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Auto elettriche nella jungla delle Ztl. E fioccano le multe

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Libero accesso sì, libero accesso no; con o senza condizioni; con o senza registrazione della targa; con parcheggio gratuito o a pagamento. Questo è il caos delle Ztl “a geometria variabile”, comune per comune. A farne le spese, con multe salate, sono sempre più spesso gli automobilisti elettrici. E noi lanciamo un appello: mettete ordine. Regole chiare, uguali per tutti. Voi cosa ne pensate? 

«Non sono un uomo da Ztl» dichiara oggi al Corriere di Bologna Stefano Bonaccini, presidente uscente, ricandidato, della Regione Emilia-Romagna.  Ma poiché di Ztl è piena anche la sua regione, non può nemmeno disinteressarsi della jungla normativa che si è venuta creare fra i centri emiliano romagnoli. Anzi, in tutta Italia. Una jungla  che vanifica la sbandierata libera circolazione delle auto elettriche nei centri storici. E che può mandare il tilt qualsiasi automobilista elettrico.

Il professor Armaroli in trappola a Ferrara

Come è successo al professor Nicola Armaroli (LEGGI), che si è visto recapitare una multa per essere indebitamente entrato, con la sua Nissan Leaf, nella Ztl di Ferrara.

Nissan Leaf di Nicola Armaroli
La Nissan di Nicola Armaroli

Ha scoperto così che a Ferrara l’accesso alla Ztl non è automaticamente consentito a tutte le auto elettriche, ma solo a chi la utilizza per motivi di servizio. Previa registrazione in Comune. La Leaf di Armaroli è registrata a Bologna, dove invece l’Amministrazione comunale ha deliberato che tutte le EV abbiano libero accesso alla Ztl,  e nemmeno paghino il parcheggio. Però la targa va segnalata a Tper, la società regionale che gestisce il trasporto pubblico regionale (Ferrara compresa).

Il prof. Nicola Armaroli

Anche a Bologna  l’auto elettrica non registrata (un turista? Un residente in altra provincia? Il dipendente con auto di una flotta aziendale?) si becca una multa in automatico  varcando gli accessi videosorvegliati della Ztl. Il proprietario può però farsela cancellare,  recandosi di persona negli uffici della Polizia Municipale. Lì deve dimostrare, documenti alla mano, che a quella targa corrisponde un EV. E’ un dato che si evince dal libretto di circolazione, ma è custodito anche nel database della Motorizzazione Civile. Lo stesso database che la Polizia Municipale deve comunque  interpellare per risalire all’indirizzo del proprietario a cui spedire la contravvenzione.
Non basterebbe abbinare le due informazioni?

Ztl a Bologna, le multe vanno e vengono

A noi è capitato testando una Tesla Model X immatricolata a Milano: un mese dopo sono arrivate tre multe direttamente al quartier generale di Tesla a Parigi. Per farle cancellare è bastato (si fa per dire) buttar via una mezza mattinata nella sede dei Vigili urbani.

Ma ci è successo anche di peggio con una e-Up elettrica del parco stampa Volkswagen. E’ stata  sanzionata mentre l’avevamo regolarmente parcheggiata a poche centinaia di metri dalle Due Torri. In questo caso il rilevatore si era accorto di aver a che fare con un veicolo elettrico, ma “a norma di regolamento” l’ha ugualmente multata perché entrata senza essere registrata nel sistema informatico di Tper. Infatti il solerte addetto ha aggiunto un bigliettino scritto a mano suggerendoci la procedura per la cancellazione. Bilancio finale: mezza mattinata perduta da noi, dieci minuti di lavoro in più per il rilevatore, una ventina per il suo collega seduto in centrale. Non era più logico passar oltre?

Città  che vai, Ztl che trovi

La verità è che la jungla delle norme avviluppa un po’ tutti.  Le Amministrazioni che deliberano ciascuna per proprio conto creando un puzzle di regolamenti sugli accessi, le motorizzazioni, i parcheggi, i controlli automatici  non, le registrazioni. Gli automobilisti che, viaggiando da una città all’altra (altrimenti a che servirebbe un’automobile?), dovrebbero dotarsi un un “Portolano” con le regole di 92 capoluoghi italiani (ne’ possono preregistrarsi in ciascuno di essi). I rilevatori che devono scegliere se applicare le regole o il buon senso.

Il Comandante Altamura: mettete ordine

Il Comandante Luigi Altamura, vicepresidente di ASAPS

Luigi Altamura, comandante della Polizia Municipale di Verona nonché vicepresidente dell’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) conviene: «Così non si può andare avanti. Le norme vanno armonizzate a livello nazionale. Si decida una buona volta come incentivare le auto elettriche perché il problema dell’inquinamento in città è drammatico. Ma è drammatica anche la congestione nei centri storici». Ergo, con la diffusione delle auto elettriche, si rischia che le Ztl diventino una farsa. «Già oggi _ aggiunge _ i veicoli con diritto di accesso in centro sono troppi. E le auto elettriche crescono esponenzialmente. Tanto che i residenti non trovano più parcheggi. La situazione rischia di diventare esplosiva: va regolamentata».

Città congestionate: non possono entrare tutti

Come? Per Altamura non c’è un dubbio: «Il primo passo è la modifica del Codice della Strada: le prerogative delle auto elettriche devono essere specificate. Il secondo è un intervento di coordinamento del Ministero dei Trasporti. Come dicevo le emergenze sono due: l’inquinamento e il congestionamento delle città. Vanno affrontati insieme, a livello nazionale».

La banca dati della Motorizzazione? A pagamento

Anche la tecnologia, aggiungeremmo, può dare una mano. Oggi tutte le Polizie municipali hanno accesso alla banca dati della Motorizzazione Civile. Ma a pagamento. Un collegamento on line, gratuito e facilitato, eviterebbe un inutile via vai di registrazioni, permessi, multe spedite e poi cancellate. E permetterebbe di risolvere un altro problema sollevato dal comandante Altamura: il controllo dei permessi di accesso per disabili. «Per noi è un lavoro immane. L’anno scorso abbiamo scoperto 750 permessi abusivi fra falsi disabili e false attribuzioni di targhe. Ma dobbiamo controllare 100 mila accessi alla Ztl, con le nostre sole forze».

A Verona il permesso è on line

Verona consente la circolazione delle auto elettriche all’interno della Ztl, a condizione che si registrino. Ma la registrazione può essere fatta on line anche da non residenti, per accessi occasionali con veicoli elettrici.

16 COMMENTI

  1. Il fatto che non vi siano regole uguali per tutti in questa italietta, non solo a livello nazionale, ma anche regionale se non comunale, è storia nota.

    Che siano auto elettriche, ibride oppure la raccolta differenziata (vedi i colori dei contenitori) l’importante è fare confusione ed essere poi incapaci di gestirla perlomeno con il buonsenso, come mostra l’esempio della multa bolognese.

    Bisognerebbe far pagare i danni al cittadino direttamente all’assessore di riferimento, così forse si darebbero una mossa.

    Vedi quanto raccontato su Il Giorno ben riassunto da questo commento: “”L’amministrazione ha preferito resistere in giudizio anziché annullare la multa in autotutela e ha preso una condanna che alla fine ricade sulla collettività”, spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, associazione che ha assistito l’automobilista.”

    (vedi: https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/multa-indirizzo-sbagliato-1.4972137)

      • Federalismo ino ad un certo punto, perchè perlomeno sarebbe opportuno avere una normativa identica nella regione. Per quanto riguarda l’esempio della raccolta differenziata esistono norme precise CE ed UNI non applicate perchè il Ministero dell’Ambiente non fa il suo lavoro, ricordando appunto a comuni, provincie e regioni che non possono fare di testa loro. Al solito, è lo Stato ad essere assente.

      • No caro Degli Esposti. È la tipica imbecillità itagliana. 100 teste 120 pareri.
        Provi a dare un occhio a come si procede in Olanda sull’argomento: all’atto dell’immatricolazione, la definizione di auto elettrica, da diritto in tutto il paese ad una serie di agevolazioni. Né barba di sindaco o altri può permettersi di contrastare. E non da oggi: da anni.

  2. Sarebbe utilissimo se passasse la proposta di dotare le vetture elettriche al 100×100 di targa su fondo verde anziché bianco.
    In tal modo i vigili potrebbero verificare facilmente a colpo d’occhio chi ha diritto di entrare e parcheggiare.
    Inoltre si potrebbe creare una tendenza, se venisse di moda tutti vorrebbero avere la targa verde !

    • Qui in Norvegia (dove le targhe verdi le hanno le hanno I mezzi aziendali) hanno utilizzato un sistema banale quanto efficace: le targhe delle auto elettriche hanno tutte la E come prima lettera: difficile sbagliare pure per i daltonici.

      • Mi sa che ne vedete parecchie di E sulle targhe, Sandro, almeno a quel che si legge in Norvegia di elettriche se ne vendono parecchie, no?

  3. Le concessioni devono essere esclusivamente per le elettriche e non anche le ibride che sono in numero ben superiore, inoltre incentivando quest´ultime si avvantaggia una mobilitá meno sostenibile; molti ormai, perfino tra i giornalisti, parlando di elettriche includono anche certe ibride, niente di piú sbagliato!
    Inoltre spesso i sindaci concedono esenzioni non sufficientemente motivate a varie categorie di automibilisti (stesso discorso é applicabile ai riscaldamenti) per diminuire l´opposizione popolare, cosí facendo peró cambia poco ed i risultati latitano, arrivano quindi certi benpensanti a sostenere che le elettriche non sono la risposta al problema principale dell´inquinamento nei centri cittadini

  4. Dal sito della regione sembra che il permesso “Mi muovo elettrico” sia a livello Regionale (vedi https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/mobility-elettrica).
    Riporto: “In collaborazione con i Comuni è stato possibile sottoscrivere un accordo per armonizzare le regole di accesso e sosta alla Ztl per i veicoli elettrici: da ottobre 2012 le auto elettriche possono accedere liberamente alle zone a traffico limitato h24 e parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu. L’accordo è aperto a tutti i Comuni che vorranno aderire nel corso degli anni.”
    Poi è specificato: “Ad oggi per usufruire di queste agevolazioni è necessario richiedere il pass relativo al Comune in cui si intende recarsi; non esiste al momento un pass unico regionale valido per tutte le Ztl.”
    Cioè tutto previsto ma non funziona!!!

    • No no Edoardo, continui pure a scrivere giungla: è la grafia corretta. Io scrivo jungla per un antico innocuo vezzo ereditato dal mio primo direttore Indro Montanelli.

  5. Le soluzioni quando sono troppo a portata di mano si oppongono al business. I comuni meno virtuosi si appoggiano anche a queste entrate. La giungla delle regolamentazioni fa si che quel tanto decantato ” stato di diritto ” diventi un ostacolo alla modernizzazione tanto sentita da chi vorrebbe vedere un paese allineato ai paesi più progrediti.

  6. Buonasera, io penso che ogni comune possa in base alle proprie esigenze, avere discrezionalità nell’inserire delle norme per limitare le proprie ZTL. Girando per l’Italia non ho mai visto un centro abitato uguale all’altro. È un mio parere chiaramente.

  7. Art 9-bis del codice della strada: Nel delimitare le zone di cui al comma 9 i comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida.
    Come fanno i comuni a obbligare la registrazione dell’auto o impedirne l’accesso?

  8. Secondo il mio parere, l’accesso nelle città dovrebbe essere bandito a tutti salvo servizi pubblici riorganizzati ed implementati, aziende di servizi con veicoli a basso impatto, residenti con veicoli a basso impatto. Obbligare l’acquisto di un auto elettrica non mi sembra giusto ma, è giusto regolamentare la quantità del traffico. Ha ragione Altamura. Lasciar entrare solo auto elettriche indiscriminatamente, penalizza chi abita in centro.
    Le auto a combustione devono scemare naturalmente, non a causa di ricatti. Oggi si paga tutto e sempre di più. La battaglia va fatta intelligentemente. Una sola fabbrica o una nave o una flotta di autobus a gasolio,, inquinano molto di più di tutte le auto dentro una cittadina di cinquantamila abitanti e obbligare solo Loro a cambiare abitudini e mezzo non mi pare giusto.
    I dati parlano chiaro, i vortici convettivi delle aree riscaldate, i venti di quota, condizioni meteo, fanno si che l’inquinamento arrivi o parta dalla città a prescindere. Crea più danni il congestionamento del traffico, sia ambientali che di visibilità.

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