Hyundai prepara una vera offensiva di prodotto da qui al 2030, con oltre 100 modelli nuovi o aggiornati e una strategia che combina auto elettriche, ibride ed EREV. Il Gruppo punta a portare la quota di vetture elettrificate al 60% delle vendite, mentre in Europa vuole arrivare a coprire l’85% del mercato.

Oltre 100 modelli per cambiare passo
Hyundai Motor Company ha presentato la propria strategia fino al 2030 annunciando più di 100 nuovi modelli o aggiornamenti a livello globale. L’obiettivo complessivo rimane quello di raggiungere i 5,55 milioni di veicoli venduti ogni anno, con il 60% delle vendite rappresentato da modelli elettrificati (contro il 23% registrato nel 2025).
Il dato comprende anche le full hybrid e segna un parziale cambio di impostazione rispetto ai precedenti piani, che puntavano maggiormente sulla crescita delle sole elettriche a batteria. Hyundai non ha infatti fissato un nuovo obiettivo globale specifico per le BEV, pur mantenendo una forte spinta sull’elettrico in alcuni mercati.
La strategia riguarda i marchi associati Hyundai, Genesis, Ioniq ma non Kia, che definisce autonomamente la propria roadmap.
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Europa, terreno privilegiato per le elettriche
Secondo i piani, è soprattutto in Europa che Hyundai intende accelerare sulle auto a batteria. Entro il 2030 l’azienda vuole coprire l’85% del mercato con una gamma completamente elettrificata, introducendo cinque nuovi SUV e veicoli commerciali leggeri elettrici.
La nuova Ioniq 3 rappresenterà uno dei principali tasselli della strategia europea.
In generale, la Casa sudcoreana punta a portare le vendite di auto elettriche nel continente oltre quota 420.000 unità nel 2030, rispetto alle 116.000 del 2025.

Negli Usa arriva il primo EREV
La prima novità interessante arriverà però dal Nord America. Ad inizio 2027 debutterà infatti la Santa Fe EREV, il primo modello Hyundai con tecnologia extended-range.
Come noto, il principio è quello di una vettura con trasmissione elettrica, nella quale però un motore termico di piccola cilindrata viene utilizzato come generatore per ricaricare la batteria quando il livello di energia scende. Hyundai dichiara per questa vettura un’autonomia complessiva di circa 965 km.
Il modello sarà prodotto nello stabilimento Hyundai in Alabama e inizialmente destinato al mercato statunitense. Una soluzione analoga è prevista anche per altri mercati, compresa la Cina.

Batterie “home made” più efficienti
La nuova offensiva passa anche dalla produzione stessa di batterie. Hyundai ha sviluppato internamente celle ad alte prestazioni che debutteranno proprio sulla Santa Fe EREV. Secondo l’azienda, offrono più del doppio della potenza rispetto alle precedenti celle ad alto contenuto di nichel e consentono di ridurre del 40% i tempi di ricarica.
Per le future elettriche a batteria, invece, Hyundai introdurrà celle NCM a medio contenuto di nichel, con l’obiettivo di ridurre di circa il 30% il costo delle batterie.

A queste tecnologie si aggiunge un sistema di gestione basato sul cloud, che secondo Hyundai dovrebbe contribuire ad aumentare mediamente del 20% la vita utile degli accumulatori entro il 2028. Sul fronte della sicurezza debutterà inoltre il sistema Thermal Runaway Protection, previsto inizialmente sulla Genesis GV90.
La spinta del marchio premium Genesis
Proprio Genesis sarà molto coinvolta nella grande espansione del Gruppo. Il marchio premium vuole raggiungere 350.000 vendite annuali entro il 2030 ed essere presente in oltre 40 mercati.
La gamma elettrica comprende già GV60, Electrified GV70 ed Electrified G80, mentre la nuova GV90 rappresenta il vertice dell’offerta a batteria. È inoltre previsto un SUV EREV per l’inizio del 2027, con un’autonomia dichiarata di circa 1.000 km.
Genesis affiancherà all’elettrico anche nuove motorizzazioni ibride, a partire dalla GV80 Hybrid.
Più produzione per sostenere la crescita
Una strategia di queste dimensioni richiede anche capacità industriale. Hyundai prevede di aumentare la propria capacità produttiva globale di 1,27 milioni di veicoli entro il 2030.
L’incremento comprenderà 500.000 unità di capacità aggiuntiva in Nord America, 320.000 in India, 250.000 attraverso gli stabilimenti CKD e 200.000 in Corea. In quest’ultimo Paese avrà un ruolo centrale il nuovo impianto per veicoli elettrici di Ulsan, progettato come software-defined factory e dotato di sistemi avanzati di automazione e controllo qualità basati sull’intelligenza artificiale.
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Ancora con le varie declinazioni d’ibridizzazione al 2030???? Ma dai su ma come si fa…. già ieri stavamo al limite ma oggi e fra qualche anno che senso avrà con i miglioramenti di batterie efficienza infrastruttura etc….. A cosa servono le erev o le plug-in da 100km o più? Ah si quello lo capirebbe anche un bambino ma siamo in italia………..