Home Vaielettrico risponde Autonomia dichiarata: ci stanno prendendo in giro?

Autonomia dichiarata: ci stanno prendendo in giro?

29
CONDIVIDI
La Renault Zoe in ricarica; quanti km fa con un pieno? 395 come dichiarato?

Autonomia dichiarata: la discrepanza su quel che ci comunicano all’acquisto e l’uso reale fa arrabbiare anche una lettrice, Alessia. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it

autonomia dichiarataAutonomia dichiarata: mai visti i 395 km con la Renault Zoe, com’è possibile?

“L‘anno scorso mi sono fatta convincere da mio marito a sostituire la mia vecchia Punto con una Renault Zoe. Ammetto di avere vinto la diffidenza iniziale, anche perché lui provvede lui a ricaricare (e a “rubarmi” la macchina nei momenti liberi). C’è un però: l’autonomia in km che vedo indicata sullo schermo, anche quando la Zoe è caricata al 100%, non è mai di 395 km, il dato indicato all’acquisto. Non lo è mai stata, neanche quando l’auto aveva un giorno di vita. Il marito mi dice di lasciar perdere, che l’importante è che la macchina va bene e assolve il suo compito di seconda auto di casa. Io però, come molte donne, sono testarda, e vorrei capire come nasce questo dato. Dato che peraltro d’inverno è ancora peggiore (ma questo il venditore ce l’aveva detto). Mi aiutate a capire e a mettere il cuore in pace? Siamo stati sprovveduti noi? Grazie“. Alessia

autonomia dichiaraEcco come viene ottenuto quel numerino

Risposta.  Quello comunicato al momento dell’acquisto è solo un dato indicativo, ricavato da un test standardizzato per tutti i costruttori, il WLTP. Purtroppo nell’esperienza reale il risultato di questo test risulta sovra-stimato e fa arrabbiare chi si compra un’auto elettrica (e non solo). In che cosa consiste? Si tratta di un insieme di procedure di prova utilizzate per omologare i veicoli. Si compone di una parte in laboratorio, WLTC (Worldwide Harmonized Light-duty Vehicle Test Cycle) e di un test di guida reale noto come RDE. La fase WLTC dura 30 minuti, durante cui l’auto viene guidata su rulli per 23 km a una velocità media di 47 km/h. Il ciclo ha quattro fasi di intensità variabile, dalla più bassa alla più alta, in cui l’auto supera i 130 km/h, a 14°C e con l’aria condizionata spenta. Viene anche presa in considerazione la situazione di sosta nel traffico, con l’auto ferma per il 13% del tempo, come in coda.

autonomia dichiarataAutonomia dichiarata: nell’uso real chi l’ha vista?

La seconda fase, RDE (Real Driving Emission) misura le emissioni nel traffico reale, grazie a un’attrezzatura speciale. La guida non ha regole rigide come in  laboratorio. Il tempo di percorrenza deve essere compreso tra 90 e 120 minuti, il percorso equamente suddiviso tra strada urbana, extraurbana e autostrada, con velocità massima entro i 145 km/h. Per la temperatura è permesso un intervallo tra 0 e 30°C, l’aria condizionata è accesa e l’altitudine massima è di 700 metri, con un dislivello totale non superiore a 100 metri. Tutto questo per dire che, come spiega bene la Skoda sul sito, sono comunque situazioni diverse dall’uso reale. In genere troppo ottimistici, a meno di guidare in città, andando piano e usando molto la frenata rigenerativa. Un esempio: nei test, per ottenere un risultato migliore, spesso le Case usano pneumatici particolari, studiati per contenere i consumi. Morale della favola: Alessia si può tranquillizzare: è tutto normale.

— Leggi anche: autonomia canaglia, come diavolo la calcolano?

Apri commenti

29 COMMENTI

    • Devi proprio usarla male anzi malissimo, ripeto: mia moglie fa in estate più di 500km ed in inverno 360/380…🤷‍♂️🤷‍♂️

  1. Per esperienza professionale vorrei dire che il WLTP per quanto imperfetto è già un grosso passo avanti rispetto al preesistente NEDC e, in generale, non credo che si possa parlare di volontà malevola visto che è stato deciso da enti terzi.
    Fare un ciclo rappresentativo dell’utente medio è difficilissimo, io per i miei studi di dottorato alla fine ne definii 10 diversi per distinguere le piccole varianti tra casi studio.
    Alla scrittrice suggerisco di mettere pneumatici nuovi consigliati dalla casa, gonfiarli alla perfezione (non si fidi della pressione indicata dal benzinaio,compri un indicatore preciso davvero di quelli presi nei negozi di moto,per smanettoni) , e guidare in pianura con molte accortezza e fluidità dimenticandosi quanto è scattante la Zoe se decide di pestare sull’acceleratore. Suppongo che possa avvicinarsi al valore teorico o anche migliorarlo

  2. Diciamo che da quando ho mezzi 1984 nessuno di essi si avvicina ai test di omologazione tranne la 500elettica che dichiara 190km e realmente li ho effettuato più volte ( azzerato il parziale e percorsi in km , ritrovandomi più volte a 192/195 km con un residuo del 2% ), a tachimetro non li ho mai visti neanche il giorno successivo alla reale percorrenza, di fatti qualcuno lo ha battezzato indovinometro, perché quello è un dato che il C.B. calcola con il nostro stile di guida negli ultimi spostamenti e non solo, quindi un dato da prendere con le pinze perché non reale, soprattutto se gli spostamenti li continuiamo a fare in tragitti differenti e con modalità di guida differenti, secondo me un errore che commettono tutti i produttori di auto, perché? Perché il dato di partenza dovrebbe esser l’autonomia dichiarata in fase di test, poi se guidiamo bene potrebbe migliorare, se guidiamo male peggiorare vistosamente, ovviamente per fare il calcolo servono un minimo di una diecina di km, poi io la vedo così i produttori la vedono in un altro modo 🤷🤷

    Fatto stà che è una stima molto indicativa.

  3. Zoe R 135 Intens. Caricata domenica scorsa al 100%, autonomia indicata 500 Km. Viaggo di 230 km tra autostrada e montagna A/R.. ABRP indicava un residuo di 19% di batteria in realtà date le condizioni di traffico siamo arrivati a casa con il 45% di batteria.

  4. Io al lavoro ho un doblo 1.9 td ho fatto il pieno e girato per 70 km dove ci sono i limiti dei 50 e mi da 1350 km di autonomia ho caricato e ho fatto Bologna Cattolica e ritorno hai 130 ora mi da un residuo di 700
    Per dire che il piede vale x tutte le alimentazioni

  5. Mia moglie possiede una Zoe R135 intese da aprile 2021 e in estate all’85% di batteria ha 500km di autonomia (82wh/km di media) e in inverno 380 (116 wh/km)
    Modalita B ed ECO attivi sempre…
    Non mi lamento certo dei consumi…😎😁

  6. Anche noi in famiglia viaggiamo su una ZOE R135, pacco batteria da 52 kWh, e, guidandola in modalità ECO e con il piede leggero, andiamo oltre i 395 km di autonomia dichiarata. Concordo quindi con l’esperienza di molti ed in particolare con quanto riportato da Christian e Villi. Aggiungo che la guida è molto più rilassante e piacevole ma ovviamente si tratta di gusti personali. Infine, lo voglio sottolineare per dare una dimensione palpabile dell’efficienza dei motori elettrici, la nostra media attuale dei consumi per 100 km (viviamo sulla costa marchigiana ma abbiamo già fatto diversi giri per vacanze verso il nord Italia, in particolare sulle Dolomiti) è di 13,4 kWh, il che significa, in base ale ipotesi dell’EPA che stima che un litro di benzina contiene 8,9 kWh, che è come se avessimo consumassimo 1,474 litri di benzina. Lo ripeto è come se per percorrere 100 km avessi consumato 1,474 litri di benzina!!! Mi correggano i più esperti.

  7. Con la Smart EQ di mia moglie ho fatto anche 185 km da 100 a 2%, quindi ben oltre l’autonomia dichiarata, guidando in eco e in città con temperature miti, d’inverno cambia tutto
    Lei nelle stesse condizioni arriva a malapena a 120 km. Non ha ancora capito che questa Smart non è uguale alla precedente, che era termica. Lei la guida allo stesso modo, poi si lamenta della autonomia.

  8. Sarebbe utile anche sapere se Alessia abita in una zona pianeggiante oppure di montagna, dove i consumi si fanno sentire per tutte le auto a prescindere della motorizzazione.

  9. Sarà normale, ma test veritieri non li possono effettuare ? C’è sempre questa mania di fregare il prossimo ? Che senso ha fare omologazioni fasulle dalla realtà ?

    • Pensiero che in linea generale condivido; c’è un enorme però da aggiungere. La realtà non è standardizzata, ognuno ha i suoi modi/stili/tempi/tratte e sarebbe perciò impossibile indicare un kilometraggio standard per far capire all’utente cosa va a comprare. Essendoci poi la questione dei tempi di ricarica non “immediati” è fondamentale avere un’indicazione sulla quantità di strada che puoi percorrere prima di dover seriamente pensare a fermarti per il rabbocco/ricarica completa.
      Poi certo, se modificassero il WLTC rendendolo in qualche modo più “realistico” sarebbe bello, ma non credo andranno così facilmente a cambiare di nuovo standard

    • Hai ragione, si potrebbero fare test più realistici, ma ricordiamoci anche che questa situazione è “tranquillamente accettata” quando si parla di endotermiche.
      Sfido chiunque di voi a fare le stesse percorrenze al lt che vengono riportate nelle brochure degli autosaloni e che tanto spesso vengono furbescamente utilizzate dai detrattori dell’elettrico anche su questo sito.
      Nelle realtà le percorrenze al lt sono ben diverse da quelle dei test e vengono influenzate da stile di guida, orografia del territorio e condizioni climatiche proprio come avviene per le elettriche, ma è un dato di fatto che quando si parla di termiche tutto ciò viene accettato senza battere ciglio, mentre con le elettriche si spacca il capello anche sui decimali

      • La risposta, è facciamoci a capirci -lo dico solo come dato di fatto senza partigianeria-, è che se consumo più benzina/gasolio/metano/gpl vado alla pompa e in massimo 7 minuti ho il pieno. Non ci si fa caso, anche se non è nemmeno del tutto vero, ai consumi per quel motivo. Anche perché è la novità l’elettrico ci si fa molto caso, e la “lotta” tra fan degli schieramenti opposti aiuta in quel verso. Quando sarà la norma guidare elettrico e la rete di ricarica sarà più capillare (io non mi spingo a dare date indicative come fanno molti dandole per scontate e sicure) non ci si farà più caso, di questa cosa sono assolutamente sicuro

  10. I consumi dichiarati e/o calcolati con criteri di omologazione astrusi ci sono sempre stati. Ricordo a metà anni ’90 che una sportiva americana (forse una corvette) per contenere i consumi nel ciclo di omologazione, aveva chiamato la prima marcia “ridotta”, manco fosse una fuoristrada, in modo da poter chiamare la seconda “prima” e, evitando partenze a razzo, ottenere consumi presentabili.

    Credo che non ci siamo spostati molto da lì, nel senso che il criterio di calcolo è così artificioso da rendere ardui i confronti tra le varie auto e, ala fine, vale la pena di chiedere ai possessori dell’auto che ci interessa.

    Per quel che conta, perché non è un’elettrica pura, con la mia Lexus UX, andando in modo allegro, consumo molto meno di due amici che guidano una Yaris ed una Corolla ibride. Sulla mia auto il trucco è di dare un’accelerazione abbastanza decisa e poi di veleggiare ed usare la frenata per ricaricare e, quando la batteria si scarica, di rifare da capo il tutto. Guidare un’ibrida del gruppo Toyota con un filo di acceleratore, come si farebbe giustamente con una termica, comporterà invece di andare sempre a benzina e di non usare quasi mai il motore elettrico!

    Immagino che che con le elettriche pure si usino altre strategie, ma resta il fatto che il consumo è una cosa piuttosto individuale.

  11. La mia E 208 dovrebbe avere un’autonomia di 340 km, eppure regolarmente mi ritrovo ad averne 400 e passa, sia sul display sia sotto le terga (e scusatemi il termine) ovverosia sono reali. Le auto termiche con i loro mille o quasi km di autonomia ci hanno educato male, io stesso ero uno che piantava il piede a quello che mi avrebbe portato agli 80 km/h e andavo avanti così, senza rendermi conto che una volta raggiunti gli 80 puoi alzare un po’ il piede e li mantieni lo steso, perché tra il “gas” necessario ad arrivare a una data velocità e il “gas” sufficiente a mantenerla c’è una differenza, neanche troppo piccola. Io l’ho imparato guidando una Punto a benzina e mi è rimasto nel piede, e funziona anche con un’elettrica, forse anche di più. E lo vedo dal display che mi dice quanto sto spingendo, poi arrivato agli 80 (o quel che mi serve andare in quella situazione) alzo il piedi e vedo calare bene l’indicatore di consumo, e la velocità rimane quella. Non mi metto a ridere quando prima di un viaggio faccio il pieno al 100% e sul display leggo 420 km, perché è vero. Poi parlando di viaggi in autostrada le coe cambiano certo, ma mi è successo di farmi quei 210 km senza soste ai 120. Ci vogliono accorgimenti, che funzionano anche sulle termiche, ma che le termiche ti portano a ignorare tanto hai 900 km di autonomia…

    • Confermo tutto. Io lo chiamo veleggio, stile molto utilizzato dai campioni di guida economy delle full hybrid. Su una tratta di 50km pianeggianti ho fatto una prova resettando il computer di bordo ed ho ottenuto una media di 14kWh/100km (con 10km di autostrada). Al ritorno ho resettato e ha guidato mia moglie consumando circa 19kWh/100km.

    • È chiaro che si deve alzare il piede, sia con la elettrica che con la termica. Se non si alza il piede che si usa per accelerare (aumentare la velocità), la velocità aumenta ancora. Personalmente, con la termica, faccio larghissimo uso del cruise control, anche in città, se il traffico non è eccessivo.

  12. Come detto anche da Christian…. Moltissimo dipende dal piede e da come il computer di bordo ha memorizzato i dati delle ultime guide. Se chi lha utilizzata nell’ultima settimana ha “sprintato” tra un semaforo e l’altro, l’autonomia del famoso indovinometro sarà molto inferiore alle possibilità della macchina.

    Bisogna in effetti guidare in u altro modo, senza accelerate brusche e allegerendo l’acceleratore molto prima, tanto sa usare il meno possibile il freno.

  13. Sarebbe utile sapere qual’è l’autonomia che rileva la signora , rispetto al dato cosiddetto di targa così da verificare la percentuale di scostamento.
    Se è nell’ordine del 5% tale differenza può essere causata dalla modalità di esecuzione dei cicli di omologazione.
    Se è di più, io farei verificare la centralina e controllare la rappresentazione dei dati ( potrebbero essere i parametri di rappresentazione errati ) . Fatto questo se non ci sono anomalie nelle impostazioni, farei controllare le batterie.
    Non bisogna essere ne frettolosi ne superficiali.

  14. Buongiorno Alessia, non ci dice che modello di Zoe ha, ma poco importa, con quell’autonomia dichiarata presumo sia uno con la batteria da 52kWh … ho un Zoe R110 ZE50 e quel chilometraggio lo supero agevolmente (anche in un viaggio recente che ho fatto fino in Toscana di 367km con gran parte del percorso in autostrada e che ho fatto tutto d’un fiato – a breve invierò un resoconto del viaggio alla redazione di vaielettrico sperando che la pubblichino).
    Il trucco? Alleggerire parecchio il piedino (ma tanto tanto, mai accelerate brusche e lasciare che l’auto rallenti da sola senza usare il freno) e tenere fissa la modalità Eco (che tanto dove dobbiamo andare con tutta quella potenza? L’Eco è più che sufficiente per la maggiorparte degli spostamenti che si fanno).

    • Esattamente quella che è la mia esperienza, condivido tutto. Andare in giro con la velocità che tende a salire poco a poco è solo uno spreco, meglio arrivare a velocità di crociera e mollare un po’: se poi dagli 82 nell’arco di un paio di km ti passa agli 80, beh, perfetto, sicuramente meglio del contrario. L’ho imparato su una macchinaccia a benza e continuo a farlo su un’elettrica 🙂

    • Buongiorno Christian, anch’io ho la Zoe come la sua e qui su vaielettrico avevo pubblicato il diario della mia prima vacanza con un auto totalmente elettrica. Volevo complimentarmi con lei per la sua abilità nel percorrere così tanti km con una auto non nata per lunghi viaggi. Nel mio viaggio la distanza totale era all’incirca come quella da lei percorsa (circa 385 km) però pur tenendomi max ai 108 di tachimetro, non mi sono azzardato a percorrere più di 220 km, anche se arrivato alla colonnina avevo ancora più del 30% di autonomia (forse un pò di ansia d’autonomia!) Quindi al prossimo viaggio, secondo lei, utilizzando la modalità ECO riuscirei a farcela? E con che percentuale di batteria era giunto a destinazione? Grazie.

      • Direi proprio di sì: sono arrivato a casa con il 15% di batteria e 71km di autonomia residua. Per la precisione il parziale contava 360km quindi in totale avrei portuto percorrerne 431.

  15. Probabilmente Alessia no conosceva i consumi dichiarati durante l’omologazione dal costruttore della sua vecchi Punto, se facesse il confronto con quanto realmente consumava probabilmente impallidirebbe.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome