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Batteria auto al servizio della casa. Conviene? Anche no

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batteria auto

Gugliemo torna sul tema del V2H, cioè sulla possibilità di utilizzare la batteria auto per alimentare i consumi domestici, sollevato da Stefano e ampiamente commentato sul nostro blog. Ne approfittiamo per aggiungere qualche ulteriore notazione. Ricordiamo che potete inviarci le vostre domande scrivendo a info@vaialettrico.it

Ho fatto i conti: sarà una vera rivoluzione

Rispondo, non da tecnico, al quesito di Stefano. Un impianto da 4,5 kW, se esposto in modo ottimale, in Lombardia in una giornata di sole, produce circa 25 kWh. Il consumo medio di una famiglia è di circa 7 kWh al giorno. La differenza in eccesso è pagata da GSE. Naturalmente durante le ore serali e notturne, se non si ha un sistema di accumulo, il risparmio sulla bolletta non supera nell’arco di un anno il 35%. Io possiedo una batteria di accumulo da 6 kWh e così il risparmio arriva al 60%.

Tuttavia ho già calcolato che la batteria di accumulo anche con la detrazione al 50% non sarà mai attiva a causa della sua durata (10 anni?). I pannelli invece si ripagano perché continuano a produrre energia anche dopo 30 anni.
Diverso è se uso la batteria dell’auto come accumulo. Certo un impianto da 4,5 kW impiegherà diversi giorni per caricare una batteria da 58 kWh. Ma una volta caricata sarà in grado di alimentare un’abitazione per 5 intere giornate. La batteria dell’auto sarà la vera rivoluzione per la transizione energetica perché è statisticamente dimostrato che una vettura è ferma per il 90% del suo tempo. A questo punto, qualora ci fosse spazio sul tetto, converrebbe istallate la massima potenza possibile.

Degrado della batteria, questo è il problema

RISPOSTA – Tutti sanno che la durata di una batteria si misura in clicli di ricarica (fra 1.000 e 1.500 per le più comuni celle al litio). In altre parole più frequentemente si effettua una carica-scarica completa, più velocemente si degraderanno le celle, perdendo progressivamente la loro capacità. Perciò, utilizzando la batteria dell’auto per alimentare, oltre al veicolo, anche i consumi di casa (V2H), il numero di cicli annuali aumenterà. E inevitabilmente diminuirà la sua vita utile.
Di quanto? E’ difficile dirlo. Il degrado non è lineare e dipende anche da come si effettuano la ricarica e la scarica. E’ più accentuato se le due operazioni avvengono in condizioni di stress (alta potenza in entrata e frequenti picchi in usicta). Ma questo non è il caso di un impiego “casalingo”.
Tuttavia gli studi in proposito sono ancora incompleti e mancano precisi parametri di valutazione. Alcuni ricercatori,  addirittura, hanno verificato che cicli periodici e regolari come quelli domestici possono anche migliorare la resilienza delle batterie. Come un allenamento metodico e tranquillo  migliora la longevità di un atleta.

Difficile calcolare vantaggi e svantaggi

Fatto sta che non è facile calcolare la convenienza economica di questo doppio uso delle batterie al litio delle auto. I risparmi per la maggior quota di autoconsumo dell’energia fotovoltaica anche senza i costi di un accumulatore statico potrebbero essere più che compensati dalla prematura sostituzione delle batteria auto. Senza contare il fatto che potrebbe decadere la garanzia del costruttore, generalmente fissata in 8 anni e 160.000 km.
Una delle tante dimostrazioni della ricarica bidirezionale Nissan: un albero di Natale “illuminato” dalla batteria di una Leaf.
Le difficoltà a quantificare il maggior degrado dovuto all’impiego bidirezionale della batteria auto sta rallentando anche l’adozione di norme per il V2G, vale a dire lo scambio di energia fra veicoli e rete elettrica. Per stabilire un’ equa tariffa a cui prelevare corrente dalle auto in caso di extra richiesta della rete, infatti, sarebbe indispensabile sapere esattamente quanto costa al proprietario questo servizio supplementare in temini di maggior usura della sua batteria.

Un’ opportunità per chi usa poco la sua auto elettrica

L’impiego bidirezionale trazione-uso domestico della batteria auto, però, potrebbe essere interessante per chi sottoutilizza il proprio veicolo percorrendo appena 10-12 mila km all’anno. In questo caso il degrado accelerato (10 anni anzichè 15?) non è un problema, mentre il risparmio aggiuntivo sui consumi domestici aiuta a compensare il maggior costo d’acuisto di una BEV rispetto a una ICE.

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22 COMMENTI

  1. Salve, propongo di provare a immaginare bev con batterie standard modulari. Perlomeno proviamo a immaginare che se usiamo l’auto per brevi tragitti lasceremo una/due/tre batterie nel caricatore che se allacciato a un impianto fotovoltaico può gestire tranquillamente i flussi in eccesso e cederli alla rete quando questa ne ha bisogno. Immaginiamo ancora che di queste batterie se ne possano trovare sempre cariche in posti vicini alle dorsali elettriche che farebbero un vero V2G con potenze utili al bilanciamento della rete (non l’effetto di un moscerino sul parabrezza). Immaginiamo che ci sia la libertà di acquistare o noleggiare queste batterie in modo da venire incontro a tutte le tasche degli utenti. Immaginiamo di fare viaggi lunghi e fermarsi un momento a cambiare la batteria con una piena che troveremo ovunque (ovunque vuol dire come sopra detto nei luoghi adibiti alla ricarica/sostituzione delle stesse lungo le dorsali delle linee a Media Tensione). Ditemi voi se non sarebbe una bella cosa. Francamente io apprezzerei molto il fatto di arrivare a casa e trovarmi sempre una batteria pronta per farmi fare 160 km (facciamo conto di fare cifra tonda di 25 kWh). Se poi succede un black out e a casa comunque mi funziona tutto direi che è anche meglio. Però il mondo reale non è quello dei sogni e se vogliamo che i sogni si avverino dobbiamo essere noi stessi a farli avverare……la cosa fondamentale è trovare lo standard della batteria. È proprio il caso che qualcuno incominci a pensarci.

  2. io credo più nei powerwall al servizio della casa, dell’auto elettrica e della rete
    powerwall che andranno fatte con chimiche più ecosostenibili
    ferro-aria , ioni-di sodio ad esempio

    questi “powerwall” potranno essere affincati anche da accumulatori di calore
    accumulatori di calore , che secondo recenti studi
    possono accumulare calore a livello stagionale in pochissimo spazio e a bassissimo costo
    immaginate di accumulare calore in estate per usarlo d’inverno,
    si taglierebbe un enorme fetta dei consumi delle famiglie e dell’industria

    ciao ciao Oligarchi,lobby e dittatori dell’impero degli idrocarburi e delle armi
    che nel precedente secolo , sono sempre andati a braccetto

    • Amen! Oltre che magari (ed è un magari grande come una casa) una buona diffusione aiuterebbe a controllare le temperature finché non si ribalta la situazione ambientale, e per allora (dovendo smettere per non abbassarle ulteriormente) avremo ben altre soluzioni come i vari generatori a fusione per sostituire l’energia presa dal calore atmosferico.
      Il mit un paio di settimane fa ha tirato fuori un “chippino” che ha del potenziale rivoluzionario, in grado di trasformare calore direttamente in elettricità, senza più necessità di utilizzare il vapore come mezzo di conversione col movimento, già le centrali nucleari e termiche di oggi potrebbero far un salto di efficienza di un 20/30% (stando a quanto dicevano) il che è già incredibile, ma il potenziale come dici anche tu va ben oltre se usato in modo diffuso con i nuovi sistemi di accumulo termico, la nuova frontiera sarà accumulo chimico economico dati i minori volumi che richiede e la facile trasportabilità, ma di strada da fare cenè

  3. Articolo interessante, sicuramente è una tecnologia con del potenziale, perché non è sostenibile avere una batteria di accumulo domestico più la batteria dell’auto, è un eccessivo spreco di materiali. Io penso che l’accumulo debba essere gestito a livello centralizzato e non dai singoli utenti, perché in molte situazioni si va ad accumulare energia quando si potrebbe cedere ad altri utenti che in quel momento ne hanno bisogno, senza necessità di perdere energia (l’accumulo non è gratuito in termini energetici). Una volta tirate le somme di tutti i produttori e consumatori, il gestore dovrebbe accumulare o forniree la quota di energia in eccesso o che manca per tenere stabile la rete. In questo modo avremmo una necessità di accumulatori molto minore piuttosto che abbinare una batteria ad ogni impianto fotovoltaico domestico. Un modello vincente potrebbe essere quello di Fiat a mirafiori, che utilizza le auto come accumulatori ma a servizio della rete e non solo del proprio impianto.

    • Beh grossomodo è quello che già succede, anche se siamo molto indietro per i soliti motivi burocratici.
      Gli accumuli a livello statale (se così si può dire) ci sono e dovranno essere ampliati.
      Ma andiamo incontro a uno stravolgimento della gestione energetica più ci spostiamo sulle rinnovabili, la maggior parte per natura è fortemente irregolare, sia nelle 24h come il solare sia nell’arco dei 12 mesi sia anno su anno, il vento ad esempio può non essere uguale tutti gli anni soprattutto con il cambiamento climatico in atto, lo vediamo anche ora con il crollo delle riserve idriche con la produzione che è crollata e forniva un buon 25/30% del totale ma è crollata del 90%.
      Gli accumuli serviranno, ovunque, abbondanti e soprattutto ridondanti, sono da mettere in conto blackout programmati soprattutto in inverno perché sostanzialmente saranno la normalità, da qui la necessità di piccoli accumuli in casa per garantirti una continuità, avremo anche le auto di casa completamente elettriche che andranno ricaricate e sarà difficile spostare le ricariche di tutti solo durante il giorno.
      Una autonomia parziale di ogni abitazione è anche una sicurezza aggiuntiva in caso di guerra (e queste cose devono essere pianificate sempre ahimè, anche nella forma delle strade e autostrade vengono previste) c’è da mettere in conto che “qualcuno” che ha enormi interessi nel vederci i vari derivati del petrolio e gas e un Europa totalmente autonoma energeticamente fa paura, e dato l’andazzo mondiale è ovvio che nel giro di 10/15 anni l’Europa non sarà l’unica a tendere ad azzerare i consumi, la Cina sarà anche amica di questi stati ma non è scema ha solo interesse nel diminuire il costo energetico per essere competitiva.
      Una gestione totalmente centralizzata e gestita esternamente è molto fragile, due missili su qualche accumulo e hai messo in ginocchio una nazione, la corrente non la trasporti con i camion cisterna, non sono abbastanza grandi, senza cavi collegati è un problema grosso.

  4. O massimo, com’è che sta volta son d’accordo con te su tutto? Che ti è successo? 😂
    Aggiungo delle considerazioni in coda,

    Riempire la casa di fotovoltaico per caricare l’auto durante il giorno… Come? Cioè, vai a lavoro paghi qualcuno perché ti riporti l’auto a casa ti apra il garage e la colleghi e che poi torna a prenderti? La stragrande maggioranza delle persone lavora di giorno, su due turni diurni o triplo turno, qualcuno potrebbe usare questo metodo una volta ogni tre settimane, per rendere la cosa fattibile dovrebbero esserci ovunque e dico ovunque punti di ricarica a costi pari o inferiori all’uso domestico, cosa che sarebbe si l’ideale ma è utopia
    Perché considerare le batterie al litio come valide per accumulo domestico? Non lo sono assolutamente, han capacità di carica e scarica enormemente più alte del necessario, una casa non assorbira mai 150kw come il motore dell’auto ne nessuno avrà mai (magari tra 50 anni si) 150kwp installati sul tetto. Esistono tecnologie alternative e decisamente più economiche ed adatte, ma non ci sono ancora sul mercato purtroppo, ad esempio la batteria in vetro, è super sicura ignifuga poco costosa da produrre, occupa un po’ più spazio delle litio ma pesa molto meno oltre ad essere immune agli sbalzi termici, il che la rende sostanzialmente perfetta per installazione civile anche esterna in caso di mancanza di spazi interni.
    Sono già reali le strutture di cemento a bassissima densità energetica, non è da escludere che nel giro di 7 o 8 anni qualche casa o palazzina prototipo super costosa inizierà ad essere prodotta, potrebbe sostituire o estendere un accumulo magari appaltando la gestione a Enel e facendosi pagare per lo stockaggio (le città potrebbero inserirlo come obbligo per servizio alla città e stabilizzazione della rete).
    Secondo me la soluzione ideale sarà un piccolo accumulo al litio nella wallbox, utile per le emergenze, un 5 kWh da usare solo in caso di reale necessità per preservare la durata, e accumulo “lento” per gli eccessi del fotovoltaico, dato che costerà molto poco si può anche pensare a capacità rilevanti così da diminuire anche nei mesi invernali o settimane intere di pioggia la necessità della rete.

    il v2g/v2h lo vedo utilissimo per quelle situazioni di emergenza, come oggi attacchiamo i cavi per far ripartire l’auto del vicino, regalare un paio di kWh a qualcuno rimasto a secco per arrivare alla colonnina potrebbe essere una cosa utile a tutti evitando di chiamare la ricarica a domicilio, tuo figlio resta a secco perché ha cannato vai gli dai qualche km e si torna a casa senza spendere soldi inutili.
    Ma soprattutto per quelle situazioni tipo camping, usare l’auto per alimentare la roulotte di notte piuttosto che per una grigliata elettrica all’aperto, vai al mare e puoi tenere il frigorifero da viaggio alimentato nel baule… Sotto il profilo vacanze all’aperto avventura etc ci vedo enormi potenziali, a patto poi di avere ricariche adeguate e capillari altrimenti se non torni a casa per avere l’acqua fresca in spiaggia libera.. Probabilmente eviti hehe

  5. Però questo accorcia ulteriormente l’autonomia dell’auto. Preferisco dedicare interamente l’energia elettrica alla mobilità così da non acquistare la benzina che è decisamente più costosa. Il discorso può funzionare solo per chi usa davvero poco la macchina. Per chi la muove tutti i giorni farla scaricare di notte può essere un grosso problema

  6. Scusate se sono ripetitivo, sono sicuro di aver già scritto quanto segue. A settembre 2021 (il 12 con esattezza) la mattina ho stilato il contratto x la EV; ed il pomeriggio per 6kw on grid di impianto fotovoltaico. L’auto mi è stata consegnata i primi di novembre del 2021. Per i fotovoltaici, viceversa, ad oggi sono ancora al nulla! Ci sono voluti 4 mesi e mezzo presumo per: progettazione ed autorizzazioni del: comune, della provincia, della regione, dello stato, dell’Europa, del mondo ed anche del sole! I primi di marzo del 2022, finalmente li hanno installati! Mi devo complimentare con chi li ha installati, velocissimi, in 2 giorni hanno fatto tutto! Ma è dall’8 di marzo ad oggi che aspetto il gestore che mi installi uno schifo di contatore per la produzione (20 minuti di lavoro) e carichi il software del contatore di rete per renderlo bidirezionale (altri 30 minuti di lavoro)! Purtroppo l’auto non è predisposta per il V2G! Oggi, pur pagando, mi ritrovo con 2 stringhe di pannelli (per un totale di 16 pannelli) come zavorra nel tetto, per il momento inutili, ed energia solare zero! E meno male che siamo in crisi energetica (vedi crisi Russia Ucraina e relativo embargo); altrimenti, campa cavallo che l’erba cresce! In Italia il problema è sempre lo stesso, la burocrazia generalmente lenta ma sempre inutile! Io attendo ancora qualche mesetto, il tempo di raggranellare qualche risparmio (visto che sono un pensionato e non un miliardario) dopo di che riempirò pian piano tutto il tetto con pannelli fotovoltaici, ma questa volta ad isola, con batterie, inverter ecc (non voglio più avere a che fare con la rete di distribuzione)! Chiamo la ditta, pago e dopo l’installazione, quanto meno, avrò l’energia gratis subito, senza attendere le burocrazie e quando è comodo il gestore! Magari inizio con 4 pannelli (attualmente ho 16 pannelli x 6kw di picco che occupano circa 55 metri quadri) e qui in Sicilia, con il sole che ho, hai voglia di energia gratis che posso avere su 140 metri quadri di tetto! Ogni 6/7 mesi, 4 pannelli e batterie LiFePo4 fino a coprire il fabbisogno di 10kwh giornaliere per la casa! E mi dispiace che le batterie dell’auto non si possono utilizzare come serbatoio di energia, sarebbero bei 27 kWh disponibili.

    • Caspita Antonio, io ho avuto più o meno la tua idea, però ho deciso per l’acquisto dell’auto solo dopo la fine lavori dell’impianto FV 6kw/accumulatore da 15kw/caldaia ibrida ottenuti con il 110 (si, sono uno di quegli odiati operai che si sono potuti permettere una villetta a schiera a 20 km dalla città al prezzo di un bilocale), e poi ho dato dentro due termiche per una zoe. Dunque, il nostro iter è durato circa 10 mesi, dalla firma del contratto a fine lavori (avvenuta verso la fine di marzo). Sotto consiglio dell’impresa abbiamo aperto richiesta del contatore bidirezionale a gennaio ed ancora li stiamo aspettando. Però mi hanno lasciato l’impianto funzionante, l’inverter non immette in rete in attesa dell’allaccio (che ancora latita).

      Per quanto riguarda i vari v2h o v2g per me restano solo condizioni che possono aver senso per chi l’energia la produce (quindi, per i privati, una % insignificante), oppure come tampone per accidentali. Ma se devi comprare l’energia per caricarti la macchina non avrai mai e poi mai guadagno nel rivenderla, e nemmeno si potrà andare in pari visto che il gse rimborsa solo la quota energia, non le altre mille tasse

  7. Personalmente non aspetto altro, come già detto in un altro articolo.
    Ma anche se cambiamo auto dopo 10/12 anni, non credo che sarò costretto ad anticipare i tempi, in Italia non c’è fretta di fare le scelte più convenienti per tutti

  8. Se guardiamo attentamente le abitudini quotidiane della maggior parte degli automobilisti, possiamo intravedere subito questo scenario. Molti di noi raggiungono quotidianamente, con la propria auto, il posto di lavoro: probabilmente parcheggiamo l’auto sotto il sole in un parcheggio aziendale riservato. Per circa 9 ore l’auto potrebbe essere ricaricata con energia pulita derivante da un impianto fotovoltaico aziendale, realizzato grazie agli incentivi statali e dedicato a questo scopo. L’energia accumulata (per esempio: il lunedì, mercoledì e venerdì) grazie al fatto che un’auto elettrica è a tutti gli effetti una powerbank su ruote, potrebbe alimentare l’abitazione con l’energia pulita ottenuta durante il giorno e dunque non pesare sulla rete elettrica nazionale durante le ore notturne. In sostanza, anche senza possedere un impianto fotovoltaico, si potrebbe alimentare l’auto e la propria abitazione in modo green. L’energia pulita prodotta nella periferia della città potrebbe alimentare in parte la città stessa.

    • Questa idea non mi dispiace, a patto di avere in futuro batterie che tengono botta con quel tipo di uso.
      L’unico problema che ci vedo, è che tantissimi non parcheggiano nei parcheggi aziendali… Molto spesso soprattutto nelle aree industriali i parcheggi sono comuni all’esterno e interno cenè qualcuno ma spesso sufficiente per tutti i dipendenti, specie se sta crescendo e assume.

      Oltre ad essere come dire.. Un filo classista… Tutte quelle famiglie a basso reddito che si muovono esclusivamente coi mezzi, come anche molti cittadini per i quali non ha mai avuto utilità, i pensionati etc sarebbero esclusi dal beneficio degli investimenti pubblici, non dico sia impossibile ma che c’è da trovare un escamotage nel mezzo per far avere il beneficio economico anche a quelle fasce che sono decisamente sostanziose (e fanno elettorato hehehe)

  9. Il degrado della batteria è prevalentemente dovuto alle cariche o scariche complete e alle elevate potenze di carica e scarica. Impiegando la batteria dell’auto per un uso domestico con un intervallo di utilizzo ottimale e potenze in gioco limitate il degrado della batteria è minimo. L’energia utilizza per alimentare le utenze domestiche viene programmata in base alle percorrenze previste della vettura. Potendo caricare utilizzando energia solare il vantaggio economico è sicuro. L’unico problema è possibilità di tenere l’auto parcheggiata in garage quando c’è il sole per ricaricare o quando è necessario prelevare energia per alimentare le utenze domestiche, il che non sempre è possibile.

  10. Ottimo articolo.
    Cerchiamo di sbrigarci con l’implementazione V2H nelle EV, credo che il problema non sia tecnico.

  11. Tema sicuramente interessante e promettente ma forse e’ un po’ presto…… Se oggi il punto “critico” delle BEV è la velocità di ricarica (soprattutto con gli impianti domestici) e la conseguente “ansia” sulla disponibilità di un’auto che sia carica per l’uso per cui è stata inventata (portarci in giro…..) l’attribuzione di questa nuova funzione alla povera batteria non aiuta. Si è sempre sottolineato l’opportunità di sfruttare i momenti di parcheggio per caricare l’auto ma se in quei momenti anzichè caricarla la “scarichiamo” per altri scopi………..

    • Beh nel momento in cui tutte le elettriche avranno batterie che non degradano con i cicli a qualsiasi potenza e velocità molto molto elevate di ricarica con un chilometraggio che ai più basta per due settimane casa lavoro e ricariche a costo casalingo dove parcheggi per lavorare, perché no? Togli problema ansia da ricarica in modo reale e tutto funziona alla perfezione

    • Ciao Stefano, tutto si riduce come al solito alla fatidica frase “dipende dalle necessità/caso del singolo”. Per alcuni usufruitori soprattutto quelli che fanno pochi km al giorno potrebbe essere un vantaggio. Ed il giorno che ti serve la macchina carica, consumerai la corrente dalla rete e non dall”auto.
      Già solo una macchina con batteria da 40/50 kWh manco si accorgerebbe del consumo serale di pochi kWh. Poi se vuoi alimentarci la pompa di calore ed il giorno dopo devi fare 200 Km magari non è il caso 🙂

      • Il fatto che dipenda, son d’accordo ma mi fa pensare… Le soluzioni che oggi abbiamo si adattano automaticamente alle necessità di chiunque, non parlo solo di auto ma di un po qualsiasi cosa che oggi sia rilevante nell’uso quotidiano, smartphone pc casa forno piano induzione etc etc
        Nelle auto a differenza ad esempio di un pc, non puoi sostituire un pezzo con uno più aggiornato per acquistare nuove funzioni e caratteristiche che non avevi ma devi cambiare l’auto intera, a casa dopo tot anni cambi pompa di calore con una più performante o lo scambiatore di calore della vmc con uno ancora più performante e meno energivoro, o ancora filtri più efficaci, o cambi i pannelli con altri più performanti se serve etc etc.
        Quello a cui dobbiamo puntare nel medio termine (6/7 anni al massimo) è proprio questo, uno standard non tanto imposto per legge quanto imposto dagli utenti, dalle loro necessità dando soluzioni piuttosto che indizi di come potrà essere. Il v2g oggi non sappiamo come sfruttarlo efficacemente perché praticamente nessuna auto lo ha e i pochi modelli che lo hanno non sono nemmeno lontanamente i modelli più venduti. Quello che serve oggi è dare la libertà agli utenti (che essendo nella stragrande maggioranza early adopters e han le capacità per gestire molte cose autonomamente. In queste fasi sono gli utenti smanettoni a trovare le soluzioni pratiche, banalmente tutte le case han trascurato enormemente la personalizzazione della carica delegando alle wallbox, che però son solo a casa e non gestisci le esterne, ad esempio inserendo una minima programmabilita con delle condizioni (i classici if and or nand nor) per automatizzare molte cose che ne so in base alla posizione, casa lavoro o extra preimposti dei profili, che ne so hai la ricarica a lavoro a pagamento imposti la percentuale minima di carica a cui fermarsi per essere sempre sicuro di tornare a casa e sfruttare il più possibile la ricarica casalinga che ti costa meno, se arrivi a lavoro che ne hai di più la ricarica non parte proprio. Oppure il martedì e venerdì hai la palestra o qualsiasi impegno fisso? Imposterai in quei giorni la carica minima a una % più alta per compensare i maggiori km che dovrai fare e il minor tempo di carica a casa perché torni tardi ad esempio. Ognuno deve essere il più possibile messo in condizione di poter programmare questo tipo di cose, la tecnologia serve per delegare non per aumentare l’impegno fisico o mentale, poi col tempo si lavora per facilitare questa operazione anche a chi non ci capisce niente con una guida alla configurazione etc

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