X Shore ha dichiarato fallimento, ma non è destinata a scomparire. Le sue eleganti e silenziose barche elettriche potrebbero continuare a solcare l’acqua grazie all’investitore norvegese Staale Reiersen, che ha acquisito X Shore Production AB insieme a circa 20 imbarcazioni del marchio. Secondo la stampa nord‑europea, Reiersen avrebbe intenzione di riavviare la produzione, mantenendo il focus sulla propulsione elettrica.
Abbiamo navigato su X Shore a Venezia
Abbiamo navigato su X Shore tra i canali e le isole di Venezia: un’esperienza molto rilassante, grazie al silenzio quasi assoluto e a un design essenziale ma elegante, soprattutto molto confortevole. Il marchio, ben recensito e sostenuto da centinaia di piccoli finanziatori, era nato dalla visione di Konrad Bergström, già fondatore di Marshall Headphones. Oggi l’imprenditore ha gettato la spugna, ma nel suo post su Facebook lascia aperta la porta a una nuova vita per la sua creatura.

Questo il suo messaggio: «La nostra ambizione era ripensare l’intera esperienza: andare in barca dovrebbe essere divertente e somigliare più a un’auto moderna che a un’imbarcazione tradizionale — intuitiva, coerente e progettata con cura. Non una raccolta di componenti scollegati, ma un’unica esperienza integrata. La propulsione elettrica è stata un fattore abilitante fondamentale, grazie alla sua convenienza, al potere del silenzio e alla sostenibilità. Ma il vero obiettivo era l’esperienza — come navigare senza vento: niente rumore, niente fumi, solo presenza».

«Lungo il percorso è accaduto qualcosa di significativo: persone in tutto il mondo hanno iniziato a credere nello stesso cambiamento. Come fondatore e leader, riconosco la mia responsabilità per come si è sviluppato questo capitolo e mi rammarico profondamente per le difficoltà e la delusione che questa conclusione ha causato». Ma questa navigazione non è stata inutile. «Anche se X Shore come azienda potrebbe essere giunta al termine, le idee che ha contribuito a introdurre continueranno a vivere. L’esperienza — e il silenzio — sull’acqua resteranno. La mia speranza è che X Shore possa trovare un nuovo inizio con il partner giusto, permettendo alla visione originale di realizzarsi: riportare alla vita i mari in cui viviamo, in collaborazione con la natura».
X Shore costruiva le sue imbarcazioni in uno stabilimento di 14.000 metri quadrati a Nyköping, inaugurato nel 2021 e capace di impiegare quasi 70 persone. Il modello X Shore 1 è stato lanciato nel settembre 2022.

Eppure si naviga sempre più in elettrico. Lo racconta bene anche The Economist parlando di Candela Boats.
Il fallimento di X Shore è un duro colpo per il settore, ma non per questo la navigazione elettrica rallenta. Basti pensare alle centinaia di imbarcazioni a batteria che ogni giorno trasportano milioni di passeggeri ad Amsterdam. E qui si apre la parentesi retrofit: se il passaggio dal motore termico all’elettrico non ha funzionato per le auto, sulle barche è tutt’altra storia. La conversione è conveniente e sempre più diffusa. Così, mentre X Shore si ferma, le Candela Boats continuano a moltiplicarsi nel mondo. Un dato significativo è il successo del modello P12, dedicato al trasporto passeggeri. Non parliamo di grandi traghetti, ma di unità da una trentina di posti che hanno conquistato alcune delle località balneari più esclusive del pianeta. Una flotta consistente è stata acquistata anche in Arabia Saudita.
Il quadro che emerge è chiaro:
• il modello per il trasporto passeggeri funziona, soprattutto nelle destinazioni turistiche;
• il P12 opera anche a Stoccolma, dove viene utilizzato dai pendolari;
• la vendita ai privati delle barche elettriche fatica a decollare. Qui l’elettrico deve ancora trovare la sua strada.
The Economist usa la poesia per descrivere l’esperienza con la barca svedese in un articolo di pochi giorni fa: «La Candela C‑8 sembra un motoscafo minimalista mentre ondeggia sull’acqua in una mattina nevosa a Stoccolma. Alimentata dall’elettricità, invece che da un rumoroso motore fuoribordo, è sorprendentemente silenziosa mentre si allontana dal molo. Ma una volta raggiunte le acque aperte e iniziato a prendere velocità, accade qualcosa di straordinario: decolla. Lo scafo si solleva completamente dall’acqua, fino a volare a mezzo metro dalla superficie, sostenuto da tre sottili supporti rossi».
- Volare a 20 nodi con i foil di Candela Boat guarda il VIDEO


