L’auto elettrica in Europa accelera, ma è in ritardo sui target previsti nel 2021. E l’Italia procede a un ritmo ancora più lento. Eppure due delle principali barriere storiche all’acquisto iniziano a ridursi: nei segmenti delle utilitarie i prezzi di elettrico e termico sono ormai allineati e l’autonomia media dei nuovi modelli BEV è cresciuta dell’11%. Restano due ostacoli: le difficoltà e i prezzi della ricarica pubblica.
Il divario con l’Europa si allarga
Il quadro emerge dalla settima edizione dello studio eReadiness 2026 di PwC Strategy&, realizzato attraverso circa 19.000 interviste in 31 Paesi. Secondo l’analisi, le immatricolazioni italiane di auto elettriche sono oggi inferiori del 45% rispetto alle previsioni formulate nel 2021.

Se la traiettoria attuale non cambiasse, l’Italia arriverebbe all’obiettivo di riduzione delle emissioni previsto per il 2030 con circa sei anni di ritardo. Ancora più significativo il dato sulle zero emissioni: il traguardo previsto dal quadro europeo per il 2035, seguendo l’attuale ritmo di elettrificazione, verrebbe raggiunto nel nostro Paese soltanto nel 2042.
Non manca però una domanda potenziale. Il 59% degli intervistati italiani dichiara di essere disposto ad acquistare una BEV entro cinque anni, mentre il 39% lo farebbe entro due anni. Tra le motivazioni pesano soprattutto il minor costo di percorrenza, indicato dal 65%, e la possibilità di ricaricare a casa, scelta dal 46%.
Prezzi e autonomia cambiano il quadro
Uno degli elementi più interessanti dello studio riguarda le utilitarie, che rappresentano circa il 60% del mercato italiano. Per la prima volta viene rilevata una convergenza tra i prezzi medi delle BEV e quelli delle auto a combustione nei segmenti A e B.
Tra il 2023 e il 2026 il prezzo medio dei primi dieci modelli elettrici del segmento è diminuito del 28%, mentre quello dei corrispondenti modelli endotermici è aumentato di circa l’8%.
Anche l’autonomia si muove nella direzione attesa dal mercato: la percorrenza media WLTP delle nuove elettriche è cresciuta dell’11% rispetto ai modelli lanciati nel biennio 2024-2025.

«Il miglioramento sostanziale su prezzo e autonomia delle vetture elettriche è un segnale importante, perché agisce esattamente sulle due leve che per anni hanno frenato la domanda di massa nel segmento delle utilitarie, che resta il cuore del mercato italiano» sottolinea Francesco Papi, Partner PwC Strategy& e Automotive Leader.
Il problema, quindi, non è più soltanto il prezzo d’acquisto o la capacità della batteria. Per una parte crescente degli automobilisti la questione diventa quella dell’utilizzabilità quotidiana dell’auto elettrica, soprattutto quando non si dispone di una ricarica domestica.
Le colonnine restano il punto debole in Italia
È proprio sulla ricarica pubblica che l’Italia mostra una delle maggiori criticità. Tra i cinque principali mercati europei analizzati – Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna – il nostro Paese è ultimo sia per la presenza di infrastrutture ad alta potenza sia per il rapporto tra punti di ricarica e veicoli circolanti.

Le colonnine oltre i 150 kW rappresentano l’8% del totale, contro una media EU-5 del 12%. Il rapporto complessivo è invece di 2 punti di ricarica ogni 1.000 veicoli, contro 3,5 nella media dei cinque Paesi.
Il 65% dei proprietari di auto elettriche continua a ricaricare prevalentemente a casa o in ufficio. E la soddisfazione per la ricarica pubblica è peggiorata: l’NPS è sceso da 60 a 51 punti in un anno. Tra i problemi segnalati figurano la posizione delle stazioni, la disponibilità e soprattutto il loro effettivo funzionamento.
Anche il divario territoriale resta marcato: nel Sud ci sono 1,3 punti di ricarica ogni 1.000 veicoli, contro 2,6 al Nord.
Robotaxi, gli italiani sono più pronti del mercato
Lo studio apre infine un capitolo sulla mobilità autonoma. Il 75% degli italiani intervistati si dichiara disposto a utilizzare un servizio di guida autonoma. Il dato sale a un interesse concreto per i robotaxi: il 44% utilizzerebbe un servizio per brevi spostamenti urbani e oltre il 40% sarebbe disposto a pagare più di un taxi tradizionale.
Il risultato evidenzia una curiosa asimmetria: mentre l’adozione delle auto elettriche procede lentamente, l’interesse verso alcune tecnologie che potrebbero accompagnarne l’evoluzione è già elevato.
Per l’Italia, tuttavia, la sfida resta soprattutto quella di trasformare la disponibilità teorica all’acquisto in domanda reale. Prezzi e autonomia stanno riducendo due ostacoli storici, ma infrastrutture, affidabilità della ricarica e condizioni economiche dell’acquisto continuano a pesare sulle decisioni degli automobilisti.
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