell’azienda utilizza catodi litio-ferro-fosfato (LFP) e anodi in grafite, con densità energetica compresa tra 180 e 190 Wh/kg. Valori ancora inferiori rispetto alle migliori celle NMC tradizionali, ma con il vantaggio teorico di una maggiore sicurezza e durata.

Pure Lithium sta anche sviluppando una seconda generazione di prodotti che dovrebbe superare i 200 Wh/kg, soglia considerata più competitiva anche per applicazioni automotive.

Pure Lithium batterie stato solidoSecondo il fondatore Yang Fan, la società ha sviluppato materiali ternari copolimerici e nuovi ossidi per migliorare la conducibilità e la stabilità dell’interfaccia tra elettrolita solido ed elettrodi, uno dei principali nodi tecnologici delle batterie solid-state.

L’azienda dichiara inoltre una vita utile compresa tra 6.000 e 8.000 cicli e capacità di carica/scarica superiore a 1C.

Non contenta, al China International Battery Fair di Shenzhen, Pure Lithium ha anche mostrato come alcune celle, una volta tagliate, siano comunque in grado di continuare a fornire energia a dispositivi esterni.
Una dimostrazione spettacolare, anche se resta da capire quanto questi test siano realmente rappresentativi delle condizioni operative reali.

Prima storage e micromobilità, poi le EV

A differenza di molti annunci focalizzati subito sulle auto premium, Pure Lithium sembra aver scelto una strategia più prudente. La priorità commerciale riguarda infatti lo storage energetico e la mobilità leggera.

La startup sostiene di avere già progetti in fase di implementazione con colossi cinesi come State Power Investment Corporation, State Grid e Jingneng Group. Inoltre il progetto “Thermal Pipeline Power Project” sarebbe operativo da oltre 12 mesi in applicazioni infrastrutturali di accumulo energetico.

Nel giugno 2025 l’azienda ha anche avviato a Pechino un progetto pilota di battery swap per scooter elettrici, con 1.500 batterie solid-state, 1.000 veicoli e 100 stazioni di sostituzione.

Secondo l’azienda, alcuni mezzi del progetto avrebbero raggiunto autonomie fino a 100 km, contro i precedenti 30-50 km con batterie a elettrolita liquido.

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La corsa cinese alle solid-state accelera

In Cina il contesto resta estremamente competitivo. Diversi costruttori e produttori di celle stanno accelerando sulla tecnologia allo stato solido, anche se la vera produzione di massa appare ancora lontana.

Nei mesi scorsi una società sostenuta da GAC aveva parlato di batterie solid-state industrializzabili entro il 2026, mentre il chief scientist di BYD, Lian Yubo, aveva ricordato come il settore sia ancora in una fase di “breakthrough critico”, con numerosi problemi industriali da risolvere.

Intanto il mercato cinese delle batterie continua a crescere. Ad aprile 2026 le installazioni per veicoli elettrici hanno raggiunto 62,4 GWh, con le celle LFP dominanti all’81,4% del mercato.

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