Batteria difettosa nella Leaf: che cosa posso fare? Ad avere problemi è un lettore sardo con una Nissan di sei anni. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Batteria difettosa nella Leaf: “Problemi in 3 moduli”

“Sono un vostro lettore e chiedo aiuto riguardo la situazione in cui mi trovo con la mia Nissan Leaf. Da settembre 2020 sono possessore di una Leaf 40 kWh e ad oggi ho percorso 150.000 km. Da diversi mesi nella mia auto si verifica un repentino calo del livello di percentuale di batteria, che poi risale quando vado a bassa velocità. Utilizzando l’app .LeafSpy pro- ho visto che risultano difettosi tre moduli della batteria. La concessionaria Nissan di Cagliari mi dice che l’auto è fuori garanzia per problemi ai moduli della batteria in quanto sono già trascorsi 5 anni dall’immatricolazione. E che gli 8 anni o 160000 km di garanzia coprono solo la capacità di accumulo della batteria, che nel mio caso è di circa l’83%. Aggiungo anche che da una settimana non posso più usare l’auto perché non mi permette di effettuare la ricarica: il sistema va in protezione. Cosa posso fare e come devo comportarmi? La concessionaria ha ragione o vuole evitare di intervenire gratuitamente? Grazie per il vostro contributo”. Alfonso Zanetta
Che cosa dicono le regole sulla garanzia
Risposta. Forse è il caso di sentire il Servizio Clienti di Nissan (tel. 800.105.800) per capire se ha ragione la concessionaria. Per quel che riguarda l’autonomia residua, in effetti, gli estremi per l’intervento in garanzia al momento non ci sono. Sul sito ufficiale del costruttore si legge: “In aggiunta alla copertura per difettosità dei materiali o di prodotto, la batteria di trazione… è anche garantita in caso di perdita della capacità al di sotto delle 9 tacche su 12 (come indicato sul quadro strumenti del veicolo). La garanzia copre tutte le necessarie riparazioni per riportare l’efficienza della batteria al livello minimo di 9 tacche su 12“. Ovvero al 75%, percentuale ancora non raggiunta. C’è comunque da trarre una lezione da questa vicenda. Si sente spesso dire che la batteria è garantita per un cero numero di anni. In realtà solo la capacità delle celle lo è, qualsiasi altro problema segue la garanzia normale.
I VIDEO-SHORTS di Alex il principiante: domande basiche, risposte…




Le batterie si riparano, io francamente proverei a contattare un’officina specializzata.
Spero ci sia qualcuno in Sardegna, altrimenti imbarcarla potrebbe essere un problema se non è marciante.
Praticamente scopriamo adesso, che dopo il secondo anno ( o tre anni ? ) , se la batteria si guasta sono fatti tuoi.
È assurdo, sbandierare una garanzia di 8 anni ma solo sulla capacità del pacco, lasciando fuori tutte le altre condizioni, questa non è una garanzia, è una presa per i fondelli !!
Leggo che adesso la macchina neanche accetta la ricarica, praticamente dopo 6 anni si è trasformata in un costoso fermacarte.
I costi che accennava R.S. sono da riferirsi a moduli aftermarket, immagino.
Come assistenza ufficiale Nissan probabilmente non prevedono neanche la sostituzione del singolo modulo ma dell’intero pacco batteria, sicuramente ad costo maggiore di quanto sia il valore commerciale del veicolo ad oggi.
Speriamo vivamente che Nissan intervenga in garanzia, questi episodi, anche se molto rari , allontano l’utente ( già timoroso di suo ) dall’acquisto dell’auto elettrica.
i mi preoccuperei se avessi un veicolo Nissan…. a prescindere dalla motorizzazione… La serietà di una Casa si vede su come affronta le problematiche dei clienti…
..il lotto di moduli nuovi ma del 2023 in svendita li ho visti sul simpatico canale youtube e sito internet cinese di “starmax battery”.. quando gli arriva qualche lotto di batterie di vario tipo (anche battetie ricambia per BEV), le propongono
..il lotto del 2025 sono moduli forse più belli ma più cari, e disponibili anche come batteria completa già assemblata, li spedisce in tutto il mondo con istruzioni comprese “vivnevs.com”
..sicuro poi ci sono anche altri fornitori
Tutto previsto, prevedibile e da me ripetuto da anni.
Finchè non ci saranno strumenti assicurativi adeguati alla realtà delle cose, il valore commerciale di un’ auto elettrica scivolerà rapidamente verso lo zero non appena terminate tutte le varie garanzie.
E mi stupisce che dell’argomenti si parli sempre così poco, tanto quanto mi stupisce che le compagnie assicurative non abbiano già fiutato l’affare.
Che si preannuncia goloso, perchè tanto quanto l’aspetto commerciale segue dinamiche tutte sue (in breve: il valore commerciale di un oggetto non è il valore dell’oggetto, ma quanto gli altri sono disposti a pagartelo) è altrettanto vero che da un punto di vista tecnico le statistiche giocano a favore.
Lo sappiamo tutti: di base le batterie non si guastano e durano a lungo.
Il problema è se sei uno dei pochi fortunati che pesca il jolly.
E a priori, ovviamente, non lo puoi sapere.
Ne discende che per una compagnia assicurativa il profilo di rischio è statisticamente basso e quindi una polizza assicurativa che copra invecchiamento e soprattutto danni della batteria a rigori dovrebbe essere profittevole.
Magari qualcuno prima o poi avrà voglia di occuparsene.
Fino ad allora vale quanto leggiamo sopra e quanto ripeto da sempre.
A margine: oramai dovrebbe essere chiaro che la pur ottima Nissan Leaf grazie anche alla CHADEMO è un’auto letteralmente “usa e getta”.
Si compra, si tiene finchè va e poi va saputo che vale meno di zero.
Oramai su Autoscout si trovano con pochi km a meno (e non poco meno…) di 15k euro.
Peccato, non è un bel messaggio.
è un modello particolare con batteria di tecnologia datata, a moduli, nmc, e senza circuito di raffreddamento, anche se vedo ci sono software per questa vettura per monitorare in dettaglio la salute delle singole celle
in compenso se uno si è affezionato alla sua Leaf, o se ne trova una con batteria usurata a molto poco, vedo che un kit di 8 grandi moduli da 50 kwh totali (per sostituire i moduli originali da 40 kwh totali, e con una riduzione di peso) parte da prezzi stracciati di 2500e + spedizione per moduli nuovi ma produzione 2023, e si arriva a un massimo di 5000e+spedizione per moduli nuovi del 2025 (e/o spedibili anche con involucro esterno, cioè pacco batteria conpetao assemblato)
il lavoro di sostituzione moduli è molto più semplice delle elettriche più recenti, dal filone di video postati a tema sembra alla portata di un meccanico non specializzato o di un bravo hobbista in cortile
non dico sia economicamente conveniente mettersi a “restaurare” le batterie di queste vetture, ma se per qualche motivo capitasse di volerlo fare, in questo caso è fattibile
Il problema chademo si risolve con adattatore CCS. Quello che non si risolve è la mancanza di riscaldamento attivo del pacco batteria, che spesso provoca prestazioni di ricarica piuttosto basse e ridotte rispetto alle già non ottimali prestazioni di serie.
Alla fine conta solo che rischio e difetti siano correttamente valutati nel prezzo, una Leaf recente può essere comunque al prezzo giusto un ottimo acquisto, basta sapere cosa puoi o non puoi chiederle
Perfettamente d’accordo con @Alessandro D.
Può essere un ottimo nuovo servizio assicurativo,
Sarebbe pure molto benefico per il mercato, specialmente in Italia…che zoppica parecchio tra paure irrazionali, scarsa conoscenza e sabotaggio governativo (petro-diretto…).
Nella mia vita (lavorativa e privata) o sempre sostenuto la necessità di assicurarsi contro grandi rischi (e pure quest’ anno ho avuto ragione… recuperando bene i danni da tempestw con fulminazioni )
Francamente spero che questo “suggerimento” venga ascoltato …
ovviamente a tariffa “sensata” in base alla statistica di effettivo rischio 😉
Premetto che sono un sostenitore dell’auto elettrica fin dai primi anni 90 quando andavo alle superiori e ancora non avevo la patente.
I prototipi che allora gareggiavano nel Gran Premio 4E oggi hanno lasciato il posto ad auto vere e utilizzabili a patto di sapere cosa possono fare e cosa no.
Avendo necessità di acquistare una seconda auto per un utilizzo a corto raggio con qualche raro spostamento entro i 200-300 km da casa, nei mesi scorsi ho valutato l’acquisto di un’elettrica con 3-4 anni di vita per avere almeno 4 anni di garanzia residua sulla batteria. E ho iniziato a leggere annunci.
A un certo punto ho trovato ho trovato una Leaf usata con circa 120.000 km che mi ha fatto riflettere. Il proprietario aveva già ottenuto la sostituzione in garanzia di due moduli batteria, a costo zero per lui, ma facendo una ricerca sul web sono giunto alla conclusione che ciascun intervento fuori garanzia sarebbe costato attorno ai 2000/3000 euro.
E lì mi sono fermato.
Se da una parte ho un blocco psicologico all’idea di acquistare un’auto termica, dall’altra non mi va di scommettere sulla durata della batteria di un’elettrica.
Il problema non è la perdita del 5% o del 20% della capacità dopo qualche anno. Il problema è rischiare di dover tirare fuori migliaia di euro per cambiare moduli senza sapere dopo quanto tempo si guasterà il successivo.
Finora ho pensato che l’unica strada relativamente sicura fosse la seguente: usare l’auto il più possibile finché è in garanzia e poi venderla entro la scadenza della garanzia per evitare rischi. Strada non adatta per il mio utilizzo: infatti con la seconda auto percorro al massimo 10 mila km all’anno e non avrebbe molto senso svenderla, svalutata, dopo soli 4 anni e 40.000 km percorsi. Meglio sarebbe tenerla più a lungo per ammortizzare meglio il costo di acquisto.
Leggendo la storia del lettore a cui è stata rifiutata la riparazione in garanzia, il quadro sembra ancora più preoccupante, i miei dubbi si rafforzano e mi portano, purtroppo, a posticipare l’acquisto elettrico in attesa di maggiore affidabilità. Quantomeno evitando le NMC raffreddate ad aria della Leaf e aspettando che arrivino sul mercato dell’usato le più robuste LFP.