Autocritica Renault sulle batterie: “Scelte troppo affrettate”



Autocritica Renault sulle batterie: scelte troppo anticipate hanno portato a soluzioni già vecchie al momento dei lanci di nuove auto. Il caso della Megane.
Autocritica Renault sulle batterie
Philippe Brunet, direttore tecnico di Renault Group.

Autocritica Renault sulle batterie: il caso della Megane con le NMC

È un retroscena rivelato da Philippe Brunet, direttore tecnico del gruppo,  a una giornalista del sito francese Numerama: “Abbiamo commesso un errore su Megane. Abbiamo congelato la chimica della batteria quattro anni prima dell’uscita dell’auto, non lo farò mai più”, ha spiegato, con un’onestà intellettuale insolita per i top manager. In questo caso la chimica selezionata (NMC) era ritenuta la più valida al momento. Ma la tecnologia delle celle evolve così rapidamente da far apparire  antiquato quel che pochi mesi fa sembrava la soluzione migliore. Morale della favola: al momento dell’arrivo sul mercato la Renault si è trovata con un prodotto superato in alcuni aspetti cruciali, come la velocità di ricarica. Peccato comune a molti altri costruttori storici, che hanno dovuto imparare la lezione dai concorrenti cinesi, molto più tempestivi. “Ci siamo dati come regola di congelare la chimica della batteria al più presto due anni prima dell’uscita dell’auto”. E infatti proprio due anni è il tempo che si è data ora Renault per fare le scelte chiave sui nuovi modelli.

Ora una nuova piattaforma con modelli da 750 km di autonomia

Ora la Renault volta pagina. Il gruppo si è dato come obbiettivo di arrivare al 2030 con il 50% della produzione fatto di sole auto elettriche. Con una nuova generazione di modelli che offrano 750 km di autonomia, basati sulla nuova  piattaforma RGEV Medium 2.0. Con batterie “cell to body“, integrate direttamente nel telaio, con risparmio di spazio e maggiore densità di energia. Quanto alla chimica delle cellule, al momento la scelta sembra orientata sulle LFP (litio-ferro-fosfato), con ricariche in meno di 10 minuti. Ma, visti i precedenti, Brunet ha preferito non sbilanciarsi. Tutti gli occhi della Renault sono concentrati ora sul lancio della Nuova Twingo, con prezzi che partono da 19.500 euro. Questo modello, ricorda Numerama, offre una densità di 176 Wh/kg e un tempo di ricarica competitivo. Ma non all’altezza della nuova generazione di modelli, che con la nuova piattaforma arriva a 220 Wh/kg. Bisogna andare veloci, i cinesi non aspettano…

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