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Auto elettriche a scuola guida? Quel maledetto codice 78…

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Auto elettriche a scuola guida? C’è un anacronistico “codice 78 “che impedisce alle Autoscuole di adottare veicoli a batteria. Perchè? Non hanno il cambio. Per lo stesso motivo sono bandite anche le auto con il cambio automatico. Eppure la trasmissione “Piazza pulita” di giovedi 23 settembre un merito almeno l’ha avuto: ha dimostrato l’analfabetismo funzionale di un normale automobilista “termico” quando si trova alla prese con le prese (scusate il gioco di parole) di un’auto elettrica. E i disastri ai quali va incontro se parte allo sbaraglio (ma chi lo farebbe, nella vita reale?) al volante di una BEV. Non per colpa del veicolo, e in fondo nemmeno dell’infrastruttura di ricarica, bensì dell’assoluta mancanza delle più elementari nozioni al riguardo.

Ma non sarebbe proprio quella la funzione delle autoscuole? Non è arrivato il momento di integrare i programmi didattici e quelli d’esame con un’infarinatura sui veicoli a batteria? Armando Nanni, già direttore dell’edizione bolognese del Corriere della Sera, l’ha chiesto ai diretti interessati in questa intervista con la quale inaugura la sua collaorazione a Vaielettrico.

Onori (Unasca): “Ne stiamo già parlando con il governo”

di Armando  Nanni

Lo sviluppo della mobilità elettrica, dal monopattino alle auto, sta cambiando anche il mondo delle autoscuole: il confronto con il governo, per gli aspetti legati alla conoscenza dei mezzi e alla sicurezza, e con le case produttrici riguardo ai costanti sviluppi tecnologici, è intenso e costante. Con ovvie opportunità e qualche, non secondario, ostacolo regolamentare.

L’Unasca, l’associazione nazionale che riunisce la maggior parte delle autoscuole italiane, fa il punto della situazione. «Ormai da qualche anno – dice Andrea Onori, vicepresidente dell’Unasca e responsabile per l’associazione del settore mobilità sostenibile e consapevole – stiamo analizzando, attraverso il nostro centro studi Cesare Ferrari, le prospettive e i problemi che accompagnano l’evoluzione del mercato automotive verso l’ibrido e, in particolare, verso l’elettrico. L’attenzione è soprattutto rivolta alle grandi novità introdotte dallo sviluppo dei sistemi elettronici di sicurezza, ovviamente ai cambiamenti nella guida, e a tutte le questioni legate alla mobilità sostenibile».

auto elettriche scuola guida
Andrea Onori

Con Nissan e Stellantis le auto elettriche entrano a scuola guida

Le differenze con la guida delle auto tradizionali non sono siderali, ma ci sono. E pongono problemi normativi non secondari. I contatti con le case produttrici sono avviati: «Abbiamo già fatto importanti passi avanti con Nissan – spiega Onori – e assieme a loro abbiamo da tempo introdotto una serie di master formativi sul modello Leaf. Un dialogo importante è stato recentemente avviato con Stellantis nel quadro del loro sviluppo sul mercato ibrido ed elettrico. Già prima della pandemia, comunque, avevamo introdotto specifici percorsi formativi per i nostri istruttori».

Il personale delle autoscuole è tenuto, non da oggi, ad seguire corsi di aggiornamento ogni due anni: oggi, questo lavoro è particolarmente indirizzato verso le nuove prospettive determinate dall’ibrido e soprattutto dalla guida dei mezzi elettrici.

«C’è piena consapevolezza di essere entrati definitivamente nel percorso di transizione sostenibile ed ecologica che ci accompagnerà fino al 2030-2050 e per questo, in collaborazione con le strutture ministeriali, stiamo rivedendo e aggiornando costantemente i percorsi formativi. Oggi una particolare attenzione è, per esempio, dedicata alle complessità introdotte dalla cosiddetta micromobilità e mi riferisco essenzialmente – dice Onori – alle difficoltà di gestione dei monopattini nel traffico: basta pensare ai problemi che si determinano quando questi mezzi devono effettuare una svolta, quelli relativi al loro inserimento nel traffico urbano, alla condivisione degli spazi con mezzi ben più grandi».

Auto elettriche a scuola guida: tutti si preoccupano dell’autonomia

Ma l’utente, il cliente, quando arriva a scuola guida pone questioni particolari legate alle auto elettriche?

«Certo, ogni giorno. La prima domanda è ovviamente legata all’autonomia: sono tutti preoccupati di ‘restare a secco‘. E qui, devo dire, svolgiamo un lavoro importante per elevare la cultura di guida verso l’elettrico e la sostenibilità, per togliere le paure, per cercare di dare piena consapevolezza delle potenzialità di questi mezzi e di come siano pienamente compatibili con le esigenze quotidiane, e che la paura di restare a piedi, per esempio, è davvero un falso problema per chi usa scooter nella quotidianità urbana e non solo. Questo perché basterebbe che ciscuno facesse un rapido raffronto tra l’autonomia e le distanze normalmente percorse ogni giorno. Pienamente compatibile. Senza contare il costante incremento delle colonnine di ricarica».

Manutenzione e sicurezza, due cardini delle lezioni sulle BEV

Ognuno, delle proprie esperienze di suola guida, ricorda anche le parti dedicate allo studio della meccanica, al funzionamento dei motori a scoppio. Questo avviene anche per i motori elettrici?

«Non tanto per i motori in quanto tali, che in realtà sono piuttosto semplici: l’aspetto veramente importante sul quale cerchiamo di battere è quello legato alla manutenzione del mezzo e ai criteri di sicurezza da adottare. Per esempio: è importante spiegare subito che i cavi arancioni non vanno mai toccati, che cambiare una batteria non è come cambiare l’olio in un’auto tradizionale e che queste operazioni vanno fatte esclusivamente da personale competente. Insomma, non bisogna mai metterci le mani e lasciare fare sempre al meccatronico. Ci troviamo un po’ come nella situazione del 1904, quando accelerò il passaggio dal cavallo all’automobile introducendo modalità di guida totalmente diverse. La prima cosa che diciamo è che guidare l’elettrico non è, ovviamente, come guidare un’auto endotermica a cominciare dalla frenata, che cambia. Ci sono moduli e corsi ben precisi».

E il parco auto delle autoscuole? Perchè le auto elettriche non vengono usate a scuola guida?

«Questa  è la nota dolente. E per una ragione precisa. Le auto elettriche sono equiparate a quelle con il cambio automatico e la normativa, italiana ed europea, salvo l’eccezione di qualche paese, dice che chi fa scuola guida con il cambio automatico può poi guidare solo mezzi di quel tipo. Chi si ritrova sulla patente il codice 78, quello che identifica questo aspetto, deve sottostare a questa regola. E’ un problema di non poco conto che stiamo tutti cercando di affrontare. Molte autoscuole hanno già ampliato il loro parco auto verso l’elettrico, ma si tratta di investimenti importanti e, con questi limiti, è difficile programmare. Bisogna che la politica faccia qualcosa».

Gli scooter elettrici piacciono ai giovani, già abituati agli smartphone

E le due ruote?

«Qui è tutto più semplice. Innanzitutto perché ormai da molti anni c’è una larghissima diffusione degli scooter senza marce e, quindi, non ci sono grandi differenze nella guida e negli esami con le moto elettriche. E poi gli scooter elettrici piacciono molto alle nuove generazioni: al di là delle ragioni ecologiche, si trovano a loro agio perché ci sono grandi affinità con altri aspetti del loro mondo. Basta pensare al rapporto con il telefonino: c’è la batteria, tutto avviene attraverso un display. Per gli scooter elettrici è la stessa cosa. La questione è molto diversa per gli adulti: chi va in moto vuole cambiare le marce, sentire il rumore del motore».

Ha fatto riferimento alla politica. Cosa c’è che non va?

«Il nuovo direttore generale del ministero delle infrastrutture è una persona molto attenta e disponibile, vorremmo che anche il ministro guardasse di più al mondo delle autoscuole e che tenesse presente quanto stiamo facendo per diffondere la cultura della sostenibilità».

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48 COMMENTI

  1. Per quanto riguarda il codice 78, francamente non vedo dove sia lo scandalo. Se si impara a guidare e si consegue la patente su una vettura priva di frizione, non vedo come sia possibile pretendere che la mia patente mi abiliti a guidare qualcosa che quantomeno formalmente non ho studiato. Perché poi è altrettanto vero che non è che ci voglia una laurea in ingegneria per imparare a manovrare una frizione, ma formalmente la questione è ineccepibile. Per quanto invece riguarda lo specifico nelle autoscuole che ad oggi sono impreparate o quantomeno non sono in grado di fornire una formazione sufficiente sui veicoli elettrici, pur essendo d’accordo nei fondamentali non si possono ignorare nel giudizio complessivo le difficoltà oggettive (costi, rete di ricarica etc… cose dette e ridette anche qui dentro) che caratterizzano questa prima fase di diffusione dell’auto elettrica. In soldoni, mettiamoci nei panni di un’autoscuola medio-piccola che deve acquistare o prendere in leasing almeno un auto colcambio manuale, poi magari gli rimane in tasca qualcosa e investe in un auto a benzina col cambio automatico… non è detto che poi abbia ancora il fiato per impegnarsi nell’acquisto nell’affitto di un’auto elettrica. Poi chiaro è anche una questione di lungimiranza. Non tutti ce l’hanno. Diamo il tempo alle cose di evolversi.

    • Nessuno ha scritto la parola scandalo. Abbiamo evidenziato il problema economico delle autoscuole, che correttamente sottolinea anche lei. Ma le ricordo che il governo ha scritto nei suoi piani di decarbonizzazione che entro il 2030 circoleranno in Italia 10 milioni di auto elettriche. Bisognerà porsi il problema di insegnare come si guidano e si usano o no? Tutto qui. Tra l’altro, aggiungo, l’articolo è un’intervista al vice presidente di Unasca, quindi…

      • Il titolo “quel maledetto codice 78” l’avete scritto voi, mica io. 😉
        Per quanto riguarda i 10 milioni di auto elettriche che circoleranno in Italia nel 2030, anche questa è una previsione. Che per quanto auspicabile, rimane tale. Però mai dire mai, cosa vuole che siano 10 milioni di auto elettriche con una rete di ricarica attendibile ancora tutta da ideare se il governo precedente ha sconfitto addirittura la povertà? (colga l’ironia, la prego).
        Che poi, infine, un’associazione di categoria pianga e chieda soldi allo stato, torto o ragione che abbia, in Italia non dovrebbe stupire più nessuno. (Cito: bisogna che la politica faccia qualcosa).
        E ribadisco: non ha certo tutti i torti.
        Ripeto, bisogna solo dare il tempo al tempo. E questo, mi creda, glielo sta dicendo uno che ha intenzione di costruirsi una moto elettrica col cambio meccanico se possibile già nel 2022 per vedere se certe mie idee bislacche trovano riscontro nella realtà. Giusto per farle capire che son privo di pregiudizi in questo specifico. 🙂

        • Mettiamo i puntini sulle i: i 10 milioni di auto elettriche non sono una previsione, come pensa lei, ma un obiettivo indicato nel PNIRE e nel PNIEC, consegnati all’Unione europea. E contengono anche obiettivi numerici vincolanti sull’adeguamento delle infrastrutture di ricarica (nient’affatto “tutta da ideare” come sostiene lei).

          • Non è che siamo famosi per centrare gli obiettivi in Italia.. Soprattutto nei tempi previsti

          • “Anche Federauto attacca: poche colonnine in autostrada.”
            Titolo preso da un sito a caso… 🙂
            Che in Italia una rete di ricarica adeguata ad un parco circolante di milioni di automobili sia ancora totalmente da ideare, più che un’opinione temo che sia un fatto. Mi occupo di gestione immobiliare e in questo momento tra le varie cose mi sto adoperando per predisporre non in uno, ma addirittura in due condomini delle reti di ricarica che possano essere adeguate al futuro e sensate per il presente. Mi ritengo fortunato nello specifico perché a livello “burocratico” ( diciamo così) mi sto confrontando con degli amministratori di condominio e con dei condomini assolutamente collaborativi all’idea. Quindi, come le dicevo, sono fortunato perché una buona metà del problema è già risolta. Rimangono gli aspetti tecnici, che spesso presentano tutta una serie di sorprese che per definizione Uno non può nemmeno immaginarsi. Il succo della situazione è che molto spesso ci si trova a dover lavorare di fantasia per ideare da zero tutto quanto anche in situazioni che in linea di principio dovrebbero essere favorevoli. Per esempio: box in cortile aperto, con parte dei box in corpo staccato. Tutti i box sono già forniti di corrente elettrica. Sembrerebbe il top. E invece no, perché la cosa va ripensata tutta da capo e anche con tanto buon senso se i fili risalgono al 1970, le canaline presenti e già interrate sono insufficienti per percorso e dimensioni a far passare dei fili adeguati alla bisogna e il tutto fa capo al contatore parti comuni senza di fatto dare la possibilità a ogni singolo condomino di allacciarsi al proprio contatore. Per mia fortuna l’idea piace e approfittando di altri lavori ho già messo giù un progetto per costruire da zero una rete di distribuzione spendendo il minimo possibile. Però purtroppo nei condomini più vecchi, anche se dotati di box, queste sono situazioni tutt’altro che infrequenti. Quindi anche situazioni che sulla carta si potrebbero presentare come ottimali in realtà vanno ripensate profondamente. Questo per dire cosa? Per confermarle quello che è il mio pensiero, e cioè che di fatto al momento una rete attendibile per il rifornimento di milioni di veicoli è ancora di là dall’essere ideata. vuoi perché i punti di ricarica ultrarapidi sono Di fatto ancora in via di progettazione vuoi perché anche nelle situazioni domestiche che sulla carta sono favorevoli comunque spesso dei problemi ci sono, la situazione ideale e vivere in una villetta con garage di proprietà. Fatalità Elio caso. Ma so perfettamente che non è la norma.
            Per quanto riguarda PNIRE e PNIEC, lei li chiamo obiettivi, Io le ho chiamate previsioni… temo che stiamo dicendo la stessa cosa con due parole diverse. Mi limito ad osservare che se ancora oggi, malgrado obiettivi e previsioni decennali In Italia persiste un sensibile digital divide tra centro e periferia e anche tra nord e sud… Insomma, ci siamo capiti. Però ribadisco: il governo precedente è stato capace di vincere la povertà e di sconfiggerla definitivamente. Abbiamo persino festeggiato dal balcone di Palazzo Chigi. Non escludiamo che questo governo o magari anche il prossimo riesca a costruire in tempo utile una rete di ricarica domestica e ultra veloce pubblica adeguata alle necessità di un parco circolante di veicoli. Io sto facendo la mia parte e mi sto già Sbattendo per elettrificare due condomini. 🙂

          • Sui condomini ha ragione. La materia deve essere disciplinata da capo e in modo organico. Tuttavia l’ultima legge di bilancio stabilisce che l’installazione di wallbox condominiali può usufruire dell’incentivo 110%. Non me ne intendo troppo, ma se i cavi risalgono al 1970 non dovrebbe adeguarli comunque per metterli a norma?
            Fra previsioni e obiettivi c’è una piccola differenza: gli obiettivi devono essere raggiunti, altrimenti scattano sanzioni da parte dell’Ue, che li ha fatti propri. I punti di ricarica pubblici in Itlia sono 25 mila, cioè uno ogni 4 auto elettriche circolanti, che è grosso modo la media europea. Ne servono di più? Sì. Però stanno raddoppiando ogni anno, e a questo ritmo del 2030 dovrebbero essere sufficienti ad alimentare 10 milioni di automobili. Le società concessionarie di autostrade sono tenute per legge a installare un impianto per la ricarica ultrarapida di veicoli elettrici ogni 50 km entro 180 giorni dall’approvazione dell’emendamento, quindi entro la primavera del prossimo anno. Vedremo. ma le prime sono già state installate.

    • Caro Alessandro,

      questo sito è gestito da talebani (non ho ancora capito se di nascita o per scelta). Chiedere di scrivere articoli che riportano esclusivamente i contenuti in tono neutro non credo possa sortire alcun effetto… lo leggo di tanto in tanto per farmi due risate onestamente.

      Per quanto riguarda il suo commento, specie circa la necessità di utilizzare un cambio manuale a scuola guida nel momento che per almeno (!!) 14 anni si continueranno a vendere macchine con tale tecnologia mi sembra sacrosanto. L’alternativa sarebbe quella di realizzare un programma con relativa patente esclusivamente per macchine a cambio automatico, esattamente come già oggi accade con le moto (mi riferisco alla patente A1). Detto questo non mi pare di aver ancora visto in giro macchine elettriche con meno di 90CV e comunque, dovessi avere un figlio 18enne, non darei mai in mano una macchina in grado di performare nelle accelerazioni più delle comuni macchine a combustione, per evitare la tentazione delle garette che, con una vecchia 500, non sono proprio possibili (senza dire che una vecchia macchina spompata non possa provocare incidenti in mano al guidatore sbagliato).

      • La ringrazio per quanto mi scrive, sono sostanzialmente d’accordo con lei per quanto ritenga auspicabile che si inizi quanto prima a considerare già da oggi le auto elettriche come un’alternativa realmente praticabile rispetto alla benzina e al gasolio e al metano. Di conseguenza è sacrosanto auspicare che già dalla autoscuola si possa entrare in contatto con questa tipologia di mezzi. Per quanto riguarda il discorso talebani, non mi esprimo nel merito. Parto però sempre dal presupposto che si inizia ad insultare l’interlocutore quando si finiscono gli argomenti. E non è mia intenzione insultare proprio nessuno. Possiamo però dire che tutto sommato come talebani non sono poi così pericolosi, e quindi sono più che convinto che si possa discutere assieme a loro senza il rischio di prendere la scossa. 😀 fatta la battuta, io sono qui perché ho bisogno di informazioni sia per me stesso sia per il lavoro che faccio. E resto dell’idea che il parere di tutti può essere sempre comunque fonte di ispirazione.

        • Caro Massimo, Rispondo qui perché non riesco a trovare il tasto per farlo direttamente al suo messaggio

          >ma se i cavi risalgono al 1970 non dovrebbe adeguarli comunque per metterli a norma? <

          Certo che dovrebbero.
          Poi un giorno Le capita di aprire i quadri elettrici parti comuni e trova le sorprese.
          Tipo che lei era convinto di avere in casa la messa a terra, ma invece suo filo di messa a terra arriva solo alla prima derivazione nel suo pianerottolo e muore lì.
          Non mi faccia aprire quel vaso di Pandora che poi la spavento. 😀
          Perché il discorso è che tanto nessuno Controlla o quasi.
          Invece per fortuna sulle realizzazioni più recenti le cose vanno decisamente molto meglio.
          Detto Questo virgola magari non hai nemmeno detto che i cavi del 1970 a livello di normativa non siano adeguati. Magari a livello di scheda tecnica vanno anche benissimo. E se al momento in ambito civile non c'è nessuna legge che dice che i cavi elettrici vanno sostituiti ogni tot anni il problema non si pone nemmeno a livello legale. Ci vuole uno come me che rifletta sul fatto che andare ad alimentare un impianto di un certo tipo con una potenza installata che negli anni potrebbe anche diventare pari o superiore a 50 kWh… eccetera

          • Massimo le Wall box condominiali vanno bene per domani, ma per dopodomani sono un ottimo sistema per far litigare la gente. quando ci saranno in giro 10 milioni di auto elettriche su 30 posti auto 10 saranno occupati da auto elettriche, una colonnina di ricarica condominiale servirà solo a far nascere enormi discussioni. E siccome a me le enormi discussioni condominiali non sono mai piaciute, avendo un’esperienza diretta, Io riparati di cui mi sto occupando metto giù un bel lo schema per cui ognuno potrà caricarsi la propria auto nel proprio box a 3kw in propria sicurezza. Alla fine dei giochi non sarà un granché, ma poter disporre tutti quanti di un bonus quotidiano di 25 30 kW di ricarica sarà sempre meglio che dovrà andare alla ricerca di qualche colonnina o di mettersi a litigare perché “c’ero prima io no prima tu”.

  2. Sinceramente credo che sarebbe giusto integrare e ovviamente non sostituire il parco auto delle autoscuole proprio per garantire la corretta formazione e la sicurezza.
    Al di là del discorso normativo che sicuramente dovrà essere affrontato ,la configurazione con doppi comandi di un’auto elettrica e ben più semplice di una termica.
    Poi chissà magari perché sono in malafede fare pesare la cosa potrebbe essere il mondo per fare arrivare qualche finanziamento a fondo perduto.

  3. Ho scoperto questo sito grazie a a Google che mi propone ogni giorno articoli su cui posso sorridere. Oggi si arriva alla massima in cui anche in autoscuola si dovrebbe sostituire una elettrica. Partiamo dal presupposto che il 90% delle auto in circolazione sia termica e la maggior parte di queste è con cambio manuale. Lo scopo di conseguire la patente è di verificare che il conducente sia in grado di guidare OGNI tipo di automezzo circolante per quel tipo di categoria. È ovvio che c’è una grande differenza tra utilizzare un veicolo con frizione e cambio, e una Tesla magari con Autopilot attivato. Cercate di essere seri e scrivere articoli funzionali a risolvere i problemi di mobilità del futuro. Le baggianate solo per prendere view lasciatele ad altri. Grazie.

    • È un piacere o un onore far sorridere le persone in tempi così cupi. Sarebbe ancora più piacevole sapere con chi si ha a che fare e quindi firmare i post in cui si fanno critiche così severe. Così è più facile, ma non è da persone serie.

      • Non capisco l’appunto, ho messo nickname e email, desidera anche avere il codice fiscale? Piuttosto entri nel merito della critica se ha argomenti da controbattere. È indubbio che l’obiettivo di una scuola guida è formare i guidatori alla guida di TUTTI i veicoli guidabili con suddetta patente. È altrettanto indubbio che il legislatore obblighi all’uso del tipo di veicolo più difficile da padroneggiare, cioè quello con cambio manuale. Chiunque sappia guidare una vettura a cambio manuale potrà agevolmente guidare una vettura con cambio automatico o elettrica. È altrettanto sicuro che un guidatore che consegua la patente su una auto elettrica non sarà in grado di guidare un’auto tradizionale. Per questo il Vs. articolo non ha alcun significato, poteva essere più corretto richiedere che venga aggiunta una sezione riguardante le auto elettriche nel percorso formativo dei test per il conseguimento della patente, consigli su come far rendere al meglio la guida elettrica, nozioni di elettrotecnica su consumi capacità batterie etc. Invece si è scelto, al solito, di buttarsi sul titolo che attira più visualizzazioni. Scelta condivisibile quando si cercano solo clic per aumentare le visite al proprio sito.

        • Sotto il titolo c’è l’articolo. Leggerlo potrebbe aiutarla a capire perchè le autoscuole, oggi, non sono in grado di erogare quella formazione pratica sull’auto elettrica che lei, come noi, auspica.

          • L’articolo l’ho letto, per fare formazione non serve avere un mezzo elettrico, basta la teoria. Per la pratica si tratta ne più ne meno di un mezzo a quattro ruote con volante. Almeno che lei non pensi sia necessario che ogni autoscuola disponga di ogni tipo di veicolo che si può guidare con la patente. Ad oggi è totalmente inutile avere un veicolo elettrico su cui fare formazione pratica.

        • Una scuola guida dovrebbe sempre dare l’opportunità di “assaggiare” come va una macchina elettrica. Di solito così si spazzano via un sacco di dubbi coi fatti senza chiacchiere, e poi è spesso dura tornare indietro.

  4. In effetti chi non ha mai guidato un’elettrica o un’ibrida non sa cosa sia la marcia B (frenatura rigenerativa) e chi ci si avvicina per la prima volta spesso si chiede se sia meglio guidare con la D o la B.

  5. Il codice 78 è una barriera all’utilizzo di auto con cambio manuale, non all’utilizzo di auto automatiche o elettriche.
    D’altra parte se sai guidare un’auto manuale, per guidare un’automatica bastano un paio di istruzioni e un po’ di concentrazione durante le prime guide. Al contrario guidare un’auto col cambio manuale è praticamente un’arte da imparare al livello del saper usare abilmente penna d’oca e calamaio per scrivere: una cosa difficile che col tempo sta diventando sempre più inutile. Quando sarà completamente inutile la scuole guida abbandoneranno il cambio manuale così come le scuole hanno abbandonato penna d’oca e calamaio.
    Dare nozioni anche pratiche sull’utilizzo di un’auto elettrica invece oggi lo ritengo necessario nel programma delle scuole guida.

    • Pienamente d’accordo, questi articoli mi sembrano scritti più con lo scopo di aizzare la rabbia dei conducenti di auto elettriche verso le istituzioni e/o verso gli altri conducenti di auto endotermiche piuttosto che fornire informazioni utili.
      Non esiste nessun vincolo ad usare auto endotermiche con cambio automatico oppure elettriche nelle scuole guida, è ovvio ma anche giusto che chi sostiene l’esame di guida con auto dotate di cambio automatico, poi non può guidare auto con cambio manuale semplicemente perché “formalmente” non ne ha le capacità, stop.
      Riguardo le informazioni da fornire nelle scuole guida sulle caratteristiche delle auto elettriche, sì questo andrebbe fatto anche se penso che sarà inevitabile, è solo una questione di tempo..

        • Mauro visto che sei il più moderato del team (ora gli altri 2 mi punteranno ancora di più 😀 ), spiegacelo tu il senso di questo articolo perché qui tutti i commenti sono concordi. Davvero c’è da auspicarsi un cambio della normativa che consenta a chi fa scuola guida su un’auto elettrica senza cambio di ottenere una patente con la quale poi può mettersi alla guida di un’auto termica col cambio?

          Addirittura qui ci sarebbe da aggiungere un ulteriore articolo, il 78bis: chi prende una patente con un’auto elettrica poi dovrebbe guidare solo auto elettriche. Questo perché c’è differenza tra l’erogazione di una elettrica qualunque e un’auto con un cambio robotizzato (Toyota Aygo): il robotizzato ha un’erogazione completamente diversa del motore e il comportamento dell’auto cambia durante il cambio delle marce che su un robotizzato “semplice” (non un doppia frizione) produce un rallentamento dell’auto. In teoria, quindi, chi ha preso la patente su un’auto elettrica e poi si trova a guidare una termica la prima volta potrebbe sbagliare i calcoli sull’erogazione irregolare del motore di una termica, sbagliando non solo i tempi di una partenza ad un incrocio ma anche i tempi per un sorpasso (“ignorando” il tempo necessario per il cambio di marcia durante il sorpasso).

          Estremizzazioni a parte e tornando in focus, davvero vogliamo assistere a scene come queste? https://www.youtube.com/watch?v=NqoiBtjHIwo

          • negli USA e in gran parte del mondo questo problema non sussiste… ho la patente della California che ho preso nel lontano 1992, fatto esame di teoria seduta stante la richiesta ( 15 minuti ) ed esame di guida 3 giorni dopo con auto con cambio automatico… in 3 giorni in una cttà con 20 milioni di abitanti. chissà come fanno… e niente, mentalmente siete un paese che rende difficili le cose semplici…

          • Intanto “siete un paese” lo dici all’Europa e non all’Italia perché il codice 78 è un codice europeo e non italiano. Poi in Italia si è investito molto sulla sicurezza, tant’è che da anni non puoi più prendere la patente da privatista senza aver fatto almeno x ore di scuola guida (ai miei tempi si poteva). Negli USA si può fare tutto, modificare o trasformare le auto, circolare senza assicurazione, forse anche prendere la patente senza un giorno di scuola guida (infatti quando ad un americano dai un’auto col cambio manuale le scene sono quelle del video che ho postato). Dopotutto gli USA è il paese coi limiti di velocità più bassi e il maggior numero di incidenti nonostante abbia solo rettilinei …

        • Mi scuso, purtroppo non sono un giornalista e non ho nemmeno una grande varietà di vocaboli e verbi da poter usare.. d’ora in poi cercherò di limitarmi alla sola lettura, forse mi riesce meglio.

        • Va bene, allora avrò interpretato male io… quindi in sostanza, il codice 78 è un vincolo messo più per scoraggiare l’uso delle auto elettriche nelle scuole guida piuttosto che per limitare l’uso delle auto con cambio manuale a chi ha sostenuto l’esame con auto a cambio automatico.

          • No, il codice 78 è una clausula aggiuntiva alla patente che identifica chi l’ha conceguita su un veicolo con il cambio automatico e per questo non può guidare un veicolo con cambio manuale. L’auto elettrica non è proprio menzionata, però non avendo il cambio è assimilata a quella con cambio automatico.

    • Le nozioni pratiche si insegnano avendo la macchina. Ma al momento le autoscuole non hanno in flotta auto elettriche, proprio per via del codice 78. Questo è quello che dice Unasca.

  6. Ok per il mezzo personale, ma vincolarsi al solo cambio automatico in caso di noleggio o guida dell’auto di un amico-parente, mi sembra un po’ limitante… perlomeno per i prossimi 10-15 anni

    • Succede già per le moto.
      Se fai la patente con uno scooter oppure una moto con cambio automatico, non puoi guidare una moto con cambio manuale.
      Se fai la patente con moto con cambio manuale, guidi qualunque cosa.

      • Verissimo io ho la patente limitata allo scooter e ci sta anche se poi si possono fare mille ragionamenti in ambito di sicurezza perché penso che la cilindrata,cavalli etc influiscano forse di più del saper usare la frizione , che poi a scuola guida ti insegnano tale cosa? Bho! Detto questo in ambito moto chi ha preso la patente prima del 85/86 se non erro guida qualsiasi motore scooter alla faccia dell’articolo 78!!!

  7. Non ho capito il problema, qualcuno me lo può spiegare? Leggendo velocemente articolo e commenti, mi sembra chiaro che non ci sia un ostacolo a prendere la patente con un’auto elettrica (o con una auto termica col cambio automatico), semplicemente poi si sarà vincolati a guidare sempre auto con cambio automatico. Il che mi sembra pure sensatissimo, perché non ce lo vedrei bene uno a guidare un’auto col cambio manuale per strada senza che abbia fatto scuola guida. Quindi dov’è il problema? Se nella vita uno vuole guidare l’auto elettrica, fa scuola guida con un’auto elettrica (è anche più facile!) e prende la patente col codice 78, tanto se mira a guidare l’elettrica non c’è problema.

    Però oggi sono un po’ stanco, quindi se mi fate capire bene …

    • Ha detto bene un altro utente: può succedere nella vita di giuste l’auto di un parente o di affittarne una. Sarebbe una limitazione non da poco.

      • Ma se non la sai guidare perché non l’hai mai fatto in vita tua e asfalti uno? Dove hai imparato ad usare le marce se a scuola guida hai guidato solo auto senza? La prova pratica della patente non serve proprio ad accertare che non sei un imbranato al volante e non crei problemi su strada? Altrimenti basterebbe la teoria …

        A questo punto diamo la patente senza limitazioni a quelli che si presentano con la Tesla e il full self driving, impostano il navigatore e ritirano il titolo. Poi quando la Tesla si rompe guidano la Fiat Panda della mamma per la prima volta …

        • Lo stesso ragionamento vale all’inverso: dai la patente su una panda con cambio manuale, poi consegni un’auto elettrica a un imbranato che ci mette 52 ore per fare 710 km.

          • Mi scusi, ma un imbranato che impiega 52 ore semplicemente spreca il proprio tempo che potrebbe magari impiegare meglio. L’imbranato che non sa usare un auto manuale è un pericolo per se stesso e per gli altri. Ben venga l’elettrico se e quando ecologicamente e funzionalmente sensato (piccoli spostamenti quotidiani e simili). Ma quando non ha senso, non c’è nulla di male a riconoscerlo. E su tragitti superiori ai 300 km, oggi, l’elettrico è privo di ogni senso soprattutto in un paese come il nostro dove l’energia elettrica utilizzata per caricare le auto è prodotta al 70 percento dal gas e quindi tutt’altro che a emissioni zero. Concludo dicendo che negli anni cinquanta con una fiat multipla alla portata di tutti, chiunque poteva partire da Roma e arrivare a Reggio Calabria in meno di 10 ore. Oggi anno 2021 manco con una Tesla da 100000 euro riesci a stare sotto le 10 ore. Basta con il tifo da stadio. Cominciamo a spiegare alle persone come stanno le cose veramente e a consigliarle onestamente secondo le esigenze loro e non dei produttori di automobili.

          • Con una banalissima city car come la Zoe noi ci abbiamo messo 9 ore e 2 minuti. Con una Tesla ne basterebbero probabilmente 7. Cosa ci viene a raccontare? Negli anni cinquanta, senza autostrada, non sarebbe bastato un giorno. L’energia elettrica in Italia è prodotta per il 43% da fonti rinnovabili e per meno del 50% da gas naturale. Non mi pare che lei possa dire “come stanno realmente le cose”.

          • Se ci mette 52 ore sono problemi suoi non di chi viene asfaltato perché si incasina con il cambio o perde trazione in curva perché ha sbagliato ad inserire una marcia.

          • Probabilmente l’esempio provocatorio della fiat multipla era un pò troppo provocatorio e poco applicabile al 2021. Facciamo un esempio più attuale. Oggi, 2021, con una Panda base, prezzo di listino 13000 euro, posso ragionevolmente coprire la tratta Roma-Reggio Calabria in meno di 9 ore, a meno di problemi di dissenteria estrema strada facendo e senza bisogno di fare il pieno la notte prima e pianificare le soste (a meno della dissenteria di cui sopra). Con una banalissima city car elettrica, come la chiama lei, che nella versione base costa appena 33000 euro (circa 20000 in più della banalissima Panda), ci avete impiegato più di 9 ore. Direi che mi avete convinto: 20000 euro in più spesi alla grandissima. Ribadisco e concludo, che al 2019, in Italia l’88% del fabbisogno elettrico (il resto lo importiamo) era stato prodotto con solo il 29,4 % da fonti rinnovabili, il resto con petrolio e gas (se aumenteranno più le bollette elettriche di quelle del gas ci sarà un perchè, o no?). Dire agli italiani che comprare un auto elettrica, in Italia, significa comprare un’auto a emissioni zero, significa dire loro una grossa, enorme e gigantesca menzogna.

          • Lei paragona due auto di categoria diversa, è male informato sulla quota di rinnovabili (oggi al 43% dei consumi, importazioni comprese), non sa che l’Italia non produce un solo kWh di elettricità dal petrolio, mente sugli aumenti del gas (quello per autotrazione è aumentato ben di più della tariffa elettrica), dimentica di calcolare i costi di gestione. E ha il coraggio di parlare di menzogne?

  8. Purtroppo se prendere la patente con auto con cambio automatico, non puoi guidare quelle con cambio manuale, ed è così da dieci anni a questa parte, di fatti a mio figlio gli ho fatto fare la patente con il manuale, e lo ha guidato per due anni, poi gli ho regalato l’auto con cambio automatico, perché è una guida più attenta e rilassata.

  9. https://www.scuolaguida.it/it/Normative/art/2719-posso-guidare-l-auto-a-cambio-automatico-per-la-patente-b/
    … dove si legge…
    “Alla luce delle vigenti disposizioni, si ritiene anche, come non sia possibile mettere a disposizione dell’autoscuola, a titolo di comodato ad uso gratuito, un autoveicolo munito di cambio automatico. L’Art. 6 del DM n.317 del 17 Maggio 1995 disciplina il parco veicolare minimo di cui deve essere dotata l’autoscuola, prevede al comma 2 che il veicolo per il conseguimento della patente di guida di cat.B può essere dotata di cambio manuale ovvero di cambio automatico e detto veicolo non è compreso tra quelli che, ai sensi dell’Articolo 7, comma 3, del citato DM n. 317/1995 l’autoscuola può acquisire a titolo di disponibilità: pertanto il predetto veicolo deve essere immatricolato a nome del titolare dell’autoscuola.”

  10. Anne-Lise Richard, responsabile della mobilità elettrica di Stellantis in un’intervista ha spiegato chiaramente che le elettriche vengono prima di tutto: “Continueremo a gestire tutti i propulsori insieme, ma i veicoli elettrici vengono prima di tutto il resto.” Capito? quando i Padroni (italiani) decidono che si va verso l’elettrico bisogna muovere il fondo schiena e fare come dicono loro, non sono gente molto paziente. Quindi cambiate ste benedette regole e alla svelta.

  11. Io sapevo che se fai l’esame col cambio automatico poi la patente te la danno, ma non e’ abilitatata per la guida col cambio manuale…
    … adesso che mio figli odeve prendere la patente ed in famiglia non abbiamo auto col cambio manuale… e non ne vogliamo nemmeno avere… ci sembra che il cambio sia … anacronistico… noi siamo gia’ passati all’elettrica!

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