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Auto elettrica e posti di lavoro, polemica infinita

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Auto elettrica e posti di lavoro, una polemica infinita. Davvero l’auto a batterie fa perdere occupazione? Riceviamo molte mail in proposito e abbiamo deciso di pubblicarne una per dire una volta per tutte come la pensiamo.

auto elettrica e postiAuto elettrica e posti… / “Avremo tanti meccanici disoccupati”

“Nulla a che dire sulle finalità del vostro sito .. qualcosa avrei da dire riguardo al parossismo con cui si enfatizza il passaggio a mobilita elettrica. Ho letto con piacere le dichiarazione del CEO Toyota, aldilà del fatto che tale marchio sia stato un precursore .. Un’analisi disincantata dei negativi effetti sull’occupazione qualcuno doveva con coraggio farla. Pensiamo all’indotto, a quanti meccanici disoccupati, rivendite accessori auto di consumo che chiuderanno. Perché sulle auto elettriche non si cambiano olio , filtri, pompe oli .. e tantissime altre componenti. Si cambiano pacchi di batterie e motori elettrici, ma solo da parte di un manipolo di garage specializzati. Pochi addetti e riparazioni che necessitano di tempi biblici (su una Tesla di mio conoscente 4 mesi per riparazione in garanzia, solo la filiale Tesla poteva effettuarla..)

auto elettrica e postiAuto elettrica e posti…/ “Le colonnine dove sono?  Ed è altro che inquina”

Sapete quanti punti di ricarica esistono nel comune a Nord di Milano dove vivo con altri 24.000 abitanti? Due colonnine nel parcheggio di un supermercato. Di cosa stiamo parlando ? Questa desertificazione dei posti di lavoro in nome di cosa? Io alcune volte sono a Milano, in coda a bus che emettono colonne immense di fumo. Vedo camini dei condomini che sembrano voler trasmettere segnali  di fumo, evidentemente caldaie ancora a gasolio. Però chi inquina è l’auto del privato cittadino, ma per favore! Senza infrastrutture è pura utopia, se non un azzardo, parlare di “solo auto elettriche “. Infrastrutture che necessiteranno di spazi ben più consistenti delle attuali stazioni di rifornimento carburante, causa tempistiche di ricarica/pieno non paragonabili. Datevi da fare con le istituzioni in tal senso, sarebbe attività più utile che non propalare un futuro elettrico senza infrastrutture che possano reggerne l’approvvigionamento. Roberto Scotti

auto elettrica e posti
Akio Toyoda, presidente del gruppo Toyota.

Risposta. Si cita sempre il presidente della Toyota come paladino dei posti di lavoro messi a repentaglio dall’elettrico. Il signore in questione, però, non si è mai preoccupato quando la sua azienda, puntando sulla qualità totale, ha messo in ginocchio l’industria americana dell’auto. Costringendoli a licenziare legioni di operai, con decine di fabbriche chiuse. Il progresso e la concorrenza vanno bene quando sono a nostro favore, quando sono appannaggio di altri bisogna fermare il mondo? È vero che la Casa giapponese è stata la prima ad aprire la strada dell’elettrificazione. Ma poi si è arroccata su questa tecnologia con una cocciutaggine controproducente. La Volkswagen ha scelto un atteggiamento opposto: vive l’elettrico come un’opportunità e rassicura la sua gente che nessuno resterà per strada. Anzi, le auto a batterie e il digitale apriranno nuovi business. Certo, usciranno persone di età più avanzata, ma senza traumi. Ed entreranno giovani con professionalità diverse, visto che oggi le auto sono computer con le ruote.

auto elettrica e postiAnche le macchine da scrivere occupavano un sacco di gente…

Nessuna desertificazione dei posti di lavoro, dunque. Certo, si poteva fermare l’avvento del personal computer quando si è capito che l’Olivetti non avrebbe avuto futuro con le macchine da scrivere. O vietare che nascessero aziende come Netflix per salvare i negozi di Blockbuster, dove si noleggiavano i film in cassetta. Peccato che il mondo vada in un’altra direzione e che ci sia una variabile di cui in queste levate di scudi non si tiene mai conto: le esigenze del cliente. Quanto alla rete di ricarica, si fotografa sempre la situazione attuale, dimenticando che è in atto una corsa a installare che anno dopo anno moltiplica il numero delle colonnine. Omettendo di dire che l’auto elettrica si rifornisce soprattutto a casa, cosa un po’ difficile da fare con auto tradizionali. Quanto al “c’è ben altro che inquina“, informiamo che proprio città come Milano stanno sostituendo i bus che emettono colonne di fumo con mezzi elettrici. E che anche sul riscaldamento ci sono norme precise per una maggiore sostenibilità.

IN CONCLUSIONE. Siamo pronti a scommettere che Paesi come la Germania, lesti a cavalcare il nuovo che avanza, non perderanno posti di lavoro. Non ci scommetteremmo per l’Italia, in cui si cerca sempre il pelo nell’uovo per restare ancorati a un rassicurante passato. Che però, a lungo andare, si rivela foriero di guai e di fabbriche che chiudono, senza che se ne aprano di nuove.


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79 COMMENTI

  1. L’auto elettrica è solo una moda da città, perché “deve valere” per tutti gli italiani, visto che l’Italia è fatta di tanti piccoli comuni?
    Potremmo fare a meno dei giornalisti visto che ci stanno gli algoritmi…
    Noi facciamo moltitissimi sacrifici per mantenerci l’aria buona e una qualità della vita invidiabile, non li imponiamo al resto della penisola, voi ci imponete le vostre “mode verdi”.
    Non ditemi che è il progresso, perché con l’avvento di internet l’inquinamento mondiale è schizzato alle stelle, i siti risiedono nei servers, e per funzionare hanno bisogno di diversi kwh al giorno, tanti servers consumano anche molti mwh al giorno, e le attuali rinnovabili non bastano…
    Io con 1mwh ci faccio andare avanti la mia casa per un anno intero, abitazione di 250mq. Cappotto esterno e riscaldamento con la mia legna.
    Vi piace tanto sprecare la corrente perché fa tendenza. Il vero progresso è consumare meno o quasi niente per non gravare sull’ambiente. Noi ci viviamo in equilibrio e sappiamo che significa rispettarlo, a voi la natura piace solo come diversivo occasionale, ma non come impegno quotidiano.
    Statemi bene.

    • Infatti per scrivere questo commento, non hai utilizzato un Pc, non hai utilizzato la tua odiata internet e per finire il tuo commento non risiede in un server.
      Poi, non ti muovi se non a piedi o forse a cavall0?
      Ti auguro di non aver mai bisogno di un ospedale, sai, senza internet i dottori fanno molta più fatica a tenersi aggiornati.
      Stammi bene ed in salute.

      • Caro ragazzo,
        io credo fortemente nel progresso, ma senza l’uso consapevole delle tecnologie si fanno grandi danni.

        Internet è uno strumento straordinario, conta l’uso che se ne fa…
        Grazie ad una strategia, letta appunto su Internet, sto riducendo i miei consumi, anche quelli domestici.
        Il mio PC fisso, compreso il monitor, consuma al massimo 25wh.
        La mia rete domestica, date le dimensioni da coprire, è totalmente cablata, questo mi fa consumare meno rispetto ad una copertura con wi-fi.
        Il mio server domestico gira su “sbc ARM”, comprensivo di hard-disk sta sui 6wh, e ovviamente usa “GNU-Linux”
        Con ~80kwh ci porto avanti la mia rete per un anno.

        Purtroppo non posso influenzare le scelte di hosting fatte da “vaielettrico.it”

        Possiedo automobili di piccola cilindrata che arrivano a percorrere anche più di 20km/l.

        Un medico acquisisce sapere e forma mentis soprattutto durante il suo percorso accademico, senza questi pilastri se uno è somaro non c’è aggiornamento che tenga, forse non hai mai letto un testo di medicina.

        Ho fatto certe scelte proprio perché tengo alla salute, anche tua.

        • Qui parliamo di auto. Non capisco perchè lei, giustamente così’ attento a non sprecare energia per Internet e gas per il riscaldamento, non cerchi di fare altrettanto con l’automobile: passando all’elettrica, infatti, avrebbe l’opportunità di dimezzare le sue emissioni di CO2 e azzerare quelle di gas inquinanti.

          • Grazie del consiglio Caro,
            quando diventerà ecologico ti chiamerò, per ora mi bastano gli algoritmi…

            Un abbraccio.

          • Caro Ragazzo,
            apprezzo molto la Sua difesa dell’indifendibile, ma da più di quarant’anni mastico di queste cose e da più di venti pratico la riduzione dei consumi, so di cosa parlo.

            Non capivo il perché dei Suoi interventi, anche pretenziosi, ma quando si è penna d’aquila non ci si può rifiutare…
            Vero?

            Un abbraccio.

          • Caro Pincopallo, mi meraviglia che dopo tanti anni a masticare di queste cose non abbia tirato fuori un ragionamento compiuto per dimostrare che sa di cosa parla. Forse ha masticato molto, ma ha digerito male?

        • Oltre ad aver realizzato una casa che consuma pochissima energia, ho montato un impianto che PRODUCE l’energia che serve sia per la casa, che per le 2 ad che ho.
          Il mio nas, che gira con un sistema GNU-linux, consuma poco, così come i sistemi domotici e la VMC con regolazione automatica al valore di CO2.
          Tutto autoprodotto.
          Quindi, la prossima volta, evita quel tono saccente e scendi da quel trono, che rischi di cadere e farti male.
          Buonanotte, Ragazzino

      • Mi sa che non hai detto proprio niente…
        Forse un camino l’hai visto solo in fotografia.
        Oggigiorno per il riscaldamento a legna ci sono sistemi molto efficienti, anche anti-inquinamento. Termocucina e canna fumaria coibentata…
        La legna ce l’ho poco distante, con un solo viaggio faccio il rifornimento per un anno intero.
        Per quanto riguarda il bilancio di CO2, ammesso che serva, sto a zero.
        Keep It Simple Smart.

        • Bene.
          E considerando che, ovviamente, il tuo camino è dotato dei suddetti sistemi anti inquinamento, non inquina, giusto?
          Quindi non avrai nessun problema a respirare quanto esce dalla canna fumaria, vero?
          Io, per correttezza, mi metterò a respirare quanto esce dalla mia Pompa di Calore ( PdC ).

          Ah, il bilancio della CO2 non è neutro.
          Perché in 1 settimana liberi la CO2 che la pianta ha incamerato in 40-60-80 anni.

  2. Il problema è e sarà il reinserimento di chi perderà il lavoro per via di tagli e riduzioni, che accadrà nel settore dell’auto tradizionale: questo è un dato di fatto.
    Peccato che, al momento, cercano solo i “giovani”… e quasi sempre solo laureati (i “semplici” diplomati si vede che puzzano, probabilmente…).
    Esempio diretto, sono un tecnico elettronico, ho 43 anni e più di venti anni di esperienza… ma guarda un po’ un profilo come il mio non va bene… e di elettronica in questo settore ce n’è ovviamente molta (di segnale, di potenza ecc.).
    E aziende che si vantano di essere piene di lavoro, che operano nel “green”, preferiscono prendere solo i “giovani”… alcune lo dicono proprio esplicitamente… eh sì, perché così risparmiano anche perché se sono under 29 li fanno passare come apprendisti…
    E magari ‘ste aziende si sono prese o stanno prendendo pure i fondi statali del “green” e del “digitale”, ma i “vecchi” non li vogliono…
    Queste cose sicuramente succedono solo in Italia…

    • Continueranno a lavorare e fare parti meccaniche, mentre quelle che spariranno verranno implementate dalle nuove tecnologie, basta smettere di polemizzare e darsi da fare per non perdere il treno, ricordatevi che il mercato è al suo esordio, bisogna convertirsi e non perdere questo treno come è già stato perso altre volte

    • Io ho un diploma professionale come meccanico d’auto, preso nel lontano 85 ma ho sempre fatto corsi anche di programmazione con linguaggi ormai paleolitici era appena nato il dos che io ho saltato, fuori dal ambito automotive, ho sempre guardato a 360° come meccanico la mia carriera è finita quasi subito ma ora a 52 anni sono tecnico programmatore robot, 10 impianti da seguire più altre 5 macchinari ad alta tecnologia, più tutta la fase industrializzazione dei nostri prodotti, compreso le attrezzature, io non ho 5 secondi liberi, il più delle volte mi porto il lavoro a casa così riesco a fare qualcosa in tranquillità, ma non si trova personale che abbia voglia di sbattersi fare la gavetta, mettere anima e corpo su quello che fa, i giovani vogliono già esser arrivati, i più vecchi non ne vogliono sapere perché secondo loro hanno già imparato anche troppo, e io tra 10 anni e sono in pensione, ora non ci sono i posti o non c’è la volontà 🤔🤔 ricordatevi che il lavoro c’è manca la materia prima che è l’essere umano, le macchine da sole fanno poco o nulla.

  3. Prima di andare in vacanza ho portato la macchina dal meccanico per un controllo generale. Risultato? Ho speso 200€ per cambio olio e filtri che a suo dire andavano fatti per stare tranquillo. Ho da circa 10 anni una auto euro5 e ho speso un capitale per la manutenzione e i guasti. Io dico basta! Gli addetti ai lavori devono capire che una auto a combustione non è sostenibile con questi costi. Costa quasi quanto mantenere un appartamento. Ma stiamo scherzando?!

  4. L’Italia è il primo importatore in Europa di acciaio destinato alla componentistica auto, abbiamo centinaia e centinaia di imprese che stampano e lavorano componenti per le auto tradizionali. E non parlo solo di FIAT, lo facciamo per l’industria tedesca, francese e anche per Toyota. Parti del motore, della frizione, supporti, ecc. Migliaia di dipendenti con relative famiglie che campano grazie questo settore. Il parallelismi fatti con Netflix o peggio ancora con la macchina da scrivere, non hanno molto senso. Sono numeri completamente diversi. Qui stiamo parlando di più di 300.000 famiglie, 90.000 occupati nel settore commerciale. A questi vanno aggiunti i dipendenti delle aziende che producono sistemi di imballaggio, i trasportatori su gomma, le officine specializzate con tutti i loro fornitori e potrei continuare…
    Qualcuno andrà in pensione? Certo, ricordiamoci che le pensioni le pagano quelli che lavorano però. Voi credete veramente che qui in Italia, con la disoccupazione che già c’è, si riusciranno a ricollocare tutti questi lavoratori? Dai su…

    • lo scrivi tu.. lo facciamo per l’industria tedesca, francese..

      Il problema è che nel resto dell’ Europa il cambiamento è inarrestabile (ad Agosto le auto a spina sono a più del 20%) e quindi la tua bella componentistica fra poco tempo non servirà a niente se non a qualche appassionato di vintage o ai mercati del terzo mondo.

      Quindi o cambiamo anche noi o siamo fuori dal mercato.

      Ritardare è un palliativo che pagheremo caro…

    • Questo vale per qualsiasi salto di tecnologia, da 200 anni a questa parte. E da 200 anni ogni volta si teme un disastro occupazionale che però non c’è mai stato. Pensi all’agricoltura che nel dopoguerra occupava il 40% degli italiani e oggi il 4% scarso.

      • Faccio presente che mai prima d’ora un salto di tecnologia è stato imposto dall’alto. Nessuno ha mai detto da questa data è vietata la produzione e vendita di carrozze e di macchine da scrivere. Questo “dettaglio insignificante” ve lo scordate sempre nei vostri esempi. Se l’auto elettrica è migliore sotto tutti i punti di vista sarà il mercato a stabilirlo. Ma no, si vuole forzare la mano ed è qui che nasceranno i disastri a livello sociale, sia per l’occupazione che per i consumatori. Le persone che lavoravano nel settore agricolo non sono state cacciate perchè una legge gli vietava di lavorare ma perchè hanno trovato più conveniente lavorare nel settore terziario e nell’industria, così come le persone hanno trovato più conveniente spostarsi con le automobili piuttosto che con i cavalli. Sono tutti progressi che sono avvenuti in maniera graduale e senza imposizioni fatte nel nome di un malinteso senso della sostenibilità ambientale(il problema è la sovrappopolazione e lì sì che qualche ente sovrannazionale dovrebbe imporre delle leggi sul controllo della crescita demografica, eliminiamo il nostro 40% di gas su 60 milioni di italiani e nel frattempo la popolazione aumenta di 500 milioni).

        • Come no, non è stato imposto direttamente , nel momento che una tecnologia entra nel quotidiano e fa risparmiare molto alle famiglie e alle industrie, è un dato di fatto che è un obbligo indiretto, perché nessuno comprerà del altro, è come se un produttore di auto dicesse oggi metto in commercio un auto che come obiettivo ha quello di non farti pagare nulla oltre l’acquisto, il 70% va a colpo sicuro e cambierà il restante dovrà adeguarsi al nuovo standard e comunque una gran fretta del indotto dovrà evolvere, e non serve un obbligo, basta la volontà di pochi, metti che da domani non ci siano incentivi, ma nascano case costruttrici che vendono auto EV di lusso sotto i 10K e le utilitarie a 5k con una manutenzione minima com’è per tutte le EV secondo te quanto ci vuole a fare la transazione ?? Secondo me la metà del tempo che ci vuole ora.

        • Tutto dipendende da quell’aggettivo “malinteso” aggiunto a “senso della sostenibilità ambientale”. Purtroppo la comunità scientifica mondiale ci dice che la decarbonizzazione è una urgenza assoluta e drammatica. Però trovo curioso che lei, Carlo, consideri intollerabile l’imposizione dell’auto elettrica, e addirittura auspicabile una politica demografica alla cinese, con imposizione del figlio unico per legge. E cosa mi dice della sterilizzazione di massa (degli altri, naturalmente)?

          • Concorso pienamente, potrebbero anche non imporre nulla, ma dire dal 2022 il combustibile costerà 20€ il litro, così non impongono l’obligo al passaggio ma diventerebbe indiretto com’è successo in un qualsiasi cambiamento evolutivo, ma penso che farebbe molto più male di un improbabile perdita di posti di lavoro.

          • Formula Green Pass, insomma… Come diceva Mao, non importa se il gatto è grigio o nero, purchè pigli i topi.

          • Buongiorno sig. Massimo, io non sono affatto favorevole a sistemi di controllo demografico alla cinese, che per inciso hanno portato a decine di milioni di persone senza identità e senza diritti, nè tantomeno a campagne di stetilizzazione di massa.
            Ma qualcosa bisognerà fare.
            Tanto per iniziare smetterla con le campagne di fertilità o dire che gli italiani fanno pochi figli.Siamo 8 miliardi con tutto l’indotto che ne deriva per sostenerci(allevamenti intensivi e sfruttamento del territorio per le colture e gli insediamenti urbani) a quanto vogliamo arrivare? Questo intendevo per malimteso senso della sostenibilità ambientale. Il problema ambientale è drammatico e urgente ma non possiamo pensare di risolverlo semplicemente riducendo i consumi o rendendoli più sostenibili.

          • Qualcosa bisognerà fare, dice lei. Sì, ma cosa? Penso che sia più produttivo aguzzare l’ingegno e diminuire le emissioni con tecnologie meno energivore. >Con l’illuminazione a led, per esempio, ci siamo riusciti. Con le rinnovabili, le pompe di calore, gli isolamenti termici negli edifici, anche. La mobilità elettrica è un’altra strada percorribile.

        • ….sul serio vuoi che la natura faccia il suo corso
          e sia la natura,
          facendo il suo corso con il cambiamento climatico,
          a obbligare l’uomo a cambiare stile di vita?

          darwinismo spinto?

          no, perchè quel tale nel medioevo scriveva
          “fati non foste per viver come bruti”…

          io direi: se possiamo evitare di farci male in maniera definitiva e irrecuperabile
          magari anticipiamo la natura, che ne dici?
          per esempio
          si fa così con le assicurazioni per la grandine
          per le serre degli orti contro i rigori dell’inverno
          per le sponde dei fiumi per evitare esondazioni….

          per dire: non è che siamo proprio obbligati ad andare a verificare di persona se il riscaldamento in più sarà 2 gradi o 3 gradi o peggio….

          non trovi?

          do per scontato che tu non sia un negazionista del clima, s’intende

    • Per carità son il primo a criticare la corsa alle elettriche che sta andando un po veloce tralasciando i problemi paralleli (caldaie, trasporto aereo e navale etc han tempi enormemente più lunghi x adeguarsi) ma..
      Chi fa componenti per auto la stragrande maggioranza non gli cambia una fava, se stampi paraurti per termica lo fai per le elettriche, tutti i mollifici e produttori di freni faranno molle e freni diversi ma come non è che oggi fan freni identici a dieci anni fa si evolvono a prescindere dal carburante che fa andare il mezzo.
      Restano quelle piccole aree che comunque avranno in ogni caso uno spostamento e basta se parliamo di dipendenti, se oggi ci sono tot che producono parti di motori frizioni pompe etc… È anche vero che domani serviranno molte più aziende che producono motori elettrici, magneti, semiconduttori, sistemi di accumulo (batterie)
      Non sono per niente tutti come tesla che si fa in casa o in Cina le cose per aumentare il margine di guadagno il più possibile, le case tradizionali non potranno mai lavorare in quel modo

  5. Quando lo stabilimento di italvolt sarà completato riparleremo di posti di lavoro.
    Spero solo facciano in fretta …..in Italia siamo sempre un passo indietro.
    Chissà perché??
    Burocrazia e ostruzionismi vari probabilmente a qualcuno fa comodo così.

  6. L’auto elettrica e’ un elettrodomestico per la mobilita’ che non risolve da sola il problema dell’ambiente. Se si produce energia con i combustibili fossili nulla abbiamo fatto. Inquiniamo poco meno senza sparlare della produzione dello smaltimento ad esempio delle batterie.

    Andrebbe ripensata tutta la mobilita’ e il sistema dei trasporti e soprattutto il concetto di possesso del mezzo. Un auto si usa mediamente meno di 800 ore all’anno…perche’ “comprarla” e non “usarla”…?

    Discutiamo di piccoli dettagli e non vediamo le cose con la giusta prospettiva che e’ un po’ piu’ larga.

    • Non esista da sola una cosa che risolva i problemi dell’ambiente. Ne esistono centinaia e molte afferiscono ai nostri stili di vita. Ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare. Quanto alla proprietà dell’auto, nelle grandi città sono già tantissime le persone che l’auto non la comprano e la usano solo quando ne hanno necessità, affittandola con formule come noleggio o sharing. Non a caso nascono veicoli studiati proprio per questi usi, come si è visto al recente Salone di Monaco. Tanti dettagli tutti uniti fanno un bel quadro d’assieme.

    • L’energia elettrica in Italia è prodotta per il 43% da fonti rinnovabili.
      La benzina ed il gasolio sono al 100% no rinnovabili.
      Già questo dovrebbe farle pensare.
      Se poi le alimenta con un impianto fv, la quota di rinnovabili aumenta, no?
      Le batterie a fine vita non si smaltiscono, vengono riciclate al 93%.
      Ma informarsi un poco prima di scrivere no?

    • ma cosa dici…bisognerebbe informarsi su cosa significa “MIX energetico nazionale”. Cercalo su Google.

      Il mix italiano è ottimo perché abbiamo un eredità idroelettrica importante. Il consumo delle auto termiche è al 100% di petrolio…..

      Quindi evitiamo di fare discorsi da sempliciotti come il ministro Cingolani, ma lui almeno quelle cose non le pensa. Le dice per conto di chi lo ha messo a mantenere lo status quo e a continuare elargire i soldi ai soliti noti.
      Sveglia!!

      • L’energia elettrica in Italia è prodotta per il 43% da rinnovabili, quindi una ev che si carica ad una colonnina, ha il 43% di rinnovabili.
        In Italia non si fa energia xon il petrolio, si svegli si informi lei.
        Le mie vanno con il mio fv, quindi 100% rinnovabile.
        Ed il suo fv quanto produce?
        Invece di parlare, lei cosa ha fatto per migliorare la situazione?

    • Caro Massimo, si informi su cosa sono il V2G, V2H e V2L; scoprirà che l’auto elettrica può fare tante cose anche quando la lascia ferma parcheggiata. Scoprirà che oggi stesso può andare in una concessionaria ed acquistare un’auto in grado di creare un sistema autonomo in abbinamento alla sua abitazione. Scoprirà che ENEL è il primo grande produttore e distributore di energia elettrica che sta sperimentando lo scambio bidirezionale di energia da e verso l’automobile elettrica. Scoprirà che, ad esempio la Ioniq 5, è dotata di serie di un connettore per prelevare l’energia contenuta nella batteria e metterla a disposizione di qualsiasi dispositivo elettrico le voglia utilizzare, a 220 V in AC. Insomma, scoprirà che possedere un’auto elettrica ha molto più senso che possedere un’auto a combustibili fossili. Non domani. Oggi.

  7. In Italia ENI ha scelto una persona per spaventare le persone sulla transizione ecologica. Questo povero uomo ha preso il lavoro sul serio e non perde mai un giorno senza fare uno show contro gli ambientalisti, contro le auto elettriche e per difendere il GAS.
    Il risultato della sua attività di lobbysta sarà il ritardo incolmabile che avremo rispetto alla Germania al nord Europa e anche la Francia.

      • È che il petrolio sta finendo, e prima si passa a non usarlo per mobilità ed energia più ne resta per scopi industriali, plastiche e nuovi materiali a base di carbonio. Quindi eni come le altre petrol o si adattano o sinridimensionano enormemente e alcune chiuderanno

        • Parola molto grossa visto che i nuovi dati né danno ancora per un centinaio d’anni se non di più, magari fosse già finito tutto questo battibecco sarebbe finito.

  8. Io parlo in prima persona, anno 1985 corsi professionali come meccanico d’auto e corsi di saldatura, e dall’altra parte mio padre mi fa fare un corso di programmazione, quando i PC praticamente non li aveva nessun, finità la scuola trovo lavoro presso un laboratorio come saldatore, poi cambio lavoro e trovo posto in un officina per autotreni, ma le mie condizioni di salute non mi permettono di continuare, quindi cambio lavoro e torno in un laboratorio da lì imparo ad usare molti macchinari meccanici, continuo a saldare, ma la situazione continua a peggiorare, nel frattempo entrano in azienda i primi robot per saldatura e io vengo indirizzato a quelli, la più bella cosa che potessero inventare, molti mi dicono che stanno portando via il lavoro, e io dico si vede che non avete mai saldato d’estate magari a 40° vestiti adeguati, comunque sia io resto del idea che man mano che la tecnologia avanzata ci aggiorna e si evolve, non si può pensare che quello che si faceva 100anni fa si possa fare anche ora, o meglio alcuni lo fanno come settore di nicchia, ma non di grandi numeri.
    L’auto elettrica sicuramente farà perdere ( o meglio non farà integrare nuovi posti di lavoro) per le categorie non necessarie, ma di nuove figure professionali altamente qualificate sicuramente si, anche se sinceramente già oggi le officine con le auto con meno di 5 anni poco ci fanno visto che di norma non ci sono problemi, quindi comunque si sta parlando di auto datate, poi se si va con auto sopra il decennio sarà ancora peggio perché le parti di ricambio scarseggiano e i prezzi salgono.

    Mentre il bello sarebbe compro auto a zero manutenzione, chi di noi non lo vorrebbe ??

    • io penso che molti posti di lavoro si perderanno
      MA E’ GIUSTO COSI !!

      Ricordiamo l’agricoltura , prima della meccanizzazione (trattore),
      per arare , seminare e raccogliere un campo , servivamo centinaia di contadini
      che si spaccavano la schiena 12 ore al giorno per un tozzo di pane

      mi direte che nel Salento è così anche oggi con gli extacomunitari

      ma NON E’ NORMALE , il denaro è SOLO una convenzione

      nel 900 ci sono state enormi conquiste per il Welfare e la schiavitù è stata abolita ,
      sono state introdotte le 8 ore lavorative
      poi raddopiate per ogni famiglia con la “scusa” della parità dei generi

      nel nostro paese poi è esplosa l’occupazione INUTILE ..
      uno studio UIL di qualche anno fa ha stimato che ci sono più di un milione di persone che vivono direttamente o indirettamente di ..”politica” .
      un peso insotenibile per la parte produttiva del paese !

      la rivoluzione green se sarà ecologica veramente, genererà posti di lavoro VERI
      dall’economia circolare , alias recupero e riciclo dei materiali
      alle rinnovabili , solo Enel ha stimato che potrebbe generare occupazione per più di 80.000 posti di lavoro a tempo indefinito
      più un picco più di diversi ordini di grandezza maggiore per la fase di installazione

      a questo dovrà seguire una RIDUZIONE dell’orario di lavoro
      perchè è il solo modo per adottare automazione e informatizzazione spinta

      io nei “nuovi” posti di lavoro, ci metterei che la cura dell’ambiente e delle nostre città d’arte E’ UN VALORE IMMENSO
      non è possibile presentare città indecenti al mondo ;
      solo perchè comportamenti incivili e la plastica imperversa nella nostra quotidianità da troppi decenni

      io nel mio giardino continuo a trovare decine di confezioni di merendine vecchie di anni
      tutte le settimane

      « L’economia del futuro è piuttosto diversa: il denaro non esiste nel XXIV secolo, l’acquisizione della ricchezza non è più la forza motrice delle nostre vite. Noi lavoriamo per migliorare noi stessi e il resto dell’umanità. »

      Jean-Luc Picard, “Star Trek: Primo Contatto”

      uno startrekkista è più pericoloso di un Komunista

      • Pura utopia, ma su questo sono d’accordo il valore della vita non è il denaro, ma la salute nostra, dei nostri vicini anche dal altra parte del mondo, e del nostro pianeta, questo è il vero valore la vera moneta.

  9. Mi dispiace per tutti quelli che vorrebbero che il tempo si fermasse ma purtroppo, ed è da sempre così, il mondo e la tecnologia si evolve e non ci possiamo fare nulla. Come tante altre cose che migliorando hanno sostituito cosa più vecchie ed obsolete anche l’auto subirà la stessa sorte: l’auto elettrica è migliore sotto infiniti aspetti e prima o poi (più prima che poi) sostituirà l’auto tradizionale.

    Siamo noi che dobbiamo adattarci all’evoluzione del mondo, un certo Darwin diceva “non il più forte o il più intelligente sopravviverà nel tempo ma chi si adatta al cambiamento”.

  10. Bhe criticare Toyota per la qualità totale mi sembra alquanto ridicolo. Forse non sapete la storia dell’industria, ma il metodo Toyota/kaizen o come chiamate voi “qualità totale” è tutt’ora studiato dalle migliori aziende. Toyota riuscì a portare una qualità e una varieta dell’auto che le compagnie americane all’epoca si sognavano. Negli USA fu stato acquisito da Toyota il peggior stabilimento a livello di efficienza della GM il quale stava per essere chiuso, il famoso NUMMI. Toyota oltre ad averlo “mantenuto in vita” e ad aver dato lavoro a migliaia di cittadini americano lo rese per decenni lo stabilimento produttivo più grande ed efficiente di tutti gli Stati Uniti.

    • Io ho due auto di famiglia: una Peugeot e208 e una Toyota Auris TS Hybrid (che uso molto meno della e208).
      Ho comprato la Toyota nel 2018 proprio perché apprezzo l’affidabilità e la serietà che Toyota offre nel far spendere il meno possibile in manutenzione ai loro clienti pur facendo i tagliandi in concessionaria.
      Detto questo, quando dovrò sostituirla (spero tra molti anni), ho intenzione di comprare un’auto elettrica perché non ho nessuna intenzione di comprare altre auto a combustione interna neanche se ibride.
      Spero che tra qualche anno si decidano anche loro a offrire auto elettriche all’altezza delle mie aspettative o dovrò, purtroppo, comprarle da qualcun’altro.
      Per essere più preciso, oggi come oggi, se volessi spendere 60mila euro e dovessi scegliere tra una Toyota Rav 4 plug-in hybrid e una Tesla Model Y, non avrei alcun dubbio. Comprerei la Tesla.
      Può darsi che tra qualche anno la stessa possibilità di scelta ci sia, a prezzi minori, tra una Toyota Corolla e un modello di Tesla più economico. Sono davvero curioso di vedere cosa offriranno.

    • Per concludere la tua bella storia del famoso NUMMI di Toyota, dovresti aggiungere che nell’ottobre 2010 stava per essere chiuso di nuovo ma è stato acquisito da Tesla Motors ed è oggi il loro stabilimento principale che da lavoro a più di 10mila persone. Molto più che ai tempi di Toyota!
      Source: https://en.wikipedia.org/wiki/NUMMI

  11. ‘Siamo pronti a scommettere che Paesi come la Germania, lesti a cavalcare il nuovo che avanza, non perderanno posti di lavoro’

    qual’è la posta ? quanto scommettete e chi scommette ?

    • Guarda arrivi già tardi e la scommessa è già persa… in germania l’hanno già detto non licenzieranno ma manderanno in pensione via via le persone ma non assumeranno gli stessi numeri del passato anzi….

        • No guarda la scommessa è già persa in precedenza, te lo dicono già loro che succederà ma va bene aspetta qualche anno e vedrai. Toyoda sicuramente sbaglierà su gran parte ma credo che il suo allarme è proprio dal punto di vista lavorativo e del business. Per costruire un auto elettrica si parla di un 40% di tempo in meno per costruirla arriveranno i robot quindi quante persone rimarranno?? Le componenti di un auto elettrica si parla che siano 1/3 di quelle termiche anche con tutto lo sviluppo della batteria è chiaro che serviranno meno persone dedicate a riguardo. Poi i sindacati in germania sono molto forti per quello è difficile che licenzino ma nel progressivo i numeri degli occupati scenderà a vista d’occhio… ricordiamo che anche tutta la filiera d’approvvigionamento dovrà riconvertirsi ma i pezzi sono molti meno….

          • Ma se già ora l’ 80% se non di più viene prodotta da robot e automatismi, di cosa stiamo parlando, che queste aziende incasseranno meno perché avranno bisogno di più persone specializzate, quindi l’ unico indotto a rischio è quello della manutenzione delle officine no marca dei pezzi di ricambio compatibili, che poi ultimamente e sempre di più con la crisi che c’è nelle famiglie o chi non vuole spendere, acquista prodotti contraffatti e sappiamo da che mercati arrivano, oltre a non portare nulla al indotto, portano solo problemi.

        • Si infatti sulla catena di montaggio non ci sono migliaia di persone che ci lavorano??? Sul termico, guarda sull’elettrico! Convertendo tutte le fabbriche verso vetture elettriche servirà molta meno gente altrochè quello che dici. La manutenzione non solo quella programmata ma come scritto essendo molti meno componenti ci sarà molta meno possibilità che devono essere cambiati quindi anche tutte le aziende che producono pezzi di ricambio anche quelli commerciali e non orginali subiranno una bella botta poi anche il sistema di vendita crollerà, l’esempio è tesla compri e fai tutto online poca gente quando la ritiri e fine tutto ridotto all’osso. Forse non ti stai rendendo conto della rivoluzione del caso!

          • So come lavora automotive, l’essere umano è su determinati aree, e sono le stesse che ci sono sulle elettriche, l’unico posto dove ci sono pochissimi robot, è sulle auto che la gente normale non potrà acquistare neanche se avesse a disposizione tre vite.

  12. La COMAU ha portato via migliaia di posti di lavoro ai metalmeccanici.
    I p.c., le apparecchiature bancomat e l’home banking hanno fatto sparire i posti di lavoro del vecchio “ragiunat”.
    Le macchine fotografiche digitali hanno decimato i negozi di fotografo.
    Gli acquisti in internet stanno uccidendo in negozi.
    Le nuove generazioni snobbano i programmi televisivi e vanno sul web, tra qualche hanno il numero di canali si ridurrà drasticamente.

    • Portato via anche no diciamo che chi si è evoluto ha mantenuto il proprio posto di lavoro, magari facendo anche meno fatica e con uno stipendio migliore, e anche con orari di lavoro più umani.

  13. Ma non saprei se la mia auto a combustibili ha mai portato un centesimo a una qualunque officina, Mestre sicuramente un EV mi toccherà portarla visto alta tensione e la nuova tecnologia, però in compenso non ci sarà più il cambio del olio e di tutti i filtri visto che è un motore elettrico.

    Poi secondo me ci sarà un aumento di personale altamente qualificato, magari spariranno i meccanici da 20€ a controllo, che poi dovevi portare l’auto 50 volte e forse il problema veniva risolto.

    Comunque sia la tecnologia avanza e com’è avanzata in una qualsiasi industria non vedo perché ci dovrebbero essere delle categorie protette.

  14. Articolo perfetto, perfetto quando ricorda la storia della Toyota e della qualità totale che negli anni 80/90 ha quasi distrutto l’industria automobilistica USA. E vi ricordate tutte quelle più o meno pittoresche officine sotto casa dove si portava la macchina che perdeva un pezzo ogni 15 giorni? Sparite…una strage di posti di lavoro per colpa della qualità totale…maledetta Toyota!

  15. Senza contare che l’industrializzazione ..
    portò dopo lotte operaie 8 ore ,ferie e welfare nei primi del 900 , cose che i contadini si sognavano prima della meccanizzazione ..
    poi è successo qualcosa di strano hanno raddoppito le ore lavorate per famiglia
    prima esistevano le famiglie monoreddito anche nella classe operaia oltre che nella classe media
    oggi sono mosche bianche le famiglie monoreddito

    ogni trasformazione Epocale dei sistemi produttivi deve essere accompagnata da un’evoluzione sociale

    ci sono studi che dicono che ridurre l’orario di lavoro da 8 a 5 ore , comporterebbe un aumento della produttività

    se l’automazione e l’informatizzazione comporteranno anche un evoluzione sociale
    ben venga
    se sarà ulteriorie ALIENAZIONE come negli ultimi decenni
    saranno guai seri

    my 2 cent

  16. Si va verso l’elettrico non perché lo vuole la politica ma perché l’auto elettrica è migliore di quella termica. Punto. Sì, è vero, ha ancora dei difetti da correggere (solo per alcuni, per altri è già un’auto perfetta così) ma anche quei difetti spariranno molto presto. Qui assistiamo ad una evoluzione tecnologica della mobilità privata, alimentata da un lato da esigenze ecologiche dall’altro dalla naturale evoluzione del prodotto. Inutile elencare i tanti motivi per cui l’auto elettrica batte la termica, siamo tutti d’accordo. Né si può auspicare l’auto a idrogeno come baluardo del motore a scoppio: ad oggi sembrerebbe destinato a un mercato di nicchia con costi superiori a quelli delle future elettriche, sia di acquisto, sia di manutenzione, sia in termini ambientali.

    Non è l’auto elettrica che produce perdite di posti di lavoro: è il progresso. Quando uscirono i nuovi tv piatti, i vecchi riparatori dei tv a tubo catodico sparirono. Quando è uscita la tv premium ondemand e in streaming, gli antennisti hanno smesso di montare parabole. E via di esempi analoghi, come quelli di VaiElettrico. La politica non ha (quasi) mai ostacolato l’innovazione e il cambiamento, non la si può chiamare a baluardo dello status quo.

    Una cosa però la politica la può fare: favorire “l’apertura” degli strumenti di diagnosi per consentire la nascita di centri di riparazione specializzati in regime di concorrenza. Già oggi è diventato ingiustamente costoso dotarsi di strumenti per la diagnosi del guasto (che poi è una semplicissima tabella che fa corrispondere ad un codice di errore il suo significato), una “mafia legalizzata” che consente solo a poche officine di poter lavorare sempre. Questo ostacolo impedisce la riconversione delle tante officine di oggi in officine specializzate per l’auto elettrica perché se non si è in grado di interpretare un codice di errore non sai dove intervenire e non si può certo procedere a tentativi. I corsi di riconvenzione e aggiornamento andrebbero favoriti e incentivati. Inoltre aiuterebbe una legislazione in stile Germania / Austria / Svizzera che consenta interventi all’auto con pezzi omologati, consentendo ad esempio l’installazione di cerchi diversi da quelli di serie (anche in Italia si può fare ma è più complicato, non mi dilungo), sospensioni diverse, etc. In pratica avremmo bisogno di un TUV Italia che sia una copia del TUV tedesco.

    • quoto in pieno.

      rimango dell’avviso che la bussola debba però essere salvare ‘sto benedetto pianeta dal disastro climatico in corso, elettrico o non elettrico

      • Più che salvare il pianeta,dobbiamo salvare la specie umana, il pianeta continua ad esistere anche senza di noi, siamo noi che, senza i suoi servizi eco-sistemici, non potremmo esistere.

    • Concordo quanto detto, ma officine no marca, non ne sarei tanto favorevole, le auto di ultima generazione e non solo le elettriche, hanno talmente tanti controlli, e localizzatori, e aggiornamenti da remoto, che sono diventati come uno smartphone o PC con troppi dati personali, già io sarei restio a portarla in concessionaria figuriamoci un esterno.
      Poi ovviamente potete dare a chiunque numero di carta e PIN 😱

  17. Quando leggo queste domande:
    “Sapete quanti punti di ricarica esistono nel comune a Nord di Milano dove vivo con altri 24.000 abitanti? Due colonnine nel parcheggio di un supermercato. Di cosa stiamo parlando ?”
    mi cascano sempre le braccia. Amministrazioni comunali più cieche di una talpa, imprenditori e società ferme ai tempi “dul Carlo Cudega”, lungimiranza sotto zero, a volte anche burocrazia ossessiva e inutile, e alla fine di chi è la colpa? “Dell’auto elettrica”, ovvio.

  18. L’articolo ha dimenticato le legioni di maniscalchi e tutto l’indotto della gestione del cavallo come mezzo di trasporto e logistica merci, carri, ruote, locande ogni tot km per i cambi. Per non parlare della crisi della vela con l’avvento dei transatlantici a vapore. La prossima volta mi compro un cavallo, così i maniscalchi avranno lavoro e riprenderà la catena dell’indotto.

  19. Una sola osservazione, a mio avviso moto significativa :
    Netflix è nata come società che noleggiava DVD (film e giochi) spediti solo tramite il servizio postale….
    Solo successivamente si è convertita allo streaming .

  20. Premetto che sono completamente d’accordo con quanto scritto. Mi piacerebbe discutere del futuro di Ferrari (sottoinsieme del problema affrontato nell’articolo). Personalmente non sono così sicuro che l’avvento dell’elettrico sia di buon auspicio per questo marchio perchè credo che perderà un pezzo di fascino così come il fascino della potenza che nelle macchine elettriche è strabordante persino nelle city car (iniziamo a parlare di limitazione delle potenze?). Ma probabilmente sbaglio o almeno lo spero per tutti quelli che ci lavorano.

    • Hai ragione: l’elettrico non è di buon auspicio per Ferrari.
      Ma solo perché stanno dormendo sugli allori.
      Porsche non ha avuto remore a far uscire la Taycan e le sue sorelle che verranno, pur affermando che la l’icona 911 rimarrà a benzina.
      Anche Lamborghini si sta muovendo.
      Ferrari? Forse nel 2025?

      • La Ferrari è degli Elkann, per cui aspettano i finanziamenti dello Stato, mica come quei fessi della Porsche o della Lamborghini che ci mettono soldi loro…

      • Perché, non sa fare auto potenti ?? Ha solo che da guardare se sfrutta bene la nuova tecnologia, se no amen non è l’auto dei miei sogni.

  21. Sempre quelli del problema è solo altrove quando non vedi che anche sotto il naso ce l’hai. Per il resto Toyota ha pienamente ragione, non a caso le resistenze sono enormi. L’auto elettrica non fa lo stesso business non a caso una domanda è semplice perchè la stessa costa molto meno sotto tutti gli aspetti??? Poi potranno nascondersi sul fatto che nessuno verrà messo alla porta ma progressivamente il rapporto fra uscite ed entrate sarà molto grande! Lo stesso valse quando nelle fabbriche entrarono le macchine… Ma lo stesso vale per tesla vendendo online quanti posti di lavoro in meno??? Tutti stanno andando di la Hyundai Volvo!!!

    • Toyoda rema acqua al suo mulino. Un mulino che si chiama “ops, abbiamo toppato alla grande puntando sull’idrogeno e mo siamo indietro di brutto rispetto agli altri”.

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