Nel 2025 il prezzo medio delle auto elettriche in Europa è diminuito di 1.800 euro. E’ la prima volta negli ultimi cinque anni. Il calo è del 4% a vettura, con un prezzo medio che si attesta a 42.700 euro. A spingere la discesa sono stati soprattutto i nuovi modelli più accessibili lanciati dalle case auto per rispettare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO₂. È quanto emerge da un’analisi di Transport & Environment (qui la versione integrale) . Secondo T&E il mercato si sta già muovendo verso una progressiva parità di prezzo tra elettrico e termico.
Il dato segna una svolta importante nel mercato europeo delle auto elettriche. Dopo anni di aumenti – tra il 2020 e il 2024 il prezzo medio era salito di circa 5.000 euro – nel 2025 la tendenza si è invertita. Un cambiamento che arriva proprio mentre le case automobilistiche devono centrare i target europei sulle emissioni e aumentare la quota di veicoli a zero emissioni nelle vendite.
Arrivano modelli più economici: traina il segmento B
Il calo dei prezzi è stato trainato soprattutto dal segmento B, cioè quello delle utilitarie compatte, dove il prezzo medio è sceso del 13% nel 2025. Qui si stanno concentrando molte delle novità più attese del mercato europeo.

Tra i modelli che hanno contribuito a cambiare lo scenario figurano Citroën ë-C3 e Renault 5 elettrica, due vetture pensate per il mercato di massa. Il loro arrivo non è casuale: i carmaker avevano bisogno di modelli più accessibili per raggiungere gli obiettivi di CO₂ fissati dall’Unione europea per il 2025.
Per un mercato come quello italiano – dove il prezzo d’acquisto resta uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’elettrico – l’arrivo di queste auto potrebbe essere decisivo. Il segmento delle utilitarie è quello più rilevante nelle immatricolazioni. E infatti ha dominato gli acquisti nell’ultimo round di incentivi, lo scorso ottobre.
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Gli obiettivi europei spingono il mercato
Secondo l’analisi di T&E, la regolamentazione europea sulle emissioni sta giocando un ruolo centrale nel rendere le auto elettriche più accessibili. Negli anni scorsi, quando gli obiettivi erano meno stringenti, molte case automobilistiche avevano puntato soprattutto su modelli elettrici grandi e più redditizi, contribuendo a far salire il prezzo medio delle BEV nonostante il calo dei costi delle batterie.
Oggi la situazione è diversa. Le normative stanno spingendo i costruttori a offrire modelli più competitivi, accelerando la diffusione delle auto a zero emissioni. Secondo Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, la relazione tra regolamentazione e prezzi è evidente: «Gli obiettivi climatici europei stanno rendendo le auto elettriche più convenienti per gli automobilisti. Se l’obiettivo 2030 resterà intatto, presto comprare un veicolo elettrico costerà meno che acquistare un’auto endotermica».
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Carmaker già in anticipo sui target 2025-2027
Un altro dato interessante riguarda il rispetto degli obiettivi di emissione. L’analisi indica che le case automobilistiche che rappresentano circa metà del mercato europeo hanno già raggiunto i target di CO₂ previsti per il periodo 2025-2027, con due anni di anticipo.

Tra i grandi gruppi, solo Renault e Volkswagen risultano ancora leggermente indietro rispetto alla traiettoria prevista, ma secondo lo studio dovrebbero comunque riuscire a centrare gli obiettivi entro la fine del 2027.
Parità di prezzo con le auto a benzina: quando arriverà?
La parità di prezzo tra auto elettriche e modelli a combustione non è più un’ipotesi lontana. In alcuni segmenti è già realtà.
Nel 2024, infatti, le auto elettriche hanno raggiunto prezzi comparabili ai modelli tradizionali nei segmenti D ed E, cioè berline e vetture di fascia medio-alta.
Per i segmenti più popolari – A, B e C – la parità è attesa entro il 2030, a patto che la riduzione dei costi di produzione venga effettivamente trasferita ai consumatori.
Il rischio di obiettivi climatici più deboli
Secondo T&E, però, questo percorso potrebbe rallentare se l’Unione europea dovesse indebolire gli obiettivi sulle emissioni per il 2030, come proposto in alcune discussioni politiche.
Uno scenario con target meno ambiziosi potrebbe portare le case automobilistiche a privilegiare modelli più grandi e più redditizi. Il risultato sarebbe un prezzo medio delle auto elettriche più alto di circa 2.300 euro nel 2030 rispetto allo scenario attuale.
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Anche la diffusione delle BEV potrebbe rallentare: la quota di mercato prevista per il 2030 passerebbe dal 57% al 47%, e addirittura al 32% nel caso di una maggiore flessibilità richiesta dall’industria.

Per l’Europa – e per un mercato come quello italiano, ancora in ritardo nella transizione – la posta in gioco è quindi alta: la regolamentazione potrebbe determinare non solo la velocità della decarbonizzazione, ma anche il prezzo finale delle auto elettriche per i consumatori.
Presentando l’analisi, infatti, Lucien Mathieu, direttore automobilistico di T&E ha detto: «Man mano che le case automobilistiche ridurranno i prezzi e miglioreranno i loro modelli elettrici, raggiungeranno un punto di svolta oltre il quale aumenteranno le vendite di veicoli elettrici per raggiungere gli obiettivi. Ma indebolire l’obiettivo del 2030 ora invia il segnale di frenare i modelli accessibili e il fallimento nel 2030 diventa una profezia che si autoavvera»
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