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Auto elettrica a meno di 20 mila euro nel piano Renault

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La Twingo, a 23.450 euro, è l'elettrica meno costosa, ma la Renault vuole scendere sotto i 20 mila.

 

Auto elettrica a meno di 20 mila euro nei piani di Luca De Meo, il numero uno del Gruppo Renault. Lo rivela un documento internato svelato dalla Reuters.

Auto elettrica a meno di 20 mila, sotto la Twingo

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Luca De Meo, il manager italiano che ora guida il Gruppo Renault, dopo avere lasciato la Seat (Gruppo Volkswagen).

Il top manager italiano, ex capo della Seat, sta facendo circolare tra manager e sindacalisti una serie di riflessioni sul futuro della Renault. Vuole puntare più sulla redditività che sul numero delle auto vendute. E riportare in Francia (il suo primo azionista è il governo di Parigi) tutta una serie di produzioni ora dislocateall’estero. Oltre a voler accelerare sull’elettrico e rendere questa tecnologia più accessibile. “…dobbiamo puntare sulla piattaforma CMF-B-EV, sviluppando una gamma di veicoli elettrici emblematici e redditizi a un prezzo inferiore a 20.000 euro, prodotti in Francia” , scrive De Meo in uno dei documenti. Attualmente, fa notare il sito transalpino Automobile Propre, solo 4 modelli (compreso lo Zoe) sui 10 venduti da Renault sono prodotti in Francia. Tra quelli fabbricati all’estero (a Novo Mesto, Slovenia) c’è la Twingo ZE, al momento l’elettrica meno costosa sul mercato, a 22.450 euro(pre-incentivi). Solo il motore elettrico della Twingo è prodotto in Francia, a Cléon.

L’elettrico democratico, un sogno da Barcellona a Parigi

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Sono passati 13 anni da quando Luca De Meo, allora capo del marchio Fiat, con Sergio Marchionne alla guida del Gruppo torinese lanciò la Nuova 500.

De Meo conosce molto bene il tema dell’auto elettrica primo-prezzo. Quando ancora guidava la Seat, la Volkswagen gli chiese di sviluppare una nuova generazione di auto elettrica da meno di 20 mila euro per tutte le marche del Gruppo. Eravamo nel marzo del 2019, il grande capo del colosso tedesco, Herbert Diess, volò a Barcellona per presentare il progetto. Per la prima volta veniva affidato alla Seat il compito do sviluppare una piattaforma tecnica per tutto il gruppo, un investimento molto importante. “Il progetto legato alla piattaforma per le vetture elettriche di piccole dimensioni rappresenta un importante passo in avanti verso una mobilità elettrica più democratica. SEAT realizzerà la prima vettura elettrica progettata specialmente per spostamenti urbani” spiegò Diess. Poi per De Meo è arrivata la classica offerta a cui non si può rinunciare, la guida di tutto il Gruppo Renault. E quel progetto si sposta dalla Catalogna a Parigi.

 

 

30 COMMENTI

  1. “SEAT realizzerà la prima vettura elettrica progettata specialmente per spostamenti urbani”, peccato che per la stessa somma gli utenti oggi acquistano vetture progettate per andare dappertutto e quelle davvero cittadine (Panda e Ypsilon) costano esattamente la metà (un mio amico ha appena acquistato la i10 gpl – non la versione restyling 2020, quella precedente – nuova a 8600 euro senza incentivi statali ma solo con incentivo rottamazione della casa).

  2. Intanto già il nick la dice lunga (“vaidiesel”). Seconda cosa un’auto elettrica a meno di 20.000 € potrebbe significare averla quasi gratis con gli incentivi. Incentivi che non sono affatto un regalo a qualcuno perché troppo comodo emettere gas serra e non doverne pagare le conseguenze. Il mercato oggi é ancora distorto, e chi emette non paga tutto ciò di cui si rende responsabile. Gli incentivi sono solo una giusta compensazione per raddrizzare, gradualmente, un mercato strabico. Quindi… vaielettrico!!

  3. In questa frenetica corsa contro il tempo verso un abbassamento dei prezzi dovuto ai costi di questa soluzione elettrica, una rivista tedesca paragonabile come blasore al nostro Quattroruote ha pesantemente bocciato la qualità degli intereriori della VW ID.3 facendo grande scalpore.
    https://www.google.com/amp/s/www.money.it/%3fpage=amp&id_article=96573
    Ora, visto che i veri costi derivano in generale dalla parte elettrica, non è che per abbassare i costi si sta andando verso la direzione sbagliata per arrivare a tali prezzi?

  4. Beh sì anche il 6110 mitico della Nokia costava meno dell’iphone. Ma qui abbiamo prodotti che non consumano pastiglie, non c’è olio né filtro da cambiare, il ‘carburante’ costa 1/3 e non fanno inquinamento diffuso, per il momento lo concentrano nelle centrali o alcuni fortunati hanno il pozzo di petrolio in casa. Penso che tra qualche anno lo sviluppo delle batterie avrà raggiunto livelli impensabili e sarà risolto anche la questione peso. Non capisco l’attaccamento al vecchio, ma lo dico con simpatia

    • Si, però a prendersi il 6110 sapeva cosa aspettarsi e sapeva pure che non era un iPhone però, a prendersi nel 2020 un elettrico da 20 mila euro non credo ci si aspetti gli interni scrichiolanti di una fiat uno 45 prima serie da 9milioni di lire degli anni 80… su, che non è questa la strada.

      • dovessimo guardare la qualità degli interni e gli assemblaggi, metà delle auto prodotte dovrebbero essere tolte dal mercato. E non si capisce cosa può avere a che fare un difetto comune a qualsiasi tipo di auto con la tecnologia dell’elettrico. Per inciso ho avuto una Uno per 14 anni e scricchiolava molto meno della ford Sierra di mio padre. Per inciso 2: 9 milioni negli anni 80 non erano tanto meno dei 20000 euro di oggi.
        Per inciso 3: se compro un cellulare cosa dovrei aspettarmi ? che mi faccia il caffè ? che mi metta in contatto con gli alieni ?

      • @Marco… Negli anni 80 tutte chi più, chi meno scricchiolavavano…nel 2020 No, soprattutto a sborsare 20 mila euro per la non cinesata….

          • Credevo, in modo sintetico, di aver risposto comunque, secondo il mio parere nel 2020 non vedo così tante auto scadenti o aventi qualità da anni 80 così come li descrivi.
            Negli anni 80 gli interni non avevano i materiali d’oggi visto che li abbiamo avuti grazie a 40 anni di ricerche e sperimentazioni per non parlare poi delle ricerche sugli assemblaggi con l’uso dei giusti clips compresi , oggi abbiamo minor tolleranze grazie all’uso di migliori robot sia in fase di realizzazione che in fase di montaggio ed inoltre anche i telai più pesanti e rigidi influiscono perché i leggeri telai dell’epoca avevano torsioni e flessioni maggiori che contribuivano a produrre scricchiolii.
            Un difetto per me è un particolare ch’è usito in un modo non previsto perché mal progettato oppure perché frutto di eccessive tolleranze dei macchinari in fase di realizzazione e non è, per me, una qualità complessiva ch’è una precisa scelta da parte del costruttore…
            Quindi, se compro un iPhone mi aspetto che abbia la classica qualità di un iPhone così come se mi compro un auto VW id. 3 per quel che costa mi aspetto che abbia la classica qualità VW degli altri modelli del 2020 invece di ritrovarmi una qualità degli anni 80 visto che a trovarmela da anni 80 sarebbe una precisa scelta del costruttore per abbassare i costi vanificando poi di aver scelto una VW.

    • Beh, in SEAT non è stato futuribile, non c’è stato un solo anno in cui il marchio non sia stato una emorragia di soldi per il gruppo VW con continue ricapitalizzazioni.

  5. Poco più di cento anni fa le auto erano brutte sporche e puzzolenti, facevano pochi km e le avevano in pochi. Le aree di servizio distribuivano biada e fieno. Nonostante ciò non vedo più fieno nelle aree di servizio, ma non hanno neanche ammazzato tutti i cavalli. Certo è che non vedo nessuno andare al lavoro a cavallo, ma le corse ci sono ancora e qualche fortunato li monta ancora. A quei tempi la Ferrari, macchina perfetta, non c’era ancora, ci sono voluti una cinquantina d’anni. Tutte le nuove tecnologie hanno bisogno di un po’ di tempo per maturare, ma la strada mi sembra questa

    • Certo hai ragione, però la storia è sempre la storia e da essa ci si dovrebbe imparare per non ripetere sempre gli stessi errori… ciò che prima di innovativo si proponeva per sostituire il vecchio ch’era sbagliato ora viene respinto perché pure sbagliato ed ora, a ripetere la storia, la si vuole sostituire con l’innovativo che alla lunga sarà anch’essa sbagliata….
      … A sentir molti che l’hanno, si apprezzano soprattutto le doti di guida e il comfort , bhe, di questo passo per abbassare i costi, visto le scarse qualità già girare con un ID. 3 dopo un anno significherà girare in autostrada a come se si andasse a 130 sui sanpietrini.
      Personalmente credo che l’abbassamento dei prezzi dovrebbe derivare a ridurre i costi là dove ci sono, ossia sulla parte elettrica.
      Ovviamente, tutti miei pensieri con massimo rispetto verso i pensieri avversi d’altri.

    • Visti i commenti di qualcuno, quello che scrivi tu è tutt’altro che banale. Il problema è che scrivi a gente che non vuole capire perchè se non va contro il buon senso non riesce ad uscire dal proprio insostenibile anonimato.

      • Rispetto il tuo punto di vista e in molti casi hai anche ragione per chi si comporta così però, visto che ad avere l’elettrico c’è una buona % costituita da gente che c’è lha solo per le varie convenienze (incentivi, colonnine libere nelle sue zone, ecc ) o perché costretta quindi, per loro, il discorso buon senso (ambientale?) che anche dubbito che ci sarebbe decade poi, per quanto riguarda l’anominato, intanto in ogni caso puoi iniziare a dare il buon esempio visto che sulla tua carta d’identità non c’è scritto solo un generico “Marco” a se non fosse un un nickname.
        Sempre con tutto il rispetto ovviamente. .

        • è inutile che inizi sempre con la lisciata di pelo. Le tue idee hanno il diritto di essere esposte ma , anche se non offendi in maniera grossolana, la tua arroganza nel definire gli altri come mezzi tonti non ti permette poi di dire che “rispetti il punto di vista”. Infine non hai capito a che tipo di anonimato mi riferivo.
          Noto comunque che hai la coda di paglia visto che non ho parlato di te.
          Se può farti piacere sappi che non risponderò più ai tuoi commenti non fosse altro per rispetto di Vaielettrico: non mi va di trasformarlo in un luogo da zuffe da bar.
          Spero però ti caccino da qui per l’incosistenza di quello che scrivi e la sostanziale maleducazione con cui lo scrivi. passo e chiudo

          • Nessuna suonata di violino ( che a me suona meglio che lìsciata di pelo) visto che mi esprimo senza volontà di offendere precisandolo pure e, visto che ti ritrovi a sentirti sempre offeso, non sono io ad avere code di paglia ;
            nessuna arroganze visto che sono il primo che cerca di imparare da chi però è in grado di insegnarmi qualcosa pertanto questo è il motivo percui cerco confronti;
            io non cerco risse ma confronti di idee ma se tu nel non riuscire ad imporre le tue idee offendi sulla grammatica o sulle forme usate, cerchi tu risse da bar a cui livelli io non scendo.
            Non vedo elementi sulle quali possono cacciarmi, non offendo nessuno sulle forme, grammatica e punteggiatura. Comunque, spero che tu possa cambiare idee… Peace

  6. AUTO ELETTRICA: Niente monoblocco, niente pistoni, niente frizione, niente cambio nè manuale nè automatico, niente differenziale, niente radiatore, niente marmitta catalitica; insomma sembra che non ci sia più niente e quindi anche niente che si può guastare; il rendimento passa dal 30% al 98% la rumorosità si azzera anche i freni si consumano meno per via del freno elettrico rigenerativo. Ma come è possibile che le batterie costano così tanto da far costare il tutto molto più di una vettura complicata come una a motore termico? Ma avete pensato che una vettura PLUG-IN che può percorrere solo una cinquantina di chilometri in solo elettrico costa quasi come una vettura con solo motore termico ed invece una in cui tutto quelle complicazioni che ho detto prima vengono eliminate e che ha solo una batteria un pò più capiente costa tanto di più?
    Non c’è dubbio; i produttori stanno barando e vogliono solo farci pagare la novità !

  7. Per progettare una vettura elettrica leggera, economica con un’autonomia di almeno 500 km serve una batteria rivoluzionaria, con maggiore densità gravimetrica, stabile e completamente riciclabile con un costo del processo inferiore all’acquisto delle materie prime che la compongono.
    Al momento non c’è.
    Se si ascoltano le dichiarazioni del Prof. Gian Piero Celata, Capo Dipartimento Tecnologie Energetiche dell’ENEA che annunciava nel 2019, la fine dell’era del litio, la ricerca di Lorenzo Carbone, ricercatore del Graphene Labs dell’IIT il lavoro di Silvia Bodoardo, non resta che chiedersi: quando?

    Sarà Elon Musk il 22 settembre a raggiungere l’obiettivo?
    Vedremo presto le batterie con una nuova chimica che stiamo aspettando da tempo e che faranno cadere definitivamente tutti i tabù sulla mobilità elettrica e il Semi sulle autostrade europee sostituire gli autotreni Diesel?

    https://www.raiplay.it/video/2019/09/RAISCUOLA-PT-52-BATTERIE-bb7e37ac-e229-45b5-8685-324b20c9e025.html

    • Concordo. Il problema vero, secondo il mio punto di vista, è che da anni veniamo bombardati da mille notizie di soluzioni valide, se non in qualche caso pure miracolosa, ma che nell’atto pratico non vengono prese in considerazione per problemi di costi dovute all’industrializzazione della soluzione se nonché alle difficoltà di realizzazione in grande scala.
      Ho sempre sostenuto che a trovare alternative valide alle attuali batterie (la soluzione al litio regna da 20 anni) non solo si darebbe praticabilità all’eletrico, ma si eviterebbe una scellerata trasformazione urbana delle nostre città ripristinando la funzione di pompa di benzina alle colonnine grazie ai conseguenziali ridotti tempi di ricarica.

        • Lo dico a lei, Giuseppe, ma estendo la raccomandazione a tutti i lettori: non è carino utilizzare il nostro sito per pubblicizzare articoli e video di testate nostre concorrenti. In particolare quando parlano di argomenti ampiamente trattati (…meglio, almeno speriamo) anche da Vaielettrico. Diverso è il discorso quando le citazioni e i link riguardano report e studi accademici di istituzioni e centri di ricerca. Grazie

          • Almeno per quanto mi riguarda, visto che non ho nulla da pubblicizzare, non mi rendo conto di averlo fatto. Pertanto, a se l’avessi fatto, chiedo scusa ma vorrei anche capire bove avrei sbagliato per non ripetere.

          • Io sono il primo a fare richiami sitologici di concorrenti anche se in realtà non lo sono.
            Il problema è il tema, interessante e trascinante perché centrale, le evoluzioni tecnologiche o presunte tali si sovrappongono, VaiElettrico è una miniera inesauribile di news e ci sono articoli che solo il titolo è un tema da convegno. Per cui i lettori vengono trascinati. Inoltre c’è il valore aggiunto degli interventi degli autori non tanto da moderatori o facilitatori, quanto parte attiva del dibattito.
            VaiElettrico non ha concorrenti, è “punctum contra punctum”, una pluralità di opinioni, di motivazioni, di preconcetti con risultati ed effetti sempre interessanti, a volte allusivi, polemici, suggestivi. Insomma qui c’è tutto.
            Complimenti a tutti gli autori per l’impegno nello scrivere news da ogni luogo, in ogni momento. Autori che diventano opinionisti e indirizzano le discussioni e il confronto su temi sempre molto interessanti e pungenti.

        • Proprio questo è il tema centrale.
          Vedi articolo su Nikola che mi ha fatto sussultare:
          https://www.vaielettrico.it/il-fondatore-di-nikola-milton-e-un-genio-o-un-truffatore/
          Investimenti di Iveco, CNH e di Bosch finalizzati ad avere una modalità di trasporto pesante meno impattante dove finiranno?
          Che ne sarà del Nikola 3, l’annunciato vettore di trasporto ecologico europeo?
          Che ne sarà del Semi di Tesla? La sfida dell’autotreno elettrico era lanciata, ora però sta diventando interminabile.
          La batteria perfetta sembra la ricerca del Sacro Graal.
          Una ricerca spesso presentata con richiami rutilanti e consistenti basi scientifiche che alludono alla scoperta definitiva, alla soluzione di un problema così organico da interessare le nostre case, le città e tutte le tecnologie per ottenere energia dal sole, vento e maree.
          Per essere banali: se non rivoluzioni le batterie non avrai i velivoli elettrici, la Ferrari elettrica da 1.000 chili e l’utilitaria da 20.000 euro capace di fare 500 km.

          • Secondo il mio punto di vista, credo che le ricerche scientifiche hanno già prodotto una miriade di soluzioni che per prestazioni funzionano già molto meglio rispetto alla soluzione attuale soltanto che, per essere sfruttate, hanno bisogno oltre che di soddisfare requisiti prestazionali, debbano soddisfare anche requisiti di industrializzazione, tempi di realizzazione e costi da sostenere e a non soddisfarle tutte assieme ecco che poi rimaniamo a come stiamo. Una nuova tecnologia non sarà semplice d’avere in tempi brevi.

  8. Non facciamo di tutta l’erba un fascio: non serve sempre un’innovazione gigantesca, spesso si procede a piccoli passi ma costanti. Penso che il 22 Musk mostrerà una serie di innovazioni, che traccerà la strada. Gli altri seguiranno, come sempre. VW parla di 500k id4 vendute al 2025. Anche gli altri non stanno a guardare.
    Dal lato costruttori di batterie, già si parla di 1 milione di miglia come durata. Sono tutte situazioni che 5 anni fa ci sognavamo. Nei prossimi 5 anni arriveranno altre novità.

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