Automobilisti elettrici considerati zero, questo il problema. Due lettori segnalano la difficoltà di ricaricare, a Correggio e a Milano, sempre per i soliti maleducati. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
A Correggio ricarica occupata dalla rastrelliera per bici

“Spettabile Redazione di Vaielettrico, desidero segnalare un disservizio riscontrato presso la piazzola di ricarica situata in Piazzale 2 agosto, nel comune di Correggio (RE). In data 23 settembre 2026 verso le 11:30 ho notato che la colonnina, di Enel X Way, aveva entrambe le piazzole destinate alla ricarica occupate da una rastrelliera per biciclette. Dato che il parcheggio è molto grande e c’è solo quella colonnina, non si poteva piazzare altrove la rastrelliera? Allego foto. Cordiali saluti“. Antonio Belli
“Vi meravigliate che la gente compra così poche auto elettriche in Italia? Il problema è che per chi le guida non c’è nessun rispetto. Anzi, spesso c’è avversione e sarcasmo. Lo dice uno che si reca spesso per lavoro a Milano e trova difficoltà a ricaricare nelle A2A, tra auto, bici e motorini in sosta. Io non l’ho ancora fatto, ma mi dicono che se chiami i Vigili col cavolo che escono a multare questi incivili”. Sandro B.
Automobilisti elettrici considerati zero? L’esempio viene dall’alto…
Risposta. Chi i governa in primis ha sempre considerato l’auto elettrica un capriccio per ricchi annoiati. Non meritevole di alcuna tutela, dunque. Persino negli uffici postali capita di trovare gli spazi per le ricariche occupati per tutt’altro scopo. Vanificando il grande sforzo di Poste Italiane per instalalre colonnine anche nelle filiali più periferiche. Il problema è che, come detto giustamente nelle lettera da Milano, quasi mai chi occupa questi spazi indebitamente viene punito (si potrebbe arrivare alla rimozione). E la domanda che poniamo da sempre è: che cosa accadrebbe se si parcheggiasi davanti alla pompa di un distributore di benzina, impedendo di utilizzarla? Mah…
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L’italia ha il primato per leggi sfornate, non sappiamo e non siamo in grado nemmeno di conoscerne la maggior parte.
Poi però non si pongono il problema di chi deve farle rispettare, molti comuni hanno assunto ausiliari per le multe per chi parcheggia in divieto di sosta ( Soldi facili) basterebbe che questi ausiliari allargassero gli occhi non solo alle auto in divieto di sosta o con orario scaduto.
Ma fino a che vige la regola ” basta che non mi rompano i cabasisi” questo è lo stato delle cose.
basta multare tutti i proprietari delle biciclette e del portabiciclette e rimuovere il tutto con carroattrezzi ai sensi dell’art.158 c.1/h-ter) 😉
Quando anche quei deficienti che adesso occupano gli stalli avranno l’auto elettrica, ecco che allora saranno indispettiti se qualcuno impedirà il loro sacrosanto diritto. In Italia vige “la legge del deficiente”.
Però prendiamoci anche le nostre colpe al mio paese nella piazza del municipi c è uno che parcheggia la macchina ev alla colonnina e se va bene una volta su 5 ha il cavo, sono stato a fare un esame in un ambulatorio in un comune vicino il mio, il parcheggio per mia meraviglia ha la colonnina, be una ev aveva il cavo collegato alla macchina ed annodato alla colonnina questi sono due esempi freschi ma ne noto diversi.
Io non carico quasi mai nelle colonnine, perchè ho FV a casa e viaggio poco. Al massimo qualche supercharger TESLA. Se mi capitasse, chiamerei la polizia locale e se ritardasse l’arrivo e/o si rifiutasse di intervenire minaccerei di spoerger denuncia per omissione di atti d’ufficio. Chissa cosa succederebbe. Immagino che comincerebbero a spulciare documenti e auto per trovare il modo di “punirmi”. Questa è la “Povera Patria” di Battiato