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Auto a idrogeno? L’Eni ci crede, l’Enel proprio no

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ENI-Toyota
Giuseppe Ricci di Eni con Mauro Caruccio di Toyota. Alle loro spalle la Mirai a idrogeno.

Auto a idrogeno? L’Eni ci crede, l’Enel proprio no. Una volta si sarebbe detto: visto da destra e visto da sinistra. Ma in questo caso, al centro, c’è un unico padrone, lo Stato italiano, che controlla entrambi questi colossi dell’energia.

L’Eni si allea con Toyota a Ginevra

L’Eni un mesto fa ha firmato un accordo con il Comune di Venezia e la Toyota per valutare la realizzare una stazione di rifornimento di idrogeno. Ultimato lo studio di fattibilità, l’Eni renderà operativa una colonnina di rifornimento di idrogeno in una delle sue stazioni di servizio presenti tra il capoluogo, Mestre e Marghera. La Toyota farà la sua parte mettendo a disposizione ben 10 Mirai, il suo modello a idrogeno lanciato nel 2014. I tempi sono abbastanza serrati, visto l’impegno dell’Eni di individuare la location entro fine anno. Ma in realtà l’intesa tra Eni e Toyota è più ampio. Già a giugno i due partner avevano annunciato una collaborazione di largo respiro. Con l’Eni ad aprire un distributore di idrogeno a San Donato Milanese e la Toyota a mettere a disposizione ben 10 Mirai, il suo modello a idrogeno lanciato nel 2014.

Toyota Mirai
La Mirai, la Toyota a idrogeno lanciata nel 2014.

L’idrogeno è una sostanza che già usiamo nelle nostre attività – aveva spiegato Giuseppe Ricci, chief refining & marketing officer di Eni . “In particolare nel ciclo bio della raffinazione, principalmente per rimuovere l’ossigeno dalle cariche vegetali, dagli oli usati di frittura, grassi animali e altri scarti con cui a Porto Marghera produciamo biocarburanti. Abbiamo inoltre iniziato a investire studiando tecnologie per la sua produzione a partire dai rifiuti solidi urbani e dalle plastiche non riciclabili, oltre che per la mobilità. Mobilità di cui l’accordo di Venezia rappresenta un’importante pietra miliare per un futuro low carbon”.

Venturini di Enel X: “L’idrogeno? Non si può fare”

Venturini
Francesco Venturini

Come si diceva, non è che dalle parti dell’Enel la pensino proprio allo stesso modo. Ci ha pensato Francesco Venturini, il numero uno di Enel X (la società chi si occupa di mobilità elettrica) a chiarire bene la posizione. Lo ha fatto con questo post pubblicato su Linkedin (gli emoticon fanno parte del testo originale): “Fuel cells o batterie? 🧐 Elon Musk ha chiamato le fuel cells “scemenze da capogiro”, “incredibilmente stupide” e “fool cells”. Nonostante questo, un giorno sì e l’altro pure c’è qualcuno che rigurgita l’idea che l’idrogeno può essere usato per alimentare le automobili. Semplicemente NON SI PUÒ FARE con le tecnologie attuali. E, considerando che più dell’80% del denaro investito in Ricerca & Sviluppo nel settore dell’energia, in un prevedibile futuro, è investito per mettere a punto nuove soluzioni chimiche per le batterie. In of the R&D money in the energy sector is spent to find new chemistry for better batteries. In questo video troverai spiegato il perché 🙅🏻‍♂️❌⚡️”.

Slide Venturini
La slide postata da Venturini su Linkedin.

— Leggi anche: l’Eni muove i primi passi nell’elettrico con re-start. E qui: la Mirai presentata al sindaco di Milano, Beppe Sala.

 

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