Autonomia quasi a zero: c’è chi non fa una piega e continua a viaggiare. Come un consulente tedesco, Sebastian Mair, che ha lanciato su LinlkedIn una piccola sfida.

11 km di autonomia sul display e 8,3 km da fare: “Ansia? Macché…”
Ecco quel che ha scritto Mair: “Sulla strada per andare al lavoro: sul display della mia MINI restano solo 11 km di autonomia, e il sistema di navigazione mostra 8,3 km fino alla destinazione. Inclusi potenziali ingorghi a Monaco. Ansia totale? Non con me! Mentre altri potrebbero cercare stazioni di ricarica in preda al panico, io ho premuto l’acceleratore in modo rilassato (beh, accelerato elettricamente). Perché? Perché sono seduto in un’auto progettata dai tedeschi, display di consumo preciso, sistema eDrive efficiente e affidabilità dalla Baviera. Alla fine: sono arrivato sano e salvo, con 8 km di margine rimanente e una bella sensazione. Ai conducenti di veicoli elettrici che sono tra voi: lo sapete questo? Come gestite lo stress di farcela ad arrivare?”.
Autonomia quasi a zero, voi come vi comportate?
I commenti alle parole di Mair sono piuttosto interessanti. Con un filo conduttore comune: chi guida auto elettriche da tempo, l’ansia da ricarica se l’è scordata da un pezzo. E viaggia anche vicino allo zero senza particolari apprensioni, sapendo che l’auto qualche km di scorta ulteriore ce l’ha. Magari con una modalità di guida auto-limitata. Molti dicono di guardare poco lo stesso Guess-o-Meter, o indovinometro che dir si voglia, tenendo d’occhio solo la percentuale di batteria. “Sono già arrivato alcune volte con una piccola carica della batteria, dell’1-2%. Anche 0% … Anche così hai ancora qualche km (ovviamente non dovresti farlo tanto spesso… Ma è utile saperlo.)”, scrive per esempio è un utente. Resta il fatto che molti costruttori, Volkswagen in testa, consigliano normalmente di mantenere la carica tra il 20 e l’80%, per far durare più a lungo la batteria. E quindi viaggiare sempre vicini allo zero non è qualcosa di cui vantarsi. Il vostro di minimo abituale qual è?
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BYD Dolphin Surf 43kW/h.
Anch’io non soffrivo di ansia da ricarica… fino al giorno in cui, arrivato nel cortile di casa col 9% e sceso per aprire il cancello, quando sono risalito la macchina mi ha fatto una pernacchia (si è spento tutto).
Ho scoperto (da solo) dopo lo “sciopone” che sotto il 9% la batteria alta tensione va in modalità autoprotezione, non alimenta più quella a 12V dei servizi e non permette nemmeno la ricarica, se non si sblocca con il codice apposito.
Nessuno me lo aveva detto, in concessionaria, e c’è mancato poco che facessi portare in officina la macchina!
Consiglio: imparate a memoria il manuale utente, queste non sono macchine a scoppio 😅
Da quando sulle auto c’è l’ indovinometro sono più ansioso di un tempo, so come funziona e tengo presente la percentuale batteria, però sotto il 10% se non so esattamente dove dovrò caricare francamente non mi arrischio, soprattutto perché non ho nessuna voglia in viaggio di stare un’ ora ad una lenta per fare pochi km .
A me è andata storta. Strada di montagna, 2 km alla piazzola, 0% di batteria l’auto rallenta vistosamente. Poco male, dico, ho il piano B. Faccio inversione contando di ricaricare in discesa, al cui fondo trovo diverse colonnine, ma…. l’auto non va in regen!! Nessuno mi ha saputo dare spiegazione del perchè, ma sono rimasto per strada, in discesa, fino al carro attrezzi. Lezione da tenere cara.
Personalmente ricaricando a casa non mi sono posto mai il problema della ricarica minima al massimo sto attento a non superare l’80%. In viaggio non arrivo mai sotto il 10%. Una volta mi è capitato di arrivare alla colonnina con l’8%, ma senza patemi perché già altre volte avevo caricato a quella colonnina ed ero arci sicuro di arrivare a destinazione.
Il consiglio sul range 20%-80%, si riferisce alla percentuale di batteria da mantenere durante il parcheggio. In viaggio questa regola non si applica, il range utilizzabile è 0%-100%. Questo perché le batterie al litio, principalmente quelle con tecnologia NMC, se lasciate per tempi prolungati allo 0% o al 100%, si deteriorano più del voluto.
Durante il viaggio invece, la batteria rimane per brevi periodi troppo scarica o completamente carica, quindi non provoca alcun danno.
In famiglia abbiamo imparato a convivere con questa situazione. CI succede, praticamente ogni giorno… la batteria del nostro bolide (C-Zero), è ormai di soli 8Kwh…. e percorrendo 60 km quasi tutti i giorni, con il freddo, siamo quasi sempre allo 0%… che in realtà cela ancora il 10% di batteria (l’ho notato usando i tool EOBD). per ora non siamo mai rimasti a piedi……
Io sono un tipo abbastanza ansioso, mai sceso sotto il 20%.
Se sappiamo che lo “zero” in realtà nasconde una “riserva” come le termiche ovviamente non ci preoccupiamo (a meno che non siamo in mezzo al “nulla” per decine di km) visto che si può sempre trovare una presa di corrente a cui collegare il carichino portatile (che consiglio di aver sempre nei viaggi lunghi e zone sconosciute – anche se da App pianificazione risultano punti di ricarica).
Consiglio nr. 2 è ovviamente mettere la “mappa” ECO più risparmiosa (modalità Sherpa x le FIAT 500E) ed ovviamente limitare sia la velocità che l’uso di impianti che assorbono tanto (sbrinatori, riscaldatori A/C etc) mentre l’autoradio con musica rilassante non pregiudica l’autonomia ed aiuta a stare tranquilli e rilassati (se ci son passeggeri non abituati all’auto a batteria 😉).
3° consiglio: verificare prima di muoversi se ci sono itinerari più “risparmiosi ” (anche se più lenti) o con maggiori possibilità di trovar punti di ricarica.
Dopo decenni di vita in concessionaria ho avuto modo di verificare che viaggiare in riserva può esser più pericoloso con vetture ICE, specialmente a gasolio, in particolare se “vecchie” o con tanti km= rifornimenti fatti , perché si accumula tanto sporco sul fondo dei serbatoi è può portare anche a costose riparazioni se si danneggiano iniettori, catalizzatori etc.
Conclusione: calma e tranquillità, anche nella guida.. e si torna a casa😀.
Gli unici con ansia di ricarica o che si preoccupano di situazioni del genere sono quelli che l’auto elettrica non ce l’hanno, o quelli con un EV che riporta indicazioni e previsioni malfatte (purtroppo ancora parecchie).
Decisamente non è un problema strutturale dei veicoli elettrici, ma al limite solo di software con malfatto.
2%, destinazione casa. Siccome lo scostamento che ho rilevato fino ad ora, causa non perfetta calibrazione avendo delle LPF (che hanno praticamente lo stesso voltaggio nel range 10%-90%), è sempre stato prudenziale (nel senso che in realtà la batteria era più carica di quanto rilevato), anche a zero non mi sarei preoccupato più di tanto, ovviamente avendo la possibilità di ricarica certa a destinazione. E non si rovina nemmeno la batteria, se la si ricarica immediatamente. Anche a 0%, la maggior parte delle macchine percorre ancora 10-20 km (a velocità da città) usando il buffer superiore (quello inferiore è inutilizzabile perchè serve a preservare la batteria dalla scarica totale profonda che può danneggiare irreparabilmente le celle).
2% per me significa 1kWh e 1kWh significa tra gli 8 e i 9 km con la mia media globale, chiaro che se succede in autostrada è un bel problema, ma fuori, no. Molti tendono a dimenticare che in super-ultra-emergenza, si può chiedere a chiunque, anche un distributore di carburante, di “prestarci” una Shuko e anche caricando a 1,7kW (5 ampere, ipotesi veramente conservativa, immaginiamoci una prolunga di mezzo), in un’ora si aggiungono più di 10 km che possono essere sufficienti per arrivare ad una colonnina dignitosa.