Bando colonnina a Brugherio: inaccessibile il sabato, c’è il mercato

colonnina inaccessibile



Il Comune di Brugherio, in Lombardia,  ha pubblicato un avviso per l’affidamento in gestione di sette colonnine di ricarica di proprietà comunale. Ma uno dei siti individuati — il parcheggio di via XXV Aprile — presenta una particolarità che solleva più di un interrogativo. Il sabato dalle 6 alle 15.30 non si potrà utilizzare: c’è il mercato. E non è finita qui: gli impianti potranno essere interdetti agli e-drivers in caso di manifestazioni, ben venti l’anno. Il gestore, almeno, è informato, gli utenti anche. Ma per evitare questa situazione non era meglio scegliere con più cura i siti così da garantire l’acceso continuo?

Il Comune “spegne” la colonnina per il mercato

Nel parcheggio di via XXV Aprile è stata quindi installata una colonnina con due punti di ricarica da 22 kW, utilizzabili contemporaneamente. Tuttavia, l’avviso comunale specifica che ogni sabato, dalle 6 alle 15:30, l’impianto «dovrà essere disattivato» perché l’area è occupata dal mercato cittadino. Una scelta che lascia perplessi. Oggi la domanda di ricarica non è ancora esplosiva, ma in un futuro prossimo — con una quota di auto elettriche maggiore — sarà davvero sostenibile interrompere un servizio pubblico essenziale per quasi dieci ore alla settimana per far posto ai banchi del mercato? Non sarebbe stato più logico individuare un sito alternativo, libero da vincoli così rigidi?

colonnina inaccessibile
Il Comune di Brugherio ha deciso che il sabato a causa del mercato la colonnina non è accessibile

Non solo il mercato: fino a 20 giorni di stop l’anno per eventi.  L’avviso comunale aggiunge un ulteriore elemento critico: il gestore dovrà accettare la possibilità di sospendere temporaneamente l’utilizzo degli impianti fino a 20 giorni all’anno in occasione di manifestazioni organizzate o patrocinate dal Comune. In altre parole, oltre allo stop settimanale per il mercato, le colonnine potranno  essere disattivate per quasi tre settimane complessive all’anno per eventi pubblici. Un limite che incide sia sul servizio ai cittadini sia sulla sostenibilità economica dell’investimento per l’operatore.

Ma dove le piazzano le colonnine? A Genova…

La domanda sorge spontanea: non sarebbe stato più efficace scegliere fin dall’inizio localizzazioni prive di queste criticità? La ricarica elettrica è un servizio pubblico strategico, che richiede continuità, prevedibilità e affidabilità. Inserire colonnine in aree soggette a chiusure ricorrenti significa complicare la vita agli utenti e rendere meno appetibile la gestione per gli operatori.

Manca una panificazione a livello comunale

I problemi non riguardano solo Brugherio. Motus‑E, in una recente lettera all’Anci, ha ricordato quanto sia urgente semplificare e rendere omogenee le procedure. Ha citato anche oneri poco sensati, come l’applicazione della Tari o dei canoni pubblicitari, che finiscono per rallentare gli investimenti. A questo si aggiunge un’altra questione tutt’altro che marginale: la scarsa protezione delle infrastrutture, spesso lasciate senza sistemi di sorveglianza adeguati e sempre più esposte a vandalismi.

Le colonnine ci sono, perché non le attivano?

Una rete di ricarica che deve crescere, non incepparsi La ricarica domestica resta la più utilizzata, ma l’infrastruttura pubblica è un pilastro della mobilità elettrica. Se viene progettata con interruzioni frequenti, vincoli prevedibili e scarsa tutela, rischia di diventare un freno invece che un acceleratore.

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