Il programma di retrofit lanciato da Solaris Bus & Coach ha già coinvolto circa 170 “vecchi” e-bus in Europa. L’obiettivo è aggiornare batterie e componenti per evitare la sostituzione anticipata dei mezzi e mantenere competitive le flotte del trasporto pubblico.
Il tema è tutt’altro che marginale, soprattutto per gli operatori che hanno investito nelle prime generazioni di e-bus, oggi già alle prese con i limiti di una tecnologia evoluta molto rapidamente.

Solaris: un “rinnovamento”… esteso
Il progetto Solaris investe diverse realtà europee. Ha trovato terreno fertile soprattutto a Berlino, dove l’operatore Berliner Verkehrsbetriebe (BVG) sta già aggiornando un centinaio di autobus elettrici. Altri interventi sono distribuiti in città come Cracovia, Cluj-Napoca, Amburgo, Varsavia e Bruxelles, a conferma di un interesse diffuso per soluzioni che consentano di prolungare la vita utile dei mezzi senza sostituirli completamente.
Il programma di ammodernamento riguarda in particolare i modelli Urbino, circa 1320 prodotti da Solaris tra il 2013 e il 2019, che rappresentano una quota significativa delle prime flotte elettriche entrate in servizio in Europa.
Il cuore del retrofit: batterie e sistemi aggiornati

Il retrofit proposto da Solaris – sotto l’etichetta “Zero-Emission Vehicle Retrofit” – si concentra principalmente sulla sostituzione delle batterie, il componente più soggetto a degrado nel tempo.
Ma l’intervento è ancora più ampio e include: aggiornamenti del sistema di gestione della batteria, miglioramenti al raffreddamento e alla gestione termica, sostituzione di componenti elettrici critici e la verifica della compatibilità con le infrastrutture esistenti. Si tratta di un approccio che punta a riportare i veicoli a standard più vicini a quelli delle nuove generazioni, senza stravolgere l’assetto della flotta.
Autobus già “vecchi” dopo pochi anni
Il problema nasce dalla velocità con cui si è evoluta la tecnologia degli autobus elettrici. Il caso del Solaris Urbino 12 electric è emblematico: in pochi anni si è passati da batterie da meno di 400 kWh a oltre 600 kWh, con autonomie che oggi possono superare i 600 km.
Questo significa che mezzi relativamente recenti rischiano di diventare rapidamente meno efficienti e meno competitivi, soprattutto in contesti urbani dove autonomia e flessibilità operativa sono cruciali.
Il retrofit diventa quindi una risposta concreta a quella che gli stessi costruttori definiscono una obsolescenza tecnologica accelerata.
Solaris non è sola in questa direzione. In Europa anche Daimler Buses, ad esempio, ha avviato programmi di aggiornamento per il Mercedes-Benz eCitaro, con upgrade alle batterie previsti nei prossimi anni.
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Anche su gli aeromoibili sii cambiano mootoori ed avionica…
Ci abiteremo al refitting periodico dei veicoli, con nuovi motori+inverter e batterie di chimica diversa nel tempo…
Prima o poi lo spirito di sopravvivenza ci porterà a fare lo stesso pure su veicoli BEV privati…
Una “ricetta cubana 2.0 ” 😉