Negli ultimi anni il dibattito sulle energie rinnovabili si è trasformato in un terreno in cui la tolleranza si assottiglia e il confronto si spegne. Non si discutono più dati, impatti, alternative: si alzano muri. E quando il dialogo viene sostituito dal rifiuto preventivo, si arriva a non voler nemmeno ascoltare chi porta informazioni tecniche o posizioni diverse.
Porte chiuse a European Energy, in ballo sette pale ma zero dialogo
È ciò che sta accadendo a Ferriere, in provincia di Piacenza, dove la sindaca Carlotta Oppizzi ha invitato l’amministratore delegato di European Energy, Alessandro Migliorini, a «stare a casa». La sua presenza all’assemblea sul parco eolico, l’impianto proposto dalla sua azienda e previsto sul Monte Crociglia, in Alta Valdaveto, è stata definita «inutile e provocatoria». Vaielettrico lo ha sentito dalla Danimarca. La posta in gioco? Sette aerogeneratori nell’area del Monte Crociglia, nel comune di Ferriere, per una potenza complessiva di 31,5 MW. Il progetto è stato presentato al ministero dell’Ambiente da Ferriere Wind srl, società del gruppo European Energy. Come accade sempre più spesso — oltre alla Sardegna, ricordiamo l’assalto a un cantiere nel Mugello e le proteste in Romagna — cresce l’opposizione di piccole comunità locali. I sindaci, spesso inizialmente silenti, per non essere scavalcati salgono sulle barricate. Una scelta legata anche ai partiti in cui militano.
Assemblea eolico, chiusura del sindaco: “Stia pure a casa…”
A Ferriere, Carlotta Oppizzi, avvocata eletta con 466 voti in una lista civica ma sostenuta dalla Lega, ha promosso una raccolta firme che ha superato quota 5.000. Un numero notevole, considerando che nel paese risiedono 1.077 abitanti. E fin qui (quasi) tutto bene. Anche se poco comprensibile, si è liberi di essere contrari agli impianti eolici.

La prima cittadina ha convocato un’assemblea pubblica per domenica primo febbraio, per discutere sul tema. Entro il 21 febbraio vanno presentate le osservazioni al ministero. A questo punto l’amministratore delegato di European Energy, Migliorini, ha manifestato l’intenzione di partecipare all’incontro. La sindaca, come raccontano le cronache del quotidiano La Libertà, non ne vuole sapere: «Stia pure a casa».
Ma non è finita qui. Nel profilo Facebook istituzionale del Comune si legge: «Confermiamo che l’azienda proponente non è stata invitata. Aggiungiamo che l’idea del dott. Migliorini di partecipare all’incontro ci sembra un’inutile, provocatoria forzatura».
Zero confronto e pure avvertimenti a Migliorini
Il dibattito, il confronto? Neanche per idea: «La riunione di domenica non ha lo scopo di decidere se siamo a favore o contro il progetto. Siamo convintamente contro. Non abbiamo alcuna necessità di spiegazioni da parte dell’azienda, i cui interessi sono lontanissimi dai nostri».
Stati Uniti, crescono rinnovabili e accumuli. Alla faccia di Trump…
E attenzione: non solo l’azienda deve stare lontana. «Domenica i posti sono riservati a chi ha a cuore Ferriere e la tutela del suo territorio». Tradotto: i favorevoli non sono graditi, alla faccia della democrazia.

Tra i commenti, però, c’è chi in solitudine prova a rimettere le cose sul piano razionale: «Essendo un progetto tecnico basato su dati tecnici, le contestazioni devono essere tecniche. Ma mi rendo conto che in Italia chiedere di parlare del merito delle questioni è chiedere troppo». Firmato: Roberto Binaghi. Purtroppo non mancano i toni che sfiorano la minaccia: «In ogni caso, visto il clima, chiunque si presentasse come portavoce del progetto rischierebbe ben più di qualche fischio». E un altro rincara: «Io lo avrei lasciato venire… poi si chiudeva la porta a chiave…».
C’è anche chi prova a riportare il buon senso: «È un errore non fare intervenire Migliorini al dibattito. Sarebbe un ottimo momento per porre quesiti che altrimenti, in un contraddittorio a distanza, non avrebbero la stessa valenza». Non si tratta di essere a favore o contrari, ma di garantire il confronto.
Assemblea eolico, Migliorini: “Mai vista una reazione così”
E Migliorini cosa dice? «Mai visti toni così forti, anche perché abbiamo parlato con loro in questi anni». Non sono degli sconosciuti a Ferriere. Ma il manager non prenderà l’aereo: «Non voglio gettare benzina sul fuoco e non voglio creare problemi di sicurezza a chi lavora con me, visti i toni e le parole che abbiamo letto».Un’occasione di confronto persa per il furore ideologico dell’amministrazione. L’impatto del progetto? «Genera lavoro sia in fase di cantiere sia nella gestione successiva; l’azienda si farebbe carico della manutenzione delle strade d’accesso; a questo si aggiungerebbero opere compensative tra 1,5 e 2 milioni, da concordare con il Comune». Questa la forbice di spesa, poi dipenderà da come sarà approvato il progetto dal ministero. Le conseguenze negative sul turismo? «Ognuno ha le sue idee, ma la stagione è quella estiva e, anche secondo le ultime tendenze del turismo internazionale, si convive bene con gli impianti eolici».

Argomentazioni che, proprio per il loro peso, il manager avrebbe voluto illustrare di persona. Ma gli hanno chiuso la porta in faccia.Ma se si è così convinti delle proprie posizioni e ragioni , quale timore può mai suscitare l’idea di ascoltare le parole dell’azienda?
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mi pare che con le regole attuali un impianto rinnovabile cede al Comune che lo ospita tra il 3% e il 4% del fatturato della vendita della sua energia, ora inteso come fatturato lordo totale, non solo del ricavo, e su tutti gli anni di attività
facciamo girare l’informazione perché ci sono Comuni a cui questo robusto contributo farebbe piacere, come faceba giò piacere anni fà (anche se il contributo era minore) prima delle campagne mediatiche contrarie recenti
PS: che violenza verbale e penosità di questi politici.. squalificano l’intero Comune.. i leghisti (ma non solo) quando il tema degli immigrati risulta già troppo sfruttato sui media, per distinguersi si mettono a fare “battaglie” contro il pagare le tasse, le rinnovabili o l’Europa o le regole, etc , di solito simboli semplici
propongo un patto tra elettrori di destra e sinistra, almeno quelli più razionali: non votiamo i partiti più populisti del lotto, Lega e M5s, così poi ci possiamo occupare di fare le pulci anche agli altri partiti
Buon giorno, dico subito che sono favorevole agli impianti eolici ma, e c’è un ma, le installazioni di quest’ultimi debbono sempre essere concordati con i cittadini perché poi saranno proprio quest’ultimi i fruitori dell’energia prodotta dal vento. Sono indignato di come questo governo non voglia volutamente affrontare questo argomento che, conti alla mano, farebbero gli interessi di tutti tranne sicuramente delle multinazionali del petrolio.
Per tornare all’argomento vorrei dire che per essere sicuri della bontà e della continua produzione di energia le pale eoliche andrebbero posizionate lungo le coste italiane dove il vento è quasi sempre costante inoltre dovrebbe esserci una legge e in allegato continui contributi statali ed europei per installare i pannelli fotovoltaici nei tetti delle case di tutta italia compresi quelli dei centri storici. Penso anche che per evitare speculazioni il governo di turno dovrebbe trovare i fondi (statali e/o europei) per acquistare lui stesso a stock i pannelli fotovoltaici e poi farli installare solo alle aziende certificate e a norma con le attuali leggi per l’installazione di quest’ultimi, penso anche che i pannelli dovrebbero rimanere di proprietà dello stato e che quest’ultimo debba applicare tariffe bassissime del KW per tutti i cittadini italiani.
Ma i cittadini sono pure contrari agli impianti eolici a 30 km dalle coste, quelli che vedi con i binocoli. C’è anche la speculazione di petrolieri e dintorni più tanti in cerca di facili cause a cui dedicarsi. Ho letto i commenti dei cittadini del Paese e sono un po’ superficiali nel senso che non è un comune turistico, ha pochi visitatori e le pale non sarebbero certo un ostacolo. Lo Stato finanzia generosamente i pannelli, in Sardegna a chi ha un Isee sotto i 15mila euro lo regalano pure.
considera che in Italia ci sono crinali interni con ventosità molto alta (alcuni siti persino altissima), cioè in grado di produrre energia con più costanza e intensità e a minore prezzo di altri siti, e con aree prive di abitazioni così da poter rispettare le ampie distanze previste tra impianti e luoghi abitativi
al nord Italia i crinali sono praticamente gli unici siti ventosi disponibili, visto che la pianura padana è invece scarsa di movimento aria.. ci sta che anche in questi crinali vengano proposti parchi eolici di alcune turbine
a me in modica quantità, come si fa adesso, cioè turbine più grandi ma poche e ben distanziate, parrebbero persino attrazioni turistiche per escursioni in bici o a piedi lungo i sentieri (o in trattoria con l’auto)
poi de gustibus, e i gusti dei politici leghisti sono “particolari”, sempre alla ricerca di qualche simbolo da odiare per compattare un proprio elettorato
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qualche numero per ragionarci sopra:
al momento abbiamo 13,6 GW di installazioni eoliche su terra, di cui diciamo semplificando 9 GW sono impianti datati che andranno aggiornati man mano che terminano i contratti ventennali… cioè turbine più o meno piccole installate grosso numero ammucchiate in “selve”, da sostituire con poche turbine grandi ben distanziate e più gradevoli alla percezione dell’occhio umano) che andranno aggiornati
aggiornando i siti già esistenti credo che arriveremmo sui 22 GW
per fare un mix 100% rinnovabili, basato soprattutto sul fotovoltaico, farebbe gioco avere comunque nel mix anche circa 70 GW di potenza eolica
– se fosse tutta su terra, significherebbe triplicare i siti attuali
– se metà la mettiamo in mare a 22-45km dalle coste, su terra ne servirebbero circa 35 GW.. per me è fattibile partendo dai 22 GW dei siti già esistenti, senza prospettare invasioni, tenendo invece una bassa densità dei parchi eolici sul territorio e scegliendo i siti più adatti
Una volta l’ Olanda si faceva pubblicità basata sui propri mulini a vento… Chissà se gli indigeni li consideravano brutte installazioni industriali 😂
A parte le facezie… ogni settimana vado in costa toscana e passo accanto a colline pisane con creste coperte da diversi campi eolici; due o tre volte ci sono pure passato attraverso (una stradina di servizio larga quanto la mia auto ! meno male non incrociai mai nessuno!) che ho scoperto essere vicino pure a B&B molto apprezzati da turisti nord europei per la loro amenità e vista mare e colline. Da dove risiedo sul mare le vedo di giorno e di notte (piccole luci rosse che ruotano) ma francamente non mi causano disturbo (e di case molto vicine non c’è né sono). Riesco a scorgere a discreta distanza pure le torri eoliche di Piombino nell’ insediamento industriale… ma ovviamente non recano fastidio: addirittura le vicine spiagge (Sterpaia, Carbonifera e Torre mozza) sono tra le più ambite della Toscana, suscitando paragoni con Sardegna ed altre zone meravigliose… Nessuno si è mai lamentato dei silenziosi giganti che anzi creano curiose coreografie danzanti quando si osservano dalla strada complanare (che porta a centinaia di camping e attività turistico-ricettive molto gettonate). Certo comprendo lo sgomento e l’opposizione che stanno suscitando le richieste di decine di ulteriori campi eolici e fotovoltaici a terra nelle più belle zone della Maremma, a Pitigliano, Gavorrano etc etc perché in effetti potrebbero snaturare il territorio…. Occorre concretezza e sensibilità…
Ci sono pure parchi eolici offshore progettati a largo della costa livornese (tra Capraia Gorgona verso la Corsica) che ovviamente sarebbero invisibili da terra (così come l’ OLT , nave gasiera ad ormeggio fisso a largo, che si appresta a diventare pure stazione di rifornimento per i nuovi traghetti e mercantili a GNL, che non dovranno più farlo in Spagna o Francia ! ).
Il problema non è che in Italia non ci sono progetti in studio o prossimi alla partenza… il problema è che arriveranno troppo tardi per rimediare alla desertificazione industriale (e lavorativa) ; in Spagna stanno impiantando tanti stabilimenti industriali proprio per la grande disponibilità di energia F.E.R. (anche se devono investire di più su reti e accumuli) proprio perché non erano così dipendenti come noi da idrocarburi via pipeline.
Il nostro governo sogna di essere HUB gas europeo ma siamo in concorrenza con la Grecia (il cui governo subisce pressioni per sviluppare un corridoio per rifornire di GNL USA gli stati centro europei,che dal 2027 rischiano di restare orfani del residuo gas russo )
Il 2027 si sta rapidamente avvicinando pure per noi…e l’ idea di restare alla “canna del gas ” di Trump con le sue continue intemperanze non mi sembra l’ opzione migliore… Forse qualche installazione pro-tempore di F.E R andrebbe pure accettata, visto che eventualmente il ripristino delle zone interessate è molto più facile, veloce ed economico.
si perde democrazia ad impedire un chiaro ed onesto confronto
ma più che altro mi pare che si debba restare attaccati alla canna del gas