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Auto elettrica fuori budget? A volte non è come sembra

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auto elettrica fuori budget
Qual è l'autonomia giusta per un'auto elettrica, con "il pieno" della batteria?

Si sente dire spesso che l’auto elettrica è “fuori dal mio budget”. Insomma, costa troppo. D’accordo: risparmi a mantenerla. Però l’esborso iniziale è inaffrontabile. Un dipendente con 1.500-1.700 euro di reddito mensile non se lo potrà mai permettere e sarà costretto a continuare con le termiche. Ma c’è modo di aggirare l’ostacolo? Luigi Sollazzi pensa di sì e ci scrive tornando su un argomento che gli è caro: il noleggio o l’acquisto finanaziato. E ci ricorda quel che avviene nel resto d’Europa,  in particolare in Francia. I lettori possono inviarci interventi, domande e suggerimenti alla mail info@vaielettrico.it.

Qualche giorno fa, su un mio modesto spunto, avete messo sul sito un articolo dell’ottimo Paolo Mariano “elettriche fuori portata per i redditi medio bassi?”. Dove si sosteneva l’opzione noleggio o finanziamento piuttosto che l’acquisto in contanti, in alcuni casi. Questa opzione può essere considerata in luogo dell’acquisto di BEV, che sono ancora più care nel prezzo di vendita (ancora per poco secondo me).

soldi

Il dibattito scatenato, direi acceso, mi ha fatto piacere, anche se i commenti sono stati generalmente del tenore “meglio l’acquisto, le altre opzioni convengono solo alle Case”. Oggi leggo su sito del mensile più diffuso di automotive che «Oggi, in Europa, soltanto il 17% delle auto è acquistato in contanti. Il 46% dei contratti prevede un finanziamento o formule di leasing, il 36% il noleggio. Secondo diversi studi, nel 2030 quest’ultimo sarà salito al 62%, mentre i primi due scenderanno rispettivamente al 6 e al 31%».

 

Evidentemente qualcuno trova qualcosa di buono nelle formule a rate….ovvio che va fatto cum grano salis, con un occhio al sovraindebitamento.

Altro spunto viene dalla Francia, dove si sta parlando di noleggio sociale. Vale a dire un noleggio incentivato per le BEV, 100 euro al mese per guidare elettrico da subito. Mi sembra ottimo, da copiare. Direi che quelli che” le BEV costano troppo” hanno meno argomenti da spendere. 

Luigi Sollazzi

Risposta- Caro Luigi, torniamo su un argomento già ampiamente dibattuto nell’articolo che lei ricorda e nei  commenti che seguirono non per aggiungere granché a ciò che correttamente scrisse Paolo Mariano _ che cioè la proprietà di un veicolo non è necessariamente una scelta economicamente vantaggiosa _ ma per suggerire come, a nostro parere, dovrebbe essere valutata l’alternativa termica-elettrica in relazione alle capacità finanziarie di un utente a reddito medio basso.

auto elettrica fuori budget

Partendo da una premessa. Come qualsiasi debito o impegno finanziario, anche quello sostenuto per avere la disponibilità di un vecolo è sostenibile se l’esborso periodico è certo,  prevedibile e ovvimente commisurato ai redditi attesi in ciascun periodo.

La formula del noleggio a lungo termine o finanziamento con restituzione/riscatto indubbiamente soddisfa i primi due requisiti, la certezza e prevedibilità. Per valutare se sia anche compatibile con i margini stretti di un reddito medio basso, invece,  può essere fuorviante consideare solo l’esborso in termini assoluti.

La rata per l’auto elettrica può infatti sembrare fuori budget, ma non esserlo in realtà se si riducono le spese su altri fronti. Per esempio per l’esenzione dal bollo, per il risparmio sui consumi, i parcheggi gratuiti, lo sconto sull’ Rca auto, le minori spese di manutenzione programmata. Sono conti, questi, che ogni automobilista deve fare in base alle proprie condizioni di utilizzo della vettura. E le variabili sono molte.

Ma considerando che il costo medio di mantenimento di un’utilitaria a benzina, in Italia, oscilla oggi attorno a 2.000 euro all’anno, recuperarne la metà  con un veicolo elettrico (diciamo 1.000 euro, ovvero circa 83 al mese) è tutt’altro che irrealistico.

auto elettrica fuori budget
La Dacia Spring è oggi l’auto elettrica meno costosa, ma può sembrare a molti fuori budget.

Riprendendo l’esempio di Paolo Mariano sulla Dacia Spring _ finanaziamento della casa di 36 rate da 180 euro ognuna _  potremmo ipotizzare che il costo reale sia inferiore a 100 euro mensili.  E verrebbe a cadere l’obiezione  “Non mi posso permettere un esborso iniziale così alto in cambio di risparmi dilazionati nel tempo“. Perchè l’uno e l’altro arriverebbero a coincidere. Evidentemente se ne rendono conto gli utenti di altri Paesi, più abituati di noi a concepire la finanza familiare come quella di un’azienda.

Il noleggio sociale con contributo di 100 euro proposto in Francia, addirittura, azzererebbe i costi vivi del passaggio al più economico dei modelli elettrici. E renderebbe più che sopportabili anche quelli di un modello di categoria superiore. L’onere per le casse dello Stato, poi, non sarebbe superiore a quello degli attuali Ecobonus.

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109 COMMENTI

  1. In realtà anche in Italia stanno nascendo progetti degni di nota, tra cui la società per la quale lavoro, differenting, che offre una formula in grado di restituire gli importi spesi per la guida di 3 veicoli nuovi in 6 anni (anche elettrici).

    A fronte del pagamento di una membership e del deposito variabile in base al valore dell’auto, importi che ovviamente sono anche finanziabili.

    In caso di finanziamento, ovviamente, dopo 6 anni restituiamo anche i costi sostenuti per gli interessi.

    Ad oggi siamo a quasi 30 macchine consegnate, di cui un 80% elettrico, noi stiamo contribuendo cosi alla transizione ecologica e contiamo di farci conoscere sempre di più.

  2. Ma cosa scrivete??? 2000€ l’anno di manutenzione per una utilitaria!! Ma intendete utilitaria aston Martin? Ferrari? Lamborghini? Nel 2015 ho comprato una Yaris ibrida km0 a 14500€ ad oggi la manutenzione sono 200€ annui per i tagliandi Toyota poi due treni di gomme a 45€ a gomma per 460€ compreso il montaggio e 100€ per equilibratura…per un totale di poco meno di 2500 € in 7 anni…ah dimenticavo 100€ per rifare i freni….i cambi olio, filtri, spazzole tergicristalli sono state fatte nei tagliandi annuali..come il controllo delle batterie garantite 10 anni. Certo è una Yaris ma a 2000€ l’anno me la ricompravo…bho ma siate seri!!!

    • Lei ha letto male: i 2000 euro sono riferiti al costo annuale di mantenimento di una utilitaria; bollo, assicurazione, manutenzione e carburante.

  3. Buongiorno a tutti, noto con piacere che l’argomento fomenta i lettori. Molti che fanno i conti “conviene solo se…e se” oppure “è una truffa”. Permettetemi di chiarire il senso del mio pensiero. Se la domanda è “le BEV sono troppo care, come posso permettermelo”? La risposta può stare nell’acquisto a rate. Perchè 25.000 euro possono essere sì troppi se non li hai, ma forse 250 euro al mese ci possono stare nel budget. Con l’aggiunta IMPORTANTE che i risparmi d’uso (bollo, consumi, manutenzione, ecc) ti consentono di abbattere in parte l’esborso mensile. Poi ognuno fa i conti per sè. Io per professione li so fare, ma vedo che tanti vanno a spanne. E fanno i conti sulle pubblicità delle Case, non su preventivi reali e trattati. E nessuno ad esempio mette sul piatto il costo opportunità. Vale a dire: se io questi 25000 li ho, mi conviene azzerare il conto oppure fare un finanziamento che mi costa TAEG mettiamo il 7% mentre io li posso investire ricavandoci il 5 o il 10%?

  4. C’è un punto che nelle spese manca ed è una bella Full Casko con cui i 2mila euro che si stimano di risparmio si assottigliano enormemente. Per ora a tutti i livelli (dalla citycar a salire) l’elettrica è un’auto per pochi e ricchi che senza maxi incentivazione non arriva neanche alla colonnina di ricarica!.

  5. Mi sono riletto con più calma l’articolo e credo che molti di noi dovrebbero fare altrettanto. Credo che la maggior parte dei commenti dimostri che in molti hanno guardato il dito e non la luna. Al netto del fatto che ognuno di noi “vive” i debiti a modo suo (personalmente mi rovinano il sonno ad esempio), da un punto di vista puramente contabile ragionamento è tutt’altro che campato per aria. Il principio esposto nel testo non è tanto quello di voler dimostrare che l’acquisto di un’auto elettrica è in assoluto “economico”, quanto piuttosto far capire che in virtù di tutta una serie di minori spese (minori spese la cui entità è difficilmente quantificabile con certezza, ma che a buon senso possiamo ritenere come cosa sostanzialmente reale) a ipotetica parità di rata mensile tra una vettura a benzina e una vettura elettrica quest’ultima può offrire una sorta di sconto sulla medesima. Se per esempio partiamo dal principio che ci impegniamo di pagare una rata di €200 mensili per una qualsivoglia vettura, “benzina” o elettrica poco importa, il dato fondamentale della questione sono i duecento euro. Non il tipo di alimentazione. Cioè In sostanza, i 200 euro al mese uscirebbero comunque. Nel caso di una vettura termica però assieme a questi 200 che uscirebbero comunque, stando ai conti di Massimo, ne escono almeno altri 150-160 in spese di mantenimento. E anche queste son pur sempre da sostenere, se vogliamo usare l’automobile. Piaccia o no sono soldi che quindi uscirebbero comunque. Sempre stando ai suoi conti, con un’elettrica ci fermiamo invece attorno all’ottantina di euro di spese di mantenimento, e cioè la metà di cui sopra. E questi €80 mensili di mancate spese effettivamente da un punto di vista contabile possono essere visti come uno sconto sulla rata mensile da €200 di cui sopra. Poi si può discutere di centomila altre cose e mettere sul piatto altrettanti distinguo, ma da un punto di vista puramente contabile non è che il ragionamento sia del tutto campato per aria. Anzi.

    • Sono d’accordo e fra l’altro il risparmio rispetto all’acquisto classico sarebbe tangibile in meno di un anno invece di 5/10 anni. Poi è ovvio che bisogna tenere conto di altri fattori (clausole nascoste dei contratti, “perdita” classe RCA, …) giustamente evidenziati in altri commenti.

    • Alessandro, hai colto in pieno il senso del mio ragionamento e l’hai spiegato molto meglio di me. Il vecchio mestiere…

    • “Ma considerando che il costo medio di mantenimento di un’utilitaria a benzina, in Italia, oscilla oggi attorno a 2.000 euro all’anno”
      Con la mia Yaris ibrida non sono arrivato a 2500€ in 7 anni….se comprate delle utilitarie della Lamborghini allora si risparmia…anche il mio vicino di lamentava dei 350 euro per un faro ma la sua utilitaria e una BMW serie 6….PS in 7 anni non ho cambiato una lampadina

    • -ma da un punto di vista puramente contabile non è che il ragionamento sia del tutto campato per aria. Anzi.-

      infatti

    • Ragionamento basato su un assunto sbagliato, e cioè che il costo complessivo del finanziamento sia invariato. Qui il punto che non si vuole cogliere è che, INDIPENDENTEMENTE dal tipo di alimentazione, se devo finanziare un acquisto da 20.000 euro ho un costo, se ne devo finanziare 40.000 il costo è doppio e, in sovrappiù, non è neppure detto che me lo possa permettere o che gli istituti di credito siano disposti a concedermi il finanziamento ! Il ragionamento “le auto elettriche sono care ma allora compratele a rate” è del tutto analogo alla famosa frase attribuita a Maria Antonietta: “il popolo non ha pane? ma allora che comprino brioches!” Ad oggi il prezzo medio delle vetture BEV è almeno il 50% più alto delle termiche equivalenti, in certi casi anche il 100% in più. Quindi questo taglia fuori dal mercato milioni di cittadini che già faticano a permettersi una normale utilitaria.

      • Mettiamola in modo diverso:
        Lei può acquistare una termica da 20k, ma non può acquistare una BEV da 30k (immagino le manchino 10k). Allora cosa fa:
        anticipa i 20k sulla BEV e fa un finanziamento da 10k.
        Durante questo finanziamento spenderà altri 10k per mantenere l’auto elettrica, mentre ne spenderebbe 20k se questa fosse a benzina. Insomma alla fine dei conti ha speso 20k all’inizio e 20k “a rate”, con la differenza che nel primo caso la rata è per la benzina, bollo, manutenzione, mentre nel secondo caso è per l’elettricità ed il finanziamento, ma questi si possono benissimo pareggiare. I numeri sono puramente di esempio per far capire in che modo il finanziamento può aiutare anche chi “non è ricco”.
        L’importante è non fermarsi al costo iniziale come scoglio di acquisto, perchè poi in altri casi addirittura l’elettrica può rivelarsi più economica nel suo ciclo completo di vita

      • Tutti vorrebbero l’auto da 70’000€ e io le ho sempre prese usate e non ho mai speso più di 5000€ , aggiungendo poi consumi carburante bollo e assicurazione, la manutenzione non ha mai inciso perché me la faccio ordinaria e straordinaria, ma quando ho visto che l’auto era arrivata a fine vita, mi sono guardato intorno si potevo nuovamente acquistare un auto da 5000€ ma sempre a carburante e sempre con i soliti problemi di manutenzione, io ormai sono avanti con gli anni e mi sarei stufato di usare le ferie per riparare le auto di casa, così mi sono guardato attorno per vedere cosa offriva il mercato delle BEV , trovata l’auto che mi poteva soddisfare con l’ autonomia giornaliera , tenuti i margini del caso e tenendo conto che la terrò fino alla sua fine, sono andata a fare qualche giro in concessionaria a vedere e provare, fatto fare il preventivo con rottamazione e altri sconti, nessun accessorio mi veniva una rata da 236€ per 10 anni, torno a casa accendo il PC faccio parte excel e guardo i costi di quella ca fa più km che sarebbe quella che uso io per casa lavoro, guardo solo il lato carburante perché non ho intenzione di venderla, e solo quello casa lavoro incide ogni mese per 245€ già con questo dato vado tranquillamente in concessionaria e firmo i contratti, poi dopo sei mesi di utilizzo mi rendo conto che la mia ammiraglia è ferma da allora, quindi decido di venderla, e per fortuna perché nel giro di due mesi il diesel è arrivato oltre i due € quindi altri 1500€ risparmiati tra bollo e assicurazione, avrò una rata per un decennio, ma a costo famiglie zero, visto che il carburante non c’è più ed è in continuo aumento, in più mi resta in tasca 1500€ di bollo+assicurazione che mi permette di andare in ferie senza spendere un centesimo 🤷
        E poi dicono che le BEV non convengono, è la prima volta in oltre trent’anni che un auto non è un debito, e ricarico da rete elettrica.

  6. Sul NLT ho due dubbi.
    Il primo è che qualcuno una volta mi disse che perdi la classe raggiunta nell’assicurazione. E’ vero? Per pigrizia non ho mai indagato, l’ammetto. :/

    Il secondo è una certa titubanza a non avere “nulla in mano”. Facendo simulazioni di spesa, spesso mi è risultato che avrei speso il valore dell’auto nel giro di 4 anni tra anticipo e rate.
    Facendo l’esempio del cambio dopo 3-4 anni, equivale sborsare una cifra non troppo distante dal valore dell’auto ogni 3-4 anni.
    (si, non ho contato i costi di assicurazione, manutenzione perchè non spostano così tanto le cifre in gioco)

    Con l’auto di proprietà hai invece possibilità di recuperare parte della spesa rivendendola per l’acquisto di un altro mezzo o nel caso non serva più.

    Quindi si.. probabilmente è solo il rapporto tra valore del bene e valore della rata a fare la differenza.
    Pagare 700 al mese per un affitto di una casa del valore di centinaia di migliaia di euro o per una macchina del valore inferiore ai 100 mila fa tutto un altro effetto.

    • Nel raffronto fra affitto di casa e noleggio auto devi considerare che la casa non si svaluta (anzi), mentre l’auto perde valore anno dopo anno e dopo un decennio è comunque da buttare, che si di proprietà tua o della società di noleggio. C’è una certa differenza.

      • Premesso che se qualcuno ha avuto la fortuna come me di comprare casa nel 2008 prima del crollo immobiliare la cosa non è andata diversamente da un’auto…. 😀 😀 😀

        Battute a parte, certamente l’auto si svaluta. Infatti ho precisato che ho confrontaro nell’ipotesi di un cambio dopo 4 anni, anche 5.
        Per dire, l’auto mi si svaluta del 50%? 60% ?
        Ok ma, se fosse NLT, avrei speso l’equivalente del valore senza poter recuperare nemmeno quel 40% di cui sopra. 🙂

        Mi sfugge qualcosa che non sto considerando?

        • Nel canone NLT è generalmente compreso bollo, assicurazione, manutenzione programmata e straordinaria, e a volte il cambio gomme. Per un’ utilitaria sono un migliaio di euro o più. Non dico che si risparmi, ma i conti cambiano un po’, non credi?
          Quanto alla casa, dovresti già aver tappato il buco. Ma è stato il primo buco dal dopoguerra a oggi.

          • Cambiano un po’ ma non molto. Ho citato una rata da 700 euro perchè era un NLT di un’auto non certo utilitaria.
            Quindi, se ho capito bene, il tuo discorso è che, con svalutazione e costi accessori, il valore residuo dell’auto è meno rilevante nel caso di una utilitaria.
            Nel qual caso, ok, mi fido non ho fatto i conti in merito.

            Per la casa… diciamo quasi. Ma visto l’andazzo globale dell’immobiliare negli ultimi mesi non sono molto tranquillo.. 😀

          • L’andazzo degli ultimi mesi è penalizzato dal rialzo dei tassi. Ma il mercato ci sarebbe, eccome.

        • Se guardiamo il discorso green, l’auto dovrebbe esser acquistata e portata fino alla sua dipartita, per due motivi uno è l’impegno economico da sostenere ( che un privato non rientrerà mai), secondo l’impegno energetico di produzione.
          Di fatti in oltre trent’anni ho sempre portato a fine vita i miei mezzi, l’unico che ho venduto è stato il 3litri prima del impennata dei prezzi carburanti, per massimizzare il guadagno, e con 300’000 km , ovviamente auto tenuta maniacalmente.

          • Ammirevole da parte tua. (e dico davvero, senza alcun sarcasmo)
            Per il mio caso d’uso il fine vita è un po’ generico.
            L’auto prima della mia attuale l’ho data dentro che aveva 16 anni, due proprietari e 160mila km.
            Come motore avrebbe potuto farne forse altrettanti ma gli interni non erano più confortevoli, i sedili seppur in vera pelle iniziavano a rovinarsi, il bagagliaio non stava aperto, i fari mi facevano fuori una lampadina all’anno, la centralina era già stata riparata (!!! si, riparata. Santo elettrauto) una volta quindi un problema successivo sarebbero stati dolori, le perditine d’olio in garage iniziavano ad aumentare… fine vita? tecnicamente tutto meno costoso della macchina nuova ma ero stufo. 🙁
            Era anche un’auto sportiva quindi consumava (e di conseguenza inquinava) più di quella successiva.

      • -dopo un decennio è comunque da buttare-

        Ma perchè? 😉 Se un’ auto la tieni male magari è da buttare anche solo dopo 5 anni. Se la tieni bene, indipendentemente da tutte le questioni circa le classi di emissione ed eventuali relativi stop alla circolazione, la macchina di per sé magari ne fa anche venti. E se uno non è uno sprovveduto ce la fa senza nemmeno spendere cifre folli in manutenzione. La tua Mito poco poco dieci anni ce li ha tutti ormai. O perlomeno ci si avvicina. Credi che sia da buttare? Secondo me tu sei uno che le cose le tiene bene. 😉 Adesso non esageriamo dai… 😉😉😉

        • No Alessandro, io la tengo da schifo. Fortuna che viaggio quasi sempre a piedi, in bici, in elettrico o in treno e da cinque anni la Mito è quasi sempre in garage. Ma se, come tanti, facessi 30-40 mila km all’anno sarei già abbondantemente all’osso.

          • Ah beh… senza dubbio. 😂 a 40k km l’anno la situazione è un filo diversa. 😂 Io mi riferivo alla media tante volte riportata… 12k… 15k km l’anno… in 10 anni fan 150k km, valà che con un minimo di attenzione a 15 anni ci si arriva in scioltezza.

          • A differenza di Alessandro, io l’avevo intuito, così come la voglia di disfartene il prima possibile. Il fatto che guidi controvoglia la tua Mito si riflette pari pari nei commenti, non vedi l’ora di divorziare dalla tua vecchia auto puzzolente (dentro e fuori) con vibrazioni eccessive e prestazioni scandalosamente basse e questo “rancore” si diffonde a tutte le auto a scoppio senza se e senza ma (sì, sì, l’ambiente, lo so, lo so, l’armageddon, moriremo tutti, mi ricordo che devo morire ora me lo segno).

            Poi ci sono io che si vede che ogni volta che guido la mia è come se mi facessi una striscia (qualcosa di legale e biologico, qui non istighiamo nessuno a delinquere, l’avvocato mi è testimone).

            Alessandro vive in un mondo suo, è come un alieno che è atterrato qui, guarda le stelle sperando che un’astronave spaziale passi a salvarlo e a portarlo via da questo inferno fatto di auto con controllo di trazione non disinseribile, distribuzione dei pesi sbagliata e cambio automatico (o peggio, assenza di cambio …). Alessandro quando parla con noi è un po’ come Hamilton che parla di auto ai bambini dell’asilo che guidano con tricicli a pedali, vorrebbe provare a dirci qualcosa ma dopo un po’ rinuncia, si rende conto che è fiato sprecato, c’è troppa distanza … però ci vuole bene e si diverte a vederci pascolare, se vede 2 litigare cerca di separarli, è un buon papà …

          • Su Alessandro concordo in pieno: analisi perfetta. Quanto a me, ti deludo: dell’auto, ma proprio di tutte non solo della mia, non me ne frega niente. Meno le guido, meglio sto. Ma purtroppo, tocca usarle, ogni tanto.

          • Tiè lumacone. 😂

            Guarda un po’ che l’alieno la pensava giusta. 🤭

            Non uno, ma tre. Stanno spuntando come i funghi.

            https://youtu.be/Uxr9ryWZHe4

            https://youtu.be/4_yw5ySXDf4

            https://youtu.be/O6LDTPeu8ow

            E chissà quanti ne stanno per arrivare, al netto che il quarto già si è visto sulla Alpine elettrica.

            Ci vorrà il tempi che ci vorrà, ma credo che potrai serenanente continuare a far le striscie anche in elettrico.

            Ma soprattutto… ma fidatevi di quello che dico ogni tanto… 😂😂😂

          • Senza nessun rancore, però. E questo fa la differenza. Anzi, l’indifferenza

          • La mia striscia quotidiana biologica ed ecosostenibile: https://www.youtube.com/watch?v=wVSCZflR5AM

            Peccato che da quel che intravedo sarà abbondantemente molti km lontana dalle mie tasche … magari Massimo mi farà un prestito, così mi compro questa elettrica e la smetto di rompere 😀 😀 😀 😀 😀

    • Se non hai una assicurazione intestata dopo 5 anni l’attestato scade, se non ricordo male c’è un ulteriore periodo di 5 o forse 3 anni in cui in qualche modo puoi recuperarlo ma poi cmq basta, l’unica è avere qualcuno in famiglia con attestato di rischio ancora in prima e rientrare con quello.
      Un genitore single o una coppia entrambi che han scelto solo noleggio, ad esempio per il figlio un domani saranno sostanzialmente obbligati a noleggiarla pure a lui che neopatentato + 14esima classe non è una buona accoppiata, se abiti in zone dove costa tanto rca sicuramente passi i 3 o 4k di assicurazione, in zone cheap cmq il millino lo tocchi da vicino… Mi sorge un dubbio, i neopatentati possono fare un nlt? O chiedono una esperienza di guida minima o età minima?
      Non so tra l’altro se con nlt l’auto la può guidare chiunque, magari un amico se non mi sento bene o per smezzare un lungo viaggio o un parente non convivente etc

  7. C’è sempre la gente che sogna, però far credere a chi non ha disponibilità economiche di potersi permettere una elettrica e farci tutto quello che può fare con la termica…
    Ragazzi miei siamo al limite della truffa, se poi si spaccia per un acquisto il noleggio a lungo termine o un finanziamento con anticipo e riscatto finale la truffa è fatta e finita.
    Abbastanza vergognoso.
    Cordialmente.

      • Grazie per la risposta.
        Le ho già contestato nel merito.
        Non si può affermare che le auto elettriche siano accessibili ai più tramite finanziamenti con riscatto o con noleggio a lungo termine, entrambi metodi di pagamento riservati a persone agiate e/o che cambiano auto ogni 3-4 anni al massimo.
        Quindi reputo il suo intervento in questo articolo un intervento di parte, come capita spesso su questo sito, volto alla promozione dell’elettricità ad ogni costo senza tenere conto delle reali esigenze delle persone “normali” nella vita vera.

        Da un felice possessore di plug in e che non disdegnerebbe sostituire l’utilitaria aziendale con una bev.

        Cordialità

        • Dire che ritiene la formula “riservata a persone agiate” non è una contestazione nel merito, ma un’opinione personale. Io credo di aver dimostrato il contrario, conti alla mano. Ma forse ho sbagliato qualcosa. Aspetto di sapere da lei dove ho sbagliato. Certo dire che il sito è “di parte” fa un po’ ridere. Secondo lei perchè altrimenti si chiamerebbe Vaielettrico?
          Il punto è un altro: io non metto in dubbio la sua buona fede, lei non lo faccia con me.

  8. Non faccia giochetti, il punto è che un equivalente termico di quel barattolo che lei usa come esempio, non costerebbe più di 15.000€, forse meno viste le dotazioni e la qualità della versione presa da lei in esame. Mentre a quel prezzo si comprano auto medie top di gamma.

  9. Mi è piaciuta l’analisi, gli strumenti di accesso sono diversi, dal contante ai vari tipi di debiti (finanziamento totale o formule di resi/valori garantiti) al noleggio.
    Se per i contanti, si può dire ci sia stata una lunga fase di risparmio precedente l’acquisto magari con aiuto di una vendita dell’usato privatamente, gli altri sono dei servizi, e come tali ad alcuni vanno bene certi servizi e ad altri ne vanno bene di diversi, c’è chi preferisce lo “zero sbatta” e noleggia così non deve pensare a cambi gomme manutenzioni assicurazioni etc, un unico rid e sei a posto, sarà poi più o meno consapevole di quanto questo servizio gli costi, dei suoi indubbi vantaggi e svantaggi, stessa cosa per le due formule di finanziamento, la classica anticipo e paghi il resto a rate o con maxi rate.

    Non considererei così positivo il fatto che le forme di accesso al credito siano in aumento, normalmente significa un impoverimento generale della popolazione che quindi preferisce spendere di più ma dilazionare più a lungo etc pur di sopravvivere alla rata o all’acquisto che cmq devi fare, e penso non serva questo dato per capirlo lo sapevamo da soli hehe

    Per concludere, ma cosa c’entra che ci siano diverse formule di acquisto col fatto che non sono costose? Se finanzi, maxirateizzo o noleggio un’auto che di listino al netto degli incentivi costa 28k, sarà tutto più alto (in proporzione) che a fare la stessa cosa con un’auto che al netto degli incentivi sconti è bla bla, ne costa 20 e ha qualità media superiore che solitamente si traduce anche in una maggiore durata nel tempo (plastiche che scricchiolano si seccano, tessuti che si scollano augurandosi che nella meccanica non vadano troppo al risparmio)

    Il problema, è che c’è tanta gente che è obbligata a vendere un euro 5 perché la città dove vive ha anticipato i tempi e le alternative per stare nei suoi budget (che magari avrebbe evitato di cambiarla ancora per anni) ci sono solo auto ultra cheap in tutto ma son le entry level elettriche, mentre con quella cifra avrebbe preso un’auto magari più grande per necessità familiari e invece deve prendere o la spring o la Zoe perché o quello o niente, qualche fortunato magari trova una usata ma son talmente poche e sovraprezzate che nemmeno conviene se non per disperazione e necessità, l’alternativa sarebbe prendere un termico che sai cmq entro pochissimi anni sarà cmq da rifare perché la città si sente all’avanguardia e anticipa i tempi

    • tutto molto condivisibile. Un piccolo spunto sul successo di certe formule di noleggio, notizia fresca di stampa: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/02/antitrust-omissive-e-ingannevoli-le-offerte-di-finanziamento-di-14-case-auto-da-fca-a-mercedes-che-si-impegnano-a-cambiarle/6749922/

      Vuoi vedere che parte del merito di questo boom di accesso all’auto era dovuto proprio alle note scritte in piccolo? Vedremo a fine anno gli impatti di questa decisione dell’antitrust …

      • Azz addirittura arrivavano a scrivere gli importi scorporati dai tassi e costi, babba bia.
        È anche però vero che (immagino) quando poi arrivi alle firme gli importi cmq li conosci bene e lordi di tutto, altrimenti rasenta il tentativo di truffa e non voglio pensare che arrivino a questi livelli, al massimo che usassero queste tecniche per attirati al concessionario e una volta che sei mezzo convinto tirarti fuori qualche mille euro di costi in più è più facile che accetti, qualche sprovveduto (con complice un venditore che ha oramai asportato ogni pelo sullo stomaco) magari ci sarà anche ma penso veramente pochissimi

        Dopo sta roba ti faranno le pubblicità “eqs full optional da 1€ al mese, vieni in concessionario”, una volta sul posto l’offerta è 1€ al mese, ma quando arrivi quello è il prezzo per la skin ufficiale Mercedes nel metà verso di faccebbook, che però ti danno gratis se compri a prezzo di listino la eqs

  10. Io continuo a pensare che lei non sappia di cosa parla, o più probabilmente ha le sue convenienze a mistificare la realtà. Cioè lei ritiene appetibile una city car economica in versione base. Tanto per dire cerchi 14″ in ferro e ac manuale venduta a quasi 25.000€ con un autonomia nella realtà inferiore a 200 che nella versione base a benzina viene venduta a 15.000€, quando io ho acquistato un anno fa un Peugeot 2008 allure top di gamma full optional con cambio automatico per la stessa cifra. E a parte gli optional con finiture e qualità imparagonabili. Parli dei suoi giocattoli senza voler trovare a tutti i costi convenienze dove non esistono. Il dipendente con 1500/1700€ mese se vuole la Dacia spring se la compri a benzina spende 10.000€ in meno, ha costi di esercizio paragonabili e non rischia di fare una via crucis se decide di affrontare viaggi veri
    .

    • La Dacia Spring a benzina non esiste, c’è solo nella sua testa. Forse è lei che non sa di cosa parla.

  11. Questa storia che le elettriche a breve costeranno come le termiche sta diventando leggenda metropolitana.
    Che sappia io sia la Spring che Tesla sono aumentate di prezzo (non so se anche altre) , quindi non dico che non ci sarà mai il pareggio di prezzo, ma sicuramente non nei prossimi due o tre anni.

    • I grandi guru dell’automotive, i vari CEO o CFO delle più grandi case dicono esattamente il contrario: il prezzo delle EV NON è destinato a scendere a breve, rimarrà alto e persino troppo alto per una importante fetta della popolazione; questo perchè non scenderà neppure il prezzo delle batterie che manterranno costi simili a quelli attuali ma saliranno di prestazioni.

    • Breve si intende tra almeno due generazioni, la prossima del 22/23 e se siam fortunati già nel 24/25 un inizio di discesa lo si vedrà, poi starà alle case se abbassare i prezzi o salire un po con la qualità degli interni, insonorizzazioni o adas di serie aggiuntivi (che saranno d’obbligo per il discorso scatola nera autolimitante).
      Ovviamente son ipotesi mie, è cmq molto probabilmente sarà più avanti, di carne al fuoco di sviluppo cenè, quanto prima arrivano su auto reali quanto prima iniziano a scendere, ok la batteria è il maggiore costo principale ma anche blocco motore, circuiti di carica e trasformatori ac/dc, il v2g etc etc son tutti “sotto processo” per essere migliorati e resi più economici da produrre, come le stesse linee di assemblaggio e la produzione delle parti. Nessuno, penso, si aspetta di vedere elettriche ultra basic a 12k di listino a dicembre

  12. Certo è che se nell’articolo prendete come esempio l’auto che costa meno di tutte tutto il discorso decade.
    Prendete da esempio una Kona, una e-Niro, una Megane E-tech se vogliamo stare nell’attuale. Senza strafare ipotizzando Tesla, EV6 e via dicendo.
    Manteniamoci su modelli tra i 40-45.000 €, che sono la maggior parte delle elettriche per cui vale la pena ragionare (in termini di autonomia e dotazione).
    Nell’articolo parlate di noleggio sociale ma non spiegate di cosa si tratta. Cos’è? Una sorta di multiproprietà?

    • Lei pensa davvero che con uno stipendio da 1.500 euro al mese si possa immaginare l’acquisto di auto da 30-40 mila euro, non importa se termiche o elettriche?

      • Senza assolutamente voler polemizzare credo che il pensiero fosse riferito al fatto che quella è l’offerta di auto in commercio se parliamo di vetture che possano tranquillamente sostituire una principale auto di una famiglia media di 4 persone. La Spring oggettivamente ha i suoi limiti. Poi per carità negli anni ’60 le famiglie italiane viaggiavano da nord a sud in 126 o 500 senza sapere cosa fosse l’aria condizionata però chiedere agli italiani oggi di tornare indietro è francamente troppo

      • E’ proprio lì che volevo arrivare. Le auto con un’autonomia come la spring e compagnia si può dire che sono esclusivamente da città, quindi seconde auto. Aggiungo anche che non è solo una questione di autonomia ma anche di capienza del mezzo in termini di bagagliaio.
        Io sono pro-elettrico ma gli esempi vanno fatti comparando mezzi che possano sostituire gli attuali endotermici per famiglia.
        Per rispondere anche a Daniele: hai colto nel segno. Aggiungo: vero, in passato si viaggiava con scatolette per km e km ma non c’era la necessità di portarsi dietro questo o quell’amenicolo. Anche il solo seggiolino obbligatorio per legge per esempio. In una 500 anni ’60? O il seggiolino o il pupo. Entrambi sarebbe stato impossibile.

        • Addirittura: con 1.500 euro al mese parliamo di prima e seconda auto? Detto con tutto il rispetto: lei non ha proprio capito il senso di quell’articolo

          • Seconda auto intesa come quella della moglie, che non viene utilizzata per andare in villeggiatura. Si parla di famiglie! Famiglie dove entrambi i genitori sono costretti a lavorare per sbarcare il lunario. E per lavorare, per la maggior parte dei casi, è necessario avere un’auto a testa.

          • Di solito accusano noi di vivere su un altro pianeta. La buona notizia è che non siamo soli

          • Ah io sono su un altro pianeta? Andiamo bene!! Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire dicono. Proprio vero!
            Con un altro utente ha parlato di moderare i toni. Beh, se lo dica allo specchio!
            Mi butti pure nel cestino come ha minacciato il collega Luigi.
            Continui pure così. La ragione glie la lascio…
            Tante care cose…

      • Lasci perdere. Se l’esempio fosse stato una Tesla, era un articolo per i ricchi, se l’esempio era una Niro, non stavate considerando tutta la casistica. Fare polemica è più facile che aggiungere commenti costruttivi (come per altro alcuni fanno), basta dire il contrario di qualsiasi cosa.

  13. Siete totalmente fuori strada. Ma totalmente. La formula del noleggio è una formula adottata “dai ricchi” o comunque dalle persone più benestanti. Sono quelle che vogliono cambiare auto ogni 4 anni, non vogliono noie a rivendere la loro e vogliono avere un servizio all inclusive in cui a loro resta solo il piacere della guida senza quello dei tagliandi, dei bolli, della manutenzione, etc.

    Per avere tutto ciò, sono disposti a pagare di più anche perché è chiaro che il privato che offre il servizio non può accollarsi tutti questi costi senza poi rifletterli sul prezzo finale. Queste formule di noleggio hanno un costo importante, sebbene, grazie alla detraibilità, possono risultare ugualmente convenienti per chi ha una partita iva.

    Spieghiamola semplice semplice: se io vado in concessionaria e devo comprare una Panda da 10000 euro e ho solo 5000 euro, la concessionaria come prima cosa mi offre il finanziamento, ovvero la banca si assume un rischio anticipandomi dei soldi che compensa chiedendomi degli interessi sulle rate.

    Domanda: in quale mondo immaginario si possono ottenere ulteriori vantaggi (bollo, rca, servizi chiavi in mano) andando a riformulare la situazione di cui sopra SENZA andare ad aumentare i costi? E’ palese che qualunque cosa venga offerta in più (0 anticipo, 0 pensieri, valore usato garantito, etc. etc.) si deve per forza riflettere in un maggior costo per l’automobilista per la stessa legge che in economia niente ti viene dato gratis e per la stessa legge che in fisica nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.

    Cosa possiamo dire all’automobilista che vuole l’elettrica a parità di spesa? Bene, potremmo dirgli questo: dimmi quanto spendi come anticipo, dimmi quanto spendi come rata mensile di finanziamento e quanto spendi al mese per la tua termica e ti faccio la stessa offerta con l’elettrico. In teoria, infatti, con l’elettrico si avrebbe una rata mensile identica, dove è più alta la voce di costo del finanziamento e più bassa quella delle spese.

    Ma, ahimè, non è così. Questo è possibile solo accontentandosi di modelli INFERIORI. Infatti a parità di modello e di allestimento (Fiat 500 mild hybrid vs elettrica, Peugeot 208 benzina vs elettrica, Opel Corsa benzina vs elettrica) la convenienza NON C’E’! C’è invece se si sceglie un modello elettrico inferiore, cioè se io rinuncio ad acquistare una Renault Clio GPL full optional 5 stelle Euro NCap e mi accontento di una Dacia Spring 1 stella Euro NCap, se io rinuncio ad una Kia Sportage e prendo una Hyundai Kona elettrica, se rinuncio ad una VW Golf e mi prendo una più spartana e peggio rifinita VW ID.3.

    • Fuori strada, mi dispiace, ci stai andando tu. Cosa c’entrano la classe inferiore, la categoria, il full optional e le 5 stelle Euro Ncap? Qui si ragionava della sostenibilità economica di una passaggio dal termico all’elettrico per un automobilista a reddito basso. Ma rinuncio a rispiegarti il nostro ragionamento che è fondamentalmente finanziario.

      • Abbiamo letto lo stesso commento? 😅 Le risposte alle sue domande sono già nel commento di Enzo,
        Forse non si è capito che quando dice di classe inferiore, non parla delle stelle, ma della categoria del veicolo,
        Nel suo esempio, una clio gpl full optional vs una spring base senza optional, sono due categorie diverse di auto, la spring inferiore alla clio, più il gap del “full optional vs zero optional” manco carica rapida che fa alzare troppo. Le stelline di sicurezza sono una parte di questa differenza di categoria, ma è anche vero che una Zoe o la Twingo han più stelle e se si guarda solo quelle possono andar meglio.

        Il senso è, se scendi di dotazioni, qualità interni, e in alcuni casi anche spazi ridotti, margine di passare a elettrico c’è, ma se sei nella fascia che comprava già le entry level (e di punto e panda e Twingo basic in giro è pieno) sei tagliato fuori da un costo spesso del 70/80% più alto.
        è così sbagliato fare i paragoni anche a parità di veicolo? Stessa auto stesso modello e fascia di allestimento, in fondo oramai di possibilità come citato da Enzo cenè, non siamo più nell’era in cui le elettriche non avevano la controparte termica

      • Massimo come ti ha risposto xardus era esattamente quello il senso della mia risposta. Mi spiace ma voi continuate a portare ad esempio come auto la Dacia Spring che vale meno di qualunque altra auto oggi in commercio: il confronto va fatto a parità di auto, stessa classe, stessa categoria. E non basta pescare dallo stesso segmento: nel segmento B c’è sia la Dacia Sandero che la Audi A1, con la seconda che costa il doppio della prima.

        La Dacia Spring è un’alternativa meno valida di una Fiat Panda (soprattutto sul profilo prestazionale e su quello dell’autonomia), quindi al più si può paragonare con quella e comunque di listino costa il doppio, soprattutto se si guardano i listini reali, i veri prezzi chiavi in mano. E occorre guardare tutto: dalle finiture, agli optional, alle stelle nei crash test, al valore del brand, alla tenuta del valore dell’usato, all’assistenza sul territorio, non si possono guardare solo le dimensioni e i cavalli, altrimenti il confronto non è equo.

        Inoltre il confronto con l’auto elettrica va fatto sia col modello con minor autonomia sia con quello con maggior autonomia, valutando la convenienza economica in entrambi i casi, perché non è sempre vero che le esigenze dell’acquirente sono perfette col modello con minore autonomia.

    • Chapeau!
      Aggiungo poi che dal momento che non ci sono incentivi rottamazione per il noleggio, che un’elettrica per 5 anni comunque non paga il bollo e che la manutenzione è quasi inesistente… cosa mi cambia comprarla piuttosto che noleggiarla? La rata di acquisto è praticamente l’unica spesa a cui aggiungere solo l’assicurazione che comunque costa meno. Nel preventivo che feci io per il noleggio addirittura mi esclusero il cambio gomme invernali. E allora dov’è qst convenienza?

      • Per molti lavoratori, sempre e giustamente richiamati dai lettori, l’alternativa fra rate e contanti non c’è. L’unica valutazione possibile riguarda la sostrnibilità economica delle rate. Ed è proprio quella che abbiamo cercato di analizzare.

        • Per quel poco di mondo che ho visto, è più facile che a comprare cash sia qualcuno che ha poca disponibilità, più che altro per le cifre che andrà a spendere spesso sotto i 5k per cambiare un’auto che è a fine vita, e ha iniziato a mettersi via qualcosa ogni mese per quando sapeva sarebbe morta o quasi, su cifre da auto nuove posso anche essere d’accordo, ma spesso appunto c’è enorme anticipo e qualcosa saldato a rate perché in realtà i soldi li avrebbe ma preferisce tenersi qualcosa sul conto per eventuali imprevisti, parlando di nuovo tra i 10 e 15, più si sale più la cosa è difficile, anche per cambio di categoria, è più facile che un’auto da soldi soldi sia in mano a un professionista che a un quadro o dirigente, vuoi perché i dipendenti spesso la han in benefit e scarica l’azienda vuoi perché un professionista deve comprarsela da sé ed è magari disposto a pagare di più potendo scaricare una fetta.

          C’è da dire una cosa, la fetta di mondo che ho visto è nel 70% in Brianza dove c’era una cultura un po particolare in merito a finanziamenti etc

    • Caro Enzo ha sbagliato proprio esempio. Ho preso una corsa-e nel 2020. Paragonandola alla versione benzina 100cv (meno potente quindi) ho speso 6000 euro in più per l’acquisto (22,7k Vs 17, preventivi alla mano) e spendo 1400 euro in meno all’anno (chilometraggio 15k/anno). Tra 4 anni la spesa sarà pareggiata, ma sono uno di quelli che non può permettersi il cambio auto ogni 4 anni pertanto l’ho acquistata di proprietà e penso di tenerla. Se la batteria durerà 10 anni avrò pagato complessivamente la corsa-e almeno 6000 euro in meno della corrispettiva termica

      • No, no, Alessio, è lei che ha sbagliato esempio. La sua Corsa-e è costata 10000 euro in meno, provi oggi a comprarla a 22.7k. Quei fantastici incentivi lì non esistono più e oggi non c’è tutta questa convenienza, l’ecoincentivo è molto meno pesante e comunque quasi scompare se non si ha un’auto da rottamare. Peggio mi sento se penso che i listini da allora sono aumentati, alcuni proprio in corrispondenza dell’introduzione del nuovo ecoincentivo.

        Lei raggiungerà presto il punto di pareggio, chi acquista oggi pagando l’auto a rate invece impiegherà molti più anni (o non lo raggiungerà mai).

        • Mi sono permesso di informarmi prima di rispondere. L’ultimo utente che ha acquistato una corsa un mese fa ha pagato 25000 euro. Faccio notare che gli incentivi a cui ho acceduto io erano quelli dei “10000 euro”, ma questi erano 8000 statali con rottamazione e 2000 obbligatori del concessionario. Ad oggi gli incentivi sono passati a 5000 euro in caso di rottamazione e, anche se non c’è l’obbligo, opel effettua 5/6000 euro di sconto dal listino come già accaduto nel mio caso. In pratica i prezzi di listino sono piuttosto pompati alla fonte. Quindi rispetto ai miei calcoli, ripagarsi oggi una corsa-e ci vuole solo uno o massimo 2 anni in più (5 o 6 dall’acquisto).

    • Enzo, come puoi dire la la formula noleggio è per i ricchi? Le statistiche dicono esattamente il contrario, leggi l’articolo: già oggi l’82% delle auto sono acquistate “a rate”. che sia noleggio o finanziamento, non cambia molto. Mi chiedo a questo punto se questo sito è frequentato solo da quel 17% di ricchi che acquistano in contanti….

  14. Io sono in una fase professionale di crisi economica come non mai negli ultimi vent’anni e, nonostante tutto, nel periodo peggiore in assoluto ho scelto, dopo lunghe ricerche e studio, di acquistare una piccola EV usata, sia per le ovvie motivazioni ambientali, ma anche per l’evidente risparmio economico.
    Ho rischiato, mi sono fidato ed al momento ho una “vecchietta” di undici anni che mi porta quasi dappertutto (solo la scorsa domenica, dovendo andare in alta montagna di corsa ho preso l’auto termica che tengo per i viaggi lunghi e le emergenze non programmabili, in attesa, quando si potrà, di farci un retrofit adeguato oppure di sostituirla con una EV long range, molto probabilmente usata anch’essa) facendo ancora girare la testa delle persone.
    Come ho già scritto, credo che le obiezioni sulla mobilità elettrica nascano dall’ignoranza, dal fatto che la vecchia tecnologia termica è facilmente elaborabile, sia per ridurre (forse) i consumi, sia per avere prestazioni notevoli (anche se illegali), mentre sulle EV è molto difficile trovare il “cugggino” che ti modifichi l’auto.
    C’è anche da dire che la sensibilità ambientale, in Italia, è veramente bassa, e conseguentemente la prepotenza altrui porta a far diventare noi, che circoliamo a zero emissioni, quelli che inquinano perché «dopo dieci anni non si sa dove buttare le batterie» ed altre balle simili che, a forza di essere ripetute, finiscono per essere considerate, quando invece a certe gente bisognerebbe togliere i cellulari (quelli sì con le batterie che chissà se vengono riciclate) per evitare che diffondano, consapevolmente, bufale e malainformazione per difendere il loro insignificante status quo.
    Se si vuole un’auto elettrica il mercato delle occasioni si sta creando e con un po’ di impegno ci si riesce, magari indebitandosi, ma mai quanto quando si passa dal distributore di carburante: in ogni caso sarà quasi sempre un affare. Certo, bisogna studiare, investire tempo, cambiare abitudini, e non tutti sono in grado di farlo. Prendiamo atto dell’esistenza di questi ignoranti e cerchiamo noi, per quanto possibile, di non considerarli, perché tanto «non c’è sordo peggiore…».
    Grazie a voi di vaielettrico per ciò che continuate a fare, di cuore.

    • A trovare un usato a un prezzo ragionevole e in buono stato batteria/durata residua garanzia fa sicuramente bene, c’è il problema ora che gli usati han avuto impennate per la lentezza delle consegne del nuovo, le elettriche arrivano molto più vicine al prezzo di acquisto di un paio di anno prima (incentivate) fino con le tesla pareggiarlo.
      Io sicuramente prenderò una usata, anche se costassero quanto le termiche da nuove, semplicemente per usare meglio il mio denaro e magari prendere qualcosa di meglio con la stessa spesa, tenendo le auto oltre i 300k km se anche ne han 50 o 60k ma la batteria è garantita in ottimo stato.. Perché no? Prima o poi tutte ste id3 le dovranno cambiare 😂 sia mai che quando la prenderò usata avrà un sw adeguato hehe

  15. Ritengo che il quesito di Luigi Sollazzi sia malposto e totalmente scollegato dal problema “elettrico sì/elettrico no”. Le modalità di pagamento per l’acquisto o per l’uso di un veicolo non hanno nulla a che fare con la motorizzazione scelta ma solo con il suo costo che costituisce l’importo finanziabile. Evidentemente, se ho un reddito limitato, anche la mia capacità di credito sarà limitata, pertanto così come un neo assunto a 1.300 euro/mese non riuscirà a farsi finanziare l’acquisto di una BMW 320 da 50.000 euro, lo stesso neo assunto non potrà farsi finanziare l’acquisto di una elettrica di pari valore. Pertanto, il vero argomento dirimente è IL PREZZO DI LISTINO delle vetture elettriche: finchè sarà maggiore di una equivalente termica del 50 o anche 100% il mercato costringerà, giocoforza, una parte importante della popolazione a rinunciare alla trazione elettrica . Ecco perchè i grandi capitani dell’industria automobilistica europea stanno dicendo, tutti, che si corre il rischio concreto di tagliare fuore dall’accesso al mercato automobilistico una fetta importante di cittadini! E tutto questo in aggiunta ai problemi connessi alla trazione elettrica, in primis poter usufruire di ricariche a prezzi contenuti e con ampia diffusione sul territorio.

  16. Al momento io i conti li faccio quando acquisto la macchina. Se oggi scelgo la macchina che costa 70000euro, con il mio stipendio di 1500 nessuno non mi da un prestito. Su una termica che 3 anni fa costava 70000euro, oggi costa 30000euro, è su questi prezzi ci sto. Non importa quanto spendo dopo è il costo iniziale che un operaio con un stipendio medio non riesce a sostenere. È poi metto in conto che non ho possibilità di ricaricare ne a casa ne al lavoro, è nella mia città ci sono 2 posti di ricarica abbastanza lontani da casa mia.

    • Va bene 70.000 è per una Tesla d’accordo che non sono auto che porteranno alla mobilità elettrica di massa.
      Sui 30.000€ si trova una BEV anche a meno.
      D’accordo se non si ha modo di ricaricare a casa diventa troppo dura.
      Ci sarebbe anche il discorso se sia corretto non avere un posto auto di proprietà e lasciare la propria auto posteggiata presso aree pubbliche scaricando sulla collettività i relativi oneri
      Bisognerebbe costruire parcheggi multipiano che poi ogni cittadino avrebbe un posto auto pagando un prezzo calmierato un tot al mese tipo 50€ e con possibilità di rifornimento elettrico anche con sola presa elettrica per attaccare il carichino, posti anche con sorveglianza e al coperto per proteggere le auto dalle intemperie e ladri.
      Si potrebbe anche prevedere finanziamenti ad hoc con tassi da muto casa e con un periodo di rimborso lungo tipo 15 anni. Chiaro lo Stato deve aiutare un po qui e un po li, ma secondo me non dovrebbe sborsare tantissimo, basterebbe per coprire giusto certi gap, poi io penso che la gente capirebbe e farebbe la sua parte di sforzo.
      La transizione energetica non è priva di costi, questo è assodato, staremo tutti un po peggio, si cerca di ripartire gli oneri su tutta la collettività cercando di evitare che qualcuno paghi più di altri o resti tagliato fuori, prima che la catastrofe climatica ci travolga tutti, a me non mi interessa una società dove pochi ricconi si prendono la Tesla a me piacerebbe vedere tante automobiline BEV “Oneste” guidate da chi guadagna 1500€ al mese e contento della scelta fatta, e magari anche con FV dove si può, non incazzato perché è stato obbligato, ma tutto sommato contento di partecipare alla transizione energetica e magari risparmiare qualche soldino nei rifornimenti.

  17. Si però la termica va cambiata dopo 150.000km o 10 anni, mentre una BEV dura di più in modo tale che compensa il maggior costo di acquisto.
    Il fato è che le termica, superata una certa soglia, sono da rottamare per il fatto che i motori termici vanno in contro ad usura dovuta al maggior numero di parti in movimento e alle alte temperature, e poi ci sono le leggi che giustamente andranno a penalizzare chi è proprietario di un tubo che emette CO2.
    Per le termiche non parlo dei taglianti fatti i primi 150.000km , parlo di quello che succede dopo.
    La batteria dura quanto l’auto BEV
    La maggior CO2 emessa per la fabbricazione della batteria si recupera dopo 60.000km, ma se la batteria è contenuta anche in 30.000km.
    Ecco bisogna cercare di puntare a BEV con batteria non troppo grande sia per risparmiare CO2 che soldi per l’acquisto e cercare migliorare l’infrastruttura di ricarica, cosa che sta già avvenendo. Per la ricarica pubblica non deve essere per forza economica, l’economia di esercizio non avviene sui lunghi viaggi, ma sull’uso quotidiano, i lunghi viaggi devono essere solo fattibili.
    Poi dotandosi di un impianto fotovoltaico da 2 kW è possible produrre l’energia che serve quasi azzerando le spese di rifornimento.
    Se l’auto non può essere caricata durante il giorno, si cede l’energia del FV a GSE e poi la si compra di notte dal proprio fornitore, il rapporto non è proprio uno a uno, ma ci si avvicina, speriamo che il legislatore eviti di farci pagare l’IRPEF sull’energia ceduta di giorno che poi preleviamo la notte successiva e sarebbe corretto anche restituire le Accise e l’IVA pagata sulla energia prelevata di notte, ma prodotta poche ore prima di giorno.
    Con questi presupposti io direi che la BEV praticamente costa 0€, si ripaga solo con il risparmio del rifornimento che in 150.000km ammonta a 15.000€( 1l Gasolio = 2€ 5l/100km) e tagliandi e alla fine dei 150.0000km si ha ancora un auto marciante anche se con una batteria un po degradata che nell’uso quotidiano non cambia niente e per viaggi basterà fermarsi 5 minuti in più alla Fast e così si possono fare altri 150.000km e risparmiare altri 15,000€, a conti fatti come dicevo l’auto BEV rispetto ad una termica è gratis, è proprio il contrario la vedo indicata per chi ha stipendi bassi, chiaro non parlo di Tesla, ma non c’è solo tEsla e non c’è solo il nuoco, c’è anche l’usato.
    L’importante è avere almeno il box dove poterla ricaricare a casa di notte.
    Chi capisce ci sta guadagnando chi non capisce arranca tra auto svalutate, costi della benzina e del gasolio, officine che costano un occhio delle testa, CO2 che non si può emettere che si traduce i leggi penalizzanti

      • Leggende metropolitane. Oggi qualsiasi vetture a benzina sul mercato è PROGETTATA per funzionare senza necessità di revisione per ALMENO 250.000 km, un diesel normalmente deve funzionare almeno 350.000 km senza necessità di revisione generale, da intendersi come interventi su cilindri-pistoni-bielle-albero motore-testata e distribuzione, cambio, trasmissione finale. Questo non vuol dire, ovviamente, che siano da escludere totalmente i guasti, quelli esistono comunque ma possono accadere anche su macchine a trazione elettrica, seppur non per gli stessi motivi. Non sono rari casi di autovetture termiche di buona qualità (Mercedes, Volvo, VW e altre) con anche 500.000 km sulla schiena senza avere subito una revisione generale del motore.

        • Si ma su quei chilometri bisogna cominciare a farci qualcosa sul motore che visto il valore residuo ne decreta la rottamazione, anche perché alla fine si accumulano un po tutti gli interventi da fare al motore, mentre una BEV a quei chilometraggi non devi farci niente e ne può fare altrettanti.
          L’unica cosa è un un po di degrado della batteria che nel quotidiano non incide e nei viaggi oltre l’autonomia comporta una sosta alla Fast di 5 minuti più lunga.
          Il concetto è sempre lo stesso una BEV può avere una vita utile decisamente più lunga della tarmica, io punterei sul doppio.

    • Si però la termica va cambiata dopo 150.000 km o 10 anni.

      Ma in quale universo? Forse nell’universo dal quale vieni tu dove il presidente degli Stati Uniti è un mutante e gli x-men sono alleati con gli avengers, in questo universo qui non è assolutamente così. 250000 km è un chilometraggio alla portata di tutti i veicoli benzina o diesel, anche di piccola cilindrata. Considerando che dopo quel chilometraggio l’auto viene ceduta ai paesi dei terzo mondo dove continua a vivere e a macinare km. Diverso il caso delle elettriche dove le prime Tesla ad aver raggiunto 1.500.000 sono andate incontro a 8 sostituzioni del motore (!!!) e 3 sostituzione di batteria, non proprio il miglior auspicio per chi pensa a percorrenze elevatissime senza troppi pensieri.

      Irv Gordon ha percorso 5.245.000 chilometri con la sua Volvo P1800 [ https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2021/12/27/news/l_auto_dei_record_la_volvo_p1800_del_1966_che_ha_percrso_5_milioni_di_chilometri-331716255/ ], aspettiamo chi con l’elettrica ne farà altrettanti.

      • Come no, diciamo che un utilitaria non arriverà mai a 250’000km se mi parli di auto più grosse si, ma comunque sia dopo i 250’000 le manutenzioni sono più importanti, se si vuole mantenere in forma il motore, ma purtroppo se uno non ha soldi per acquistare un auto con prezzo più importante, non farà neanche nessuna manutenzione straordinaria, è per quello che si vedono in giro certe ciminiere che non dovrebbero esistere.

        • Se son benzina, hai assolutamente ragione, se son diesel passano comodamente i 300k, almeno se non passi sui dossi a 180 e robe del genere hehe
          È però vero che se vivi in città o nella tua vita mediamente fai tragitti sopra i 15k una volta all’anno, un diesel lo distruggi e quindi non puoi comprarlo, se avessero risolto il problema del FAP ci sarebbe più scelta longeva ma ahimè così non è, col vantaggio dei minori costi di percorrenza di un diesel non sarebbe stato male

        • In famiglia abbiamo un’utilitaria che ha 11 anni e 245.000 km. Ha fatto solo manutenzione ordinaria tranne la sostituzione della pompa dell’olio (poche centinaia di euro di spesa). E’ in formissima. Fatta la prova della compressione cilindri la settimana scorsa, zero problemi. E parlo di un’utilitaria da 74 cavalli.

          • Senza manutenzione, vorrei vedere i dati sulle emissioni, ma non da qualche revisione a manica larga, le vedo in giro quelle ciminiere, dovrebbero sospendergli i libretti, visto che un mio vecchio mezzo dopo 30 anni e ovviamente molta manutenzione non faceva un filo di fumo, e parlo di un diesel del 68, poi vedi in giro cose oscene perché manutenzione straordinaria zero.

  18. Sicuramente col passare del tempo i prezzi scenderanno.
    Ma a mio modesto parere, non conterei sul non pagare il bollo , non conterei sul risparmio assicurativo e non conterei neanche su un prezzo di ricarica che ad oggi , a meno di ricaricare/rabboccare a casa , è sui 0,40-0,50 €/kWh.
    E spiego subito il perché.
    Ad oggi , parlando solo di Italia, lo stato guadagna circa 70 miliardi di euro, di cui 6 provenienti dal pagamento del bollo auto e sull’assicurazione ci guadagna l’Iva.
    Pertanto è pensabile che queste somme saranno recuperate sui costi di gestione della macchina.
    E inoltre lo stato italiano guadagna anche sulla vendita del mezzo , c’è l’Iva, anche sulle rate . Quindi più il bene è costoso più lo stato ci guadagna.
    Per il discorso dell’acquisto in rate o leasing, sicuramente pesa di meno . Sarà da vedere il costo effettivo di tenuta del mezzo, quando di macchine elettriche ce ne sarà una percentuale significativa rispetto ai 40 milioni di mezzi endotermici ora presenti ( e per significativa, a livello statistico , parliamo di almeno il 5% di veicoli elettrici , cioè almeno 2.000.000 ).

    • Tutto può succedere quando le auto elettriche saranno una percentuale significativa. Ma questo non accadrà nell’arco di un contratto che vale tre anni. Quindi costi e risparmi, nel caso di noleggio a lungo termine o finanziamento con restituzione, sono ragionevolmente certi e prevedibili.

      • Concordo pienamente con carmine e poi rispondendo a bernardo, ma chi si tiene una macchina più di 10 anni? anche solo per il gusto di “cambiare”. Poi vi ricordo che come tutti gli oggetti imbottini di elettronica, sono soggetti ad invecchiamento tecnologico molto più rapidamente di un pezzo meccanico (vedi gli smartphone).

        Per chi non è del ramo “informatico” forse non sa che tutti i processori con l’utilizzo si degradano, circuiti si rompono e per questo che quando vengono ingegnerizzati molte parti sono duplicate e “spente” proprio per sopperire a questi casi, fino ad arrivare, come nel corpo umano, ad interi circuiti che vengono “sostituiti” da altri ma con performance ovviamente più scadenti.

        Per quanto riguarda l’articolo, allo stato attuale delle cose, chi acquista un’auto elettrica lo fa a prescindere da tutto per motivi diversi dalla mera convenienza economica, poi se c’è anche quella ben venga. Acquistare un auto, che non ci si può permettere, per tenerla 3 anni e poi RESTITUIRLA, non vuol dire averla posseduta… è solo un prestito.
        Un po’ come le squadre piccole che non possono permettersi grandi campioni allora si fanno dare in prestito quelli dalle grandi squadre e pagano solo le “spese”

        Forse tra 5/10 anni l’auto elettrica sarà una valida alternativa a livello di prodotto e sarà quindi presa in considerazione dalle masse, e come dice Carmine, a quel punto, ciao ciao economicità su tutto quello che oggi rende conveniente un auto elettrica…

        Un bel esercizio per vaielettrico sarebbe: quanto sarebbe conveniente l’auto elettrica se pagassi tutto quello che paga una termica? bollo con gli stessi criteri, assicurazione con gli stessi criteri, ricarica con le accese attualmente presenti sulla benzina, ztl a pagamento, ecc…. e vediamo a tendere quanto si risparmia…

        • Il suo commento, come quello di Carmine, mi sembra in gran parte “fuori tema” rispetto all’articolo. Tranne questo paragrafo: “Acquistare un auto, che non ci si può permettere, per tenerla 3 anni e poi RESTITUIRLA, non vuol dire averla posseduta… è solo un prestito.
          Un po’ come le squadre piccole che non possono permettersi grandi campioni allora si fanno dare in prestito quelli dalle grandi squadre e pagano solo le “spese”.

          Ma le chiedo: per lei l’auto è un bene d’investimento o un mezzo di trasporto? Perchè se è un mezzo di trasporto, a che serve possederlo? Basta poterlo utilizzare. Come a una squadra di provincia basta non retrocedere in serie B.

          • Ma veramente vogliamo dire alle persone, che fino ad ora compravano auto da 10-20 mila euro… facendo un finanziamento, che per comprare un’auto da 50-60 mila euro basta fare un finanziamento cosi ce lo si può permettere?

            Perchè mi sembra questo il senso dell’articolo…

          • Il senso dell’articolo non è questo. Ma se lei parla di auto da 50-60 mila euro vuol dire che non l’ha letto, perchè noi non l’abbiamo mai scritto.

          • Avevo valutato il noleggio, però è un discreto incubo. Se sforo i km pago di più senza possibilità di contrattazione come una vendita privata. Ma soprattutto… Se le faccio un segno devo pagare i danni. Mentre magari sulla mia ci viaggio 300000 km. Per chi ha stipendio basso il carrozziere resta quasi sempre un miraggio, ma se noleggia un’auto è un incubo, ancor di più su una elettrica se la botta la prende nel posto sbagliato che comprenda sensoristica. Non so, ma credo che questo incida parecchio

        • Va bene se vuoi cambiarla prima , con una BEV potrai spuntare un prezzo di rivendita più elevato che ti compensa della maggior spesa di acquisto più il risparmio nel rifornimento avuto nel frattempo.
          Per elettronica dipende come è stata progettata, per esempio ci sono i condensatori elettrolitici che sono critici, i chip non più di tanto, per esempio nell’automazione industriale ci sono azionamenti in elettronica di potenza che risultano molto robusti, la progettazione non deve essere come quella dei PC da ufficio o cellulari, ma come se fosse un azionamento industriale, per esempio ci sono i PC da ufficio e PC per ambianti industriali che ovviamente costano di più. Io vedo che comunque nelle auto e più la parte meccanica che va in difficoltà piuttosto dell’elettronica, dico per usura, oppure sono i sensori come la sonda lambda che poi danno false informazioni alla centralina, son sempre guasti non imputabili all’elettronica, ma alla meccanica e alla chimica.
          Alla fine con una BEV vai meno in officine che con una termica.
          Giusto il tema della accise sui carburanti, un po di accisa c’è anche sull’energia elettrica, però qui dovremmo mettere anche i costi ambientali delle emissioni di CO2 che una termica comporta.
          Il problema della CO2 non è solo un tema ambientale, ma sta diventando anche economico, oramai non è più tema per appassionati, l’aumento della CO2 sta causando dei danni economici e dobbiamo ridurla non fra 10 anni, ma bisogna iniziare subito con le tecnologie che già ci sono.
          La situazione della CO2 è molto grave , molto di più di quello che di danno intendere i mass media, è come con il Covid all’inizio non dicevano niente o sottovalutavano, invece la situazione dopo un paio di mesi si è palesata in tutta la sua gravità, eppure c’erano già tutti gli elementi per capire.
          Non è vero che i massimi sistemi politici ed economici sono in grado di gestire le grandi catastrofi naturali, dobbiamo essere noi popolino a prendere l’iniziativa, loro non lo faranno.
          E’ grazie al popolino e appassionati che adesso ci sono le BEV e gli FV, se fosse per i massimi sistemi politici ed economici saremmo ancora a studiare come gabbare la politica con la benzina sintetica nei laboratori o a studiare come gabbare le pubbliche autorità di controllo taroccando le centraline. Insomma tutte le illegalità e taroccamenti vanno bene pur di non rinunciare al business legato ai morti termici. Nel business ci metto anche le officine di riparazione e chi costruisce strumenti per loro , anche li altro business per test di autodiagnosi e compagnia cantante.

      • Meno male che almeno ammette che “tutto può succedere”, quando le elettriche saranno una percentuale significativa.
        Per cui ogni previsione al riguardo è poco più di una congettura assai approssimativa.
        Nel frattempo, visto che il piatto piange, si potrebbe almeno assoggettare ad Iva ordinaria l’energia elettrica domestica utilizzata per ricaricare l’auto.
        Non è azzardato sostenere che chi oggi acquista un’auto elettrica è più benestante di chi non può farlo, no?
        Però, caro Massimo Degli Esposti, a cercare di ragionare ci si scontra contro la marea montante di questa nuova epoca, in cui qualcuno ha deciso che si deve passare all’auto elettrica.

        • Ho rinunciato da un pezzo a cercare di ragionare con lei. Lei è quello che si stende sui binari per fermare il treno anzichè correre per saltarci sopra. Buona fortuna

          • Risposta di comodo.
            Quando discuto non ho bisogno di usare espressioni forti.
            Il suo atteggiamento è tipico di chi non tollera dissensi ragionati.
            Comunque ha ragione lei, con la metafora del treno.
            Lei è soltanto il macchinista.

        • “Non è azzardato sostenere che chi oggi acquista un’auto elettrica è più benestante di chi non può farlo, no?”

          Non è azzardato e concordo. Ma va detto che a breve le elettriche potrebbero costare come le termiche. E in futuro meno. Ci sono motivi per avere questi auspici:

          – la ricerca ossessiva sul costo delle batterie e sul limare che spinge la ricerca a trovare soluzioni sempre più economiche (si stima che il costo delle batterie dovrebbe scendere di oltre la metà nel 2030)
          – il fatto che l’auto elettrica sdogana i costruttori asiatici e favorisce la nascita di nuovi costruttori low cost, liberandoci dalla gabbia del cartello dei costruttori occidentali (e di cartelli ce ne sono stati in questi anni, non è complottismo, si veda quello sulle emissioni, quello sui tir, quello sui fari anteriori, e ci sono state anche le condanne)

          Quindi sì, l’auto elettrica oggi ancora costa un po’ di più, soprattutto se la si paga a rate. Ma il tendenziale è roseo …

          • Quando è uscito l’iphone costava uno sproposito rispetto a quello che era la platea di telefono disponibili in quel periodo… chi poteva permetterselo lo ha acquistato senza troppi problemi, gli altri si sono indebitati per anni… pagare per 3 anni un telefono che dopo 1 volevi già sbarazzartene perchè era uscito il modello nuovo “migliore di sempre”…

            Anche se da alcuni commenti nel forum pare che si vogliano fare investimenti a lungo termine per giustificare il fatto che le auto elettriche costano uno sproposito… non toglie il fatto che come per l’iphone.. tra un po la gente vorrà sempre il modello nuovo perchè sarà “il migliore di sempre” ed il mercato dell’usato al momento non è cosi benevolo.
            Provate a farvi fare un preventivo dando in permuta la vostra auto elettrica e vedere cosa ne viene fuori… altro che “avrà un valore più alto visto il prezzo di acquisto più alto” come leggevo in un commento.. anzi… nessun concessionario le vuole perchè nessuno vuole auto elettriche usate.

          • A noi non risulta che nessuno voglia acquistare auto elettriche usate. Semmai è vero il contrario. Sia gentile, porti qualche esempio.

        • Eh, sì, secondo lei si tagliano le accise per le termiche e si devono aumentare le tasse per le elettriche… Il mondo al contrario… Mettiamo anche una tassa di possesso sui pannelli solari, sul cibo bio, sulla raccolta differenziata, sulle pale eoliche, sia mai che qualcuno che ci risparmia dall’inquinamento e dalla CO2 ne abbia un vantaggio personale…
          Comunque mi auguro che la benzina arrivi a 6 euro al litro e lo stesso sia per diesel e benzina, ma senza il bisogno di tasse, basterà il consumo mondiale aumentato da cinesi e indiani a fare ciò, con tanti saluti a lei e alla sua “proposta” …

          • Ma nessuno ha detto che si devono abbassare le accese sulla benzina e aumentare quelle sull’energia, ma che lo stato adesso sta incentivando quindi crea delle basi favorevoli a fare si che la gente valuto l’acquisto elettrico, ma fra qualche anno quando ci sarà una base solida e non ci sarà più interesse ad incentivare tutti i vantaggi fiscali di cui oggi godete si appiattiranno fino a scomparire ed adeguarsi al termico.

            Quindi il mio pensiero è non valutare l’acquisto solo xké non si paga il bollo o perché l’elettricità costa meno della benzina perché queste cose finiranno

          • Mi dispiace Antonio, ma qui non sono graditi i link ad articoli di pubblicazioni concorrenti.Faccio però notare la data dell’articolo in questione, che mi pare sia dell’inizio 2020 con riferimento a rilevazioni del novembre precedente. Per le auto elettriche parliamo di un’altra epoca storica, quando il mercato del nuovo era quattro volte più piccolo e le auto elettriche usate erano mosche bianche. Oggi se vendesse una Bev di due anni incasserebbe più di quello che aveva pagato il nuovo.

          • Va bene,
            anche se censurare i commenti non mi sembra una bella cosa su un sito che vuole fare della condivisione la propria carta vincente… il link era solo per argomentare la questione non voleva essere una pubblicità o uno spam per dirottare persone verso testate “concorrenti”.

      • Scusi ma facciamo due conti…
        Lei parla di un finanziamento per la Dacia Spring di “180€ per 36mesi”

        Io non sono un esperto di finanza ma vorrei farle notare che a quella cifra (6480€ in totale) andrebbero aggiunti i 3410€ di anticipo e soprattutto gli 8190€ di rata finale se si decide di tenerla (se no ci sarà un altro anticipo e altre rate.)
        Giusto per la precisione… E per fare i conti correttamente

        • Certo, come per tutte le formule di finanziamento con riscatto/restituzione e per qualsiasi tipo di motorizzazione. Comportano sempre una spesa finale totale teoricamente superiore ma dilazionata nel tempo e ridimensionata dalla possibilità di beneficiare contestualmente del risparmio sui costi di gestione.

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