Auto elettriche post Brexit, rischio dazi sulla Manica dal 2027

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Le principali case automobilistiche europee e britanniche tornano a chiedere un rinvio delle regole commerciali previste dall’accordo sulle auto elettriche post Brexit. Dal 1° gennaio 2027, infatti, potrebbero scattare dazi del 10% su molte auto elettriche scambiate tra Regno Unito e Unione Europea. Il motivo, sostiene un articolo del quotidiano The Guardian, è semplice: la filiera delle batterie prodotte in Europa non è cresciuta come previsto e il rischio è quello di penalizzare proprio la diffusione delle BEV, aumentando i prezzi per consumatori e aziende.

La filiera europea delle batterie è ancora in ritardo

Le cosiddette “rules of origin” stabiliscono che, per beneficiare del commercio senza dazi tra Regno Unito e Unione Europea, almeno il 55% del valore dell’auto e una quota molto elevata dei componenti della batteria debbano essere prodotti all’interno di uno dei due Paesi.

Nissan apre a Chery le porte della storica fabbrica di Sunderland

Questi requisiti erano stati già rinviati una volta. Ma ora l’industria sostiene che anche la nuova scadenza del 2027 sia irrealistica. Secondo l’ACEA, le previsioni formulate quando venne deciso il primo rinvio stimavano una produzione europea di batterie intorno al 60%. Oggi la stima è scesa a meno del 20%, un livello insufficiente per rispettare le regole previste dall’accordo commerciale.

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Il principe William e la moglie Kate in visita allo stabilimento Nissan di Sunderland dove è prodotta la Leaf

Rischiamo un aumento dei prezzi delle auto elettriche

Se non arriverà una nuova proroga, molte vetture prodotte in Europa o nel Regno Unito potrebbero subire un dazio del 10% quando attraversano la Manica. Si tratterebbe di un costo aggiuntivo destinato a riflettersi sui listini oppure sui margini dei costruttori.

Le associazioni dell’industria automobilistica europea e britannica parlano di una misura che rischia di essere controproducente. Invece di rafforzare la produzione locale, potrebbe rallentare le vendite di auto elettriche proprio mentre Bruxelles punta ad accelerarne la diffusione.

Le batterie made in Europe ancora più care del 30%

Uno dei problemi principali è che la produzione di batterie in Europa continua a essere più costosa rispetto alla Cina, che mantiene una posizione dominante sia nella raffinazione delle materie prime sia nella produzione delle celle.

Il futuro delle batterie lo scrive l’Asia. All’Europa resta il riciclo (forse)

Secondo i rappresentanti del settore, i costi di produzione europei sono ancora circa il 30% superiori rispetto a quelli cinesi. Questo rende difficile raggiungere rapidamente l’autonomia industriale immaginata quando furono definite le regole della Brexit.

Numerosi costruttori assemblano veicoli e componenti su entrambe le sponde della Manica e un irrigidimento delle regole potrebbe aumentare la complessità delle catene di fornitura, con effetti indiretti sul prezzo finale dei veicoli..

La Commissione europea ha confermato i  contatti con gli operatori e il tema potrebbe entrare nel quadro delle prossime trattative tra Bruxelles e Londra. La partita va oltre il semplice commercio: riguarda la capacità dell’Europa di costruire una filiera industriale dell’auto elettrica solida e competitiva, senza introdurre costi aggiuntivi che potrebbero rallentare la transizione verso la mobilità a zero emissioni.

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