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Auto elettriche in lock down da COVID-19. Che fare?

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Tutti noi siamo alle prese con il lock down da COVID-19. Con un’auto elettrica parcheggiata e non utilizzata regolarmente, però, il problema si complica, perchè bisogna impedire che si danneggi un oggetto molto costoso come la batteria al litio. Che, ricordiamolo, incide per circa un terzo dell’intero valore dell’auto. Cosa fare per mantenerla in salute?

Occhio anche alla batteria accessoria

Per cominciare un’avvertenza: i proprietari di auto elettriche non devono dimenticare che oltre al pacco batterie di trazione, ogni EV dispone anche della tradizionale  batteria da 12 volt accessoria, anch’essa bisognosa di cure. La batteria da 12 volt fa funzionare altri componenti elettrici, come tergicristalli, luci e infotainment, ma anche e soprattutto il sistema di gestione della batteria di trazione. Se vene a mancare quella per il prolungato inutilizzo, l’auto elettrica si pianta completamente. Ciò significa che anche la batteria accessoria deve essere mantenuta efficiente collegandola ogni tanto a uno specifico caricabatterie.

Mai lasciarla scarica durante il lock down

Torniamo alle batterie di trazione. Le celle agli ioni di litio che la compongono, nella stragrande maggioranza dei pacchi batteria primari si scaricano lentamente; perdono circa  il due percento al mese. Un pò di più se gli elementi di raffreddamento o di riscaldamento sono attivi. Quindi potrebbero perdere fino a 15 km di carica per giorno.

Tuttavia i pacchi batteria EV non gradiscono essere mantenuti né al 100% della carica, né in prossimità dello zero perché questo aumenterebbe lo stress sui materiali catodici. In particolare, una batteria lasciata a lungo scarica potrebbe danneggiarsi in modo irreparabile.

Quindi andrebbe mantenuta ad un livello di carica costante compreso fra il 50 e l’80% della capacità. Alcuni veicoli elettrici possono avere una modalità di downtime speciale per lunghi periodi di inattività. In sostanza l’auto in sosta forzata andrebbe comunque messa in carica una volta alla settimana per riportare la carica attorno all’80%. Una volta raggiunto quel livello, la sessione andrebbe comunque interrotta.

Rabbocchi per mantenerla fra il 50 e l’80%

Alcuni costruttori di auto elettriche, per esempio Tesla, consigliano di mantenere l’auto collegata in modo da alimentare costantemente il sistema di raffreddamento o riscaldamento delle batteria. In questo periodo e alle nostre latitudini non parrebbe necessario poiché le temperature esterne raramente toccano livelli tali da attivare il sistema di climatizzazione delle batterie. Ma può essere indispensabile per chi vive in alta montagna. o lo sarà più avanti se il lock down dovesse proseguire anche in estate.

Nissan invece consiglia ai proprietari di tenere scollegato la Leaf che dispone di una modalità sleep dedicata. Alcuni veicoli elettrici hanno funzionalità predittive che determinano quando e con quale frequenza vengono utilizzati. Questi dovrebbero essere scollegati se l’EV deve restare in sosta per un lungo periodo di tempo.

Controlli più frequenti  temperature estreme

Cosa si intende per lungo tempo? Un veicolo relativamente nuovo può reggere senza danni le quattro cinque settimane dell’attuale blocco che, ricordiamolo, è stato prorogato fino al 13 aprile. Per un veicolo più datato, con batterie molto sfruttate, il rischio di un danno è più elevato, Perciò l’atteggiamento del proprietario dovrà essere   proattivo, con controlli più frequenti sullo stato di carica e eventuali interventi per riportarlo nela range 50-80%.

Qualsiasi auto, elettrica o termica che sia, necessita poi  di ulteriori attenzioni. Tutte sono progettate per essere utilizzate di frequente e potrebbero soffrire l’immobilità. Gli pneumatici fermi nella stessa posizione, per esempio, potrebbero subire un appiattimento. Per un’auto elettrica, generalmente più pesante, questo è ancor più vero. Sarebbe quindi buona regola spostare l’auto di 30-40 centimetri ogni due o tre settimane.

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6 COMMENTI

  1. Mi sembra un po’ ridicolo avere un auto elettrica e dovermi preoccupare della carica della batteria di “avviamento”. Non esiste un modo per poter mettere in ricarica anche questa? Con il caricabatteria, intendo…

    • La batteria 12v è quella di una utilitaria e non puoi caricarla così come non puoi farlo con le auto a combustione. Però puoi smontarla come in un’auto normale e portarla a caricare. Non serve a niente, perché se la 12v è scarica allora o è partita oppure si è scaricata anche quella di trazione. Sarebbe interessante vedere se si scarica in un intero inverno da ferma, col 2% al mese hai voglia…

  2. la trovo anche io un “CAZZATA” (ho un elettrica da 5 anni), essere “condizionati” da una 12v con il rischio di non partire se si scarica (come una vecchia auto tradizionale!?!), nonostante la batteria “madre” e’ caricatissima!!!….mah!!

  3. Storia vera: dopo tre settimane di sostanziale inutilizzo abbiamo trovato la batteria del diesel ferma. Quindi morale della favola: è molto più delicata la batteria delle auto normali!

  4. Interessante. Non lo sapevo. La soluzione mi sembra a portata di mano: usare anche l’auto-elettrica per fare la spesa al super-mercato: se si scarica anche usandola una volta alla settimana, vuol dire che era già in coma

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