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Associazioni al Governo: “Pnrr per navi e porti green, no Gnl”

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A Genova fumi sono ben visibili, associazioni e cittadini si sono rivolti agli esperti per misurare l'inquinamento

Le associazioni ambientaliste unite nella rete Facciamo Respirare il Mediterraneo hanno scritto al Governo per chiedere di spendere i 550 milioni del Pnrr per navi green.

Sul fronte “carburante” si sottolineano le parole del rappresentante Sönke Diesener: “Non dovremmo sprecare tempo e denaro in soluzioni che inquinano come gli scrubber o il Gnl“.

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i densi fumi dalle navi

Bene che l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) abbia designato il Mediterraneo come Area SECA (a controllo delle emissioni di zolfo) ma le associazioni chiedono di  fare di più e soprattutto, come nel mar Baltico e del Nord, istituire  l’area a controllo delle emissioni di azoto (NECA).

Bene i soldi ma spendiamoli bene

Grazie ai fondi del Pnrr si è pubblicato un bando, ben partecipato come abbiamo scritto qui, con 500 milioni dedicati ad adattare, oppure acquistare navi green, in teoria anche elettriche, per ridurre l’inquinamento atmosferico. Ricordiamo anche i 700 milioni per l‘elettrificazione delle banchine (leggi qui).

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Fumi delle navi in porto a Genova

Le associazioni plaudono all’investimento sulle navi, ma sottolineano. “Come esso non sia sufficientemente focalizzato sulla maggiore criticità che riguarda oggi le città portuali italiane: l’inquinamento atmosferico“. Il problema è ambientale e sanitario, ma “i criteri di valutazione dei progetti non evidenziano sufficientemente la priorità di rendere respirabile l’aria nelle aree portuali, le cui popolazioni subiscono oggi dalle emissioni navali gravissimi e irreparabili danni alla salute“.

Limiti non solo alla CO2, pericoloso anche il Gnl

Nel bando, emanato dal precedente Governo, le associazioni denunciano  l’intervento parziale sugli inquinanti ovvero “si contempla unicamente l’abbattimento della CO2” ma senza affrontare il problema di “black carbon (BC) e metano il cui impatto è, sul breve termine, notoriamente peggiore rispetto a quello della CO2“.

genova comitato
Una protesta del comitato No Fumi di Genova

Più in specifico: “Il Gnl ha un potenziale di riscaldamento climatico di 82,5 volte maggiore a quello della CO2 e rischia di far sì che gli investimenti oggi realizzati per l’uso di questo carburante determinino un effetto lock-in per i decenni a venire, in contrasto con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi“.

Le associazioni affondano anche i biocarburanti. Questa la motivazione: “Non rappresentano una soluzione sostenibile in quanto, soprattutto quelli derivanti dagli scarti, non sono scalabili, ovvero sono insufficienti a coprire il fabbisogno di questa industria, essendo inoltre estremamente difficile l’identificazione della provenienza delle materie prime utilizzate per la loro produzione“.

E si ricorda che la posizione della Commissione europea: “E’ opportuno evitare la creazione di una domanda potenzialmente elevata di biocarburanti poiché tutti i tipi di combustibili ottenuti da colture alimentari e foraggere causano emissioni aggiuntive di gas a effetto serra e perdita di
biodiversità”.

La proposta: fuori dai porti le navi inquinanti

Come esistono le Ztl nei centri storici così deve essere regolamentato l’accesso ai porti. Questa la posizione delle associazioni: “Si escluda la possibilità di accesso ai porti a quelle unità che non hanno adottato, entro i prossimi 12 mesi, misure e dispositivi adeguati a ridurre al minimo – e comunque entro i vigenti limiti di legge per NOx e SOx – le emissioni atmosferiche in un raggio di almeno 30 miglia marine dal porto. E’ infatti inaccettabile che agli armatori che – nonostante le pressanti e ineludibili necessità socio-ambientali e i relativi avanzamenti tecnici oltre che finanziamenti pubblici – risparmiano a spese della salute dei cittadini delle città di porto utilizzando vere e proprie carrette del mare sia data ancora accoglienza nelle nostre aree portuali“. Ci si appella all’entrata in vigore dell’Area SECA, c’è da aspettare al 1 maggio 2025.

fumi genova
A Genova le emissioni sono un evidente problema sanitario

Un’altra richiesta riguarda il potenziamento del monitoraggio della qualità dell’aria nei porti. “Si incrementi il numero e la qualità dei controlli sulle emissioni navali, da rendersi trasparenti nell’esecuzione e negli esiti, e quindi sui carburanti in base alla Direttiva sul contenuto di zolfo dei carburanti e le emissioni NOx ai camini delle navi, integrando tali controlli mediante droni e altre tecnologie“. Servono più informazioni e più dati.

Diventi realtà il cold ironing con le banchine elettrificate

Sulle emissioni locali in porto, per le grandi tratte oggi è impraticabile un sistema di propulsione elettrica, la soluzione più efficace è l’elettrificazione della banchine: il cold ironing. Lo sostengono gli stessi armatori che nei giorni scorsi hanno criticato il sottosegretario Vittorio Sgarbi per la sua avversione ad un impianto  eolico offshore e quindi ad una possibile alimentazione economicamente sostenibile delle navi(leggi qui).

Dalle barche esce veleno
Fumi traghetti

Sul cold ironing le associazioni sottolineano che questo “sistema è estremamente efficace per ridurre le emissioni in porto permettendo di connettere le navi direttamente alla rete elettrica durante il loro ormeggio ed evitando che si brucino ingentissime quantità di carburanti fossili, abbattendo le emissioni tossiche in porto“.

Su questo tema ricordano come “in alcuni paesi del Nord Europa le infrastrutture per l’elettrificazione delle banchine sono state realizzate dai fornitori di energia che sono poi rientrati dei costi sopportati attraverso la fornitura dell’energia agli armatori, con rilevante risparmio per le finanze pubbliche“.

Per correttezza anche nel Nord Europa mancano le stazioni come sottolineato anche dagli armatori delle grandi navi da crociera come la Msc che a maggio scorso hanno iniziato l’alimentazione elettrica in porto delle loro grandi navi (leggi qui) in Germania e Gran Bretagna e lamentano la mancanza di una presenza più capillare delle banchine elettriche.

LEGGI ANCHE: Fincantieri, Grimaldi, Enel X per navi a emissioni zero

Per completezza ricordiamo anche la scelta della Grimaldi con i suoi traghetti a zero emissioni in porto grazie a una mega batteria che permette di spegnere i generatori alimentati dal combustibile fossile (leggi qui).

Bene l’area a controllo delle emissioni di zolfo, ma si allarghi anche all’azoto

Per quanto riguarda l’area a controllo delle emissioni di zolfo i Cittadini per l’Aria, assieme all’associazione tedesca NABU e le altre associazioni, ha accolto “con grande favore il progressivo abbandono dell’olio combustibile pesante (HFO), il passaggio a carburanti più puliti e il conseguente miglioramento della qualità dell’aria che deriverà da questa decisione per i 150 milioni di persone che vivono nella regione mediterranea“.

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Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria

In particolare Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria: “L’aumento dei requisiti di qualità del carburante non solo serve a ripulire l’aria in modo sostanziale, ma incoraggia anche l’efficienza energetica e le misure climatiche nel trasporto marittimo. Siamo tuttavia delusi per il fatto che i responsabili politici abbiano perso l’occasione di costituire un’Area ECA integrale, che riguardi sia lo zolfo che gli ossidi di azoto.”

Sottolineiamo che la lettera al Governo è stato firmato oltre che da associazioni ambientaliste da comitati di cittadini delle città portuali che da tempo e sulla base dei dati sulla qualità dell’aria chiedono interventi di mitigazione di fumi ed emissioni. Ecco i firmatari: Cittadini per l’Aria – Anna Gerometta, AmbienteVenezia – Luciano Mazzolin, Associazione Ambientalista Eugenio Rosmann – Monfalcone – Claudio Siniscalchi, Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Enzo Tortello, Hub Mat APS – Olbia, Italia Nostra, sezione di Ancona – Maurizio Sebastiani, Italia Nostra, sezione di Genova – Vincenzo Lagomarsino, Italia Nostra, sezione di Venezia – Adriano Marchini, Livorno Porto Pulito aps – Luca Ribechini, No Fumi odv – Cristiana Paoletti, T&E – Veronica Aneris, We are here Venice – Jane da Mosto.

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