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Aurora, una Zoe, due smartphone e uno smartwatch

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Aurora

Aurora Fantin, social-media manager dell’Università di Trieste, ha accettato di unirsi ai tanti amici raccontano qui la loro vita in elettrico. Il suo non è un rapporto tecnico sui 20 mila km percorsi con la Renault Zoe. Ma piuttosto una riflessione su che cosa significa, per una donna molto impegnata, lasciare le auto tradizionali per questa nuova strada.

                           di Aurora Fantin

Aurora
Aurora Fantin

Mi chiamo Aurora, ho due smartphone, uno smartwatch e un’auto elettrica. Insomma, la mia vita è appesa alla durata della batteria. È una battuta, ovvio, ma riassume bene la mia giornata tipo.

Aurora, una vita legata alle batterie

Il mio lavoro, sono la social media manager dell’Università di Trieste, mi obbliga ad avere sempre il telefono carico. E per recarmi in ufficio devo sempre avere la batteria dell’auto carica, visto che non si trova esattamente dietro l’angolo, ma a quasi 40 km da casa, autostrada compresa. L’auto elettrica ha fatto il suo ingresso trionfante in casa la scorsa primavera grazie all’ostinazione del mio compagno e di mio figlio, grandi fautori della mobilità elettrica.

Aurora
Aurora veniva da una Passat SW

Io ero un po’ più tiepida. Non perché non fossi attratta da questo cambiamento (non solo di modalità di trasporto, ma vorrei dire di vita). Ma banalmente perché la mia robusta e solida Passat station wagon mi rassicurava sulla possibilità di recarmi in qualsiasi luogo in qualsiasi condizione. Potevo fare il pieno di gasolio in ogni momento. E potevo guidarla a occhi chiusi, tanto eravamo affiatate con i nostri 400 km settimanali.

La mia ansia iniziale: dover partire all’improvviso…

Che cosa mi spaventava dell’auto elettrica? Una cosa sola: la perdita dell’autonomia, la perdita della capacità di rispondere all’imprevisto. Sono una madre-lavoratrice-pendolare a 40 km dal figlio dodicenne. E sono una figlia a molti chilometri di distanza da una madre che vive sola.ricarica zoe Ogni giorno so che potrebbe arrivare una telefonata da scuola o dal Veneto, dove vive mia madre, e richiedere il mio pronto intervento. Spegnere il pc in ufficio e scappare in fretta dal figlio o dal genitore. Con la vecchia station wagon a gasolio, abituata a macinare centinaia di km, questo era possibile, con l’auto elettrica no. Per fortuna questi imprevisti sono rari e il problema è soprattutto psicologico. Nella mia routine settimanale infatti la Zoe, ormai la chiamiamo come una di famiglia, è perfetta e non potrei più fare senza.

La ricarico a casa, come il telefonino. E ora all’Università…

Colonnina Trieste
Nel Campus di Piazzale Europa dell’Università di Trieste è stata inaugurata una stazione di ricarica per veicoli e biciclette elettriche, nell’ambito del Progetto transfrontaliero MUSE (Italia-Slovenia), finanziato dalla UE.

La mattina presto stacco la presa elettrica dall’auto e vado a Trieste a lavorare. E finito il lavoro me ne torno a casa, con qualche deviazione per eventuali commissioni o impegni. A casa, rimetto la Zoe in carica, proprio come fosse un telefonino, in totale comodità visto che la stazione di ricarica ce la siamo portata in casa. Da pochi giorni la mia Università  ha inaugurato una stazione di ricarica e quindi potrò ricaricare l’auto anche al lavoro. Resta il problema dei viaggi lunghi che, in attesa dell’attivazione delle colonnine di ricarica lungo i diversi itinerari e di ricariche veloci, continuiamo a fare con la vecchia auto. Anche se, ogni tanto, ci avventuriamo in qualche viaggio più lungo e andiamo a caccia di colonnine. Felici di non inquinare, scaricando gasolio nell’aria che tutti noi respiriamo e molto fieri della nostra piccola Zoe. In pochi mesi io e Zoe abbiamo fatto 20 mila km e siamo diventate inseparabili.

— Altri lettori che ci hanno raccontato la loro vita in elettrico: Armando con Tesla M3qui Lorenzo e i suoi 30 mila km con la Renault Zoe.  Armando e i suoi primi 10 mila km con il Model 3 Tesla  qui . Qui Paolo racconta i suoi viaggi in e-Golf.  Riccardo e la sua Citroen C- Zero quiQui Stefano e i sui primi 10 mila km con la Nissan Leaf. E qui: Gian Luca e i suoi 30 mila km con la Jaguar I-Pace.

 

 

11 COMMENTI

    • Grazie Luca. Perché non spiega come si è trovato ai tanti lettori che ironizzano sulla piccola della Renault?

    • La Zoe l’ho sempre screditata, fino a che non l’ho vista dal vivo. Macchina interessante.
      Non mi convince la gestione a noleggio della batteria. Senza noleggio costa 34.100€. Gli incentivi mi lasciano perplesso, dopo la visita in concessionario. insomma una model 3 ti costa 11.000€ in più ma è una supercar.

  1. Io finché produciamo corrente con i combustibili fossili non me la comprerò mai una macchina a batterie perché per produrre corrente inquiniamo comunque.

  2. Caro Donato, non puoi paragonare 20kw con 20 litri di carburante fossile, la differenza di inquimamento supera il 50% , senza contare dall’estrazione alla pompa di benzina che impatto c’è, chi fa sti discorsi sta proprio fuori, troppo supeficiale

  3. Bene..no..anzi…male..mi chiamo Ugo…circa sette anni fa …e non so come..e non so da dove…mi e partito il tripp..dell’ elettrico…da prima ho iniziato con una vetturetta cinese…quadriciclo pesante…poi con una Marbella Torpedo…realizzata nei primi anni 90 dal Dott. Loglio…bergamasco ora emigrato in Cina…per poter realizzare al meglio i suoi progetti…poi con una Renault Fluence..e con una Nissan LEAF….ora in atesa della nuova Zoe ,2020…..i km percorsi in totale elettrico superano ampiamente i 150000……e sono sempre più convinto…..io….purtroppo mi sconvolge invece …come ci siano persone che remano contro …addirittura affermando che l’ elettrico inquina più del diesel…ora…capisco che con la legge Basaglia…i manicomi non esistano più e che molte persone con problemi psichiatrici siano a piede libero….però..arrivare a definire più inquinanti le auto elettriche di quelle diesel mi sembra troppo……e poi….secondo me ci sono errori di fondo dovuti alla ignoranza…cioè alla non conoscenza…due di questi punti..i più fondamentali sono …il non capire che auto elettrica…e alimentazione con batterie…non sono la stessa cosa…molti hanno affermato che la auto elettrica sparirà con la avvento dell’ idrogeno …cavolata immane…perché l’ auto a idrogeno.. è un auto elettrica…dove l elettricità non viene da un accumulatore…ma da un generatore alimentato sulla vettura stessa dall’ idrogeno come combustibile…..il secondo punto assurdo..e quello che x produrre elettricità x caricare le batterie dell’auto elettrica arriva dalla combustione di gasolio o dal carbone o dal nucleare…assurdo in gran parte…perché l’ eolico..il fotovoltaico…l.idrico..e altri sistemi..di produzione dell’ energia .si stanno espandendo esponenzialmente….ovvio che ci vuole il tempo e che si investa…ma finché pensiamo solo al guadagno immediato ciò non avverrà in tempi brevi……quindi per concludere ..secondo il mio modesto parere…l auto elettrica ora esiste..bisogna divulgarla…si deve migliorare il come alimentarla e come produrre l energia …e per fare questo…impedire a chi ha troppi interessi in ballo di offuscare le positività di tutto questo…io dal canto mio continuerò su questa strada…e consiglio vivamente a tutti di averne almeno una in famiglia di auto elettrica e alla fine di ogni anno confrontare i costi tra le varie vetture della famiglia…e in quanto a chi inquina di più…analizzare obbiettivamente….Buon Elettrico..a Tutti

  4. Quasi 120.000 fatti in elettrico, zero manutenzione,zero bollo, costi irrisori di ricarica e al 100% con energia rinnovabile certificata!

  5. Complimenti ad Aurora.

    L’unica nota stonata pare il comunicato stampa dell’Università di Trieste, che cita finanziamenti dalla “Comunità Europea”, che non esiste più da dieci anni. Per il resto, complimenti anche all’Università per la collaborazione transfrontaliera in un epoca storica più votata all’odio, ai muri, al filo spinato, ai fossi e alle palizzate che a lavorare insieme in pace.

  6. Ciao Aurora, mi chiamo Leonardo sono il papa’ di Power Cruise Control il sistema di guida per veicoli elettrici di cui Vai Elettrico ha gia’ parlato e che risolverebbe la tua difficolta’ nei lunghi viaggi con ZOE in modo tale da abbandonare definitivamente l’auto tradizionale.
    Visto che di telefoni ne hai due 😉 uno sara’ un Android, sistema operativo sul quale stiamo lavorando e per cui e’ gia’ disponibile la versione ZOE 22 e 41 kWh. Mi permetto, di seguito, di inserire il link al sito internet dove troverai video esplicativi e descrizioni dettagliate di funzionamento.
    PCC – Power Cruise Control non consiglia, guida fino alla destinazione!!
    https://www.powercruisecontrol.com
    https://play.google.com/store/apps/details?id=com.powercruisecontrol.zoe2241
    https://www.vaielettrico.it/power-cruise-control/
    Buon viaggio
    Leonardo
    info@powercruisecontrol.com

  7. Bello leggere queste storie. Oramai chi si affaccia all’elettrico nel 2019 non è più un pioniere e vive serenamente. La Zoe del 2013 con la scarsità di colonnine poteva essere una bella sfida, quello si, ma con 41 kWh netti e la colonnina al lavoro… Sul discorso viaggi lunghi, io anche con auto termiche non ho fatto più di 500 km in un giorno. Arrivando a casa molto stanco, tra l’altro. Il treno è tutto un altro vivere…

    Piccola nota critica: perchè é così difficile e costoso mettere una colonnina in un parcheggio semi-privato, tanto da mettere in mezzo finanziamenti europei? Una WB IP65 monofase da 32A costa ormai 300-400 euro, più la manodopera dell’elettricista, un po’ di vernice ed un cartello con relativo palo. Da elettrico, mi sento di dire che i soldi pubblici dovrebbero finire in progetti più meritevoli (qualcuno ha detto fast ed ultrafast?) e non in colonnine AC…

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