Home Vaielettrico risponde Auto elettrica di massa? L’Italia non è pronta

Auto elettrica di massa? L’Italia non è pronta

73
CONDIVIDI
La ricarica Enel X Way di Peschiera del Garda.

Auto elettrica di massa? L’Italia non è pronta, scrive Giorgio, raccontando le vicissitudini di ricarica in un sabato nei dintorni del Lago di Garda. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i messaggi vanno inviati a info@vaielettrico.it

auto elettrica di massaAuto elettrica di massa? Vi racconto i guai di ricarica in un sabato di luglio…

“Sabato di luglio. Da Peschiera vogliamo andare a Tremosine venendo dalla A4. A mezzogiorno ci sono 36 gradi. Batteria al 25 %, decido di ricaricare alla HPC di Peschiera. 4 stalli, due non funzionanti, ma non segnalati, quindi tutti vanno pensando siano liberi e stanno minuti sotto il sole a cercare di capire perché non caricano. Gli altri due occupati con code, almeno tre veicoli a stallo. Spazio infimo bordo parcheggio camion. Neanche una tettoia per proteggersi dal sole rovente. Il bar della stazione è chiuso e quindi decido di andare in una altra colonnina a due km, sempre Enel X in un distributore Eni lì vicino. Arrivo ma niente, non parte la carica. Personale Enel x di assistenza completamente impotente e inutile. Sempre 40 gradi, anche lì nessuna tettoia. A 4 km a Lazise altra colonnina. Arrivo, ma ci sono due auto in coda che da due ore aspettano che una Tesla che ha ricaricato al 100% liberi il posto.

auto elettrica di massa
(Foto: Volkswagen Newsroom)

Chiamo la Polizia Municipale: “Non ci compete”

Chiamo il 113. Mi rispondono che non compete alla Polizia urbana multare chi sta nello stallo. Poi capisco che al proprietario della Tesla conviene lasciarla lì tutto il giorno, piuttosto che pagare i parcheggi della zona. Abbiamo nel frattempo perso un’ora e mezza solo per cercare di ricaricare sul lago di Garda. Dovevamo arrivare a Tremosine alle 13, siamo arrivati alle 18 dopo aver aspettato due ore di ricarica su una AC a 11 kW . Turisti di ogni nazionalità incazzati neri perché vagano da una stazione all’altra in cerca di ricaricare. Chiedetemi se voglio un’altra auto elettrica, ma soprattutto se l’Italia è pronta per l’auto elettrica di massa. La risposta è no, no e assolutamente no. Una gita fuori porta non può essere un disagio continuo per la pessima manutenzione delle stazioni di ricarica. Giorgio Lazzarini

foto: Volkswagen Newsroom.

Auto elettrica di massa? Più manutenzione delle colonnine e più senso di responsabilità

Risposta. Cominciando col dire che la Polizia Municipale ha torto a lavarsene le mani. Il Codice della strada ora prevede che il divieto di sosta “con le relative sanzioni, si estende alle aree dove si trovano le colonnine per la ricarica elettrica. E che il divieto vale anche per i veicoliche non stanno effettuando la ricarica o se hanno completato da oltre un’ora l’operazione”. Ciò detto, ribadiamo quanto scritto più volte: non basta installare colonnine, bisogna anche essere in grado di farle funzionare. E questo è tanto più vero in periodi in cui strade e autostrade sono affollate di turisti. Qualche settimana fa abbiamo riportato un racconto analogo: un sabato di passione per ricaricare sulla AutoBrennero. È vero che d’estate capita spesso di far la fila anche per la benzina, ma in questo caso l’attesa è più breve. Occorrerebbe poi senso di responsabilità da parte degli automobilisti elettrici, rimuovendo l’auto quando arriva all’80% di ricarica. Quel 20% di riempimento residuo richiede un sacco di tempo e se non se ne ha proprio necessità…

Apri commenti

73 COMMENTI

  1. Con un mezzo termico ho avuto problemi “di ricarica” 15 anni fa sulla Stuart Highway, Australia, viaggiando in camper da Tennant Creek ad Alice Springs: oltre 500km, partiti con il pieno di nafta ed arrivati in riserva ad Alice perchè l’unico distributore lungo quel tratto (sì, in Australia non c’è una stazione di servizio ogni 30km) era chiuso. E non è stato per niente bello farsi gli ultimi 50km ai 60 per risparmiare carburante trovandosi in una grossa statale in cui si incrociava qualcuno ogni mezzora, senza aver la certezza di poter arrivare alla stazione successiva e rifornire. No, per nulla.
    Quindi capisco la situazione in cui si è trovato chi ha aperto il post con un racconto che conferma appieno tutti i miei dubbi e le mie perplessità sulla fruibilità di questa tecnologia: usi un’auto elettrica nel casa-lavoro o comunque nella tua comfort-zone? Benissimo, ma se si esce da quell’area allora tanti auguri: come scritto sopra, “una gita fuori porta non può essere un disagio continuo per la pessima manutenzione delle stazioni di ricarica” e, aggiungerei, per la continua necessità di trovarne una: con un’auto termica (a parte metano), da Venezia a Tremosine si va e si torna che avanza ancora un bel pò del pieno che forse si era fatto alla partenza.

  2. solo una precisazione per i soliti ebeti che quando gli indichi la luna ti guardano il dito.. a Peschiera sono arrivato con batteria al 25 perché arrivavo dalla provincia di Venezia. ma anche fossi stato un residente di Peschiera che decide di partire e ricarica l auto ad una fast perché non ha villa con garage il problema non cambia . sono fatti, non opinioni.

    • Grazie per la precisazione. Infatti mi pareva di aver capito così. Ed in ogni caso sono situazioni che non dovrebbero accadere, anche se uno decide di partire per motivi suoi col 25%.
      Hai fatto bene a segnalarlo, cosa che ha fatto partire molte altre segnalazioni (ed è un pelo preoccupante).

  3. Non so quanto convenga al proprietario della Tesla lasciare l’auto alla colonnina considerando che, c’è l’avviso anche sull’app, dopo la prima ora dalla fine della ricarica viene applicata una sovrattassa di 10 euro l’ora. Comunque è vero, la gestione della manutenzione delle colonnine da parte di Enel è a dir poco penosa. A Parco Leonardo a Fiumicino ci sono due HPC. Una è rimasta fuori uso più di 20 giorni poi, quando ho provato a ricaricare per sfruttare la promozione Telepass, dopo più o meno 7 kW/h si interrompe (sarà un trucco per limitare i danni della promozione?). Ora c’è l’altra che è fuori uso anche lei da 20 gg. Le uniche che non danno mai problemi sono le supercharger.

  4. Mi spiace molto per la disavventura del lettore ma come mi dice spesso un amico informatico “il problema sta tra la sedia e lo schermo”.
    Che ci siano ancora tante storture e infrastrutture da migliorare siamo d’accordo ma trattandosi di un nuovo modo di viaggiare non si può pensare di farlo con la leggerezza che si userebbe in un endotermico. Partire col 25%, come hanno già sottolineato altri nei commenti, è sicuramente il problema di base. Comprarsi l’auto elettrica oggi e non avere quelle 3/4 accortezze base per utilizzarla in tranquillità (app giuste, pianificazione etc) mi sembra poco furbo per non dire poco intelligente. Non siamo pronti noi prima di tutto se non siamo in grado di capirlo.
    Cito ancora l’amico informatico (grande fonte di ispirazione): c’è gente che lavora in ufficio che non sa come modificare un PDF e mi manda la fotocopia scansionata per fargli le modifiche; non sono i PC e i loro software che non vanno, siamo noi che non li sappiamo usare.

    • Da quello che ho capito, non credo che sia partito solo col 25%. Dice che arriva dalla A4:
      “Da Peschiera vogliamo andare a Tremosine venendo dalla A4. A mezzogiorno ci sono 36 gradi. Batteria al 25 %, decido di ricaricare alla HPC di Peschiera.”. Credo che fosse “in itinere”, infatti vuole caricare a Peschiera prima di deviare per la destinazione scelta.
      Ma magari non ho capito io.
      Però, se anche fosse partito da Peschiera, magari avrà avuto i suoi motivi per iniziare il viaggio al 25%. Che so: non ha da caricare a casa? Aveva fretta?
      Lui ci racconta la sua situazione per come gli si è verificata. Se anche avesse sbagliato lui, resta il problema della situazione segnalata. In quelle colonnine avrebbero avuto problemi anche quelli in viaggio da ore. Non si deve verificare, altrimenti si giustifica la teoria che le elettriche posso dare problemi. Non sono le elettriche, sono le infrastrutture, semmai. Altrimenti il confronto con le termiche diventa difficile da sostenere.

  5. A me è già capitato di doversi accodare a una HPC e spendere un’ora oltre il dovuto, mentre nextcharge mi dava la colonnina come libera.
    Da informatico, quello che non capisco e non accetto è lo status in tempo reale delle colonnine, e come queste informazioni NON siano aggiornate e affidabili. Dato che le varie app in roaming hanno più o meno tutte queste informazioni, immagino dietro ci sia un protocollo e un network di comunicazione dove grazie ai vari accordi di roaming i gestori inviino gli stati delle colonnine (publisher?) e le app di vendita (subscriber?) li leggano per proporli agli utenti, e in ultimo per vendere le ricarica.

    Ora, per quante colonnine possieda EnelX, saranno nell’ordine delle decine di migliaia? Esistono fior di sistemi capaci in tempo reale di monitorare lo stato di milioni di device e notificare problemi e allarmi istantaneamente, e sistemi di controllo remoto per intervenire (almeno finchè il guasto non è hardware) direttamente dal centro di controllo. Faccio quindi fatica a credere che da qualche parte in EnelX (ma sostituite il nome con quello di qualsiasi altro gestore) non ci sia un OC (operations center) dove hanno la situazione monitorata continuamente.

    Come han detto altri, sopra la parte tecnologica c’è quella burocratica, e temo che a volte i problemi siano li.

    Mi piacerebbe conoscere il “dietro le quinte” di una di queste infrastrutture. Se vi fate invitare a dare un’occhiata mi aggrego molto molto volentieri.

    • Esatto. Penso la stessa cosa. E l’ubica spiegazione che mi do è che qualche mente brillante ha deciso l’approccio “nel dubbio disponibile” invece che “nel dubbio non disponibile”.

      E’ l’unica spiegazione “sensata” (ma che ritengo stupida per la ux) che mi viene in mente.

    • Secondo me le colonnine non sono ancora considerate un business appetibile e quindi quelle che ci sono sono sovvenzionate , e i servizi che sono sovvenzionati e non si guadagnano di che vivere grazie al servizio alla clientela sono sempre scadenti.

      • Le colonnine non sono sovvenzionate. Sono stati stanziati dal PNRR 700 milioni per sovvenzionare l’installazione di colonnine nelle aree marginali dove le auto elettriche sono troppo poche da giustificare i costi di installazione. Ma non è stato assegnato nemmeno un euro.

    • Luca dell’Oca, da informatico dovrebbe sapere che le cose sovente non vanno come dovrebbero perchè intervengono imprevisti di qualunque tipo, ed una tecnologia pur semplice (teoricamente) come quella delle colonnine di ricarica è comunque nuova e perciò soggetta a dei tempi di debug. Ci sono fattori tecnici, ci sono fattori umani, posso dire di non esser per nulla sorpreso da leggere racconti come quello sopra che, peraltro, coincidono con quelli di conoscenti che hanno commesso l’azzardo di buttarsi su una bev e, paradossalmente, riescono ad usarla in maniera accettabile solo grazie alle ricariche casalinghe.

      • Certo, ma so anche che uno dei concetti moderni è “design for failure”. Se offri un servizio pubblico, sia esso un sito web o una rete di ricariche per auto elettriche, lo progetti in modo che il singolo componente possa fallire, ma senza impattare il servizio. E’ il motivo per cui i supercharger Tesla hanno almeno 10 stalli ad esempio. La tecnologia c’è, è solo la volontà di disegnarli bene.

        • La teoria c’è, per passare alla realtà tocca confrontarsi con i problemi pratici, tra cui va messo anche il vil denaro.

  6. Ah adesso la colpa è degli altri e non sua che ha deciso di partire la mattina con il 25% di ricarica invece di caricarla la sera prima o durante la notte in qualche struttura.. consiglio per la prossima volta: noleggiare un’auto endotermica

    • Un po’ semplicistico. Se lui fosse arrivato con il 25 partendo da più lontano il risultato sarebbe stato il medesimo, no? 🙂

      • Bravo! Infatti! Lui parla del fatto che arriva dalla A4. Ma anche se fosse di Peschiera ed avesse sbagliato a non caricare a casa, il problema segnalato resta. Chi fosse arrivato da Novara o da Treviso avrebbe avuto lo stesso quel problema. E’ il problema che va segnalato, come correttamente ha fatto, non i motivi per cui aveva il 25% (che poi sono fatti suoi, magari non ha potuto, aveva fretta, ecc… o magari aveva già fatto 200 Km).
        Se ci fossero spesso queste situazioni, sarebbe un problema per tutti. Diventa facile poi dire “con una termica…”, ecc…

    • A parte il fatto che il signore proveniva da Peschiera e stava arrivando a Tremosine da quella direzione al termine di un viaggio lunghetto da Venezia, io sto leggendo cose fuori dal mondo: cosa ci sta dicendo, CHE AVEVA SBAGLIATO A NON CARICARE A CASA??? E chi non può caricare a casa?? Quindi in casi di emergenza o avendo fretta di spostarsi in qualunque momento, sarebbe normale dover fare i conti con una macchina (cara come il fuoco) che potrebbe non essere sempre pronta a partire? Anzi, che potrebbe esser SPESSO non pronta, visto che è nell’ordine delle cose arrivare a casa con la batteria anche lontana dal 100%?
      MA STIAMO SCHERZANDO??
      No, la soluzione non è noleggiare un’auto termica, la soluzione è TENERSI BEN STRETTA un’auto termica o comunque ricomprarne una fino a quando le auto elettriche e le strutture di ricarica non saranno in grado di GARANTIRE la mobilità che ora è garantita dalle auto a fossili, ovvero muoversi sempre e comunque senza necessità di rigide programmazioni e pianificazioni di percorsi e soste.

  7. Io ho due colonnine Enel x di cui dalla app. Si possono settare i kW da 3,3 a 22 kW , dopo che la app si e’ aggiornata non c’è più verso di accedervi , ho scritto più volte a Enel x ma non c’è verso , danno un errore wallbox già registrate Inserire il PIN ….nessuno mi dice quale sia questo benedetto pin perché prima dell aggiornamento app. non l’ hanno mai avuto …..
    Come assistenza fanno davvero pena

  8. E siamo tanto tanto tanto lontani da quello che succederà inevitabilmente… questo è il mondo reale, non è realistico pensare che tutti diventino improvvisamente educati e tutti facciano il proprio dovere…. sperarlo è bellissimo, ma….

  9. Conosco la zona del Garda è molto frequentata dai turisti stranieri, tedeschi, ma sopratutto olandesi dove le BEV sono più diffuse e quando arrivano li trovano un’infrastruttura di ricarica molto al di sotto della media a cui sono abituati nei loro paesi e li succede il patatrac.
    Una volta ho visto un olandese che addirittura con una BEV una Volvo trainava una roulotte all HPC di Peschiera l’unica disponibile in tutto il Garda, ha dovuto giocoforza parcheggiare malamente occupando 3 stalli su 4 perché non riusciva ad arrivare alla pistola
    Poi non gli partiva la carica perché quelle colonnine non sono in roaming che le tessere più diffuse all’estero.
    Il problema non sono le BEV, ma l’infrastruttura di ricarica che in Italia è sottodimensionata, in Olanda Germania e Norvegia non accadono queste cose, non c’entra la tecnologia, siamo noi che abbiamo amministratori per la maggior parte incapaci, che occupano il loro ruolo non per capacità, ci siamo capiti.

    • Poi aggiungo che in Italia non puoi sganciare il rimorchio devi metterlo nei parcheggi da rimorchio che non esistono gli stalli andavano progettati come quelli dei distributori e non chiusi

    • E’ vero, da quando è arrivata l’auto elettrica e le rinnovabili gli effetti dei cambiamenti climatici si sono fatti più importanti.

      Le pale eoliche rallentano il vento che così non raffresca i ghiacciai, i pannelli fotovoltaici essendo scuri attirano i raggi solari sviluppando calore.

      E’ l’auto elettrica e le rinnovabili sono i veri responsabili dei disastri a cui assistiamo quotidianamente, dateci solo termiche che funzionano con benzina e gasolio e riconvertiamo le caldaie da metano a nafta………….e magari domani quelle ad idrogeno prodotto con il triplo dell’energia che basta ad una elettrica….ovviamente derivante da fonti fossili.

      E perché no, magari gli e fuel mescolati ad idrocarburi derivanti da fonti fossili (tanto le etichette prendono tutto).

        • Esatto!!!
          E (come in una vecchia pubblicità della Zoe) potremmo pure creare POS e taglia barba a benzina.

          E come riportato su quattroruote in un numero di 30-40 anni fa potremmo anche installare fuori da ogni casa un bel motore 903 ad aste e bilancieri che faccia da generatore di corrente……rigorosamente a benzina, così da poter togliere quegli odiosi e bollenti pannelli fotovoltaici dai tetti.

          E quando la terra sarà tutta desertificata potremmo creare cibo sintetico dal petrolio grazie alla creazione di nuove raffinerie.
          Basta fatica nei campi per i poveri contadini e basta sofferenza per gli animali da allevamento.

          Dal petrolio ricaveremo anche ossigeno da immettere in bombole, cosi potremmo respirare finalmente aria veramente pulita non contaminata da pollini o odore di allevamenti (con relative flatulenze).

          Quello si che sarebbe un mondo perfetto.

          • Voi scherzate, ma io ho letto delle statistiche serissime dalle quali si evince che nella quasi totalità degli incidenti stradali le auto coinvolte avevano i freni azionati. Mi pare evidente quindi che la responsabilità sia degli stessi, ergo a mio avviso se togliessimo i freni alle auto di incidenti se ne farebbero molti meno.

          • Ebbi una accesa discussione con un tizio (negazionista pandemico) sull’attribuzione della causa di morte. Gli dissi che a parte la decapitazione o l’annichilimento del corpo per deflagrazione o il non aprirsi del paracadute, la vera causa di morte nel 99,9999% dei casi è l’arresto cardiaco: si muore perchè si ferma il cuore, quindi era una gigantesca truffa sanitaria il fatto che si dicesse che la prima causa di morte è il tumore. Mi rispose che la mia era una semplificazione colossale, il cuore si ferma per colpa di altro… e poi vide il mio sorrisetto. Ha continuato a dire che non si moriva per Covid, ma non era più così convinto. Sei mesi dopo aveva smesso di sostenerlo.
            A volte l’ovvio è così ovvio che non lo si vede, talmente si è condizionati dai preconcetti.

      • Mi sa che ti sei tradito con l’idrogeno.

        In realtà solo quello verde è prodotto con il triplo dell’energia che basta a un’elettrica, mentre dovresti ben sapere che è molto meglio produrlo a partire dal gas metano che oltretutto, appena finiti di sterminare tutti gli Ucraini e annessa l’Ucraina alla Russia, tornerà finalmente a costare pochi centesimi al metro cubo e potremo tornare con i termostati a 21° per tutto l’inverno, che nel frattempo sarà anche diventato molto più mite grazie al riscaldamento globale.

  10. La politica italiana fa in modo che l’italia non sia ancora pronta per l’auto elettrica.

    Ragazzi siamo allineati ai fanalini di coda dell’europa.

    Ricordiamoci bene politici e fazioni che ostacolano in tutti i modi la salute del pianeta e delle persone….ed alla prima occasione evitiamo di dare loro potere.

    • L’italiano medio ha la memoria e l’immaginazione corte.

      Anche facendo l’elenco dettagliato e circostanziato dei politici che voglino ammazzare i nostri figli e i nostri nipoti (noi siamo già morti), al massimo rimedieremmo una querela per diffamazione.

  11. E’ così difficile prevedere che le colonnine staccano quando l’auto arriva all’80%?
    Quel 20% fa perdere loro almeno un paio di clienti.
    Qua siamo alle solite, non si tratta di disinteresse ma di vero e proprio boicottaggio.

  12. Però scusami… perché partire per una gita giornaliera col 25% di carica? Io tengo la batteria sempre tra il 50-80% ma se pianifico un viaggio anche solo di 100km la porto di notte al 100% così 250km in autostrada sono coperti in partenza. Male che vada mi basta una ricarica AC da 7Kw durante il pranzo o durante l’escursione per tornare a casa. Sappiamo che le colonnine sono a volte inaffidabili, bisogna utilizzarle solo lo stretto necessario.

    • Oltre che a casa la corrente costa almeno la metà che alle colonnine, quindi per una gita pianificata (a meno di problemi occasionali che non sono indicati nell’articolo) è assolutamente indicato partire da casa con la batteria carica.

    • Io non ho capito che sia partito col 25%, perché dice che arriva dalla A4. Ma anche se fosse, anche se avesse sbagliato, sono fatti suoi, sa lui perché aveva il 25% (aveva fretta, non ha potuto caricare prima, aveva già fatto 200 Km: non lo sappiamo). Ma il problema segnalato resta. Lo avrebbe avuto chiunque fosse stato in viaggio da ore e si fosse fermato in quei punti di ricarica.
      Non sono importanti i motivi per cui lui aveva il 25%, è importante il fatto che se si vuole far decollare l’elettrico queste cose non devono succedere. O essere rarissime, come per le termiche.

  13. Questo è il motivo per cui, mentre la mia prossima auto sarà un’elettrica (percorsi in urbano /extraurbano e ricarica domestica, anche se senza fotovoltaico), mio marito ha scelto una ibrida, visto che la sua è l’auto che usiamo per i viaggi più lunghi con percorsi in autostrada.

  14. Buonasera,
    Abito a Siena il 60% delle colonnine non funziona. L’assetto del comune sollecita tutti i giorni Enel che non interviene e non riesce a rimettere in funzione là colonnine. Vicino a dove abito a due passi dal centro e quindi molto ricercate ci sono tre colonnine due sono fuori uso da molti mesi. Una sola funzionante per ricaricare è un terno al lotto. Confermo anche di dover chiamare spesso i vigili urbani per far multate auto termiche che occupano gli stalli.
    Assistenza Enel completamente inutile ed anche poco gentili… Enel è un carrozzone che funziona bene solo per riscuotere.

    • Abita a Siena?
      Non avranno mica messo le colonnine in via dei Banchi di Sopra, a Porta Camollia, o dentro Porta San Marco, tanto per citare qualche luogo.
      E infatti una delle domande che mi pongo è come faranno i senesi a ricaricare le auto elettriche.
      Mica abitano a Lodi, Pavia, Vigevano o Casalpusterlengo.

  15. Potrei raccontare giovedì mezza mattina Nogaredo est A22 due zoe di cui una olandese è gli altri stalli vuoti ho collegato tutto ok sono andato in bagno che si trova proprio di fronte le pompe carburante tutto intasato poi una ragazza tedesca con camper e rimorchio ha bloccato tutto perché quello davanti era andato in bagno prima di rifornire
    Cosa si deve dire
    Certo al metano c era una macchina…..

  16. Solo una nota, senza intento polemico.

    Se il nostro amico Giorgio ha chiamato il 113, allora NON ha chiamato la polizia urbana bensì il pronto intervento della polizia di stato.
    Mi viene da pensare che forse nella sua frase

    -Mi rispondono che non compete alla Polizia urbana multare chi sta nello stallo-

    Ci sia scappato un “non” di troppo e sia da leggersi

    “Mi rispondono che compete alla Polizia urbana (e non alla polizia di stato, salvo la stradale forse, n.d.A.) multare chi sta nello stallo”

    Il che ohimè mi risulta sia corretto.

    • Non vorrei dire una baggianata, ma avevo letto da qualche parte che il 113 è gestito da un operatore che smista la chiamata al servizio necessario. Ma magari non è vero ed è solo un incubo notturno e me lo sono sognato… col caldo che fa, poi…

        • Grazie!
          Mi sembrava di aver letto di entrambi i numeri e compresi pompieri ed emergenze sanitarie, gestiti ora da un qualcosa di centralizzato, con anche un nome ed una sigla. Ma sono quelle cose che leggi distrattamente e che non fissi nulla in zucca (ed alla mia età già non si fissa un bel niente, ormai). Magari non era così…

      • L’unica volta che ho chiamato il 113 mi rispose un poliziotto. Però a onor del vero devo dire che la chiamata l’ho fatta più di vent’anni fa. Sarebbe interessante capire come funziona oggi. Rimane il fatto che forse, detto senza intento polemico, se il nostro amico avesse speso 30 secondi per trovare su Google il numero di telefono della Polizia locale di quel comune…

  17. Ovvio che le colonnine debbano essere manutenzionate, che i vigili debbano fare il loro lavoro e probabilmente la necessità di un nuovo tipo di regolamentazione per le fast che permetta un ricambio di autoveicoli più veloce possibile e perciò un rientro dall’investimento per le società di gestione delle colonnine più rapido, volevo fare una domanda a Giorgio. Oggi 24/7/2022 ore 17:30 se apro JuicePass e controllo le 4 colonnine fast di Peschiera del Garda vedo 4 prese CHadeMO e 2 CCS2 in manutenzione, le altre due CCS2 sono occupate, se vado su Nextcharge mi dice 3 CCS2 in manutenzione e una occupata, se vado su BeCharge ed evway stessa situazione di JuicePass. Perchè l’APP che utilizzi tu te le dava libere o disponibili? Sinceramente ti devo dire che purtroppo le due in manutenzione sono in quella situazione da mesi, io quando passo e vedo una colonnina spenta o non funzionante chiamo comunque l’assistenza, questo non sarà risolutivo per me ma magari qualcun altro si e la prossima volta che passo, la potrei trovare in servizio. Che poi, in casi eccezionali come l’estate, l’Italia non sia pronta ad accogliere tutti gli stranieri che arrivano dal nord Europa lo confermi tu e su questo non ci piove.

  18. Capisco lo scoramento, però non si può nemmeno cadere dal pero…

    La diffusione dell’auto elettrica in Italia non è montanamente vicina a quella di un “mercato di massa”.

    La percentuale di BEV sul totale del primo semestre 2022 è del 3.6%. Le auto in circolazione sul totale sono ancora meno.

    Il mercato attuale è quello dei pionieri, che, per principio o per calcolo, trovano conveniente il passaggio all’elettrico. Il fatto che ci siano disagi adesso non da indicazioni sul futuro.

    Se si fanno tanti chilometri, prevalentemente entro un raggio limitato, e si ha la possibilità di ricaricare a casa,
    la convenienza c’è’ già.

    Se si fanno 5000 chilometri l’anno, e non si ha un punto di ricarica comodo, forse è meglio aspettare ancora qualche anno.

    Anche perché la domanda supera l’offerta, e in una situazione di risorse limitate, dare la priorità a chi fa molti chilometri è più efficace dal punto di vista della decarbonizzazione.

  19. Notare che i commenti arrivano dalle aree più coperte del paese. Provate a farvi un giro, app alla mano, dalla Campania in giù…

  20. Se avessi ancora i capelli potrei dire che i nodi vengono al pettine. Non avendoli, mi limito a constatare con dispiacere che quello che sostengo da un pezzo purtroppo si sta già verificando. E siamo solo all’inizio mannaggia. 🙄🙄🙄

  21. Beh finalmente ci si accorge del problema….non si parla più di “piacevole sosta” poco più lunga di quella necessaria per andare in bagno…È evidente che non siamo pronti per l’elettrico, a iniziare dai vigili urbani per non parlare della autonomia limitata, dal risparmio incerto e dall’ansia della ricerca della ricarica..
    Mi sembra di tornare agli anni 90 quando un mio amico spese un sacco di soldi per il catalizzatore che era optional e non ancora obbligatorio
    Ogni tecnologia ha i suoi tempi….

  22. Sconfortante… sia quanto successo a Giorgio, sia quanto indica nella risposta Mauro.
    Le aree di ricarica, magari con attrezzature di conforto decenti per le attese (quanto meno ombra!), andrebbero presidiate da personale (chissà i costi, però), sia per intervenire subito sulle problematiche (e garantire l’immediata segnalazione), sia per “educare” gli ineducati.
    Nel male, mi “conforta” che pure i tedeschi… fanno gli italiani…
    Eh, l’umanità… tutto il mondo è paese… (e vai con le banalità).
    Certo che così non si favorisce nessuna transizione.

      • Quello che non capisco è perché per le pompe di carburante, tutte o quasi, anche se ci stai 5 minuti e te ne vai, hanno una copertura sopra la testa, antisole ed antipioggia. (E spesso bar e bagni).
        Per le colonnine di ricarica, invece, mi sembra che sia abbastanza raro trovarle adeguatamente coperte. Chi va in elettrico non si bagna? Non credo che ci voglia un investimento enorme per fare una copertura (che, magari, potrebbe pure essere coperta di pannelli solari, volendo spendere).

        • Spesso lo vietano i Comuni. E’ anche comprensibile quando le colonnine sono nei parcheggi dei centri storici

          • Si, certo. Ci sono dei luoghi in cui non è pensabile. Ma lungo le strade, le autostrade, nei parcheggi, nelle stazioni di servizio e nei centri commerciali si potrebbero fare. A me fino ad oggi non è mai capitato di usare/vedere stalli di ricarica coperti (è anche vero che, per il poco che la uso io…). Oltretutto, dovendo stare da vari minuti ad ore al sole, l’auto elettrica (il proprietario) è ancora di più svantaggiata. Poi sarà tutto sicurissimo, ma sono a disagio quando devo “attaccare” e “staccare” l’auto sotto la pioggia. Avessi ancora i capelli potrei diventare ricciolino con qualche scossetta?

          • Accetto il fatto che le AC non siano coperte o abbinate a servizi di ristoro. Li l’auto ci sta comunque diverse ore e quindi è pensabile che l’utente si sposterà a piedi in ogni caso per fare altro intanto che l’auto si ricarica.

            Il problema sono le DC ad alta potenza, e non mi pare che nessuna di queste stia nei centri storici. Esempio, le Free to X sono solo in autostrada ma sono anche queste assolutamente sotto al sole; di comodo c’è solo che sono spesso vicino al bar/ristorante. E infatti a volte si trovano gli stalli indebitamente occupati.
            Ma almeno loro sfruttano i servizi già presenti in autogrill, le altre HPC sono spesso installate nel nulla e col nulla intorno.

          • Beh! Anche le AC… sono colonnine dove devi lasciare l’auto per parecchio (ed egoisticamente, per me, sono le sole utilizzabili). Ho detto della pioggia che, anche se piove sempre meno per i noti motivi, capita e non è bellissimo armeggiare su smartphone e prese con un ombrello in mano, ma anche lasciare l’auto in pieno sole col clima di oggi ed a 39/42 gradi, in quei due minuti per attaccarla e staccarla fa rintronare ed obbliga comunque a far pre-climatizzare, aumentando tempi e consumi.
            Basta una tettoia, neppure da archistar, e si vivrebbe meglio “l’esperienza” di ricarica. Ovunque (sia possibile) e ad ogni potenza.

  23. L’Italia magari è pronta, le forze dell’ordine mi pare un po’ meno.
    Sarebbe bello sapere se non compete alla polizia urbana, a chi dovrebbe competere?

    Vediamo se prima o poi si beccano un avvocato che li denuncia per rifiuto di atti di ufficio?

  24. Oggi ricaricare è tutto tranne che difficile….zona Conero tra Ancona e Macerata colonnine ovunque….enelX, duferco, da McDonald’s, da Ikea, Leroy Merlin, in autostrada, svariati alberghi e parcheggi.
    Forse basterebbe informarsi un po’ e scaricare quella 2/3 app decisamente utili.
    Se è così nel centro Italia figuriamoci al nord.

    • pensa un po’, giorgio non avendo di meglio da fare, ha mandato un messaggio a vaielettrico raccontando la situazione che ha trovato 🤷‍♂️.
      nei commenti, chi più chi meno dicono la stessa cosa.

      poi arriva matteo bramucci, dicendo che non è vero perché tra ancona e macerata colonnine come funghi.. anche nei cortili privati 🤦‍♂️

  25. Quanto ti capisco, anche a me è successo, succede.
    Ieri sera arrivo alla colonnina fast di Affi con solo il 5% di batteria ti ritrovi a caricare una Tesla che pur di non pagare pochi euri ai 40 stalli Supercharger ha fatto aspettare una copia di Bolzano con BMW I4 anche loro con solo 5% Ben 45min…nonostante spiegando alla signora tedesca della Tesla che noi non potevano usufruire dei Supercharger Tesla, lei senza dire una parola dentro la sua auto, serafica, ha aspettando tutti i 45 min per portare la sua Tesla dal 50% di batteria al 98%…
    Per carità aveva tutto il diritto di stare però alle 00.30 sarebbe stato buon senso cedere l’unico stallo Fast a chi era in difficoltà.
    Risultato arrivato a casa a Desenzano all’1.30 perché gentilmente due ragazzi con una Zoe mi hanno ceduto una colonnina da 7,4KWh e sono riuscito ad arrivare a Peschiera e li dopo aver capito quale stallo HPC funzionasse sono riuscito a caricare.
    Non siamo ancora pronti soprattutto nei picchi stagionali.
    Non si può andare in vacanza in elettrico…infatti utilizzerò il mio vecchio buon diesel per arrivare in Puglia…

    • Non mi stupiscono questi racconti.
      La sorpresa è che non uscissero mai fuori….
      Macchine da 50…60 euro.
      Autonomie ridicole…. e poi devi fare le file.
      Allucinante

    • Io semplicemente vado ovunque e tutte ste resse non le vedo. Solo alla ionity di Carpi ho avuto l’onore di vedere altre auto elettriche caricare

    • Ho caricato ad Affi proprio venerdì scorso. Al supercharger intendo: 24 stalli, da 250kW.
      Ce ne erano liberi 14, erano le 18. Si trovano a 20 metri dal casello, di fronte ad un McDonald, dove siamo andati in bagno e ci siamo fatti un caffè, di corsa ovviamente, perchè in 14 minuti avevo finito di ricaricare. Per rientrare in autostrada devi fare una rotonda, a 30 metri di distanza e rientrare.
      Lì ci sono anche 4 colonnine non Tesla (ma non ho fatto caso se fossero in DC o AC).
      Ora mi chiedo: perchè diavolo qualcuno che ha una Tesla deve preferire di passare 45 minuti in una colonnina non Tesla? Per risparmiare 20 centesimi a kWh nel caso avesse una tariffa flat in roaming? Davvero, non lo capisco. Avrà ricaricato almeno 65kWh, per impiegare 45 minuti. Io lo scorso sabato ho fatto 27–>100 (mi serviva il 100) in 39 minuti, di cui 7 per fare l’ultimo 2%. E non davo fastidio a nessuno, c’erano stalli vuoti (questa volta era Trento) ed era Sabato alle 15:30.
      Infine Domenica, ore 17:00, ho ricaricato a Brescia, 16 stalli, di cui 7 liberi.
      Perchè se hai una Tesla non devi sfruttare il vantaggio di trovare SEMPRE libero e di godere della massima velocità possibile ad un prezzo “umano” (52 centesimi) ???

    • ” pur di non pagare pochi euri” cioè la stessa cosa che volevi fare tu 😉
      e anche quelli con la i4 da 70.000 euro…

      Arrivare al 5% e sperare nella colonnina gratis libera è un bel rischio…

      • A prescindere che non sapevo fosse gratis, perché non passo mai da quelle parti…sono arrivato con 5% perché la mia auto ha consumato molto più negli ultimi 80km ed in precedenza era sicuro di arrivare a Peschiera dove ci sono gli HPC infatti ho fatto un rabbocco di una 20 minuti alla AC ( la mia carica Max a 7,4Kwh) giusto per avere la sicurezza di arrivare a Peschiera.
        E aggiungo e non so se è un problema del software della mia auto, se arrivo alle HPC sotto il 10% di ricarica arrivo al 90% in 25-30min mentre se arrivo con il 30% ci metto 40-45min…

        La coppia dell I4 non vedevano l’ora di tornare a casa e avrebbe pagato qualsiasi cosa se avessero potuto collegarsi al Supercharger della Tesla…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome