Bloomberg: “Il caro petrolio spinge le vendite delle auto elettriche nel mondo”

Bloomberg auto elettriche





Bloomberg scommette sulle auto elettriche. Non è più un auspicio, ma la conferma di una tendenza ormi consolidata, che ora viene rafforzata dalla crisi energetica in corso. Ne è convinta anche un punto di riferimento dell’informazione economica liberista come l’agenzia Bloomberg in un articolo appena pubblicato e spedito con la newsletter dedicata alla economia green. A spingere le vendite, in costante aumento ogni mese, il conflitto in Medioriente scatenato da Israele e Stati Uniti, con l’attacco all’Iran. La reazione di Teheran, con conseguente blocco dello stretto di Hormuz, ha provocato la corsa dei prezzi della benzina. Per capire se si tratta solo di una reazione ai rincari o il definitivo salto verso i veicoli a batteria basterà aspettare i prossimi mesi.

I segnali ci sono tutti. Nel marzo scorso, mentre le notizie dal Medio Oriente facevano salire i prezzi alla pompa, nel Regno Unito si è registrato un dato storico. Le vendite di auto elettriche hanno raggiunto il livello più alto di sempre, con 86.120 unità immatricolate.. Le ibride plug-in sono state le più performanti, con un balzo del 47%. Quello britannico è solo il capitolo più recente di una storia che si sta scrivendo su scala planetaria.

Un dato che ha spinto Bloomberg alla seguente riflessione: «L’aumento delle vendite di auto elettriche nel Regno Unito riflette una tendenza globale emergente. I dati di vendita a livello nazionale impiegheranno diverse settimane per essere disponibili. Ma ci sono segnali che indicano come i consumatori, dall’Asia agli Stati Uniti, stiano prediligendo le auto elettriche per sfuggire all’aumento dei prezzi del carburante».

Auto elettriche usate, richieste in aumento per il caro carburanti

Le vendite globali di auto elettriche nel 2025 hanno superato quota 20,7 milioni

Sulla tendenza global Bloomberg ha perfettamente ragione: le vendite globali di auto elettriche (BEV e ibride plug-in) nel 2025 hanno superato quota 20,7 milioni di unità. Con una crescita del 20% rispetto al 2024, quando le immatricolazioni si erano fermate a 17,1 milioni. Un record assoluto che consolida una traiettoria di crescita continua. Nel 2023 l’incremento era stato di 3,2 milioni di veicoli, nel 2024 di 3,5 milioni, nel 2025 si è arrivati a 3,6 milioni.

La geografia di questa transizione racconta però di un mondo a più velocità. La Cina resta leader con una quota del 71% del mercato globale dell’elettrico, con 12,9 milioni di veicoli venduti nel 2025. L’Europa segue con 4,3 milioni di unità (+33%). Il Nord America è arrivato a 1,8 milioni. Mentre il resto del mondo cresce del 48% raggiungendo 1,7 milioni.  Particolarmente significativo il dato europeo: le auto elettriche a batteria hanno raggiunto una quota di mercato del 19% nel 2025 in Europa. Con l’ultimo trimestre dell’anno che ha visto la quota salire addirittura al 24%. E i primi mesi del 2026 confermano il trend, con vendite in crescita di circa un quarto rispetto all’anno precedente.

“Anche le persone non particolarmente benestanti si avvicinano alle auto elettriche

La transizione non è più appannaggio di una fascia alta di acquirenti. In questo senso è fondamentale il passaggio che Bloomberg dedica al tema, citando il parere di Tanya Sinclair di Electric Vehicles UK: «Anche le persone comuni si stanno avvicinando ai veicoli elettrici. Non si tratta di persone particolarmente benestanti, non sono più auto di lusso né veicoli premium». Negli Stati Uniti le vendite di veicoli elettrici usati sono aumentate del 12% nel primo trimestre del 2026. Segnale che la domanda si sta spostando verso segmenti di mercato più accessibili. In Pakistan i risciò elettrici vanno a ruba, a dimostrazione che la transizione si adatta a contesti economici e culturali molto diversi tra loro.

Il percorso, tuttavia, non è privo di ostacoli. Negli Stati Uniti, dopo la decisione dell’amministrazione Trump di revocare i crediti d’imposta fino a 7.500 dollari,  le vendite di elettriche sono crollate del 41% su base annua. Bloomberg prevede che nel 2026 le auto elettriche subiranno un’altra contrazione del 15%.  Anche gennaio 2026 ha mostrato segnali di rallentamento a livello globale: nel mondo sono state vendute 1,2 milioni di unità, con un meno 3% su base annua, figlia principalmente dei cattivi risultati della Cina, dove la nuova tassazione sui veicoli elettrici e la riduzione degli incentivi statali hanno pesato sulle immatricolazioni.

Nel Regno Unito, intanto, le immatricolazioni di veicoli elettrici restano al di sotto di dieci punti percentuali rispetto all’obiettivo del 33% fissato dal governo per quest’anno in materia di veicoli a zero emissioni. I produttori rischiano multe fino a 12.000 sterline per veicolo in caso di mancato rispetto della normativa.

La sorpresa del 2026: ora è l’Europa il nuovo Eldorado dell’auto elettrica?

Le vendite di auto elettriche saliranno del 12% nel 2026

Nonostante le turbolenze, la direzione di marcia sembra ormai tracciata. Paesi come Vietnam (34%), Cina (32%), Thailandia (20%) e Indonesia (18%) hanno già superato o stanno per superare la quota BEV europea del 19%. Confermando quello che appare sempre più come un fenomeno globale e non più solo occidentale. Secondo le stime di BloombergNEF, nel 2026 le vendite mondiali di veicoli elettrici raggiungeranno quota 24,3 milioni di unità, con un incremento del 12% rispetto al 2025. Una crescita più moderata rispetto al +23% dell’anno scorso, ma comunque solida, in un contesto segnato da incertezze politiche e geopolitiche.

La lezione che emerge da questi mesi è chiara: ogni volta che il prezzo della benzina sale, sale anche l’interesse per l’elettrico. In un mondo in cui i conflitti sembrano sempre più strutturali e l’instabilità energetica una costante, la mobilità elettrica non è più solo una scelta ambientale. È, sempre di più, una scelta economica e strategica.

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Visualizza commenti (1)
  1. Per me la strada era già segnata, ma dopo questa crisi le elettriche spiccheranno il volo. A Filosa facciamo tanti auguri per il suo rilancio dei motori diesel.

    1. Già, i nuovi diesel ibridi.
      Nel mentre, affida la piattaforma BEV a Leap, per accelerare, perchè altrimenti rimane indietro….

      1. infatti! già dispone dei modelli a marchio Leapmotor (con una gamma da seg. A fino a D pure con modelli “sportiveggianti” 😂) poi potranno inserire progressivamente modelli con marchi generalisti – Citroen/FIAT, DS/Lancia e Opel/Peugeot… non per Alfa Romeo / Maserati i cui clienti pretendo ben altro sul piano “blasone”.

        Però devono “farsi sentire” non per elemosinare soldi (cassa integrazione etc) dal governo attuale e futuro ma pretendere che vengano facilitate le reti di ricarica a basso costo e perfettamente distribuite sul territorio, altrimenti chiuderanno: gli ICE per il caro-petrolio e la difficoltà di approvvigionamento, le BEV/plugin per difficoltà di ricarica e qualche stozzinaggio nelle HPC specie autostradali (la mia BEV ha un charge pass che su Ionity propone 0.49€/kWh su Ionity a 5€/mese…è già un punto di partenza.. se tutti i marchi europei si alleano qualcosa ottengono dai CPO).

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