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AVAS, in arrivo la voce per le auto elettriche

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A partire dal 1° luglio, le nuove auto elettriche e ibride omologate nell’UE devono essere equipaggiate con il sistema AVAS (Audible Vehicle Alert System). L’obiettivo è garantire un elevato standard di sicurezza per gli utenti deboli della strada: pedoni (specialmente ipovedenti e non vedenti) ma anche ciclisti.

Fino a 20 km/h e in retromarcia

Il regolamento europeo prevede che il dispositivo debba “generare automaticamente un suono quando il veicolo si mette in moto e si muove fino a una velocità di 20 km/h circa, anche in retromarcia“. Per il momento non sono state definite le specifiche acustiche dell’AVAS. Tuttavia, il segnale prodotto “deve essere continuo e segnalare ai pedoni e agli altri utenti della strada la presenza di un veicolo in movimento“. Un altro aspetto importante del suono generato dal sistema di sicurezza è il fatto che “deve dare un’indicazione intuitiva del comportamento del veicolo, per esempio modificando automaticamente il livello sonoro o le sue caratteristiche a seconda della velocità del veicolo“. Non solo, l’emissione “non deve superare il livello sonoro approssimativo di un veicolo appartenente alla categoria M1 dotato di motore a combustione interna che funzioni alle stesse condizioni“.

Non oltre i 75 dB

La vibrazione sonora dovrà essere conforme al regolamento UNECE 138.01 (già incorporato nel diritto dell’Unione).  L’intensità non può essere inferiore a 47 dB in fase di retromarcia, 50 dB a 10 km/h e 56 dB a 20 km/h. In ogni caso, il livello sonoro massimo che può emettere AVAS è di 75 decibel. Un elemento essenziale del provvedimento consiste nel divieto di disattivazione del sistema di allarme acustico, diversamente da quanto poteva accadere finora, per esempio, a bordo di Nissan Leaf, Hyundai Kona e Jaguar I-Pace. Nel documento, infatti, al punto 2.7 per “funzione di pausa si indica un meccanismo che consente al conducente di arrestare il funzionamento dell’AVAS“. La successiva sezione 6.2.6 del testo riporta che “ogni funzione di pausa come definita nel paragrafo 2.7 deve essere proibita“.

Dal 2021 obbligatorio per tutti

Per quanto riguarda i veicoli già in commercio, avranno tempo per implementare l’apparato di sicurezza fino al 30 giugno 2021. Dal 1° luglio 2021, infatti, il dispositivo diverrà obbligatorio. Il regolamento UE disegna dunque due scenari differenti. Da una parte, alcuni modelli potranno adeguarsi alla normativa con un semplice aggiornamento elettronico. Dall’altra, invece, per le vetture sprovviste, ci sarà il bisogno di sviluppare kit specifici per regolarizzarle.

Ad ogni modo, bisogna vedere come questo provvedimento si combinerà con il limite di 68 decibel a 50 km/h per le auto dedicate al trasporto passeggeri (stabilito nel regolamento europeo N.540/2014), “applicabile per i nuovi tipi di veicoli dal 1° luglio 2024 e per la prima registrazione dal 1° luglio 2026“. Un altro aspetto critico deriva dalla tipologia di tono che dovranno emettere i veicoli. Qualora non si arrivi a fissare uno standard uniforme, si rischia di generare un concerto polifonico, vanificando il fine di proteggere gli utenti deboli.

A Londra ci sono già polemiche

Proprio in Inghilterra sono iniziati i primi dibattiti in materia. Transport for London, azienda responsabile dei trasporti pubblici locali, prevede di introdurre in autunno i dispositivi sonori sui propri bus elettrici. L’ente ha commissionato ad Aecom lo sviluppo del suono che metterà in allerta pedoni e ciclisti in presenza dei veicoli silenziosi. Le opzioni finora individuate, però, sembrano suscitare più di una critica. Sebbene TfL voglia utilizzare una sonorità differente dal timbro tipico dei motori a combustione, puntando su “qualcosa di nuovo e di unico“, il riscontro è alquanto negativo. John Welsman, membro dell’associazione Guide Dogs UK, descrive il rumore dei diversi campioni sonori programmati da Aecom come qualcosa di “molto fantascientifico“. Preferirebbe una registrazione dei vecchi bus Routemaster.

Lo stesso parere arriva da Gloria Elliot, Direttore Generale presso Noise Abatement Society: “una versione più tranquilla del suono degli autobus Routemaster potrebbe essere una buona idea“. Il regolamento europeo dà indicazioni sulla modularità e l’intensità del suono che deve emettere AVAS, ma non dichiara esplicitamente che debba imitare l’effetto acustico di un motore a combustione interna. Così come non c’è un riferimento comune per tutti i veicoli. Questi elementi potrebbero comportare un grave problema. Lo dice apertamente Zoe Courtney, Responsabile delle Politiche per la Royal National Institute of Blind People: “c‘è il pericolo che vengano a crearsi tanti suoni, elaborati da aziende diverse. Questo renderebbe molto complicato capire cosa è un veicolo e cosa è altro in città“.

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