Nel primo trimestre 2026 sono ben 491 gli autobus elettrici, un boom rispetto ai 188 dell’anno scorso. Per non parlare dell’idrogeno: da 5 a 142 veicoli immatricolati negli ultimi tre mesi. Qui pesa Bologna, ma per tutti mezzi green ha inciso il Pnrr che nonostante i tutti detrattori ha permesso di rendere più sano il trasporto pubblico locale. Bene, ma c’è ancora tanto da fare e le risorse europee sono finite, c’è tempo fino a giugno per spenderle. Il futuro? Preoccupante come dicono da Anfia che chiede un fondo dedicato anche per difendere l’industria italiana dalla forte concorrenza asiatica. I camion? Gli autocarri con Ptt sopra i 3.500 chili vedono un calo del 18% dei veicoli elettrici. Un calo, ma in termini assoluti si tratta di poche decine di mezzi.
Quasi un autobus su tre è elettrico nel primo trimestre 2026
Partiamo dai numeri. Emerge il crollo del mercato degli autobus alimentati a gas: il 7% a gennaio-marzo 2026 contro il 22% nello stesso periodo del 2025. Boom elettrico con una crescita del 160%. Nella tabella Anfia vengono associati agli ibridi metano/elettrico e ibridi gasolio/elettrico – ma parliamo in totale di solo 28 veicoli – per un totale del 28,8% (22,3% nei primi tre mesi del 2025). Chiara la tendenza.

Vola altissimo l’idrogeno: + 2740%. Ma attenzione si parla di 127 autobus su 142 acquistati dal Comune di Bologna. Un’alimentazione che non ha riscosso successo nelle altre regioni italiane. Tonfo del metano con una caduta del 60% mentre il diesel paradossalmente aumenta del 25% ovvero da 805 a 1011 veicoli immatricolati negli ultimi tre mesi.
Nonostante siano sempre di più le città full electric – da Copenaghen a Cremona – eppure si continua ad acquistare autobus inquinanti. Anche in ambito urbano dove non ci sono problemi di autonomia. Infine si vedono i bus a biodisel: erano zero l’anno scorso, ne sono stati immatricolati sei nel primo trimestre.
Finito il Pnrr e dopo?
«La crescita del mese di marzo e in generale del primo trimestre 2026 è ‘falsata’ dalle consegne legate al Pnrr, ormai in fase di esaurimento, e non rappresenta quindi ancora un trend strutturale – afferma Paolo Marini, presidente della sezione autobus di Anfia -. Per assicurare la tenuta e la competitività della filiera nazionale è indispensabile che le istituzioni attivino rapidamente un fondo strutturale per il rinnovo del parco autobus del Tpl, così da sostenere l’industria – oggi fortemente esposta alla concorrenza asiatica – e accompagnare concretamente il settore nel raggiungimento degli obiettivi europei 2030 di decarbonizzazione». Servono miliardi e non bastano i 750 milioni a disposizione di regioni e città dal ministero dei trasporti.
Autocarri: flessione dell’elettrico in questo primo trimestre
In termini percentuali è un calo del 18% ma in numeri assoluti sono 27 autocarri elettrici venduti in meno nel primo trimestre 2026 rispetto al trimestre 2025 ovvero 118 contro 145. Resta pur sempre una flessione in un periodo di transizione energetica. Analizzando il mercato per alimentazione, nei primi tre mesi del 2026 la quota di mercato dei veicoli alimentati a gas risulta dell’1% (era dell’1,8% a gennaio-marzo 2025), per un totale di 76 unità, mentre gli autocarri elettrici, ibridi benzina/elettrico e ibridi gasolio/elettrico rappresentano l’1,7% del totale (il 2,1% a gennaio-marzo 2025). Raddoppia il metano, da 23 a 46 veicoli, ma rappresenta un terzo dell’elettrico. In crescita anche qui il diesel che aumenta del 7%.
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Anche in questo settore è importante la politica per agevolare la decarbonizzazione. «L’industria sta già facendo la propria parte con determinazione nella transizione verso un parco circolante più sostenibile, tuttavia manca ancora un quadro di politiche pubbliche chiare ed efficaci». Parole di Luca Sra, delegato Anfia per il trasporto merci.

Lo stesso ricorda la necessità del rapido avvio del piano straordinario da 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare, annunciato lo scorso dicembre, è una necessità impellente. Servono incentivi. «Continuità e affidabilità degli strumenti di supporto pubblico sono condizioni imprescindibili per consentire alle imprese di programmare nel medio-lungo periodo e proseguire con decisione nel percorso di decarbonizzazione delle flotte».
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Un tassello importante è quello dei veicoli commerciali leggeri, per cui si chiede «la conferma e la rapida pubblicazione delle misure di rinnovo del parco (Ecobonus) annunciate lo scorso 30 gennaio al tavolo automotive presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy».
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