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Elettrica aziendale, come rendiconto se ricarico a casa?

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A Sergio, un lettore bergamasco, è stata proposta una Volkswagen ID.4 come auto aziendale.

Elettrica aziendale: a Sergio, un lettore, è stata proposta in uso una full electric, ma si interroga su come farsi rimborsare se la ricarica a casa. Giorgio, un altro lettore, ha un dubbio sulla ricarica della sua ID.3. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri questi vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it

elettrica aziendaleElettrica aziendale: “Faccio 200 km al giorno, può andare? Ma i rimborsi…?”

“In famiglia abbiamo una Smart EQ con Juicebox e l’azienda per cui lavoro mi chiede se voglio essere tra i test driver aziendali di un’ auto full electric. È una Volkswagen ID.4. Abito in provincia di Bergamo e avrei la Wall Box a casa (4,5kW). Lavoro su tutta la regione Lombardia come responsabile e faccio mediamente 40.000km/anno, con percorrenze medie di 200km per 200 giorni/anno. Fondamentalmente nelle principali città lombarde e autostrade di collegamento (velocità media….32km/h). Io sarei molto felice se l’azienda mi affidasse l’auto full electric. La mia domanda è come l’azienda possa pagare le ricariche, soprattutto se ricarico a casa, ma anche alle varie colonnine che utilizzerei in giro. Grazie mille“. Sergio Zanetti

elettrica aziendale
Il lettore ha una Juicebox di Enel X.

Elettrica aziendale? Certo che ce la può fare, solo verificando…”

Risponde Paolo Mariano – Per quanto ci indica e se le sue percorrenze giornaliere sono di non oltre 200 km, non vedo particolari controindicazioni nell’adozione di una ID.4. Tenga solo presente che questa Volkswagen  monta un pacco batteria della capacità netta di 77 kWh e ha un consumo che, nelle peggiori condizioni, può arrivare attorno ai 23/24 kWh/100 km. La domanda che si deve porre è quindi: nel caso di un percorso giornaliero di 200 km nel quale ho consumato quasi 50 kWh, resterò poi a casa un numero di ore sufficienti a ricaricare l’energia per il giorno seguente? O almeno per la prima tratta? Per un calcolo approssimativo, ma non lontano dalla realtà, divida il numero di kWh che desidera ricaricare per 4,5 (la potenza della sua Juicebox). E otterrà il numero di ore necessarie.

 

elettriche aziendaliServono una app e un abbonamento, poi…

Per quanto riguarda la gestione economica delle ricariche, può procedere in questo modo. Per le ricariche casalinghe effettuate con la sua Juicebox, grazie all’app, può scaricare un report delle ricariche effettuate e inviarlo all’azienda come nota spese. Ovviamente dovrà concordare prima tale metodologia assieme a un valore al kWh, sulla base del suo costo effettivo. L’altra via, un po’ più onerosa, è quella di far installare un secondo contatore dedicato. In questo caso potrebbe poi limitarsi a fornire una copia della fattura per un rimborso completo. Per le ricariche presso le colonnine pubbliche chieda all’azienda di sottoscrivere un abbonamento magari flat. Riceverà una tessera o un keyfob che potrà utilizzare presso tutte le colonnine del circuito e presso convenzionate. La fattura arriverà direttamente alla sua azienda.

elettriche aziendaliMeglio tante ricariche brevi? O la batteria si stressa e meglio farne poche più lunghe?

 

“Sono un neoproprietario di una ID.3 e ho un dubbio a proposito delle modalità di ricarica. Avendo a casa un piccolo impianto fotovoltaico, cerchiamo di ricaricare ogni volta che è possibile con l’impianto, anche per poco tempo prima che il sole cali. E anche se non arriviamo all’obbiettivo dell’80% (suggerito dal produttore). Però mi sono chiesto se queste continue piccole ricariche non stressino le batterie. La domanda insomma è: meglio ricaricare appena possibile anche per poco tempo o è meglio fare meno ricariche e più lunghe? Ringrazio dell’attenzione e del vostro prezioso lavoro“.Giorgio Penolazzi.

Nessun problema, bisogna solo verificare che…

Il grafico mostra come lavora una batteria agli ioni di litio (fonte: Volkswagen Group).

Risponde Paolo Mariano – Nessuna controindicazione nel ricaricare appena possibile, anche per poco tempo. Se ci riflette, quando guida la batteria è sottoposta a continui cicli di carica (quando accelera) e scarica (quando rallenta o frena). A mettere sotto stress la batteria sono piuttosto le fortissime accelerate (nelle quali si preleva una grossa quantità di energia tutta assieme). Nelle sue abitudini di ricarica, invece, faccia solo attenzione, nel limite del possibile, a non lasciare che il livello di carica scenda e resti a lungo sotto al 20%. E nemmeno che salga e resti troppo a lungo sopra all’80%. Questo intende il costruttore. Tenga presente che queste indicazioni le permettono sì di mantenere in salute più a lungo la batteria. Ma il costruttore ha già preso per lei le precauzioni necessarie a far si che lei non si accorga del degrado della stessa nel ciclo di vita dell’auto. Quindi non si faccia troppi problemi e si goda il suo acquisto!

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1 COMMENTO

  1. Non è più semplice concordare un rimborso chilometrico? Certo se l’azienda è sempre stata abituata a fornire card per far benzina spesso ha anche questa possibilità già rodata e utilizzata dai collaboratori temporanei o non ancora confermati per avere dei benefit specifici
    Spesso è direttamente integrato nei CRM aziendali dove giorno per giorno si può segnare i km fatti legati agli impegni, ma soprattutto essendo anche per loro un beta test è probabile siano meno rigidi con le dichiarazioni.
    Più che altro il dubbio è come gestire le ricariche alle colonnine, dovrebbero fornire una carta di credito da abbinare alle varie app, soprattutto in questi primi anni è facile che ogni tot salti fuori un nuovo esercente e serve poterla installare alla bisogna, soprattutto spostandosi notevolmente sul territorio è probabile alcune aree siano a maggioranza di operatori diversi, sicuramente conviene prima controllare chi c’è nelle varie zone solite di lavoro e vedere se magari han dei piani flat che sarebbero sicuramente più comodi da gestire per l’azienda, chiaro che se le accordano il rimborso dei km poi tutto viene by passato, ma anche lì va previsto un costo a casa di 20/30 cent ma anche eventuali fast da 70 cent che è probabile serviranno di tanto in tanto.
    Anche da considerare il tipo di lavoro, se si sposta tra varie sedi della propria azienda è anche probabile che dato che vogliono elettrificare la flotta, inizino a installare delle colonnine slow presso le vostre sedi e durante il lavoro svolto si mette in carica, se al contrario si gira per clienti ci si affida solo al rimborso km e via

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