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Basta Suv, una Spring e una Ami

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Giovanni con la seconda elettrica di famiglia: una piccola Citroen AMI.

Basta Suv, per la famiglia Giovanni ha deciso di tenere solo due piccole auto elettriche, prima una Spring e ora una Ami. Alimentate con il fotovoltaico. 

basta Suv
L’altra elettrica di famiglia, una Dacia Spring, in ricarica al supermercato.

Basta Suv, solo piccole elettriche e spendo molto meno…

“Sono Giovanni dalla provincia di Cuneo (l’operaio che aveva acquistato la Dacia Spring nuova a 1.000 euro, ricordate?. Finalmente, dopo 11 mesi di attesa, mi è arrivata la piccola Citroen Ami, che utilizzo io per andare al lavoro. Lasciando a mia moglie la Spring, che comunque ha sempre usato lei. Con il risparmio del carburante utilizzando la Dacia Spring, (ad oggi ha 22.000 km dal 21 settembre 2021 , che corrispondono a 2.600 euro di gasolio all’incirca se avessi utilizzato la vecchia auto Diesel), ho optato per un contratto di noleggio a lungo termine per l’acquisto della piccola Ami. Contratto stipulato il 17 giugno 2022!!! Con una prima rata di 1.000 euro e altre 35 da 68 euro (compreso il soccorso stradale). Poi fra 3 anni deciderò se riscattarla o restituirla. La rata mensile equivale alla spesa del bollo e assicurazione della vecchia Qashqai (tariffa annuale divisa su 12 mesi , in più devo metterci il carburante..).

basta suvLa ricarica? A casa col fotovoltaico e in azienda

Sfruttando l’impianto fotovoltaico di casa, ad oggi ho speso 1 euro ogni 100 Km percorsi con la Spring. Dati che rilevo dall’applicazione della Wallbox installata in garage , calcolando i rari rabbocchi nella colonnina nel parcheggio del supermercato dove mia moglie fa la spesa). Quindi carico la mia piccola Citroen Ami a casa senza spendere 1 euro. Ho chiesto in ditta se potevo caricare il quadriciclo saltuariamente e mi hanno detto che non c’era nessun problema. Per concludere, nonostante il mio reddito sia comunque modesto, sono più che soddisfatto dei miei piccoli obiettivi. Ottenuti accedendo a finanziamenti mirati a risparmiare a lungo termine. E da qui in avanti non mi preoccupo più del prezzo del carburante (benzina o gasolio). Anche la tariffa dell’energia elettrica è relativa, potendo sfruttare l’autoconsumo del fotovoltaico. Giovanni Cigna

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Giovanni con la Spring in ricarica.

Risposta. Il racconto di Giovanni è l’ennesima dimostrazione che il matrimonio auto elettrica-rinnovabili, laddove possibile, funziona. E anzi: la diffusione delle auto a batterie è una grande spinta all’auto produzione, a casa o in azienda. Come confermato anche dai lettori che hanno raccontato la loro esperienza nel nostro concorso La Vita Elettrica (sotto IL VIDEO 3° classificato).

Phoenix
Vesper
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27 COMMENTI

  1. Rialzo per comodità

    -Il Niu lo uso a Milano-

    Eh certo. Parti da viale Monza, arrivi in piazzale Loreto, tiri dritto fino al Bar Gatto dove fai merenda con stile leggendo il Financial Times rigorosamente su supporto cartaceo perchè signori si nasce, compri le Davidoff Gold lì vicino e torni a casa. (va che si scherza, eh? 😉 )

    -un pendolarismo da 100 e passa km al giorno in scooter non mi sembra proprio la norma.-

    Vero. Ma nemmeno quella cosa così strana da sembrare impossibile.
    E non tutti fanno casa-8 ore in ufficio- casa

    Su tutto torno a ripetere: il problema non è tanto l’autonomia relativamente “scarsa” del mezzo. Alla fine come giustamente dici fatti massimo 40 km nel 95% dei casi si è a destinazione o per lo meno si sta facendo una tappa
    In problema è che sti cosi bisogna mettersi in mente che devono potersi (quantomeno “anche”) attaccare alle colonnine delle automobili. Perchè in giro di Schuko per ricaricare ce ne sono pochine. E comunque con la Schuko a prescindere i tempi sono incompatibili con un numero di necessità tropo grande per essere trascurato.
    Quindi, torno a ripetere, l’errore sta nel manico.
    Su questo penso che non possiamo che essere d’accordo.

    -Aspettiamo la Lacama di Tazzari?-

    Eddai, Buona idea.

  2. secondo me giovanni della provincia di cuneo ci guadagna : 2 mezzi al costo di 1 e che costo , quasi nullo per spring , a rate per ami e risparmi a quanto pare ingenti per la mobilita’ . ho una spring senza carica rapida e non ha tutte queste limitazioni sputate a caso dai lettori e commentatori di qualsiasi forum sul web ( di solito lo spunto del motore da 45 cv mi fa chiamare teslina la mia spring ) di solito sono sempre quello costretto a stare dietro a macchinoni che procedono a 50 orari per non consumare e mi fanno sbottare questi l’hanno presa per le prestazioni !

  3. bravo il sig. Giovanni
    per il traffico ho escluso auto ingombranti a prescindere quindi io giro soprattutto su due ruote (bmw c evolution) e per il maltempo ho anch’io un quadriciclo ma ho preso un xev kitty che rispetto al citroen ami ha prestazioni ed autonomia superiore oltre a cosucce piacevoli (clima, radio) per poche migliaia di euro in più , ho preso il kitty e non il yoyo per il costo perché è più brutto quindi meno appetibile per i ladri e perché secondo me ‘batterie estraibili’ vale anche per i ladri 🙂

  4. La Ami NON E’ un’automobile. Non ne ha i parametri di sicurezza ed infatti gli è presclusa, ad esempio, l’autostrada. E’ un quadriciclo e fa i 40 all’ora, tanto per essere chiari. Zero sicurezza.

  5. Una dimostrazione chiara del fatto che non siamo una nicchia di abbienti, ma persone normali che facendo 2 conti hanno capito come abbattere determinati costi fissi. Complimenti a Giovanni da parte di un operaio metalmeccanico che viaggia in elettrico

    • Una dimostrazione chiara che chi accetta delle limitazioni può essere soddisfatto lo stesso, nulla di più.
      Io, come ormai saprete, ho comprato una bev , Twingo ze ed uno scooter elettrico, niu. Ok , per la vita quotidiana più o meno ci siamo. Più o meno. Alcune volte, spesso, per lavoro sono costretto a prendere l’auto ( la mia ibrida kia) perché col niu sarei fuori range oppure ho già esaurito la ricarica e non avrei tempo per provvedere. Quando devo fare 150 km fra le otto del mattino e le 17 non si può fare diversamente. La Twingo la usa mia moglie. Anche qui, quando avevo la Twingo s benzina monte volte per qualche viaggetto veloce tipo andata e ritorno in giornata dai figli facendo 400 km non c’era problema. Con la Ze dovremmo partire carichi e fare altre 2 tappe di rifornimento per viaggiare serenamente. Allora si lascia perdere e si usa di nuovo la Kia ibrida, con 50€ di benzina quel viaggio lo facciamo 2 volte senza sbattimenti e me ne avanza. E per dirla tutta, guidando normalmente senza usare il piede pesante ma senza andare a 30 kmh si fa tranquillamente metà del tragitto in modalità elettrica, pur scollinando dal mare a 1000 km di altezza si fanno 4,5 l/100 km.
      Riassumendo, ho il garage, ho il fotovoltaico ecc. ma per adesso non sono ancora pronto per passare totalmente alla mobilità elettrica, troppe limitazioni

      • Lei dice cose molto interessanti, non sto facendo nessuna ironia, parlo molto seriamente.
        Più che altro però mi viene da pensare che il problema non sia tanto la mobilità elettrica in sé e per sé, quanto il fatto che in maniera del tutto legittima lei vuole usare i mezzi a sua disposizione esattamente come usava i suoi precedenti mezzi a benzina. E mi creda: nulla in contrario. ci mancherebbe anche.

        Di qui però un paio di considerazioni.

        Senza la possibilità di ricaricare in corrente diretta con un automobile e quanto meno con una presa tipo 2 se parliamo di motocicli fondamentalmente non si va da nessuna parte.

        Un discorso del tipo “tanto In genere si fanno 30 km al giorno” in realtà è molto meno vero di quello che si potrebbe pensare. O meglio: le occasioni in cui si fanno più di 30 km al giorno probabilmente sono molto più frequenti del previsto

        Idem dicasi circa gli argomenti che vogliono che la batteria tutto sommato “se è piccola è meglio”. Certo che sulla carta “se è piccola è meglio” ma leggendo la sua esperienza diventa abbastanza lampante che o la batteria è piccola ma si ricarica molto rapidamente oppure il fatto di non avere una batteria particolarmente capiente finisce ben presto con l’essere più un fastidio che un vantaggio. Con buona pace dell’ambiente🤷‍♂️

        Su tutto poi c’è anche la tipologia di mezzi: ormai la simpaticissima Twingo è un veicolo che da un punto di vista tecnico i suoi anni ce li ha tutti. Avrebbero potuto aggiornarlo? Molto probabilmente sì e molto probabilmente sarebbero andati avanti a venderla. Si è deciso altrimenti. Mi viene però da pensare che se lei al posto della Twingo avesse una Up, che poco o tanto che sia però può ricaricare Fast, molto probabilmente la sua percezione sarebbe piuttosto diversa.

        Decisamente meno scusabile lo scooter: qui stiamo parlando di un prodotto che si propone come moderno e attuale nel 2023. La sua descrizione nei commenti dell’altro articolo relativo al mercato moto mi ha colto decisamente di sorpresa (non che pensassi chissà cosa, ma quello che ci ha raccontato è una vera e propria debacle che non mi aspettavo assolutamente) e fondamentalmente relega l’oggetto al puro e semplice ruolo di giocattolo.

        Ripeto: esperienza veramente interessantissime e maturata sul campo, statistica credo utilissima di cui la ringrazio.

        • Da proprietario di un “cinquantino” NIU trovo incoerenti le osservazioni tue, Alessandro, e anche i commenti di Ilario. Nel senso che i NIU, il mio come il suo di categoria superiore, mantengono esattamente quello che promettono. Nel mio caso, il Niu MQi risponde perfettamente alle mie esigenze. Estraggo la batteria e la ricarico ovunque mi trovi, da una qualsiasi presa. Quindi in città l’autonomia è un non problema. Velocità massima, spunto e guidabilità sono identiche a quelle di un “cinquantino” termico. L’ho pagato 1.700 euro. Sbagliare a scegliere è un conto, dire che un mezzo è sbagliato è tutt’altro.

          • -mantengono esattamente quello che promettono-

            Ah non discuto. Però evidentemente promettono troppo poco rispetto a quello che pretendono di sostituire a caro prezzo. Quantomeno se parliamo di 125.

            -il Niu MQi (cinquantino) risponde perfettamente alle mie esigenze.

            E ovviamente me ne rallegro. 😉 resta che quello di Ilario non risponde alle sue di esigenze. Che, mi perdonerai, ma non sono niente di eccezionale. Ilario non pretende di fare la Milano Taranto. Se il tempo è clemente e l’età lo consente, 120 km tra andata e ritorno su uno scooter 125 sono una cosa assolutamente normale. E qui si torna a quello che ho scritto e che forse ti è sfuggito: se il nostro arrivando a destinazione potesse attaccarsi ad una normalissima colonnina Enel X in corrente alternata e con la mennekes, riportando a 100 la sua batteria in un’oretta… convengo tranquillamente che a quel punto saremmo di nuovo nel novero del “non problema”. Siccome al contrario la pratica va sbrigata attraverso una schuko a cui si può chiedere quel che si può chiedere, ecco che la cosa diventa un problema.
            E non volermene, lungi da me volerti mancare di rispetto… ma al netto della differenza di età probabilmente qualche moto più di te l’ho guidata. Con un ventaglio che va dalle sottocanna fino a roba costruita l’altro ieri. Con ciò non voglio dire che sono il Vangelo, ma difficilmente mi sbaglio se dico che c’è qualcisa che non quadra… 😄

            -Quindi in città l’autonomia è un non problema. –

            Cosa che mi sembra nessuno abbia mai messo in discussione. 😉 Infatti i problemi di Ilario iniziano appena deve uscire dalla città. E torno a ripetere: una cosa che uno scooter di categoria 125 deve assolutamente poter fare senza se e senza ma. E senza creare troppi problemi. Il fatto che tu, alluvione permettendo, possa trottolare come un signore fra i portici di Bologna (gia ti immagino farlo: devi essere un’icona di stile…) non esclude quanto sopra. Semplicemente come ben dici è una questione di esigenze.

            Partire dal presupposto che quelle di Ilario non siano però così normali…. Ecco forse su quello non sono proprio d’accordo con te. 😉 tutto qui.

          • Il Niu lo uso a Milano. Città sì, ma non il vecchio borgo. La soluzione è la batteria estraibile, che ricarichi comodamente in ufficio in un paio di ore.
            Parliamo di scooter, non di moto. Lo scooter è un veicolo da pendolari. E un pendolarismo da 100 e passa km al giorno in scooter non mi sembra proprio la norma.

          • A proposito

            Quand’è che organizziamo la Milano Taranto elettrica? Sarebbe una figata.

          • Ma proprio non ce la fate. Incredibile. Sbagliare cosa? Lei forse non ha nulla da fare tutto il giorno, io invece devo lavorare. Da casa mia al luogo di lavoro ci sono 20 km per la prima sede, 42 per la seconda. Non sono previsti mezzi pubblici per fare il tragitto, abito in collina, non c’è servizio. Non posso caricare dove lavoro per vari motivi: non posso portare lo scooter ne le batterie dentro: è un’amministrazione dello stato , non si possono introdurre beni personali ( esempio monopattini o ebike, espressamente vietato da circolare del dirigente) e ci sarebbe il reato di peculato d’uso, quindi finisce lì, niente ricarica sul lavoro. Normalmente vado in sede una volta al giorno e torno quando finito, e va bene. Quando per vari motivi che non devo certo spiegare a lei mi tocca andare nella sede più distante o devo fare vari giri col niu non posso: mi pare semplice da capire, o è troppo difficile? Il niu a velocità normali, e parliamo di 50 kmh con una carica arriva a fare una sessantina di km. Per me, e ripeto per me, sono pochi, quindi il prossimo mezzo sarà di nuovo a benzina. Oppure pensa che tutti debbano fare la vita uguale alla sua?
            Ha capito perché mi tocca usare l’auto?
            La Twingo è un mezzo vecchio? Cosa vuol dire? La Twingo ha una ricarica a 22 kW roba che altri si sognano. La batteria è sottilissima e posta completamente sotto il pianale, non ruba spazio prezioso. Anzi ci sarebbe lo spazio per farla più grande però si è optato per un contenimento dei costi perché la Twingo viene considerata una citycar e quindi l’autonomia reputata sufficiente. Va bene tutto quello che volete, ma continuare a considerarsi sempre dalla parte della ragione mentre gli altri hanno sempre torto non mi pare una cosa furba. Ognuno ha la sua vita, le sue esigenze: semplicemente, l’elettrico è per tutti, deve essere per tutti? No. È solo per alcuni che possono spendere soldi ( se vogliono un’auto, una Ami non chiamatemela auto per favore), che possono caricare comodamente a casa, che non hanno esigenze di percorrere tanti km tutti insieme ed hanno tanto tempo libero. Se fate parte di questa categoria benissimo, l’elettrico fa per voi altrimenti una ibrida, magari phev potrebbe essere una soluzione ragionevole.

          • Moderi i toni, per cominciare. Ho detto semplicemente che lei ha scelto due veicoli che danno quello che promettono per autonomia, velocità e tempi di ricarica. Se le sue esigenze sono altre non è colpa di Niu o di Renault.

          • In aggiunta all’altro mio commento: lo scooter niu mi piace, ma visto che l’autonomia reale è quella che ho detto ho provato a cercare eventuali batterie più capienti. Ho trovato delle compatibili da 50 Ah …
            Prova cosa, marca anonima, garanzia? Boh…
            Seconda cosa, il prezzo 1500$ più eventuali tasse. Quindi per sostituire le batterie, senza alcuna garanzia ne su affidabilità ne su durata spenderei su per giù 3000€. Il prezzo di un 125 a benzina nuovo. E qui mi fermo

          • Caro ilario,

            Collega con più calma quello che le ho scritto sopra e si accorgerà che le sto dando ragione su tutta la linea. 😉

          • Certo Alessandro, ho capito , 🤣.
            La mia risposta “non ce la fate era” indirizzata non un Alessandro o Massimo, ci mancherebbe, era riferita a tutti quelli che, e qui sono tanti, siccome la loro vita può essere gestita in una certa maniera, per parallelismo anche quella degli altri deve essere così. Tante volte si è scritto ” parlate per sentito dire”. Ecco, dopo due anni di mezzi elettrici credo di potere dare una mia opinione, che resta mia senza pretesa che sia la legge per tutti. Ho uno scooter pagato come un 250, immatricolato come 125, con prestazioni da 50 ed autonomia da ebike. E senza vano sottosella, occupato dalla batteria. Tutto bene? Per me no. Ripeto, non mi interessano le prestazioni, per quelle ho ancora la mia Yamaha mt07 se voglio farmi un giretto d’estate, quando ho l’assicurazione. Mi serve per andare al lavoro, non usare l’auto, non fare la coda e cercare parcheggio ( ormai tutto a strisce blu): disposto, come sempre faccio, ad usarlo d’inverno, col freddo e la pioggia. A mio parere un simile mezzo dovrebbe costare 3000€ al massimo ( e senza incentivi) avere 150 km di autonomia ed la possibilità ( anche come optional) di potere utilizzare una colonnina per auto per una veloce ricarica occasionale. A questo punto potrebbe essere un mezzo per tanti, non per tutti ma il mercato si amplierebbe parecchio e tutti ne trarrebbero beneficio: meno traffico, aria migliore, più parcheggi liberi, meno rumore. Ho un sacco di colleghi che vengono al lavoro in scooter, indovinate quanti elettrici? Zero, o meglio uno, solo io. La domanda di tutti? Ma quanto dura la batteria? 70 km se vai piano, massimo 50 kmh… Risposta,ma dai lasciamo perdere. E quanto costa? Di listino 4699€ ma se c’è l’incentivo lo puoi pagare 3300€, senza parabrezza ne bauletto ( il mio ex sym 125, 2000 € compresi parabrezza e bauletto, nuovo e senza incentivi) . Si, buonanotte…
            Ma le batterie nuove quanto costano? Tutte e due, originali … ehm siamo sui 3200€ 🫣.
            E quanto tempo ti serve per una carica completa? Cinque ore : Ma tu sei
            pazzo !!!
            Ecco, questa è la mia vita da scooterista elettrico. Magari in futuro sarà diversa. Forse. Chissà. Dovrei dire che va tutto bene?
            Permettetemi un piccolo ot. Anno 2010, si discuteva su un sito di tecnologia della cessione a Microsoft del ramo smartphone di Nokia, i suoi telefoni avrebbero avuto a bordo Windows Phone. Per me e per tanti altri sarebbe stato un flop, ma per gli illuminati noi non non capivamo nulla, Nokia abbandonava Symbian per passare a Windows perché quello era il futuro, Android era vecchio ed aveva fatto il suo tempo, i nuovi Lumia erano i novelli iPhone. E noi oppositori eravamo i decerebrati, tempo due anni ci sarebbe stato il boom e via dicendo. Come è finita oggi nel 2023? Io sto scrivendo dal mio Android, il resto è storia. Buona giornata

  6. Come filosofia mi piace. La Spring come citycar non é male la extreme ha 65CV, sufficienti per l’uso cittadino.

    Ha però solo 27,5KWh di batteria e sono pochi, giriamo come vogliamo ma sono pochi per una macchina. Per una seconda macchina col garage/posto auto garantito con la colonnina va bene. Ma non puoi pensare di avere solo quella.

    L’altra faccia della medaglia sono i 23200€ richiesti che poi a ben vedere sono 24400. Perchè come optional hai il cavo tipo 2 (senza non puoi usare colonnine e wallbox) e la DC (600€).

    Personalmente non scenderei mai sotto la MG4 standard ai prezzi correnti.

    La BYD Seagull mi fa sperare, se in Europa la portano a prezzi aggressivi può essere un game-chance con i suoi 30/38 KWh di batteria. Ma bisogna vedere il prezzo.

  7. Mi sembra che la frase chiave è “laddove possibile”. A queste condizioni nulla da obiettare, ma stiamo parlando di casi particolari. Tralasciando i dubbi sul come evolverà in futuro la fornitura energetica quando dovrà alimentare utenze complesse che vanno dalle utenze domestiche incrementate per soddisfare i requisiti green all’alimentazione dei mezzi di trasporto, resta il nocciolo del problema: utente medio abitante in condominio con poca o niente superficie idonea al fotovoltaico, senza spazi per parcheggio privato o comunque non “elettrificabili”. Questa è l’attuale fotografia del cittadino medio. Cosa gli si proporrà quando giocoforza dovrà abbandonare la sua auto termica? Non vorremmo finire come l’automobilista descritto da Crozza, che prima deve cercare una colonnina, poi deve spostare l’auto per un posteggio regolare e passa la sua esistenza a spostarsi da un punto all’altro

      • In risposta ad un suo commento sopra” moderi i toni”. Ecco, quando qualcuno racconta la sua esperienza e questa non è conforme ai canoni del suo pensiero allora deve moderare i toni, anche se non ho scritto nulla di offensivo. E va bene. Ci sta. Siamo a casa sua. Detto questo la ringrazio per avermi ospitato finora ed avere dato modo di intervenire, mi dispiace non essere abbastanza allineato ma purtroppo ho la pessima abitudine di informarmi, valutare, trarre conclusioni oggettive e ragionare con la mia testa. Quindi vi saluto e vi auguro un buon proseguimento .

  8. Complimenti a Giovanni! La misura dell’intelligenza é data dalla capacità di cambiare quando é necessario. -cit. Albert Einstein-

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