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Autobrennero, le ricariche gratis occupate dai soliti noti

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La colonnina di ricarica di Rovereto, nel cuore dell'AutoBrennero.

Autobrennero: il caso delle ricariche (gratis) occupate dai soliti noti. Un boomerang, non voluto, di cui ci parla un amico di Vaielettrico.it, Paolo Mariano, che percorre regolarmente l’A22.

                                         di Paolo Mariano

A me non capita spesso di ricaricare presso stazioni pubbliche, pur percorrendo (prima del lockdown) circa 5.300 km al mese. Come molti automobilisti “elettrici”, nella stragrande maggioranza dei casi ricarico a casa e al lavoro. Con buona pace di quanti evidentemente non guidano un’elettrica, ma strillano che la diffusione di questi veicoli sarà possibile solo con una capillare rete di colonnine.

AutoBrennero: 8 punti di ricarica, tutti gratis

AutoBrennero
La mappa è tratta dal sito AutoBrennero.it

Tuttavia di tanto in tanto mi capita di effettuare qualche spostamento a medio raggio per il quale la mia e-Golf richiede delle ricariche intermedie, di tipo fast. Questo mi ha fatto aprire gli occhi su alcune situazioni, a mio avviso paradossali e che ho pensato di condividere con i lettori di Vaielettrico.it.  Ciò al fine di sensibilizzare utenti e gestori, nel tentativo di rendere sempre migliore l’esperienza d’uso dei primi e sempre più efficace il servizio reso dai secondi. Se davvero crediamo nel futuro della mobilità elettrica, dovremmo condividere delle regole comportamentali nuove. Pensare come fossimo già in molti a guidare elettrico e non in pochi eletti.Mi è capitato di recente di utilizzare la stazione di ricarica rapida messa a disposizione da A22 presso il parcheggio del casello di Rovereto Sud. L’Autobrennero ha da tempo messo a disposizione degli utenti 8 punti di ricarica FAST (colonnine ABB con collegamento ChaDeMo e CCS a 50 KW, oltre che type 2 a 42 KW). Al momento sono  totalmente gratu

AutoBrennero: ecco dove si trovano, fuori e dentro

Si trovano presso le stazione autostradali Mantova Nord e Po Ovest, il parcheggio del casello di Affi davanti al McDonald, presso il parcheggio del casello Rovereto Sud. In autostrada (cosa molto rara) nelle stazioni di servizio Paganella Est (direzione sud) e Paganella Ovest (direzione nord). Qui attualmente sono in corso lavori di ristrutturazione, ma la colonnina è comunque utilizzabile accedendo al  parcheggio confinante, anche se non + indicato). E poi a Bressanone presso il parcheggio del casello Bressanone/ Val Pusteria, e al Brennero presso l’area di servizio del Plessi Museum.

AutoBrennero
La stazione di ricarica di Affi, non lontano dal Lago di Garda.

Questa piccola rete Fast gratuita consente di fatto di spostarsi con molta libertà. Ed è un esempio di lungimiranza dell’ente autostrada rispetto a una nascente esigenza che potrebbe trasformarsi in normalità. Cliccando qui  trovate la mappa delle ricariche. E qui altre info su marche e potenze delle stazioni. Non ho per potuto fare a meno di notare alcune incongruenze, tanto da parte di chi ha messo a disposizione il servizio, quanto da parte degli utenti. Un vero peccato. Ma si può migliorare.

AutoBrennero, prima richiesta: servizi per chi ricarica

AutoBrenneroQuali potrebbero essere gli interventi di miglioramento sull’AuroBrennero? La prima cosa che salta all’occhio è che chi ha progettato l’installazione molto probabilmente non si è mai spostato a lungo raggio in elettrico. Se così fosse, avrebbe probabilmente considerato che, in una sosta di 45 minuti si potrebbe aver bisogno di servizi igienici (assenti ad esempio nel parcheggio di Rovereto Sud). O anche di un distributore di bevande o snack. Sono servizi normali quando  l’installazione avviene in un parcheggio esterno all’autostrada, il classico parcheggio fuori-casello. Nel caso del parcheggio di Rovereto Sud, non è presente alcun servizio raggiungibile a piedi a breve distanza. Ad Affi la situazione è migliore in quanto proprio di fronte c’è un McDonald e non lontano un grosso centro commerciale con negozi, bar e ristoranti. Ma ad esempio a Bressanone ci sono solo dei servizi igienici.

Secondo: troppi utenti che non vengono dall’A22

AutoBrennero
Lo schermo di una delle stazioni collocate sull’AutoBrennero, con la situazione dell’utilizzo delle tre colonnine.

Seconda considerazione. La scelta di posizionare alcune stazioni fuori autostrada, per cause di forza maggiore, le rende di fatto disponibili non solo per gli utenti dell’autostrada, ma per chiunque. Questo di principio non sarebbe un problema, se non fosse che il buon senso suggerirebbe che venisse garantita una priorità per chi è in viaggio. E ha effettivo bisogno di una ricarica rapida per proseguire lo stesso con decorosi tempi di percorrenza. Ma il buon senso pare non sia così diffuso. Non è raro, infatti, che chi vive nelle vicinanze degli stalli di Affi, Rovereto e Bressanone, si rechi presso gli stessi al solo scopo di “rifornire” gratis. Si tratta spesso di studenti con una piccola auto elettrica che vogliono rifornire gratis. O a volte di pensionati ai quali nessuno ha mai spiegato che possono ricaricare anche a casa. A volte infine di utenti che (si, capita anche questo) non hanno mai considerato, prima di acquistare un’elettrica, che avrebbero avuto bisogno di uno garage con la corrente.

Ricaricano gli automobilisti locali. E tu aspetti…

Mi chiedo se non sia possibile per l’AutoBrennero legare in qualche modo l’utilizzo della colonnina ad esempio al Telepass. Magari definendo anche una durata massima della ricarica e facendo in modo che  sia autorizzato solo per chi è appena uscito dal casello. Questo permetterebbe di offrire il servizio a chi davvero è il destinatario del servizio stesso. Ha poco senso che un utente che viaggia da Bologna a Bressanone, e si ferma a Rovereto appositamente per caricare, debba attendere magari un’ora. Questo perché lo stallo è occupato da chi vive a Rovereto, che potrebbe caricare altrove, ma semplicemente approfitta del servizio.

AutoBrenneroLe mie proposte? Finché non sarà l’AutoBrennero ad imporlo, sarebbe auspicabile che ci chiedessimo  se davvero abbiamo necessità della ricarica che stiamo per effettuare. E in quale misura o se ci fa semplicemente comodo. Questo vale anche per la durata. Da guidatori elettrici sappiamo che la ricarica rapida non è lineare: si raggiunge più velocemente un livello  dell’80%, dopodiché la velocità diminuisce. Sarebbe conveniente e rispettoso chiederci: ho davvero bisogno di raggiungere il 100%? O forse ho carica a sufficienza per raggiungere la mia meta e posso lasciare spazio a chi ha più urgenza?

La mia esperienza a Rovereto Sud

Mi è capitato di recente di fermarmi per una carica fast presso la stazione di Rovereto Sud. Ero fermo da circa 10 minuti, ma avevo bisogno di raggiungere almeno il 70% di carica per raggiungere la mia destinazione (Bressanone). Arrivavo quasi completamente scarico da Bologna. Dopo poco vedo arrivare un carro attrezzi con a bordo un furgone elettrico Nissan. Sono sceso dall’auto e il proprietario del furgone mi è venuto incontro. Chiedendomi la cortesia di spostare per qualche minuto la mia auto in modo che il carro attrezzi potesse avvicinarsi allo stallo con il furgone a bordo e collegarlo al cavo. Questo per ricaricare a sufficienza per poter scendere dal carro attrezzi e parcheggiare, in attesa poi di poter fare una ricarica che gli consentisse il rientro a casa.

AutoBrennero Ovviamente non ho esitato a spostare la mia auto. In 10 minuti ero di nuovo collegato e in carica. Non mi è costato nulla. Questa credo sia la sensibilità che in questo momento ci è richiesta. Anche se fatichiamo ad ammetterlo, da utenti elettrici, siamo ancora un po’ pionieri e dobbiamo rispettarci ed essere solidali. Solo così potremo veder crescere il numero di auto elettriche in circolazione e aumentare i servizi.

Chi ha la Tesla ha i Supercharger riservati, quindi…

I guidatori di auto Tesla Model 3, che dispongono di una rete di Supercharger  ad uso esclusivo, possono ovviamente utilizzare anche le colonnine fast dell’AutoBrennero. Innegabile diritto. Ci mancherebbe. Tuttavia, in funzione della sensibilità invocata, chiedo loro cortesemente, di riflettere prima di fermarsi in una colonnina Fast gratuita a 50 KW di A22. Chiedetevi se forse potete lasciare libero quello stallo a chi i Supercharger Tesla da 150 KW non li può utilizzare (questo vale per tutte le auto diverse da Tesla). Se la risposta è no, fate pure. Ma se la risposta è si, un utente meno fortunato vi sarà riconoscente.

Il Supercharger riservato alle Tesla sull’Autostrada del Brennero.

Considerazione finaleIn questo momento storico in cui la diffusione delle auto elettriche è ancora modesta. Se noi “pionieri” rimaniamo a piedi, anche solo perché siamo sbadati, involontariamente comunichiamo che le auto elettriche non hanno sufficiente autonomia. Se gli amici ci vedono parcheggiare nello stallo di ricarica del casello autostradale e sostare lì per 40 minuti, invece di utilizzare il tempo in cui l’auto sarebbe comunque parcheggiata a casa per caricare, si faranno l’idea che l’auto elettrica è scomoda perché fa sprecare un sacco di tempo. E lo racconteranno in giro. Quando in realtà è vero l’esatto contrario. Il mio appello è: fate attenzione a ciò che il vostro comportamento comunica verso gli altri utenti, perché questo condizionerà le loro scelte e quindi il futuro di tutti

— Leggi anche: la mia vita in e-Golf, più di 5 mila km al mese. Di Paolo Mariano

 

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41 COMMENTI

  1. Tutte le case automobilistiche che non vendono EV dovrebbero mettere un link a questo sito e a questi articoli supplicanti di Mariano per convincere i loro clienti che comprare auto ibride o termiche è ancora la scelta migliore per chi vuole muoversi in libertà. Con il dovuto asterisco che i masochisti invece devono considerare un veicolo elettrico per soddisfare la loro voglia di sofferenza. Siete uno spasso, continuate così!

  2. Buongiorno a tutti parlo a titolo STRETTAMENTE personale, ma sono un dipendente A22.

    Premetto che non ho letto tutto il forum, ma quello che ho letto mi sembra assurdo, ma vado per ordine.

    1) Abbiamo colonnine gratuite e non sia all’interno che all’esterno del tracciato autostradale; nelle Vostre riflessioni considerate che siamo concessionari pubblici e che il concessionario non può fare quello che crede, ma è soggetto a regolamenti convenzioni e quant’altro (capisco che l’utente medio non possa conoscere vincoli, lacci e lacciuoli giustamente imposti da ANAS e Ministeri vari).
    2) Le colonnine “esterne” sono state pensate perché siano usate gratuitamente dall’universalità delle persone, utenti e non utenti (infatti queste sono fuori dal tracciato e GRATUITE, quindi non sono per “i viaggiatori” ma per TUTTI), e per i mezzi elettrici aziendali ma leggo che questo a qualcuno non va bene, anzi, viene pure contestata la gratuità… OK, ad essere generosi ti becchi pure del c….
    3) Viene chiesto, (ma sarebbe una pretesa) che le Tesla vadano a caricare “a casa loro”… OK ma perché dovrei andare a pagare 41 €cent al kW quando ho una ricarica gratis… me li date voi i 32 euro per il Supecharger?

    Considerazione finale: accontentare tutti è impossibile… però ragazzi.. criticare chi mette a disposizione di TUTTI una ricarica gratis mi sembra da fenomeni.. e non penso che ciò contribuisca a far sì che il progetto si allarghi.

    Ciao a tutti!!!!

  3. Andrea, non mi stupisce che sul sito del comune di Roma ci sia scritto questo. E’ evidente che il comune non abbia la più pallida idea di cosa significa e di come possa essere usata una colonnina di ricarica. Per questo pensa erroneamente di rivolgere il servizio alla propria cittadinanza. Questo è emblematico di come le istituzioni spesso ignorino davvero le dinamiche legate all’elettrico.

  4. Su questo Andrea mi trova di un’opinione diametralmente opposta. Io credo che invece la ricarica principale e quotidiana debba essere quella notturna a casa, o presso il luogo di lavoro. Dove non è possibile, semplicemente non è applicabile utilizzare un’auto elettrica. A chi, oggi, mi chiede consiglio sull’opportunità di acquistare un’auto elettrica e mi dice che non dispone di uno stallo privato dedicato, né a casa né al lavoro, io sconsiglio l’acquisto. Sono consapevole che molte abitazioni a oggi non abbiano un posto auto con la possibilità di installare una wallbox, ma questo non significa che dovremmo adattare il modello di utilizzo dell’auto elettrica a una situazione pregressa. Siamo di fronte a una svolta epocale della mobilità. Dobbiamo a mio avviso rimettere piuttosto in discussione le nostre consuetudini. Se non tutte le abitazioni oggi hanno un parcheggio privato con wallbox, probabilmente in futuro non sarà più così. L’auto elettrica è comoda, conveniente e semplifica la vita solo se la mattina possiamo uscire di casa e utilizzare l’auto senza doverci preoccupare di cercare una colonnina e dedicare anche un solo minuto a questa attività, almeno nel quotidiano. Diversamente diventa una inutile forzatura. Non possiamo applicare il modello di utilizzo di un’auto a benzina all’auto elettrica. Facendolo investiremmo in una nuova tecnologia senza sfruttarne a pieno tutti i vantaggi. Non crede?

    • La gran maggioranza delle abitazioni attuali non hanno possibilità di ricarica, e non è detto che in un futuro la cosa cambi, in quanto questo adattamento spesso richiede investimenti personali e passaggi autorizzativi non sempre possibili o scontati.
      Oltretutto più della metà dei possessori di auto al momento neanche ha un box o un parcheggio privato e la tiene in strada.
      Se aspettiamo che questo cambi la diffusione delle auto elettriche sarà lentissima perchè preclusa alla gran parte delle casistiche d’uso.
      Secondo me non andrà così perchè la progressiva diffusione delle colonnine in città renderà appetibile a molti l’acquisto un’auto elettrica a prescindere dalla possibilità di ricarica privata, se vicino casa, lavoro o i luoghi comunemente frequentati sono disponibili colonnine.
      Già adesso in questi casi è praticabile la scelta di un ev, e in futuro se le infrastrutture di ricarica andranno di pari passo con la vendita delle auto elettriche, la cosa può solo che migliorare.
      Certo se poi uno non ha possibilità di carica privata e non ha colonnine nelle vicinanze dei luoghi solitamente frequentati, al momento l’utilizzo di un ev è ovviamente sconsigliato.

  5. Andrea, è proprio questo il punto su cui abbiamo visioni diverse. 🙂 a mio avviso, la colonnina pubblica non è lì per chi vive nei dintorni e non ha altri punti dove ricaricare. La colonnina è lì per chi si trova lontano da casa propria. Tradotto: è inopportuno utilizzare le colonnine pubbliche della propria città. Oltretutto, come puoi garantire, lasciando l’auto in carica mentre sei al lavoro, di essere di nuovo alla colonnina per staccarla quando la carica è finita? Oltretutto, correttamente, molti stalli di ricarica hanno un tempo massimo in cui è possibile lasciare l’auto. Il concetto alla base di questo è: le colonnine sono poche, dobbiamo razionalizzarne l’uso. E’ davvero così complicato da capire? 🙂

    • E’ impensabile pensare che tutti quelli che abbiano un’auto elettrica possano caricare in casa propria tranne quando stanno in un’altra città.
      La carica a casa può averla a disposizione solo un numero limitato di persone che ha un box con una linea elettrica adeguata, cosa che nei condomini è una rarità: gran parte dovrà fare sempre più affidamento sulle infrastrutture pubbliche.
      Al momento nella mia città non ci sono limiti massimi per occupare lo stallo, se non quando l’auto è carica, con le potenze attuali in 4-5 ore un’auto fa una carica completa quindi se uno la collega la mattina per l’ora di pranzo può già portarla via.

    • Di base comunque le colonnine in città sono messe lì per chi vive o lavora nei dintorni, addirittura sul sito del comune di Roma c’è la possibilità di esprimere preferenze su dove mettere le prossime in base a queste motivazioni.
      Dal piano della mobilità elettrica che è stato redatto dal comune è stimato che ogni colonnina possa servire 2-3 auto al giorno (5-6 per le fast) che effettivamente combacia con un tempo di ricarica e una sosta di circa 4 ore.

  6. Perché il fatto di guidare un’auto elettrica non ti autorizza a monopolizzare un servizio, per l’appunto, pubblico.
    Ciò che intendo è che non posso utilizzare la mia auto elettrica contando su una colonnina pubblica presso la quale ricaricare mentre sono al lavoro. 1. Perché con l’elettrico non funziona così. Le colonnine non sono distributori di benzina. 2. Perché è pubblica e non posso occuparla costantemente io. 3. Perché potrei anche un giorno trovarla occupata e in quel caso avrei un problema se ho basato la mia organizzazione quotidiana sull’uso di quella colonnina.

    • La colonnina serve per la ricarica delle auto elettriche, usate principalmente da chi non ha altri punti per ricaricare, se non viene usata per questo per cos’altro dovrebbero servire?
      Le colonnine vengono messe in città ad uso dei proprietari delle auto elettriche che possono fare altro mentre l’auto è in carica, l’importante è che questa venga rimossa a carica ultimata (e adesso c’è anche una fee a ricarica ultimata imposta per favorire questo).
      Ovviamente una carica può anche bastare per più di una settimana, non è che uno deve stare tutti i giorni attaccato allo stesso punto, ma se uno ne ha bisogno non vedo problemi nell’attaccare l’auto vicino al luogo di lavoro.

  7. Andrea, credo che la parola chiave della tua affermazione si “frequentano”. Esatto. Luoghi che si frequentano, non luoghi dove mi reco apposta per caricare. Tuttavia, significherebbe che devono essere luoghi dove mi trovo periodicamente e per un certo periodo di tempo (tipicamente il luogo di lavoro), ma soprattutto non possono essere colonnine pubbliche, perché non posso basarmi per la ricarica quotidiana su punti che potrebbero essere occupati. E, a mio avviso, non posso utilizzare come fossero privati dei punti di ricarica pubblici.

    • I punti di ricarica pubblici (soprattutto in ac) sono lì apposta, perché non bisognerebbe usarli se sono vicini al luogo di lavoro?

  8. Prezzi auto elettriche fuori range !! poi tutte stè seghe mentali per raggiungere la destinazione !! Mi viene l’ ansia solo a pensarci.
    Ho due auto a GPL e una Diesel . Auto a GPL per sempre… se finisci il gpl e non trovi il distributore aperto hai la doppia alimentazione quindi prosegui all’ infinito a benzina.

  9. Qualcuno conosce la risposta a questa domanda: “Se la società Auto Brennero ha installato queste stazioni di ricarica per gli utenti dell’autostrada, perché non le ha installate nelle stazioni di servizio all’interno dell’autostrada”?

    Concordo che quando le colonnine sono installate in zone ad accesso libero, dovrebbero essere a pagamento. Il servizio gratuito potrebbe avere senso per le colonnine installate all’interno di parcheggi a pagamento, e le zone ad accesso controllato come i parcheggi privati e le autostrade.

    Giusto per citare un esempio di servizi gratuiti che non funzionano secondo i principi ispiratori, se non ricordo male, Fidel Castro aveva deciso che a Cuba l’acqua potabile doveva essere gratuita, e poi si è ricreduto facendo pagare l’acqua per evitare sprechi ed utilizzi impropri.

    Personalmente, non sono favorevole alla tariffa a tempo perché penalizza le auto che non sono progettate per sfruttare la potenza massima erogata dalla colonnine. Sono favorevole alle tariffe che tengono conto dell’energia effettivamente consumata e del tempo impiegato, magari con il prezzo unitario a tempo che aumenta progressivamente quando la carica è terminata. Un po’ come per i parcheggi destinati alle soste brevi presso gli aeroporti, dove il prezzo orario cresce progressivamente.

    In realtà basterebbe senso civico e buona educazione. Ma, purtroppo, sono qualità non molto diffuse.

  10. Nik, perché per forza? 🙂
    L’ottimizzazione di utilizzo di un’auto elettrica si ha ricaricandola quando comunque non la utilizzeremmo (prevalentemente a casa di notte e/o di giorno sul posto di lavoro). Se non abbiamo disponibilità di un garage con wallbox né a casa né al lavoro, dovremmo provvedere se possibile. Se non è possibile, allora l’auto elettrica al momento non è la scelta più adatta. Perché forzarci a utilizzare, male, un’auto elettrica? Dedicare anche solo 10 minuti di tempo (e ne servono molti di più) per recarci a caricare la batteria dell’auto presso una stazione fast è a mio avviso insensato.

  11. Quello che non capisco è perché mai dovrebbe essere gratis. Anche fare benzina non è gratis, ogni litro che metti dentro porta con sé il guadagno dell’esercente.
    Sta cosa che l’elettrico costa meno perché in fondo non senti l’odore di ciò che metti in macchina è veramente fuorviante.

  12. Secondo me dovrebbero far pagare le colonnine in base al tempo di utilizzo piuttosto che in base ai Kwh consumati. In questo modo l’incentivo sarebbe quello di caricare il minimo indispensabile e il piu’ velocemente possibile, lasciando spazio agli altri. Inoltre il concerto di una colonnina per posto auto è un retaggio del passato, basterebbe una unica colonnina con piu’ prese che intelligentemente da priorita’ a chi deve arrivare al 70% di carica e lascia in secondo piano chi è al 99,99%

  13. Eventualmente appena fuori dall’uscita Rovereto Nord c’è una colonnina EnelX ( combo2, chademo, mennekes, a pagamento e prenotabile.
    Finite le colonnine rapide nella zona di Rovereto … 2 in totale.
    Quelle da 22 in alternata? Sempre Rovereto Nord nel centro di Villa Lagarina oppure una sola in corso Bettini a Rovereto. Finite anche queste.
    Per forza che si usa quella fuori dall’autostrada ma ormai non ci vado quasi mai, spesso occupate e rischi di aspettare una vita per caricare.

  14. Sono d’accordo con Paolo Mariano, su tutto,e soprattutto per quei fortunati che possiedono una tesla…. Per favore non occupate le colonnine pubbliche, non è possibile tenerle occupate per moltissime ore perché caricano piano, voi siete fortunati che avete i super charger, caricate lì i vostri mezzi,TUTTI gli altri NON POSSONO caricare lì, per cui non fate che TUTTI gli altri utenti E.V. Vi odino… Per favore un briciolo di testa, quelle lì sono di tutti, però visto la vostra capacità, utilizzatele il meno ore possibile, grazie.

    • Non trovo normale che uno solo perché si compra una macchina che da accesso ai suoi chargers, che non è detto che nel suo caso siano comodi, non debba comportarsi come ogni altro utente.

      Se ha punto ricarica Tesla a 5 km dal punto dove deve recarsi e colonnina a 1 km perché dovrebbe andare 5 km distante?

  15. Andrea, certo, non è obbligatorio avere una wallbox a casa, ma, per quella che è la congiuntura odierna (autonomia media delle auto; numero, potenze e costi di ricarica presso lo colonnine Fast; loro capillarità di diffusione sul territorio; rapporto tra utenti e colonnine), è altamente consigliabile disporne. Ci pensi, ha senso recarsi, diciamo settimanalmente (la frequenza dipende ovviamente dell’autonomia dell’auto e da quanto la su utilizza, ma stimiamo un’utilitaria da 250 km di autonomia e una percorrenza di circa 40 km al giorno) presso una colonnina pensata per supportare chi si sposta sull’autostrada, attendere lì magari un’oretta il proprio turno, e poi un’altra mezz’ora almeno la ricarica? Togliendo la possibilità di caricare a coloro che sono i destinatari veri di quel servizio?

    • Fino a quando non aumenteranno le infrastrutture di ricarica la situazione è questa, e con il diffondersi delle auto elettriche sarà anche peggio.
      Le code infinite ai supercharger in california dovrebbero farci capire che puoi anche avere un’auto da decine di migliaia di $, se puoi caricare gratis vai comunque lì facendo a volte ore di fila.
      C’è gente che sceglie l’auto elettrica con la mentalità di rientrare dall’investimento della spesa superiore rispetto ad una termica grazie al vantaggio di poter ricaricare gratis.

  16. Ciao. Mi fa piacere che li vi preoccupate di chi occupa le colonnine. Qui al sud mi piacerebbe avere questo problema dato che io colonnine non ne ho mai viste

  17. Gratis e senza la condivisione dello stato dei connettori, sperare di usarle per un viaggio e trovarle libere e operative è molto difficile. Meglio a pagamento e connesse almeno sai che chi cerca le ricariche gratuite non abusa e sai in partenza lo stato del connettore di ricarica di cui necessiti libero/occupato/guasto

  18. Non capisco però perchè prendersela con chi va a caricare alle colonnine perchè non ha una linea in garage, per avere un’auto elettrica non è obbligatorio avere un punto di ricarica privato (o investire parecchi soldi per costruirsene uno), magari i residenti nei dintorni hanno optato per quell’auto proprio facendo affidamento sulla disponibilità di quelle colonnine.

    • Vero, il problema è stato l’installazione sbagliata.
      Se hanno installato per chi viaggia, non avrebbero dovuto farlo fuori dall’autostrada.
      Il problema è che autostrada ha due sensi di marcia e avrebbero dovuto dimezzare il numero delle colonnine per senso di marcia in pratica

      • Oppure avrebbero dovuto mettere il doppio delle postazioni su ogni senso di marcia.
        I supercharger e ionity ci stanno facendo vedere che per chi viaggia è indispensabile avere almeno 4-6 postazioni di ricarica per essere certi di trovare posto.

  19. Sicuramente far pagare il servizio lo valorizzerebbe, e risolverebbe alcuni di questi problemi.
    Immagino però che A22 ritenga di voler offrire un servizio a chi già paga per accedere all’autostrada stessa e per questo, in un periodo in cui gli automobilisti elettrici si muovono ancora comunque con qualche difficoltà, voglia supportarli in questo modo. Sarebbe interessante avere anche il loro punto di vista.

  20. Chi abusa della ricarica fast dc senza motivo di necessità sta diminuendo il valore del veicolo, perché negli anni la batteria potrà essere ricaricata molto più lentamente. Una fast gratis è buona cosa, ma costa in termini di durata della piena funzionalità del veicolo negli anni.

  21. Mi chiedo se i problemi che descrive sarebbero ancora presenti se l’uso delle colonnine avesse un costo, anche minimo. Anche la gratuità ha i suoi svantaggi.

    • Condivido in pieno: anche se può sembrare un discorso impopolare, trovo che sia sbagliato e diseducativo fornire l’energia gratis.Deve avere un corrispettivo, competitivo fin che si vuole, ma il kWh va pagato. E l’esempio in questo caso è Tesla, che nei Supercharger offre un servizio praticamente al prezzo di costo. Piccolo aneddoto personale: anni fa con una delle prime Zoe, se non ricordo male con 22 kWh di batteria, avevo necessità di ricaricare prima di arrivare a Milano. Ero in zona Casalpusterlengo e sapevo che c’era un Lidl con due colonnine. Gratis, peraltro. Entrambe occupate da due tizi con l’ufficio vicino, che le lasciavano parcheggiate tutte il giorno in carica. Una era un Model S, che a 7 kW ci metteva tutta una vita…

      • La ricarica lungo le autostrade e le strade di grande percorrenza deve costare ALMENO come quella domestica. E’ l’unico modo per evitare abusi

  22. Che poi basta veramente pochissimo: un biglietto sul parabrezza con il proprio numero di telefono in caso di necessità. Io ho anche etichettato il cavo tipo 2 – tipo 1 (carico alla strabiliante velocità di 3,1 kW!) per far sì che qualcuno che ha veramente bisogno mi chiami per staccare…

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