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Auto elettriche in traghetto? Odissea o no problem?

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mobilità elettrica
La Zoe nel garage del traghetto Moby

Carlo ci segnala un articolo condiviso sui social che semina panico sul trasporto delle auto elettriche in traghetto, definendolo un’Odissea. E il pensiero corre subito alle vacanze in Sardegna. Sono a rischio per chi ha un veicolo a batteria? Vaielettrico risponde. I quesiti vanno inviati a info@vaielettrico.it.

punto interrogativoE’ veramente un’odissea viaggiare in traghetto con l’auto elettrica?

“Su Facebook una sorte di meme con rimando a un articolo lancia l‘allarme del trasporto delle auto elettriche a bordo dei traghetti. Sicuramente un’esagerazione, ma può spaventare chi sceglie come meta per la vacanza in auto elettrica la Sardegna oppure la Sicilia.

Quanto c’è di vero? Già il titolo del testo è abbastanza orientato: Una goduriosa odissea: quasi nessuno sa che le ferree regole di sicurezza impongono un numero minimo di trabiccoli a pile per ogni tratta. Carlo

Risposta (Gian Basilio Nieddu). Il tema l’ abbiamo trattato l’anno scorso  sentendo alcune compagnie di navigazione europee (leggi qui). Abbiamo svelato che non c’è nessun divieto all’imbarco nelle compagnie italiane (leggi qui), ma abbiamo dato conto di un piccolissimo operatore norvegese – imbarca solo 10 auto – che non le ospita a bordo (leggi qui).

auto elettrica a bordo di un traghetto
Nel database della compagnia sono presenti le auto elettriche

Ma chi scrive, solo due settimane fa ha prenotato un biglietto Olbia-Livorno per una Zoe (si vede in foto). Il modello è presente nel database della Moby e nessuna domanda è stata posta. Zero problemi all’imbarco, ancora nessuna domanda ovvero è stata trattata come un’auto come le altre.

E a pochi metri della Zoe nel garage del traghetto era parcheggiata una Tesla. Tutto bene nella traversata e nel viaggio fino a Bologna.  Insomma zero problemi.

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Phoenix
Vesper
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12 COMMENTI

  1. Ho fatto un rapido giro sui vari siti delle compagnie.. non indica nulla nessuno, unico limite specifico è per l’auto con gpl. Alcuni riferimenti alle bombole di gas per i camper, elettriche e ibride nulla all’orizzonte.
    Anche perchè non c’è da dimenticare che in europa l’elettrico sta prendendo molto piede e i molti turisti arrivano in italia con auto elettriche..
    Dubito che compagnie e Sardegna vogliano escludere questa fetta di turismo.

  2. Ad oggi mi risulta solamente che Corsica line chieda una carica inferiore al 30% (tra l’altro non ho trovato alcun fondamento scientifico a riguardo) . Altri operatori non fanno distinzioni.

    • ciao.. quando si trasportano/spediscono batterie o intere auto, si chiede che la carica sia entro 50%.. diciamo che 30% è un po’ esagerato ma si può fare 🙂

      la regola è nata per i trasporti su aereo, con ottimi risultati (sono stati ridotti i già rari incidenti) e poi estesa anche alle navi; ha senso più che altro per le batterie NCM:

      >> al 100% il voltaggio di cella è circa 4,3 volt
      >> al 50% è un più tranquillo 3,7 volt
      >> al 30% è circa 3,5 -3,6 volt

      il voltaggio interno lo puoi vedere come l’equivalente chimico di una tensione meccanica sui componenti interni

      se una batterie fosse difettata o danneggiata, e destinata a corto circuitarsi (dal 2021-2022 pare le batterie sono migliorate ancora, casi sempre più eccezionali) di suo (o come notava Damiano, magari surriscaldata dall’incendio dell’auto termica o idrida parcheggiata in fianco sulla nave), statisticamente se cede lo farà più facilmente quando il voltaggio interno è ai massimo valori

      in pratica un’auto che è stata caricata al 100% senza guastarsi, è come se avesse appena fatto un test di buon funzionamento, nei giorni dopo imbarcata in nave o usata a voltaggi inferiori 50%, è ancora più sicura

      PS: su una batteria LPF hai che il voltaggio interno è già di suo più basso rispetto NCM, la precauzione di scaricarla forse è abbastanza inutile, poi vista la curva di scarica piatta tra 85% e 15%, per abbassare il voltagio basterebbe già scendere a 80%, comunque se hanno fatto una regola semplificata a 30% o 50% da applicare a tutti, ci può stare, e ci si gode il viaggio

    • Ciao.
      Nel menù service di Tesla è indicata una percentuale di carica massima per il trasporto su nave o treno (mi sembra 45%), ed una percentuale massima per il trasporto aereo (28% da quanto ricordo).

      Ma è una procedura per le spedizioni da fabbrica. Anche Audi per le auto a benzina o gasolio che vengono spedite via nave riempie il serbatoio solo per pochissimi litri.

  3. L’importante é che il traghetto sia a gasolio, altrimenti si rischia di dover fumare una stecca di sigarette, andare a fare due o tre volte il bisogno grosso etc, aspettando si ricarichi😁😁😁

    • il tempo in cui il traghetto resta attraccato alla banchina ci sarebbe.. piuttosto: avrebbero un problema di costi se anche lì le tariffe di ricarica le suggerisse al rialzo un governo di petrol-heads in affanno pre-elettorale

  4. Io e la mia famiglia, con una Tesla Model 3, abbiamo preso due volte il traghetto Reggio Calabria – Messina (nel 2020) e tre volte il traghetto Bognes – Skarberget in Norvegia (due volte nel 2022 e una nel 2023). Mai avuto problemi di alcun tipo.

  5. il problema non sono le auto elettriche in se … visto che dalle statistiche stilate in paese dove sono molto diffuse non vengono riportate casistiche preoccupanti….

    il problema è sapere SE le compagnie di trasporto (marittimo, ferroviario etc) stanno prendendo le opportune precauzioni per il trasporto di veicoli che, se non CAUSA di incendio, diventano però molto difficili da spegnere se “appicciate” da qualcos’altro;
    il caso Moby Prince dovrebbe insegnare….

    ovviamente nel disinteresse generale sulla prevenzione, con qualche corrente politica che magari avrebbe piacere ed interesse che ci fosse qualche “caso eclatante” per poi poterne lucrare consenso… dovremo restare in questo “limbo” …. sine die.. 🙏🙏🙏

  6. Viaggio regolarmente con la mia MG4 elettrica da Civitavecchia a Porto Torres e viceversa con Grimaldi e non ho mai avuto problemi a imbarcarmi.

  7. Beh, non è che Facebook sia proprio una fonte attendibile di notizie. Anche perché non c’è nessun motivo per non farle salire a bordo. Semmai sono le ibride quelle maggiormente a rischio, soprattutto a GPL, che è più denso dell’aria e stratifica verso il basso, è inodore, incolore e facilmente infiammabile e negli ambienti chiusi, in alcune circostanze, può anche esplodere. La strage di Viareggio penso che la ricordiamo tutti

    • Io ho viaggiato in traghetto con le mie auto a GPL (destinazione Sardegna) e mi hanno sempre piazzato nei ponti superiori, quelli arieggiati, non a caso. Mi chiedevano anche di commutare a benzina prima di salire a bordo (per essere sicuri della chiusura valvola).
      In elettrico devo ancora farlo ma ne conosco un paio che l’hanno fatto (Tesla) senza alcuna formalità o distinzione (non ricordo le compagnie).

    • Infatti si è rivolto a noi che abbiamo risposto con gli articoli che abbiamo scritto sentendo le compagnie e con la mia recentissima esperienza. Non è il problema di Facebook – dove si legge di tutto – ma di una campagna orchestrata (anche) o spontanea contro le auto elettriche dove si usa di tutto (come si vede nel meme pubblicato) pur di instillare dubbi e paure.

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