Home Scenari Nel Vertiport Baobab di EHang c’è il design italiano di Zema

Nel Vertiport Baobab di EHang c’è il design italiano di Zema

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Il concept del progetto

Si chiama Baobab il progetto firmato dall’italiano Giancarlo Zema Design Group per EHang. Una collaborazione italiana con l’azienda cinese. Marchio  noto per il suo veivolo elettrico a decollo verticale (leggi qui).  Conosciuta a livello planetario per il suo volo autonomo in Cina durante la pandemia per il trasporto farmaci (leggi qui).

Il progetto per l’ Eco-Sustainable Vertiport con produzione di energia

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Il progetto vede la collaborazione di Ehang e dello studio italiano Zema

L’azienda cinese, recentemente ha ottenuto un permesso in Austria per far volare il suo drone per trasporto passeggeri EH216, lavora da tempo con lo studio italiano che si occupa  di mobilità sostenibile (leggi qui). In un comunicato stampa congiunto si annuncia la collaborazione: “Nel corso dell’ultimo anno EHang ha fornito supporto tecnico a GZDG per progettare il primo Vertiport completamente eco-sostenibile“.

Dal punto di vista della sostenibilità il sito si caratterizza oltre che “sul design ecologico dei materiali da costruzione” anche sul fronte energetico: “Genera  la propria energia per ricaricare gli AAV (veicoli aerei autonomi) per passeggeri EH216“.

Si punta sul turismo aereo nelle aree e nei siti naturali

Il veivolo di Ehang

Questi veivoli sono versatili, abbiamo visto il volo per il trasporto dei farmaci in ambito urbano, ma possono essere utilizzati anche per il sorvolo di aree naturali grazie al minore rumore del motore elettrico. A beneficio della fauna. Nel comunicato si legge:  “Vertiports giocherà un ruolo significativo nel mercato della mobilità aerea urbana e nella nuova era del volo. Entrambe le società lavorano sull’integrazione di Vertiport per costruire infrastrutture di ricarica plug-and-play completamente indipendenti e si stanno concentrando sulla ricerca di modelli di turismo aereo.

Baobab: una torre alta 30 metri

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Uno dei rendering del progetto

Questa sorta di aeroporto per taxi aerei  sottolinea l’architetto Giancarlo Zema ha un’ispirazione naturale: “Ispirandosi all’albero originario dell’Africa si è ideato il design: una torre alta 30 metri, con una struttura in acciaio e legno lamellare, una sala d’attesa, una caffetteria, un ristorante panoramico di 200 metri quadrati e un ascensore di collegamento“. C’è anche il lato loisir.

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Ehang in contesto urbano

Per l’aspetto mobilità: “La piattaforma di decollo e atterraggio sarà posizionata nella terrazza sul tetto. Composta da pannelli fotovoltaici  in grado di generare oltre 300 kW e con luci led integrate per illuminazione notturna e segnaletica, la piattaforma consente la ricarica degli AAV“.  C’è futuro per questo progetto? I due protagonisti si dicono convinti. Ci sono “molteplici progetti in fase di negoziazione nel Sud-Est asiatico e in Medio Oriente“.

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